Progettista, direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza: ruoli e differenze nei cantieri pubblici

N. 0 27/07/2026 Approfondimenti Pubblicato il 28/07/2026 00:03
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Progettista, direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza: ruoli e differenze nei cantieri pubblici

Quando si parla di un’opera pubblica, l’attenzione si concentra quasi sempre sull’impresa che materialmente apre il cantiere. Prima della posa della prima pietra, però, e durante tutta l’esecuzione dei lavori, intervengono diversi professionisti con responsabilità differenti.

La Gazzetta Ufficiale – 5ª Serie Speciale, Contratti Pubblici, n. 85 del 27 luglio 2026 offre un esempio concreto. Il Comune di Napoli ha pubblicato l’esito di una gara articolata in 32 lotti per affidare la progettazione, il coordinamento della sicurezza nelle fasi di progettazione ed esecuzione e la direzione dei lavori relativi a interventi di competenza comunale. Il valore finale complessivo degli accordi aggiudicati è indicato in 94,4 milioni di euro, oltre IVA.

L’avviso non descrive nel dettaglio le singole opere che saranno realizzate. Mostra però quanto siano importanti i servizi tecnici che accompagnano un intervento pubblico: dal progetto iniziale fino al controllo del cantiere.

Tre professionisti, tre compiti diversi

Il progettista, il direttore dei lavori e il coordinatore della sicurezza partecipano allo stesso processo, ma non svolgono lo stesso mestiere.

In termini semplici:

il progettista decide tecnicamente che cosa deve essere costruito e come;

il direttore dei lavori controlla che l’impresa lo costruisca correttamente;

il coordinatore della sicurezza organizza e verifica le misure necessarie per ridurre i rischi nel cantiere.

Le tre funzioni possono essere affidate a persone differenti oppure, nei casi consentiti, concentrate parzialmente nello stesso professionista. La distribuzione concreta degli incarichi dipende dalla complessità dell’opera, dalla normativa applicabile e dalle decisioni della stazione appaltante.

La stazione appaltante è l’amministrazione pubblica che programma l’intervento, indice la gara e stipula il contratto. Nel caso pubblicato in Gazzetta, la stazione appaltante è il Comune di Napoli.

Il progettista: trasforma un’esigenza in un’opera realizzabile

Il progettista è il professionista che traduce un bisogno pubblico in una soluzione tecnica.

Il bisogno può essere, per esempio:

la ristrutturazione di una scuola;

il consolidamento di un edificio;

la sistemazione di una strada;

la riqualificazione di una piazza;

la realizzazione di un impianto;

la messa in sicurezza di un’area.

Il progettista non si limita a produrre un disegno. Deve studiare il contesto, individuare i problemi, elaborare le soluzioni e preparare i documenti necessari per consentire all’amministrazione di affidare ed eseguire i lavori.

Nel sistema dei contratti pubblici, la progettazione deve sviluppare una soluzione coerente con gli obiettivi dell’amministrazione, con le caratteristiche del luogo, con le risorse disponibili e con le regole tecniche applicabili. Il Codice dei contratti pubblici disciplina il percorso attraverso il quale un’opera viene progettata, affidata e realizzata.

Che cosa prepara concretamente il progettista

A seconda dell’intervento, il lavoro può comprendere:

rilievi e misurazioni;

elaborati grafici;

relazioni tecniche;

calcoli strutturali o impiantistici;

scelta dei materiali;

stima dei costi;

cronoprogramma;

capitolati e indicazioni per l’esecuzione;

analisi delle interferenze;

documentazione necessaria per autorizzazioni e pareri.

Gli elaborati progettuali sono l’insieme dei disegni, delle relazioni, dei calcoli e degli altri documenti che spiegano come dovrà essere realizzata l’opera.

Il computo metrico estimativo è il documento che elenca le lavorazioni previste, le quantità e i relativi prezzi. Serve a stimare quanto dovrebbe costare l’intervento.

Il capitolato stabilisce caratteristiche, prestazioni e condizioni tecniche che l’impresa dovrà rispettare.

Un esempio pratico: la ristrutturazione di una scuola

Immaginiamo che un Comune debba ristrutturare una scuola elementare.

