La vediamo alle inaugurazioni, alle commemorazioni, davanti alle scuole, durante le feste patronali e nelle cerimonie ufficiali.
È probabilmente il simbolo più riconoscibile di un sindaco.
Eppure basta guardare qualche fotografia di cerimonie istituzionali per accorgersi di una cosa curiosa: la fascia tricolore viene indossata nei modi più diversi.
C'è chi la porta quasi come una sciarpa, chi se la ritrova praticamente sul collo, chi mostra maggiormente il rosso e chi il verde. Capita persino di vedere due amministratori, uno accanto all'altro, con la fascia sistemata in maniera apparentemente diversa.
E allora qualche domanda viene spontanea:
siamo sicuri di sapere davvero come si indossa una fascia tricolore?
E soprattutto:
chi può indossarla?
Il sindaco, certo.
Ma un assessore? Un consigliere comunale? Il presidente del Consiglio comunale?
E se il sindaco non può partecipare a una cerimonia e dice a un assessore «vai tu a rappresentarmi», può prestargli anche la fascia?
Sembrano piccole curiosità da cerimoniale. In realtà ci permettono di cominciare a capire qualcosa di molto più importante: nella Pubblica Amministrazione cariche, simboli, deleghe e funzioni non sono intercambiabili.
Ed è proprio da una cosa apparentemente semplice come una fascia che nasce una nuova rubrica di Ticronometro.
🏛️ TicCivica – Ma tu lo sapevi?
Nel 2027 Caselle Torinese tornerà alle urne per scegliere chi amministrerà la città.
Ticronometro non vuole dirvi chi votare.
Vogliamo provare a fare qualcosa di diverso: arrivare a quell'appuntamento conoscendo un po' meglio il mondo della Pubblica Amministrazione e le regole che governano il nostro Comune.
Partiremo dalle cose più elementari per arrivare, puntata dopo puntata, a capire che cosa fanno sindaco, assessori e consiglieri; quali differenze ci sono tra Giunta e Consiglio; che cosa sono determine e delibere; come funziona un bilancio; cosa significa affidamento diretto; quali sono i poteri dell'opposizione; cosa sono le società partecipate e molto altro.
Niente lezioni universitarie.
Niente esami di diritto amministrativo.
E, possibilmente, meno burocratese possibile.
Alla fine di ogni puntata, però, un piccolo esame ci sarà: qualche domanda per vedere se abbiamo capito.
E chissà: se prenderete gusto a giocare, magari alla fine scopriremo anche chi è il cittadino casellese che conosce meglio il proprio Comune.
Ma perché nasce TicCivica?
Osservando ciò che accade intorno a noi — e non parlo soltanto di Caselle, perché certi meccanismi si possono incontrare un po' in tutta Italia — mi sono accorto di una cosa che merita qualche riflessione.
A volte ciò che è un diritto del cittadino finisce per essere percepito quasi come un favore ricevuto dalla politica o dall'amministrazione.
E quando un diritto viene vissuto come un favore, può scattare un meccanismo altrettanto pericoloso: quello del “grazie dovuto”.
Ma se un cittadino ottiene ciò che gli spetta secondo le regole, non ha ricevuto una concessione personale da qualcuno. Ha semplicemente esercitato un diritto.
Se un ufficio conclude correttamente una pratica, se viene autorizzato un accastamento, se arriva il titolo necessario per realizzare una veranda o se viene fornita una risposta prevista dalla legge, non dovrebbe nascere alcun debito di riconoscenza politica.
L'amministrazione pubblica non appartiene a chi temporaneamente la governa.
E i cittadini, davanti alla Pubblica Amministrazione, non dovrebbero essere divisi tra amici, avversari, simpatici, antipatici, riconoscenti o ingrati.
Naturalmente vale anche il contrario: avere dei diritti non autorizza il cittadino a insultare chi amministra. Il confronto può essere duro, la critica può essere severa, ma dovrebbe rimanere civile da entrambe le parti.
Mi è capitato personalmente di trovarmi davanti a una risposta pronunciata a voce molto alta mentre ponevo una questione come cittadino. Ed è anche da episodi come questo che nasce una domanda: conosciamo davvero i nostri diritti e sappiamo quale dovrebbe essere il rapporto tra cittadino e istituzioni?
Tra questi c'è anche il diritto di esprimersi, fare domande e criticare.
La nostra Costituzione non è soltanto quel piccolo libro che ogni tanto viene consegnato durante qualche bella cerimonia. Sarebbe ancora più utile leggerlo, conoscerlo e capire quali principi contiene.
