Fra le mie tante sfighe... o fortune. 😄
Essendo figlio unico, con i miei genitori anziani che vivono ancora nel mio paese d'origine, mi ritrovo ad avere una doppia prospettiva. Ho la possibilità di osservare e confrontare due realtà molto diverse.
Da una parte c'è Caselle Torinese, dove vivo e che monitoro quotidianamente.
Dall'altra c'è Buccheri, il piccolo paese siciliano dove vivono i miei genitori e che, in fondo, resterà sempre casa.
Uno dei confronti più semplici da fare, ma allo stesso tempo uno dei più complessi da spiegare, riguarda la TARI. È una tassa che si paga in tutta Italia, finanzia un servizio essenziale e, per molte famiglie, rappresenta ormai una voce di spesa sempre più pesante.
Ogni anno, quindi, controllo due bollette. E ogni anno mi raccontano due storie completamente diverse.
Quest'anno, in Sicilia, la TARI dei miei genitori è diminuita di circa il 5%.
A Caselle, invece, facendo due conti sull'acconto ricevuto (361 euro, pari all'80% dell'importo, contro i 358 euro dello scorso anno che rappresentavano l'85%), la mia stima è che il totale finale possa aumentare di circa il 7%.
Naturalmente si tratta di una mia elaborazione statistica e non di un dato ufficiale. Sarò il primo a essere felice se il saldo finale mi smentirà.
«Abbassare la TARI non è possibile»
Quello che mi ha fatto riflettere è un altro aspetto.
Da quando vivo in Piemonte, non soltanto a Caselle ma osservando anche altri Comuni della zona, la frase che sento ripetere più spesso è sempre la stessa:
"Purtroppo abbassare la TARI non è possibile."
È quasi diventata una legge della natura.
Come la gravità.
E quando non è possibile ridurla, c'è sempre un responsabile esterno: i costi, le normative, il Consorzio, le decisioni di altri enti.
Insomma, un colpevole che spesso è molto difficile andare a cercare e al quale nessun cittadino può bussare direttamente alla porta.
Poi, però, apro Facebook e leggo il post del sindaco.
No.
Non quello piemontese.
Quello siciliano.
Il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe TARI con una riduzione del 5% rispetto all'anno precedente.
Viene riportato anche un esempio concreto: una famiglia di quattro persone che vive in un'abitazione di circa 100 metri quadrati pagherà 167 euro. --> link
Lo stupore c'è.
Ma fino a un certo punto.
Già lo scorso anno avevo scritto alcune riflessioni su questa differenza di approccio.
La cosa più interessante, però, non è tanto confrontare 167 euro con i circa 500 euro che pago complessivamente a Caselle.
La vera domanda è un'altra.
Perché?
Una gestione diversa
La risposta, almeno in parte, sembra essere nell'organizzazione del servizio.
A Buccheri la gestione è stata progressivamente riportata all'interno del Comune.
Raccolta, conferimento e perfino la vendita dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata vengono gestiti direttamente dall'amministrazione comunale.
In passato anche lì esisteva un modello più simile a quello casellese, con affidamenti esterni.
Poi sono stati fatti i conti e si è deciso di cambiare strada.
La scelta è stata semplice solo sulla carta.
Gestire direttamente significa assumersi maggiori responsabilità, affrontare più problemi ogni giorno e lavorare molto di più.
Ma significa anche eliminare alcuni passaggi, ridurre costi e recuperare risorse che prima rimanevano lungo la filiera.
Naturalmente non si possono confrontare in modo semplicistico un Comune di circa duemila abitanti e uno di quattordicimila.
Caselle è una realtà molto più complessa.
Ma è anche vero che un Comune più grande dispone di maggiori risorse economiche, personale e strumenti.
Nei piccoli Comuni, invece, bisogna imparare a far quadrare ogni centesimo.
Il difficile non è amministrare quando i soldi ci sono.
Il difficile è amministrare quando i soldi non ci sono.
Basta guardare le opere pubbliche.
A Caselle è stato realizzato il nuovo centro sportivo di via Venaria.
Anche Buccheri, nel suo piccolo, dispone di un centro sportivo con campo da calcio in erba sintetica, campi da basket, pallavolo e tennis, oltre agli spogliatoi con docce.
La differenza è che è stato costruito poco alla volta, cercando finanziamenti ovunque e controllando ogni singola voce di spesa.
Quando ogni euro conta, un esproprio pagato tre volte il suo valore non è un semplice costo: può diventare la differenza tra completare un'opera oppure dover rinunciare a una parte del progetto. Chi amministra con risorse limitate è costretto a fare continuamente questo tipo di valutazioni.
Lo stesso approccio sembra essere stato applicato anche alla gestione dei rifiuti: controllare ogni costo, recuperare ogni possibile risparmio e cercare di trasformare ogni euro speso in un beneficio per la collettività.
La raccolta differenziata non è solo ambiente
Un altro elemento che mi ha colpito riguarda la raccolta differenziata.
I miei genitori, da questo punto di vista, sono avanti anni luce rispetto a me.
Nel tempo è stato fatto un enorme lavoro di educazione ambientale e oggi differenziare correttamente è diventata un'abitudine consolidata.