Il progettista visita l’edificio, controlla la struttura, valuta gli impianti e individua le criticità. Può rilevare, per esempio, infiltrazioni dal tetto, finestre non efficienti, barriere architettoniche e un impianto elettrico da adeguare.

Successivamente stabilisce:

quali lavori sono necessari;

come devono essere eseguiti;

quali materiali utilizzare;

quanto potrebbero costare;

in quale ordine effettuare le lavorazioni;

quanto tempo dovrebbe durare il cantiere.

Senza questo lavoro preliminare, l’impresa non avrebbe indicazioni sufficientemente precise per formulare l’offerta e realizzare correttamente l’intervento.

Il progettista non sceglie liberamente qualsiasi soluzione

Il professionista deve rispettare i vincoli dell’amministrazione e le regole tecniche.

Una soluzione può apparire esteticamente valida ma essere troppo costosa. Un materiale può essere economico ma non garantire la durata richiesta. Una nuova distribuzione degli spazi può essere funzionale ma entrare in conflitto con vincoli strutturali, urbanistici o di tutela.

Il progettista deve quindi trovare un equilibrio tra:

sicurezza;

funzionalità;

costi;

tempi;

manutenzione futura;

efficienza energetica;

accessibilità;

inserimento dell’opera nel contesto.

Il progetto non è semplicemente “l’idea dell’architetto”. È il documento tecnico che deve rendere l’intervento concretamente realizzabile e controllabile.

Che cosa accade quando il progetto è pronto

Dopo l’approvazione del progetto e l’affidamento dei lavori, entra in scena l’impresa esecutrice.

Questo non significa che il progettista scompaia automaticamente dal processo. Può essere chiamato a fornire chiarimenti, affrontare problemi tecnici o collaborare alla gestione di modifiche. Il ruolo centrale nel controllo quotidiano dell’esecuzione passa però al direttore dei lavori.

Il direttore dei lavori: controlla ciò che accade in cantiere

Il direttore dei lavori è il professionista incaricato di verificare che l’impresa realizzi l’opera secondo il contratto, il progetto approvato e le regole tecniche.

Non è il capo dell’impresa e non sostituisce il datore di lavoro degli operai.

Opera per conto della stazione appaltante e rappresenta il principale punto di controllo tecnico dell’amministrazione durante l’esecuzione.

L’Allegato II.14 del Codice dei contratti pubblici disciplina le attività della direzione dei lavori, comprese le verifiche sull’esecuzione, la contabilità e la gestione delle modifiche contrattuali. ANAC richiama lo stesso allegato anche per le comunicazioni relative alle varianti in corso d’opera.

Che cosa controlla il direttore dei lavori

Il direttore dei lavori verifica, tra le altre cose:

che le lavorazioni siano conformi al progetto;

che i materiali rispettino le caratteristiche previste;

che le quantità dichiarate corrispondano a quelle realizzate;

che l’esecuzione proceda secondo il contratto;

che eventuali difetti vengano corretti;

che le modifiche siano autorizzate;

che la documentazione tecnica sia completa;

che gli avanzamenti economici siano giustificati.

Il suo lavoro non consiste soltanto nel visitare periodicamente il cantiere. Comprende controlli, ordini di servizio, misurazioni, registrazioni e atti contabili.

La contabilità dei lavori

In un appalto pubblico, non è sufficiente affermare che “il cantiere è arrivato a metà”.

Le lavorazioni devono essere misurate, registrate e valorizzate economicamente.

La contabilità dei lavori è l’insieme dei documenti attraverso i quali si ricostruisce ciò che è stato effettivamente eseguito e quanto deve essere riconosciuto all’impresa.

Quando maturano le condizioni previste, può essere emesso uno stato di avanzamento dei lavori, spesso abbreviato in SAL.

Il SAL fotografa una determinata fase del cantiere e quantifica le lavorazioni eseguite fino a quel momento. È uno dei passaggi che consentono il pagamento progressivo dell’impresa.

Un esempio pratico: i pavimenti di una palestra

Supponiamo che il progetto preveda un pavimento sportivo con determinate caratteristiche di resistenza e assorbimento degli urti.

L’impresa propone o utilizza un prodotto diverso.

Il direttore dei lavori deve verificare se il materiale è conforme alle prestazioni richieste. Se non lo è, può contestarne l’impiego e chiedere la sostituzione.