Ed è qui che entra in gioco TicCivica.
Non per stabilire chi siano i buoni e chi i cattivi. E nemmeno per preparare la pagella di questa o quella amministrazione.
Ma per provare a conoscere le regole del gioco.
Perché più conosciamo il funzionamento delle istituzioni, più diventa difficile confondere un diritto con un favore, un servizio pubblico con una concessione personale e il rapporto con un amministratore con un debito di riconoscenza.
E siccome nel 2027 si voterà, conoscere queste differenze potrebbe essere particolarmente utile.
Poi ognuno, naturalmente, voterà chi vuole.
Possibilmente sapendo un po' meglio che cosa sta scegliendo e quali diritti continuerà ad avere anche il giorno dopo le elezioni.
E per cominciare questo viaggio abbiamo scelto qualcosa di apparentemente semplicissimo.
La fascia tricolore.
Che cos'è la fascia tricolore?
La risposta arriva direttamente dal Testo unico degli enti locali.
L'articolo 50, comma 12, del D.Lgs. 267/2000 stabilisce che:
«Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla.»
La parola fondamentale è sindaco.
La fascia non è genericamente il distintivo di chi rappresenta il Comune.
È il distintivo del sindaco.
Consulta il Testo unico degli enti locali su Normattiva
🎗️ E come si indossa?
Anche qui non siamo nel campo della moda.
La normativa stabilisce innanzitutto che deve essere portata a tracolla.
La fascia è composta dai colori della bandiera italiana e reca lo stemma della Repubblica e quello del Comune.
Quindi non è una sciarpa, non è una decorazione personale e non dovrebbe essere sistemata semplicemente nel modo che fotograficamente ci piace di più.
Ed ecco già la prima piccola lezione di TicCivica:
anche un simbolo che vediamo continuamente ha un significato istituzionale preciso.
👔 «Sindaco, non posso venire.» «Allora vai tu.»
Facciamo un esempio.
Il sindaco è invitato all'inaugurazione nel Comune vicino.
Ha un altro impegno e decide di mandare un assessore :
«Vai tu e rappresenta il nostro Comune.»
Nessun problema.
L'assessore, può rappresentare istituzionalmente il Comune.
Ma può anche prendere la fascia tricolore e indossarla?
Non automaticamente.
Il Ministero dell'Interno si è pronunciato proprio su situazioni di questo genere, chiarendo che l'assessore o consigliere che non sia vicesindaco non può indossare la fascia al posto del sindaco per partecipare a eventi in altri Comuni per il semplice fatto di essere stato delegato dal sindaco.
Il parere del Ministero dell'Interno sull'utilizzo della fascia
Ed è una distinzione importante.
Il sindaco può dire:
«Rappresenta il Comune.»
Questo non significa necessariamente:
«Ti trasferisco le mie funzioni di sindaco.»
👩💼 E il vicesindaco?
Qui le cose cambiano.
Il vicesindaco non è semplicemente un assessore al quale viene chiesto di partecipare a una manifestazione.
L'articolo 53 del TUEL prevede che, in caso di assenza o impedimento temporaneo del sindaco, il vicesindaco lo sostituisca.
Quando esercita quelle funzioni può quindi utilizzare la fascia.
Ed eccoci alla seconda piccola lezione:
Rappresentare il sindaco e sostituire il sindaco nell'esercizio delle sue funzioni sono due cose diverse.
⚠️ Quindi un assessore non può mai indossarla?
Non corriamo troppo.
Esistono situazioni particolari nelle quali la legge attribuisce o permette di delegare determinate funzioni.
Un esempio classico è quello della celebrazione dei matrimoni civili.
Per questo vedere una fotografia di una persona con la fascia e concludere immediatamente «non poteva indossarla» sarebbe un modo piuttosto poco serio di affrontare la questione.
Bisogna sapere chi è quella persona, quale carica ricopre, quale funzione sta esercitando e in quale circostanza.
TicCivica servirà anche a questo: imparare che nella Pubblica Amministrazione spesso la risposta corretta non sta nella fotografia, ma nelle regole che ci sono dietro.
🎓 Cosa abbiamo imparato?
Una semplice fascia ci ha già insegnato quattro cose.
La fascia tricolore è il distintivo del sindaco.
Essere assessore o consigliere comunale non significa automaticamente poterla indossare.
Essere delegati a rappresentare il sindaco non significa necessariamente esercitarne le funzioni.
Il vicesindaco, quando sostituisce il sindaco nei casi previsti, si trova invece in una situazione differente.
Tutto abbastanza semplice?
Vediamo.