Ma questo risultato non è arrivato da solo.
Sono stati introdotti incentivi semplici e immediati.
Le bottiglie di plastica e le lattine vengono conferite nella casetta del recupero, pesate e trasformate direttamente in uno sconto sulla TARI, si sono avviate anche pratiche del riuso.
A Caselle esistono gli eco-compattatori CORIPET.
Il sistema, introdotto grazie alla convenzione tra Comune, CORIPET, Consorzio CB16 e SETA, prevede una riduzione della TARI pari a 10 euro ogni 1.000 punti, fino a un massimo di 30 euro all'anno. La Determina n. 141 del 20 febbraio 2026 approva l'elenco degli aventi diritto e quantifica in 1.340 euro il valore complessivo delle riduzioni riconosciute ai cittadini per il 2026.
La domanda, però, è un'altra.
Quanto è facile raggiungere quei punti?
Mi è capitato di notare che, in altri Comuni aderenti allo stesso circuito, il numero di bottiglie necessario per ottenere gli incentivi sembra essere inferiore, e poi cosa strana il comune versa la somma per la riduzione ma la plastica a quanto pare rimane al consorzio (la macchienetta mangia plastica costa!)
Se davvero l'obiettivo è aumentare la raccolta differenziata, forse anche questo aspetto meriterebbe una riflessione.
Dove finiscono i ricavi dei materiali riciclati?
Dopotutto la raccolta differenziata non produce solo benefici ambientali.
Produce anche valore economico.
A Buccheri è il Comune stesso a occuparsi della vendita dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata.
Ma c'è un dettaglio fondamentale: più il materiale è pulito e correttamente selezionato, maggiore è il suo valore economico.
I cittadini lo sanno e sono consapevoli che una raccolta differenziata fatta bene non produce soltanto benefici ambientali, ma contribuisce anche a finanziare il servizio e, di conseguenza, a contenere il costo della TARI.
A Caselle il sistema è differente.
I materiali vengono raccolti da SETA, società appartenente al Gruppo Iren, e i ricavi derivanti dalla loro valorizzazione confluiscono nel bilancio della società. (ai comuni poi vanno dei dividendi annuali per Caselle quest'anno 54000 euro circa)
C'è però un aspetto interessante che emerge dalla documentazione ufficiale.
La Relazione sulla Gestione 2025 di SETA (pag 15) evidenzia infatti che, nel 2025, i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali riciclati sono diminuiti rispetto all'anno precedente, soprattutto a causa della minore valorizzazione di alcune frazioni merceologiche. Il caso più significativo riguarda il vetro: nella parte finale del 2025, a seguito di analisi merceologiche, una parte del materiale è risultata non conforme ai requisiti richiesti dal consorzio di ritiro, perdendo di fatto il proprio valore economico.
Questo conferma che la qualità della raccolta differenziata non è soltanto una questione ambientale, ma anche economica: materiali meglio selezionati significano maggiori ricavi dalla loro vendita, mentre una raccolta meno accurata può ridurre, o addirittura azzerare, il valore di alcune frazioni recuperabili.
A questo punto, da cittadino, mi viene spontanea una domanda: in quale misura il valore economico generato dalla vendita di questi materiali ritorna concretamente ai cittadini sotto forma di una TARI più contenuta? Comprendere questo meccanismo aiuterebbe a capire meglio come il valore prodotto dalla raccolta differenziata venga redistribuito lungo l'intera filiera.
Da cittadino mi piacerebbe però capire meglio una cosa.
Quanto del valore economico generato dalla vendita dei materiali riciclati ritorna concretamente ai cittadini sotto forma di una TARI più bassa?
Io penso nulla!, Non è un'accusa.
È semplicemente una domanda di trasparenza.
Il ruolo del Consorzio
C'è poi un altro elemento che mi incuriosisce.
Fino allo scorso anno Caselle sosteneva costi rilevanti legati al Consorzio di Bacino.
Se ricordo correttamente, tra quota annuale e altri impegni di spesa si superavano i 300.000 euro.
Nel 2026, con il passaggio della gestione della TARI al Comune, rimangono comunque la quota annuale di circa 23.000 euro e un incarico di supporto tecnico di circa 66.000 euro.
Probabilmente sono costi legati alla fase di transizione.
Sarà interessante capire se negli anni futuri questa nuova organizzazione porterà anche risparmi strutturali.
La domanda finale
Ed è proprio qui che ritorna la domanda iniziale.
È davvero impossibile abbassare la TARI?
Oppure dipende dalle scelte politiche, dal modello organizzativo adottato, dall'efficienza del servizio e dagli investimenti fatti negli anni?
Non ho la presunzione di avere la risposta.
So soltanto che, avendo due bollette sul tavolo, qualche domanda viene spontanea farsela.
Quest'anno il mio bilancio personale è piuttosto curioso.
📉 -5% in Sicilia.
📈 +7% stimato a Caselle.
Forse il destino ha deciso di farmi vivere entrambe le facce della stessa tassa.
E, da semplice cittadino, continuo a chiedermi se davvero in alcuni Comuni sia impossibile abbassare la TARI... oppure se, semplicemente, in alcuni Comuni sia più difficile immaginare che si possa fare.