Il controllo non riguarda soltanto l’aspetto estetico. Un pavimento apparentemente simile può avere caratteristiche tecniche inferiori e ridurre la sicurezza o la durata dell’opera.

Il direttore dei lavori può modificare il progetto?

Non può cambiare liberamente l’opera sulla base di una decisione personale.

Durante un cantiere possono emergere circostanze impreviste: sottoservizi non rilevati, condizioni differenti del terreno, parti strutturali deteriorate o interferenze con altri impianti.

In questi casi può essere necessario predisporre una modifica o una variante in corso d’opera.

La variante è una modifica autorizzata rispetto al progetto originario. Deve essere motivata, tecnicamente definita e approvata seguendo le procedure previste. Le comunicazioni delle modifiche contrattuali e delle varianti alle autorità competenti sono regolate dal Codice dei contratti pubblici.

Il coordinatore della sicurezza: previene i rischi del cantiere

Il cantiere è un luogo di lavoro complesso.

Possono operare contemporaneamente muratori, elettricisti, impiantisti, carpentieri, addetti ai ponteggi, tecnici e mezzi meccanici. Alcune attività, considerate separatamente, possono essere gestibili; svolte nello stesso momento e nello stesso spazio possono generare rischi aggiuntivi.

Il coordinatore della sicurezza ha il compito di organizzare e controllare il coordinamento delle misure di prevenzione quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa sui cantieri.

La disciplina generale della salute e sicurezza sul lavoro è contenuta nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, mentre il portale Normattiva permette di consultare il testo vigente e le successive modifiche.

Occorre distinguere due momenti:

il coordinamento durante la progettazione;

il coordinamento durante l’esecuzione.

Il coordinatore per la progettazione

Il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione interviene prima dell’apertura del cantiere.

Il suo compito è valutare in anticipo come le diverse lavorazioni potrebbero interferire tra loro e quali misure organizzative saranno necessarie.

Prepara, nei casi previsti, il Piano di sicurezza e coordinamento, abbreviato in PSC.

Il PSC individua i rischi legati all’organizzazione complessiva del cantiere e stabilisce misure, procedure, aree di lavoro, percorsi e regole di coordinamento.

Non sostituisce la valutazione dei rischi propria di ciascuna impresa. Si concentra soprattutto sui rischi creati dalla presenza contemporanea o successiva di più lavorazioni.

Un esempio: il rifacimento della facciata

Immaginiamo un intervento che preveda:

montaggio dei ponteggi;

rimozione dell’intonaco;

sostituzione degli infissi;

lavori sull’impianto elettrico esterno;

passaggio di mezzi per il trasporto dei materiali.

Il coordinatore deve studiare come evitare che:

gli operai lavorino sotto zone dove potrebbero cadere materiali;

i mezzi attraversino aree frequentate dai lavoratori;

gli elettricisti intervengano su impianti non messi in sicurezza;

più imprese occupino contemporaneamente lo stesso spazio;

l’accesso all’edificio interferisca con le attività del cantiere.

La sicurezza viene quindi progettata prima dell’inizio dei lavori, proprio come vengono progettate le strutture o gli impianti.

Il coordinatore per l’esecuzione

Il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione opera durante il cantiere.

Verifica l’applicazione delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e coordina le imprese quando le loro attività possono interferire.

Può effettuare sopralluoghi, convocare riunioni di coordinamento, segnalare inosservanze e chiedere l’adozione di misure correttive.

Il suo compito non è garantire che non avvenga mai un incidente, risultato che nessun professionista può promettere. Deve svolgere le attività di coordinamento e controllo previste dal proprio incarico, mentre le imprese e i rispettivi datori di lavoro conservano le loro specifiche responsabilità.

Il coordinatore della sicurezza non è il “vigile del cantiere”

Una semplificazione frequente consiste nel descriverlo come la persona che controlla caschi e scarpe antinfortunistiche.

Questi aspetti sono importanti, ma il coordinamento è più ampio.

Il professionista deve occuparsi soprattutto dell’organizzazione generale e delle interferenze tra le attività.

Per esempio:

chi può entrare in una determinata area;

quali lavorazioni possono svolgersi contemporaneamente;

dove devono passare i mezzi;

come separare il cantiere dagli utenti di un edificio;

come gestire materiali pericolosi;

come organizzare le fasi più rischiose.

