La sicurezza dell'approvvigionamento energetico è diventata una delle priorità dell'Unione Europea dopo le profonde trasformazioni del mercato del gas degli ultimi anni. La riduzione delle forniture provenienti dalla Russia, la guerra in Ucraina e la costruzione di nuovi terminali per il Gas Naturale Liquefatto (GNL) hanno modificato in modo significativo gli equilibri energetici del continente.
Per questo motivo la Commissione Europea ha adottato il Regolamento Delegato (UE) 2026/146, che aggiorna la composizione dei gruppi di rischio previsti dal Regolamento (UE) 2017/1938 sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas.
L'obiettivo è rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri per affrontare eventuali crisi energetiche in modo più efficace.
Negli ultimi anni il sistema energetico europeo è cambiato profondamente.
Secondo il regolamento, hanno inciso in particolare:
Questi cambiamenti hanno modificato i percorsi attraverso i quali il gas arriva nei diversi Paesi dell'Unione, rendendo necessario aggiornare anche il sistema di cooperazione tra gli Stati membri.
I gruppi di rischio sono insiemi di Stati membri che collaborano tra loro per prevenire o gestire eventuali interruzioni dell'approvvigionamento di gas.
In caso di crisi energetica, questi Paesi condividono informazioni, pianificano interventi comuni e coordinano eventuali misure di emergenza.
È un sistema pensato per evitare che un problema locale possa trasformarsi in una crisi energetica europea.
Il nuovo regolamento semplifica l'organizzazione esistente.
In passato erano previsti tredici gruppi di rischio.
Ora la cooperazione viene riorganizzata attorno a quattro grandi corridoi energetici:
Secondo la Commissione Europea questa nuova struttura riflette meglio la situazione attuale del mercato del gas e rende più efficiente il coordinamento tra gli Stati membri.
L'Italia assume una posizione particolarmente rilevante nella nuova organizzazione.
Il nostro Paese è infatti inserito in tre dei quattro gruppi di rischio:
Questa presenza evidenzia l'importanza strategica dell'Italia nel sistema energetico europeo.
La posizione geografica della Penisola, i collegamenti con il Nord Africa e i terminali di rigassificazione consentono infatti all'Italia di rappresentare uno dei principali punti di ingresso del gas destinato all'Europa.
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il crescente utilizzo del Gas Naturale Liquefatto (GNL).
Il GNL viene trasportato via nave anziché attraverso gasdotti tradizionali.
Una volta arrivato nei terminali portuali viene rigassificato e immesso nella rete nazionale.
Questo consente all'Europa di diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da singoli fornitori.
Per cittadini e imprese il regolamento non modifica direttamente le bollette né introduce nuovi obblighi.
Si tratta soprattutto di una misura organizzativa.
L'obiettivo è migliorare:
In altre parole, il regolamento punta ad aumentare la resilienza del sistema energetico europeo.
Il nuovo assetto potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo italiano come hub energetico del Mediterraneo.
Grazie ai collegamenti con il Nord Africa e alle infrastrutture di rigassificazione, l'Italia può contribuire alla distribuzione del gas verso altri Paesi europei.
Questo comporta anche maggiori responsabilità nella gestione delle reti e nella cooperazione internazionale prevista dal regolamento.
Gas Naturale Liquefatto (GNL)
Gas naturale raffreddato fino a diventare liquido. In questo stato occupa molto meno volume e può essere trasportato via nave in tutto il mondo.
Gruppo di rischio
Insieme di Stati membri che collaborano per prevenire o affrontare eventuali interruzioni dell'approvvigionamento energetico.
Approvvigionamento energetico
Insieme delle attività necessarie per garantire che famiglie, imprese e servizi pubblici ricevano energia in modo continuo e sicuro.
Immaginiamo una rete di acquedotti che rifornisce diversi comuni.
Se uno dei principali tubi si rompe, gli altri comuni possono contribuire a mantenere il servizio deviando l'acqua attraverso percorsi alternativi.
Il nuovo regolamento europeo applica la stessa logica al gas naturale: gli Stati membri collaborano per garantire che eventuali interruzioni non lascino senza energia cittadini e imprese.
Il regolamento modifica il prezzo del gas?
No. Il provvedimento riguarda esclusivamente l'organizzazione della cooperazione tra gli Stati membri.
Perché sono stati modificati i gruppi di rischio?
Per adattarli ai nuovi flussi energetici sviluppatisi dopo il 2022 e alla crescita del GNL.
L'Italia assume un ruolo più importante?
Sì. Il regolamento inserisce l'Italia in tre dei quattro gruppi strategici previsti dalla nuova organizzazione europea.
Ci saranno effetti immediati sulle famiglie?
No. Gli effetti sono principalmente organizzativi e riguardano la gestione delle emergenze energetiche.
Quando entra in vigore il regolamento?
Il regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
Pensiamo alla rete europea del gas come a una grande rete autostradale.
Negli ultimi anni sono stati costruiti nuovi svincoli, aperte nuove strade e modificati i percorsi principali.
La Commissione Europea ha quindi aggiornato la "mappa" dei collegamenti tra gli Stati, stabilendo chi deve collaborare con chi in caso di emergenza.
L'Italia, grazie alla sua posizione geografica, diventa uno degli svincoli più importanti della nuova rete energetica europea.
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