Microplastiche: cosa cambia con il Regolamento UE 2026/1168 per aziende, ricerca scientifica e ambiente

N. 0 05/08/2026 Approfondimenti Pubblicato il 05/08/2026 09:40
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Le microplastiche sono tra gli inquinanti più discussi degli ultimi anni. Minuscole particelle di materiale plastico possono disperdersi nell'ambiente, raggiungere fiumi, mari, terreni agricoli e persino entrare nella catena alimentare.

Per questo motivo l'Unione Europea aveva già introdotto nel 2023 importanti restrizioni attraverso il regolamento REACH. Con il nuovo Regolamento (UE) 2026/1168, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, vengono chiariti alcuni aspetti della normativa per evitare interpretazioni errate e garantire una corretta applicazione delle regole.

Perché è stato necessario un nuovo regolamento

Il provvedimento non introduce un nuovo divieto generale sulle microplastiche, ma modifica alcune parti della disciplina già esistente.

Durante i primi anni di applicazione del regolamento europeo erano infatti emersi dubbi interpretativi riguardanti:

  • i medicinali;
  • la ricerca scientifica;
  • le attività di sviluppo industriale;
  • alcuni materiali contenenti microparticelle incorporate.

L'obiettivo della Commissione Europea è stato quello di chiarire quando le deroghe sono applicabili e quando invece continuano a valere le restrizioni.

Cosa sono le microplastiche

Le microparticelle di polimeri sintetici sono minuscoli frammenti di plastica utilizzati in numerosi prodotti industriali.

Possono essere presenti, ad esempio, in:

  • prodotti cosmetici;
  • detergenti specializzati;
  • materiali tecnici;
  • prodotti industriali;
  • applicazioni di laboratorio;
  • materiali utilizzati nella ricerca.

Il problema nasce quando queste particelle vengono disperse nell'ambiente e risultano estremamente difficili da eliminare.

Le principali novità del regolamento

Medicinali: chiarita l'esenzione

Una delle modifiche più importanti riguarda i medicinali per uso umano e veterinario.

La nuova formulazione chiarisce che l'esenzione riguarda tutti i medicinali, compresi quelli utilizzati durante:

  • sperimentazioni cliniche;
  • prove precliniche di sicurezza;
  • attività preparatorie allo sviluppo dei farmaci.

La Commissione spiega che questa era già l'intenzione originaria del legislatore europeo, ma il testo precedente poteva dare luogo a interpretazioni restrittive.

Più tutele per la ricerca scientifica

Un'altra novità riguarda le attività di ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi (PPORD).

La normativa chiarisce che le deroghe possono applicarsi anche quando tali attività vengono svolte fuori dai tradizionali siti industriali.

Questo significa che possono beneficiarne anche:

  • università;
  • ospedali;
  • centri di ricerca;
  • laboratori sperimentali.

Naturalmente entro i limiti quantitativi previsti dalla normativa europea.

Materiali solidi: cambia la definizione

Il regolamento aggiorna anche le condizioni nelle quali le microparticelle possono essere considerate incorporate in modo permanente in una matrice solida.

La nuova formulazione precisa che l'incorporazione deve riguardare prodotti destinati ad un utilizzo finale di almeno un anno.

Questa precisazione evita che possano beneficiare della deroga prodotti destinati ad essere sostituiti frequentemente, che potrebbero comunque contribuire alla dispersione delle microplastiche nell'ambiente.

Alcune modifiche hanno effetto retroattivo

Uno degli aspetti più particolari del regolamento riguarda la decorrenza.

Le modifiche relative:

  • ai medicinali;
  • alle attività di ricerca e sviluppo;

si applicano retroattivamente dal 17 ottobre 2023, data di entrata in vigore della precedente disciplina europea.

Secondo la Commissione Europea questa scelta serve a garantire coerenza con l'intenzione originaria del legislatore ed evitare penalizzazioni per operatori che avevano già applicato le regole secondo tale interpretazione.