Chi controlla direttamente i lavoratori?

Il datore di lavoro dell’impresa resta responsabile dell’organizzazione della propria attività e della sicurezza dei propri dipendenti.

Nel cantiere possono inoltre operare altre figure, come dirigenti, preposti, responsabili del servizio di prevenzione e protezione e addetti alle emergenze.

Il coordinatore non sostituisce automaticamente queste persone.

Un paragone utile è quello di un aeroporto: la torre di controllo coordina i movimenti generali degli aerei, ma ciascun comandante resta responsabile della conduzione del proprio velivolo.

Le differenze in una tabella semplice

Professionista Fase principale Domanda a cui risponde
Progettista Prima dei lavori Che cosa dobbiamo realizzare e come?
Direttore dei lavori Durante l’esecuzione L’impresa sta costruendo quanto previsto?
Coordinatore della sicurezza in progettazione Prima del cantiere Come preveniamo i rischi generati dalle lavorazioni?
Coordinatore della sicurezza in esecuzione Durante il cantiere Le imprese stanno applicando e coordinando le misure previste?

Possono entrare in conflitto tra loro?

I professionisti devono collaborare, ma osservano il cantiere da prospettive differenti.

Il progettista può proporre una soluzione tecnicamente efficace.

Il coordinatore può rilevare che quella soluzione richiede una sequenza di lavorazioni particolarmente rischiosa.

Il direttore dei lavori può accorgersi che la soluzione, pur corretta sulla carta, incontra un ostacolo durante l’esecuzione.

Il confronto tra le figure non rappresenta necessariamente un problema. Può servire a migliorare l’opera e a prevenire errori.

Il punto essenziale è che ogni decisione venga documentata, motivata e assunta dal soggetto competente.

Che cosa succede se il progetto contiene un errore

Un errore progettuale può causare ritardi, aumento dei costi o difficoltà tecniche.

Non ogni problema emerso in cantiere è però automaticamente un errore del progettista.

Alcune condizioni possono essere difficili da individuare prima dell’apertura delle strutture o degli scavi. In altri casi il problema può dipendere dall’esecuzione dell’impresa, da materiali non conformi o da circostanze imprevedibili.

Per attribuire una responsabilità occorre verificare:

che cosa prevedeva l’incarico;

quali controlli erano esigibili;

quali informazioni erano disponibili;

chi ha assunto la decisione;

come è stata eseguita la lavorazione;

quale rapporto esiste tra la condotta e il danno.

La sola presenza di un difetto non consente di stabilire automaticamente chi ne sia responsabile.

Che cosa succede alla fine del cantiere

La conclusione materiale delle lavorazioni non coincide sempre con la chiusura amministrativa dell’appalto.

Occorre verificare quanto realizzato, completare la contabilità, gestire eventuali difetti e predisporre la documentazione finale.

A seconda della tipologia e dell’importo dell’opera, possono intervenire attività di collaudo o verifica della regolare esecuzione.

Il collaudo è il controllo finale attraverso il quale si verifica che l’opera risponda alle condizioni tecniche e contrattuali previste.

Il collaudatore è normalmente una figura distinta dal direttore dei lavori, perché deve esprimere una valutazione indipendente sull’opera eseguita.

Perché il Comune di Napoli ha diviso gli incarichi in lotti

Nell’avviso pubblicato in Gazzetta, i servizi sono distribuiti in 32 lotti, con differenti raggruppamenti aggiudicatari, importi e CIG. Due lotti risultano deserti.

La suddivisione consente di organizzare incarichi relativi a differenti gruppi di interventi e competenze.

Molti aggiudicatari sono raggruppamenti temporanei di professionisti, indicati con la sigla RTP.

Un RTP permette a più soggetti di presentarsi insieme: uno studio di architettura può collaborare con ingegneri, geologi, esperti di impianti e specialisti ambientali.

È una soluzione particolarmente utile quando il servizio richiede competenze che difficilmente si trovano tutte all’interno di un singolo studio.

Perché questi incarichi hanno un valore così elevato

La cifra di 94,4 milioni di euro riguarda il valore complessivo finale degli accordi pubblicati, non il compenso di un solo professionista e neppure il costo di una sola progettazione.

