Riforma delle attività educative non formali: cosa prevede la Legge 135/2026 per famiglie, Comuni e Terzo Settore

N. 0 29/07/2026 Approfondimenti Pubblicato il 30/07/2026 01:41
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Le attività educative non formali rappresentano da anni un importante supporto alla crescita dei bambini e degli adolescenti. Centri estivi, doposcuola, laboratori artistici, attività sportive, musicali e scientifiche contribuiscono allo sviluppo personale dei più giovani e aiutano le famiglie nella gestione del tempo educativo oltre la scuola.

Con la Legge 23 luglio 2026, n. 135, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2026, il Parlamento ha deciso di avviare una riforma organica di questo settore, affidando al Governo il compito di emanare uno o più decreti legislativi entro nove mesi dall'entrata in vigore della legge.

Non si tratta quindi di una riforma già completamente operativa, ma del primo passo verso un sistema nazionale più strutturato di sostegno alle attività educative rivolte ai minori.

Perché nasce questa riforma

La legge individua alcuni obiettivi molto chiari:

  • contrastare la povertà educativa;
  • ridurre l'esclusione sociale;
  • favorire il benessere psicofisico dei bambini e degli adolescenti;
  • sostenere concretamente le famiglie;
  • promuovere la partecipazione attiva dei giovani nelle decisioni che li riguardano.

L'intenzione è quella di creare opportunità educative diffuse su tutto il territorio nazionale, valorizzando le realtà già presenti nei Comuni.

Che cosa sono le attività educative non formali?

Le attività educative non formali sono tutti quei percorsi di crescita che si svolgono fuori dalla didattica tradizionale.

Possono comprendere:

  • centri estivi;
  • laboratori teatrali;
  • corsi di musica;
  • attività sportive;
  • percorsi artistici;
  • iniziative dedicate alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica);
  • attività ricreative organizzate da associazioni, enti del Terzo Settore e oratori.

Non sostituiscono la scuola, ma la affiancano, offrendo occasioni di apprendimento in contesti diversi.

Cosa dovrà fare il Governo

La legge contiene una delega legislativa.

Una delega legislativa è lo strumento con cui il Parlamento stabilisce i principi da seguire e incarica il Governo di scrivere i provvedimenti attuativi entro un termine preciso.

Entro nove mesi il Governo dovrà predisporre decreti legislativi che:

  • aggiornino le misure già previste dalla legge di bilancio 2025;
  • rendano più accessibili le attività educative;
  • favoriscano una migliore organizzazione dei servizi;
  • coinvolgano maggiormente il territorio.

Più attenzione alle famiglie con maggiori esigenze

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i destinatari prioritari delle iniziative.

La legge prevede che vengano favorite soprattutto:

  • famiglie con figli portatori di bisogni speciali;
  • nuclei familiari numerosi.

Questo significa che, nella definizione dei futuri interventi, tali categorie dovranno ricevere particolare attenzione.

Dove potranno svolgersi le attività

Le iniziative potranno essere organizzate in diversi luoghi.

Tra questi:

  • scuole;
  • centri estivi;
  • servizi socio-educativi territoriali;
  • centri educativi e ricreativi;
  • strutture gestite in collaborazione tra più Comuni.

La norma incoraggia anche accordi tra Comuni confinanti, così da condividere servizi e risorse.

Il ruolo del Terzo Settore

Grande spazio viene riservato agli enti del Terzo Settore.

La legge promuove il coinvolgimento di:

  • associazioni;
  • cooperative sociali;
  • organizzazioni di volontariato;
  • enti religiosi che svolgono attività di oratorio o iniziative analoghe.

Questo coinvolgimento dovrà avvenire attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione.

La co-programmazione è il percorso con cui pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo Settore individuano insieme i bisogni del territorio.

La co-progettazione consiste invece nella progettazione condivisa degli interventi e dei servizi da realizzare.

L'obiettivo è valorizzare le competenze delle realtà già attive sul territorio.

Scuole aperte anche oltre l'orario delle lezioni

Un'altra novità riguarda gli edifici scolastici.

I Comuni potranno stipulare convenzioni con le scuole per utilizzare gli spazi disponibili nelle attività educative previste dalla legge.

Questo consentirà di sfruttare strutture già esistenti senza nuovi investimenti edilizi.

La norma precisa che tali convenzioni non dovranno comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Un Tavolo tecnico nazionale

Per coordinare le iniziative sarà istituito un Tavolo tecnico presso il Ministero competente.

Il Tavolo avrà il compito di:

  • condividere le migliori pratiche;
  • supportare gli enti locali;
  • favorire la collaborazione con il Terzo Settore;
  • diffondere modelli organizzativi efficaci.

Faranno parte del Tavolo anche rappresentanti del mondo giovanile.

Le risorse economiche

La legge autorizza nuove risorse per l'attuazione della delega.

Sono previsti:

  • 3,5 milioni di euro per il 2026;
  • 4 milioni di euro per il 2027;
  • 1 milione di euro annuo dal 2028.

Queste somme finanziano l'attuazione della delega e derivano dalla rimodulazione di fondi già esistenti indicati nella legge.

Quali effetti ci saranno per i cittadini?

Per il momento la legge non introduce contributi immediatamente richiedibili.

Gli effetti concreti arriveranno con i decreti legislativi che il Governo dovrà emanare.

Le famiglie potrebbero beneficiare in futuro di una rete più ampia di servizi educativi.

I Comuni avranno strumenti più flessibili per organizzare le attività.

Il Terzo Settore potrà collaborare in maniera ancora più strutturata con le amministrazioni pubbliche.

Un esempio pratico

Immaginiamo un piccolo Comune che oggi organizza soltanto un centro estivo per poche settimane.

Con la futura attuazione della legge potrebbe collaborare con il Comune vicino, utilizzare la palestra della scuola durante il pomeriggio e coinvolgere un'associazione sportiva, una banda musicale e una cooperativa sociale per offrire attività durante tutto l'anno.

Per le famiglie significherebbe avere più opportunità educative senza doversi spostare in altri centri.

FAQ – Domande frequenti

La legge è già operativa?

La legge è entrata in vigore, ma molte misure dovranno essere definite attraverso i decreti legislativi previsti dalla delega.

Quando arriveranno i decreti attuativi?

La legge prevede che il Governo li adotti entro nove mesi dalla sua entrata in vigore.

Chi avrà la priorità nelle future iniziative?

Le famiglie con figli portatori di bisogni speciali e i nuclei familiari numerosi.

Le scuole potranno ospitare attività extrascolastiche?

Sì. I Comuni potranno stipulare convenzioni per utilizzare gli spazi scolastici disponibili nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

Il Terzo Settore avrà un ruolo maggiore?

Sì. La legge prevede il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore attraverso strumenti di collaborazione con le amministrazioni pubbliche.

Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo a una biblioteca comunale che oggi apre soltanto per il prestito dei libri. Se Comune, associazioni e volontari collaborano, quello stesso edificio può ospitare corsi di lettura, laboratori per bambini, incontri scientifici e attività artistiche. La nuova legge punta ad applicare una logica simile alle strutture educative presenti sul territorio: utilizzare meglio ciò che già esiste, mettendo in rete istituzioni, associazioni e comunità per offrire più opportunità ai ragazzi.

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