Psicologi negli ospedali pediatrici: come saranno distribuiti i 500 mila euro del Fondo Sanitario Nazionale

N. 0 21/07/2026 Approfondimenti Pubblicato il 21/07/2026 00:02
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Psicologi negli ospedali pediatrici: come saranno distribuiti i 500 mila euro del Fondo Sanitario Nazionale

Psicologi negli ospedali pediatrici: come saranno distribuiti i nuovi fondi del Fondo Sanitario Nazionale

Il Ministero della Salute ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 166 del 20 luglio 2026 il decreto che ripartisce 500.000 euro annui del Fondo Sanitario Nazionale, destinati all'assunzione di psicologi a tempo indeterminato nelle strutture pubbliche che curano bambini e ragazzi affetti da tumori e malattie del sangue.

Si tratta di una misura che punta a rafforzare il sostegno psicologico durante uno dei percorsi di cura più complessi e delicati per le famiglie italiane.

Il provvedimento rappresenta un passo importante verso una sanità che considera il benessere psicologico parte integrante della cura, riconoscendo che affrontare una malattia oncologica in età pediatrica significa sostenere non solo il paziente, ma anche genitori, fratelli e caregiver.


Perché nasce questo finanziamento

La misura deriva dalla Legge di Bilancio 2025, che ha autorizzato un finanziamento permanente di 500.000 euro all'anno per assumere psicologi nelle strutture ospedaliere pubbliche di oncoematologia pediatrica.

L'obiettivo è garantire un supporto professionale stabile durante tutto il percorso di cura.

Non si tratta quindi di collaborazioni temporanee o progetti sperimentali, ma dell'assunzione di personale a tempo indeterminato.


Cosa prevede il decreto

Il decreto stabilisce come distribuire le risorse tra le Regioni.

Il criterio utilizzato è molto semplice:

  • numero dei posti letto presenti nei reparti pubblici di oncoematologia pediatrica;
  • riferimento ai dati nazionali del 2023;
  • priorità alle Regioni con almeno 10 posti letto, considerate in grado di garantire continuità assistenziale e presa in carico multidisciplinare.

Cos'è il Fondo Sanitario Nazionale

Il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è il principale strumento con cui lo Stato finanzia il Servizio Sanitario Nazionale.

Ogni anno le risorse vengono distribuite alle Regioni affinché possano garantire ospedali, pronto soccorso, medicina territoriale e servizi sanitari.

In questo caso una piccola quota del Fondo viene destinata esclusivamente al potenziamento del supporto psicologico nei reparti pediatrici specializzati.


Come saranno distribuiti i fondi

Il decreto allega una tabella con la ripartizione delle risorse.

Le principali assegnazioni sono:

Regione Riparto definitivo (€)
Emilia-Romagna 64.495
Veneto 59.336
Piemonte 54.176
Toscana 54.176
Campania 52.886
Liguria 42.567
Puglia 41.277
Lombardia 36.117
Calabria 25.798
Sicilia 20.155*
Marche 18.059
Lazio 15.479
Abruzzo 15.479

*La Sicilia partecipa direttamente al finanziamento della spesa sanitaria e integra una parte delle risorse con fondi propri, secondo la normativa vigente.

Alcune autonomie speciali, come Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono escluse dalla ripartizione statale per effetto del loro particolare sistema di finanziamento sanitario.


Perché il numero dei posti letto è così importante?

Il Ministero ha scelto questo parametro perché rappresenta uno degli indicatori più affidabili dell'attività svolta dai reparti.

Più posti letto significano, in linea generale:

  • maggiore numero di pazienti;
  • ricoveri più frequenti;
  • équipe multidisciplinari più strutturate;
  • necessità di un supporto psicologico continuativo.

In questo modo le risorse vengono concentrate dove il fabbisogno assistenziale è maggiore.


Cos'è l'assistenza multidisciplinare

L'assistenza multidisciplinare consiste nella collaborazione tra professionisti con competenze diverse.

Nel caso dell'oncoematologia pediatrica possono lavorare insieme:

  • oncologi pediatrici;
  • ematologi;
  • infermieri specializzati;
  • psicologi;
  • nutrizionisti;
  • fisioterapisti;
  • assistenti sociali.

L'obiettivo è seguire il bambino sotto ogni aspetto della malattia, non soltanto dal punto di vista clinico.


Quale sarà l'impatto sulle famiglie?

L'arrivo di psicologi dedicati può migliorare concretamente la qualità dell'assistenza.

Tra i principali benefici:

  • sostegno durante la comunicazione della diagnosi;
  • aiuto nella gestione della paura e dell'ansia;
  • supporto ai genitori nelle decisioni difficili;
  • accompagnamento durante ricoveri lunghi;
  • assistenza ai fratelli e alle sorelle del bambino;
  • preparazione al rientro nella vita quotidiana dopo le cure.

La presenza stabile di uno psicologo riduce il rischio che il supporto emotivo dipenda da progetti temporanei o dalla disponibilità di associazioni di volontariato.


Un esempio pratico

Immaginiamo una famiglia il cui figlio di otto anni riceva una diagnosi di leucemia.

Nei mesi successivi dovrà affrontare:

  • ricoveri frequenti;
  • terapie invasive;
  • cambiamenti nella vita scolastica;
  • difficoltà lavorative dei genitori;
  • forte stress emotivo.

Con questa misura l'ospedale potrà disporre di psicologi assunti stabilmente che accompagneranno la famiglia durante tutto il percorso terapeutico, offrendo un sostegno continuo e coordinato con il resto dell'équipe sanitaria.


Perché questa misura è importante

Negli ultimi anni la medicina ha posto sempre maggiore attenzione agli effetti psicologici delle malattie oncologiche pediatriche.

Numerosi studi dimostrano che un adeguato supporto psicologico può favorire:

  • una migliore adesione alle cure;
  • una riduzione dello stress familiare;
  • una migliore qualità della vita durante il trattamento;
  • un recupero più sereno dopo la terapia.

Il decreto recepisce questa visione, integrando la figura dello psicologo all'interno del percorso assistenziale.


FAQ – Domande frequenti

Chi finanzia queste assunzioni?

Le risorse provengono dal Fondo Sanitario Nazionale.

Quanti fondi sono stati stanziati?

500.000 euro ogni anno, a partire dal 2025.

Gli psicologi saranno assunti stabilmente?

Sì. Il decreto prevede assunzioni a tempo indeterminato.

Come vengono scelte le Regioni beneficiarie?

In base al numero di posti letto presenti nei reparti pubblici di oncoematologia pediatrica, con priorità alle strutture che dispongono di almeno dieci posti letto.

Le famiglie dovranno sostenere costi aggiuntivi?

No. Il supporto psicologico rientra nell'assistenza erogata dalle strutture sanitarie pubbliche.


Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo a un reparto di oncoematologia pediatrica come a un equipaggio che affronta una lunga navigazione.

I medici guidano le cure, gli infermieri seguono il bambino ogni giorno e gli altri professionisti garantiscono il funzionamento dell'intero percorso.

Lo psicologo è la figura che aiuta l'equipaggio e la famiglia a gestire il peso emotivo del viaggio. Senza questo supporto, anche le migliori cure mediche possono diventare più difficili da affrontare. Con il nuovo finanziamento, lo Stato rafforza proprio questo elemento fondamentale dell'assistenza.

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