Approfondimento tratto dalla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea – 2ª Serie Speciale n. 56 del 20 luglio 2026.
L'Unione Europea rafforza uno degli strumenti più importanti per sostenere i lavoratori nei momenti di crisi aziendale. Con il Regolamento (UE) 2026/1139, viene modificato il regolamento (UE) 2021/691 che disciplina il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro (FEG).
La novità principale è che gli aiuti potranno essere attivati prima che il licenziamento diventi effettivo, quando è ormai evidente che un'impresa sta attraversando una ristrutturazione che comporterà una riduzione del personale.
Si tratta di un cambiamento significativo perché punta a prevenire la disoccupazione anziché intervenire solo dopo la perdita del posto di lavoro.
Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è uno strumento finanziario dell'Unione Europea creato per aiutare i lavoratori che perdono il lavoro a causa di grandi cambiamenti economici.
Può intervenire, ad esempio, quando un'azienda:
Il Fondo non serve a salvare l'azienda, ma ad aiutare le persone a trovare una nuova occupazione.
La modifica pubblicata nella Gazzetta amplia il campo di intervento del Fondo.
Finora il sostegno era rivolto soprattutto ai lavoratori già licenziati o che avevano perso l'impiego.
Con le nuove disposizioni, il Fondo potrà finanziare misure anche per i lavoratori di imprese in fase di ristrutturazione la cui espulsione dal lavoro è imminente.
In pratica, l'intervento diventa più tempestivo.
Questo consente di preparare il lavoratore al cambiamento quando è ancora formalmente occupato, aumentando le possibilità di ricollocazione.
Il tempo è spesso il fattore decisivo nella ricerca di un nuovo lavoro.
Aspettare il licenziamento significa iniziare il percorso di reinserimento quando il lavoratore ha già perso il reddito e deve affrontare maggiori difficoltà.
Con il nuovo sistema sarà possibile organizzare percorsi di formazione e orientamento già durante la fase di riorganizzazione aziendale.
Questo riduce il rischio di lunghi periodi di disoccupazione.
I beneficiari saranno i lavoratori coinvolti in grandi processi di ristrutturazione aziendale che rispettano i requisiti previsti dal regolamento europeo.
Il Fondo può essere attivato dagli Stati membri quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa europea.
In Italia potranno quindi beneficiarne lavoratori dipendenti coinvolti in crisi industriali di rilievo, purché venga presentata e approvata la relativa domanda di finanziamento.
Il Fondo può sostenere numerose misure personalizzate.
Tra le principali:
L'obiettivo non è offrire un semplice sussidio economico, ma aumentare concretamente le possibilità di trovare una nuova occupazione.
L'Italia ha già utilizzato in passato il Fondo europeo in occasione di importanti crisi industriali.
Con la modifica introdotta dal nuovo regolamento potranno aumentare le possibilità di intervenire con maggiore rapidità.
I principali vantaggi potrebbero essere:
Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente.
Automazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione ecologica stanno modificando molte professioni.
Il Fondo europeo rappresenta uno strumento che punta ad accompagnare i lavoratori durante queste trasformazioni, investendo sulle competenze anziché limitarsi a compensare la perdita del posto di lavoro.
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)
È uno strumento finanziario dell'Unione Europea destinato a sostenere i lavoratori coinvolti in grandi crisi occupazionali, favorendone il reinserimento nel mercato del lavoro.
Regolamento europeo
È un atto normativo dell'Unione Europea direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di una legge nazionale di recepimento.
Ristrutturazione aziendale
È il processo con cui un'impresa modifica la propria organizzazione per motivi economici, produttivi o tecnologici. Può comportare la riduzione del personale.
Riqualificazione professionale
È l'insieme delle attività formative che consentono a un lavoratore di acquisire nuove competenze per svolgere una professione diversa o aggiornata.
Un'azienda automobilistica annuncia la chiusura di uno stabilimento entro sei mesi.
Con le nuove regole i lavoratori potrebbero iniziare subito corsi di aggiornamento professionale e attività di orientamento, senza attendere il licenziamento.
Una fabbrica automatizza parte della produzione e comunica che alcuni reparti saranno ridimensionati.
Prima che i lavoratori perdano il posto, possono essere avviati percorsi per acquisire competenze richieste in altri settori produttivi.
Una multinazionale decide di trasferire parte delle attività all'estero.
Grazie al Fondo europeo, lo Stato può predisporre servizi di ricollocazione e formazione mentre la riorganizzazione è ancora in corso.
Chi riceve direttamente i fondi europei?
I finanziamenti sono destinati agli Stati membri, che organizzano e gestiscono gli interventi a favore dei lavoratori interessati.
Il Fondo paga uno stipendio sostitutivo?
No. Il suo obiettivo principale è finanziare servizi e misure che facilitino il reinserimento lavorativo.
Le nuove regole valgono anche per l'Italia?
Sì. Essendo un regolamento europeo, si applica direttamente in tutti gli Stati membri.
Possono beneficiarne tutte le aziende?
No. Il Fondo interviene nei casi previsti dalla normativa europea e dopo l'approvazione della relativa domanda presentata dallo Stato membro.
Qual è la novità più importante?
La possibilità di attivare gli interventi anche quando il licenziamento è imminente, senza attendere che sia già avvenuto.
Immaginiamo una famiglia che scopre che tra qualche mese perderà una delle principali fonti di reddito.
Invece di aspettare che arrivino le difficoltà economiche, decide subito di frequentare un corso professionale, aggiornare il curriculum e cercare nuove opportunità di lavoro.
È proprio questa la logica della modifica europea: preparare il lavoratore al cambiamento prima che il problema si manifesti completamente.