🐺
MILANO – Cinque giorni di cammino, quasi trenta persone e un’esperienza condivisa tra le montagne delle Valli Maira e Grana – nel Sud-Ovest della provincia di Cuneo, all'interno delle Alpi Cozie e Marittime – dove la montagna è diventata spazio di autonomia, relazione e scoperta. Alla fine del luglio scorso, dodici giovani adulti nello spettro autistico hanno partecipato alla seconda edizione del trekking “In Cammino con i Lupi”, iniziativa inserita quest’anno nel progetto Tip Top Mountain del Ministero per le Disabilità, di cui il Club Alpino Italiano è stato capofila.
Il corretto approccio clinico e psico-educativo. Nato dalla collaborazione tra ASL Città di Torino, Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale del Club Alpino Italiano e Sezione CAI di Cuneo, il progetto ha riunito lungo i sentieri dodici partecipanti, sei accompagnatori esperti del CAI, sette operatori sanitari e psico-educativi dell’ASL Città di Torino e di Unione NET, una Guida Ambientale Escursionistica e due video-maker professionisti. Il solido connubio tra il mondo professionale, che ha garantito il corretto approccio clinico e psico-educativo, e del volontariato, grazie all’accompagnamento garantito dai soci del CAI, ha aggiunto valore all’esperienza: un’alleanza preziosa nella quale le competenze tecniche si sono fuse con la passione e la profonda conoscenza dell’ambiente montano. Nel 2027 l’esperienza si allargherà inoltre alle due ASL della Provincia di Cuneo.
Il “branco” si è snodato attraverso tappe ricche di fascino. Il cammino di questo vero e proprio “branco” si è snodato attraverso tappe ricche di fascino, studiate per unire la scoperta della biodiversità alla gestione dell’impegno fisico. Dopo la partenza da Torino, il gruppo si è mosso da Canosio verso Marmora, esplorando le borgate storiche e la suggestiva Cappella di San Sebastiano. I giorni successivi hanno visto i ragazzi immergersi nei boschi di larici fino al Lago Nero, per poi vivere l’esperienza della transumanza salendo al Rifugio Fauniera, a 2.298 metri di quota, dove hanno incontrato chi vive e lavora in alpeggio. Gli ultimi due giorni sono stati dedicati alla scoperta delle dorsali dell’Alta Valle Grana, da dove l’orizzonte si è aperto all’infinito verso la catena delle Alpi, sancendo il raggiungimento del massimo traguardo di autonomia, prima della discesa panoramica nella Valle Grana verso il Santuario di Castelmagno, dove si sono svolti i saluti finali.
E’ stato il coronamento di un percorso abilitativo di ampio respiro. L’intero progetto ha rappresentato il coronamento di un percorso abilitativo di ampio respiro, nel quale il lupo è stato scelto come simbolo di resilienza, libertà e appartenenza al gruppo. La montagna è diventata così lo specchio attraverso cui ogni ragazzo ha potuto riscoprire le proprie capacità e mettere alla prova le autonomie acquisite, muovendosi in un contesto di realtà naturale.
La montagna è un potente spazio terapeutico e un regolatore naturale dello stress. Come ha sottolineato il Dottor Roberto Keller, Direttore del Centro Regionale Autismo Adulti dell’ASL Città di Torino: “La montagna non è solo un luogo fisico, ma un potentissimo spazio terapeutico e un regolatore naturale dello stress. Portare questi ragazzi fuori dai contesti urbani iper-stimolanti e inserirli in un ambiente sfidante ma protetto ha permesso loro di sviluppare autonomie reali, dalla gestione dello zaino alla regolazione emotiva nella fatica condivisa. L’iniziativa ha dimostrato che un modello integrato tra sanità, natura e volontariato è la chiave per una vera riabilitazione sociale e relazionale”.