La modifica relativa ai materiali incorporati in matrici solide, invece, sarà applicata dal 22 giugno 2028, concedendo tempo alle imprese per adeguare prodotti e processi produttivi.

Cosa cambia per le aziende

Le imprese che utilizzano microparticelle sintetiche dovranno verificare se i propri prodotti rientrano nelle nuove precisazioni introdotte dal regolamento.

In particolare dovranno valutare:

  • destinazione del prodotto;
  • durata dell'utilizzo;
  • modalità di incorporazione delle particelle;
  • eventuali attività di ricerca agevolate dalle deroghe.

Per molte aziende il provvedimento rappresenta soprattutto un chiarimento normativo piuttosto che un cambiamento radicale.

Cosa cambia per università e centri di ricerca

Università, laboratori pubblici e centri di ricerca ottengono una maggiore certezza giuridica.

Le attività sperimentali previste dal regolamento risultano ora disciplinate in modo più chiaro, evitando dubbi interpretativi che avrebbero potuto rallentare alcuni progetti scientifici.

Cosa cambia per i cittadini

Per il consumatore non cambiano immediatamente i prodotti presenti sugli scaffali.

L'obiettivo della normativa è però quello di ridurre progressivamente il rilascio di microplastiche nell'ambiente senza compromettere:

  • la ricerca medica;
  • l'innovazione tecnologica;
  • lo sviluppo di nuovi farmaci;
  • la ricerca universitaria.

Nel lungo periodo questo dovrebbe contribuire a diminuire la presenza di microplastiche negli ecosistemi e nelle acque.

Spiegazione dei termini tecnici

Regolamento REACH

È il regolamento europeo che disciplina la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche per proteggere salute umana e ambiente.

Microparticelle di polimeri sintetici

Minuscoli frammenti di materiali plastici prodotti artificialmente che possono essere dispersi nell'ambiente.

PPORD

Attività di ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi. Si tratta di sperimentazioni necessarie per sviluppare nuovi materiali, tecnologie o processi produttivi.

Esempio pratico

Immaginiamo un'università che sta sviluppando un nuovo materiale biodegradabile per uso medico.

Durante gli esperimenti vengono utilizzate piccole quantità di microparticelle sintetiche esclusivamente per finalità scientifiche.

Con il nuovo regolamento europeo viene chiarito che questo tipo di attività può rientrare nelle deroghe previste, evitando blocchi burocratici che avrebbero rallentato la ricerca, pur mantenendo l'obiettivo generale di limitare la dispersione delle microplastiche nell'ambiente.

FAQ – Domande frequenti

Le microplastiche vengono vietate completamente?

No. Il regolamento modifica alcune deroghe e chiarisce l'applicazione delle restrizioni già introdotte nel 2023.

Le aziende devono ritirare subito i prodotti?

Non necessariamente. Molte modifiche hanno natura interpretativa e alcune disposizioni prevedono periodi di adeguamento.

Perché la ricerca riceve deroghe?

Per consentire lo sviluppo di nuovi farmaci, materiali e tecnologie senza compromettere gli obiettivi di tutela ambientale.

Le modifiche valgono anche in Italia?

Sì. Trattandosi di un regolamento europeo, è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Quando entrano in vigore le nuove disposizioni?

Il regolamento entra in vigore venti giorni dopo la pubblicazione. Alcune modifiche producono effetti dal 17 ottobre 2023, mentre altre si applicheranno dal 22 giugno 2028.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo il regolamento come il regolamento interno di un laboratorio.

Le regole principali rimangono le stesse, ma vengono aggiunte note esplicative per evitare equivoci. In questo modo i ricercatori sanno esattamente quando possono utilizzare determinati materiali senza violare le norme, mentre l'obiettivo di ridurre l'inquinamento ambientale continua a essere pienamente rispettato.

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