Le attività educative non formali rappresentano da anni un importante supporto alla crescita dei bambini e degli adolescenti. Centri estivi, doposcuola, laboratori artistici, attività sportive, musicali e scientifiche contribuiscono allo sviluppo personale dei più giovani e aiutano le famiglie nella gestione del tempo educativo oltre la scuola.
Con la Legge 23 luglio 2026, n. 135, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2026, il Parlamento ha deciso di avviare una riforma organica di questo settore, affidando al Governo il compito di emanare uno o più decreti legislativi entro nove mesi dall'entrata in vigore della legge.
Non si tratta quindi di una riforma già completamente operativa, ma del primo passo verso un sistema nazionale più strutturato di sostegno alle attività educative rivolte ai minori.
La legge individua alcuni obiettivi molto chiari:
L'intenzione è quella di creare opportunità educative diffuse su tutto il territorio nazionale, valorizzando le realtà già presenti nei Comuni.
Le attività educative non formali sono tutti quei percorsi di crescita che si svolgono fuori dalla didattica tradizionale.
Possono comprendere:
Non sostituiscono la scuola, ma la affiancano, offrendo occasioni di apprendimento in contesti diversi.
La legge contiene una delega legislativa.
Una delega legislativa è lo strumento con cui il Parlamento stabilisce i principi da seguire e incarica il Governo di scrivere i provvedimenti attuativi entro un termine preciso.
Entro nove mesi il Governo dovrà predisporre decreti legislativi che:
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i destinatari prioritari delle iniziative.
La legge prevede che vengano favorite soprattutto:
Questo significa che, nella definizione dei futuri interventi, tali categorie dovranno ricevere particolare attenzione.
Le iniziative potranno essere organizzate in diversi luoghi.
Tra questi:
La norma incoraggia anche accordi tra Comuni confinanti, così da condividere servizi e risorse.
Grande spazio viene riservato agli enti del Terzo Settore.
La legge promuove il coinvolgimento di:
Questo coinvolgimento dovrà avvenire attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione.
La co-programmazione è il percorso con cui pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo Settore individuano insieme i bisogni del territorio.
La co-progettazione consiste invece nella progettazione condivisa degli interventi e dei servizi da realizzare.
L'obiettivo è valorizzare le competenze delle realtà già attive sul territorio.
Un'altra novità riguarda gli edifici scolastici.
I Comuni potranno stipulare convenzioni con le scuole per utilizzare gli spazi disponibili nelle attività educative previste dalla legge.
Questo consentirà di sfruttare strutture già esistenti senza nuovi investimenti edilizi.
La norma precisa che tali convenzioni non dovranno comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Per coordinare le iniziative sarà istituito un Tavolo tecnico presso il Ministero competente.
Il Tavolo avrà il compito di:
Faranno parte del Tavolo anche rappresentanti del mondo giovanile.
La legge autorizza nuove risorse per l'attuazione della delega.
Sono previsti:
Queste somme finanziano l'attuazione della delega e derivano dalla rimodulazione di fondi già esistenti indicati nella legge.
Per il momento la legge non introduce contributi immediatamente richiedibili.
Gli effetti concreti arriveranno con i decreti legislativi che il Governo dovrà emanare.
Le famiglie potrebbero beneficiare in futuro di una rete più ampia di servizi educativi.
I Comuni avranno strumenti più flessibili per organizzare le attività.
Il Terzo Settore potrà collaborare in maniera ancora più strutturata con le amministrazioni pubbliche.
Immaginiamo un piccolo Comune che oggi organizza soltanto un centro estivo per poche settimane.
Con la futura attuazione della legge potrebbe collaborare con il Comune vicino, utilizzare la palestra della scuola durante il pomeriggio e coinvolgere un'associazione sportiva, una banda musicale e una cooperativa sociale per offrire attività durante tutto l'anno.
Per le famiglie significherebbe avere più opportunità educative senza doversi spostare in altri centri.
La legge è già operativa?
La legge è entrata in vigore, ma molte misure dovranno essere definite attraverso i decreti legislativi previsti dalla delega.
Quando arriveranno i decreti attuativi?
La legge prevede che il Governo li adotti entro nove mesi dalla sua entrata in vigore.
Chi avrà la priorità nelle future iniziative?
Le famiglie con figli portatori di bisogni speciali e i nuclei familiari numerosi.
Le scuole potranno ospitare attività extrascolastiche?
Sì. I Comuni potranno stipulare convenzioni per utilizzare gli spazi scolastici disponibili nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.
Il Terzo Settore avrà un ruolo maggiore?
Sì. La legge prevede il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore attraverso strumenti di collaborazione con le amministrazioni pubbliche.
Pensiamo a una biblioteca comunale che oggi apre soltanto per il prestito dei libri. Se Comune, associazioni e volontari collaborano, quello stesso edificio può ospitare corsi di lettura, laboratori per bambini, incontri scientifici e attività artistiche. La nuova legge punta ad applicare una logica simile alle strutture educative presenti sul territorio: utilizzare meglio ciò che già esiste, mettendo in rete istituzioni, associazioni e comunità per offrire più opportunità ai ragazzi.
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