La procedura comprende numerosi lotti e un insieme articolato di servizi tecnici.

Inoltre, un accordo quadro stabilisce le condizioni entro cui potranno essere affidati successivamente singoli incarichi. L’importo massimo non coincide necessariamente con la spesa che verrà sostenuta immediatamente.

Per valutare l’effetto reale sarà necessario conoscere i contratti applicativi attivati, gli interventi interessati e gli importi effettivamente impegnati.

Impatto sui cittadini

Queste figure professionali incidono direttamente sulla qualità delle opere pubbliche.

Un progetto accurato può ridurre imprevisti e modifiche.

Una direzione dei lavori efficace può individuare materiali non conformi o lavorazioni eseguite male.

Un coordinamento della sicurezza ben organizzato può ridurre i rischi derivanti dalla presenza contemporanea di più imprese.

Per il cittadino, tutto questo può significare:

edifici pubblici più sicuri;

cantieri meglio organizzati;

maggiore controllo sull’utilizzo delle risorse;

minori probabilità di difetti;

maggiore tracciabilità delle decisioni;

tempi e costi più controllabili.

Non significa che ogni problema possa essere eliminato. Significa che esistono professionisti incaricati di prevedere, controllare e documentare le diverse fasi dell’intervento.

FAQ – Domande frequenti

Il progettista lavora anche durante il cantiere?

Può continuare a fornire supporto tecnico, chiarimenti o aggiornamenti. Il controllo ordinario dell’esecuzione spetta però alla direzione dei lavori, secondo la distribuzione degli incarichi stabilita dall’amministrazione.

Il direttore dei lavori è un dipendente dell’impresa?

No. Nell’appalto pubblico opera nell’interesse della stazione appaltante e controlla la corretta esecuzione del contratto.

Il direttore dei lavori può ordinare qualsiasi modifica?

No. Le modifiche devono essere tecnicamente motivate e autorizzate secondo le procedure applicabili. Non può trasformare autonomamente il progetto.

Il coordinatore della sicurezza dirige gli operai?

Non normalmente. Coordina le misure generali e le interferenze tra le imprese. L’organizzazione diretta dei lavoratori resta in capo ai responsabili delle singole aziende.

Chi prepara il Piano di sicurezza e coordinamento?

Nei casi previsti, viene predisposto dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione.

Il coordinatore per la progettazione e quello per l’esecuzione devono essere sempre due persone diverse?

Non necessariamente. Possono essere incarichi distinti affidati a professionisti differenti oppure, quando consentito, alla stessa persona in fasi diverse.

Chi controlla la qualità dei materiali?

Il direttore dei lavori verifica la conformità rispetto al progetto e al contratto, avvalendosi quando necessario di prove, certificazioni e altri controlli tecnici.

Chi decide quanto pagare all’impresa?

I pagamenti seguono la contabilità dei lavori e gli atti previsti dal contratto. Il direttore dei lavori registra e verifica le lavorazioni eseguite; il pagamento è poi disposto dall’amministrazione attraverso i passaggi di competenza.

Quando termina il compito del coordinatore della sicurezza?

Il coordinamento in fase di esecuzione accompagna il periodo del cantiere secondo quanto stabilito nell’incarico e dalla normativa applicabile.

Questi professionisti garantiscono che l’opera non avrà mai problemi?

No. Devono svolgere diligentemente i rispettivi controlli e compiti, ma non possono eliminare ogni rischio o circostanza imprevista.

Paragone semplice per capire i tre ruoli

Pensiamo alla preparazione di un grande pranzo per una festa comunale.

Il progettista è come la persona che decide il menù, calcola le quantità, prepara le ricette e stabilisce quali attrezzature servono.

Il direttore dei lavori è come il responsabile che, durante la preparazione, controlla che i cuochi seguano le ricette, usino gli ingredienti previsti e rispettino tempi e quantità.

Il coordinatore della sicurezza è come chi organizza gli spazi della cucina, impedisce che i camerieri attraversino le zone dei fornelli, separa i percorsi e controlla che attività incompatibili non vengano svolte nello stesso punto.

Tutti contribuiscono allo stesso risultato, ma ciascuno osserva il lavoro da una prospettiva diversa.

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