Fondo europeo per i lavoratori: cosa cambia con il nuovo regolamento UE e chi potrà ricevere più aiuti

N. 0 20/07/2026 Approfondimenti Pubblicato il 20/07/2026 23:43
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 Fondo europeo per i lavoratori: cosa cambia con il nuovo regolamento UE e chi potrà ricevere più aiuti

Più aiuti ai lavoratori a rischio licenziamento: come cambia il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Approfondimento tratto dalla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea – 2ª Serie Speciale n. 56 del 20 luglio 2026.

L'Unione Europea rafforza uno degli strumenti più importanti per sostenere i lavoratori nei momenti di crisi aziendale. Con il Regolamento (UE) 2026/1139, viene modificato il regolamento (UE) 2021/691 che disciplina il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro (FEG).

La novità principale è che gli aiuti potranno essere attivati prima che il licenziamento diventi effettivo, quando è ormai evidente che un'impresa sta attraversando una ristrutturazione che comporterà una riduzione del personale.

Si tratta di un cambiamento significativo perché punta a prevenire la disoccupazione anziché intervenire solo dopo la perdita del posto di lavoro.


Cos'è il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione?

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è uno strumento finanziario dell'Unione Europea creato per aiutare i lavoratori che perdono il lavoro a causa di grandi cambiamenti economici.

Può intervenire, ad esempio, quando un'azienda:

  • chiude uno stabilimento;
  • trasferisce la produzione all'estero;
  • affronta una grave crisi economica;
  • introduce nuove tecnologie che riducono il fabbisogno di personale;
  • avvia una profonda riorganizzazione aziendale.

Il Fondo non serve a salvare l'azienda, ma ad aiutare le persone a trovare una nuova occupazione.


Cosa cambia con il nuovo regolamento?

La modifica pubblicata nella Gazzetta amplia il campo di intervento del Fondo.

Finora il sostegno era rivolto soprattutto ai lavoratori già licenziati o che avevano perso l'impiego.

Con le nuove disposizioni, il Fondo potrà finanziare misure anche per i lavoratori di imprese in fase di ristrutturazione la cui espulsione dal lavoro è imminente.

In pratica, l'intervento diventa più tempestivo.

Questo consente di preparare il lavoratore al cambiamento quando è ancora formalmente occupato, aumentando le possibilità di ricollocazione.


Perché questa modifica è importante?

Il tempo è spesso il fattore decisivo nella ricerca di un nuovo lavoro.

Aspettare il licenziamento significa iniziare il percorso di reinserimento quando il lavoratore ha già perso il reddito e deve affrontare maggiori difficoltà.

Con il nuovo sistema sarà possibile organizzare percorsi di formazione e orientamento già durante la fase di riorganizzazione aziendale.

Questo riduce il rischio di lunghi periodi di disoccupazione.


Chi può beneficiarne?

I beneficiari saranno i lavoratori coinvolti in grandi processi di ristrutturazione aziendale che rispettano i requisiti previsti dal regolamento europeo.

Il Fondo può essere attivato dagli Stati membri quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa europea.

In Italia potranno quindi beneficiarne lavoratori dipendenti coinvolti in crisi industriali di rilievo, purché venga presentata e approvata la relativa domanda di finanziamento.


Quali strumenti possono essere finanziati?

Il Fondo può sostenere numerose misure personalizzate.

Tra le principali:

  • orientamento professionale;
  • bilancio delle competenze;
  • corsi di formazione e riqualificazione;
  • aggiornamento delle competenze digitali;
  • assistenza nella ricerca di lavoro;
  • accompagnamento all'autoimpiego;
  • sostegno alla creazione di nuove imprese;
  • incentivi alla ricollocazione;
  • servizi di tutoraggio.

L'obiettivo non è offrire un semplice sussidio economico, ma aumentare concretamente le possibilità di trovare una nuova occupazione.


Quali vantaggi possono arrivare ai lavoratori italiani?

L'Italia ha già utilizzato in passato il Fondo europeo in occasione di importanti crisi industriali.

Con la modifica introdotta dal nuovo regolamento potranno aumentare le possibilità di intervenire con maggiore rapidità.

I principali vantaggi potrebbero essere:

  • percorsi di formazione avviati prima del licenziamento;
  • minori tempi di inattività;
  • maggiore preparazione per affrontare nuovi settori produttivi;
  • rafforzamento delle competenze richieste dal mercato del lavoro;
  • maggiore collaborazione tra imprese, Regioni e servizi per l'impiego.

Un investimento sulle competenze

Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente.

Automazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione ecologica stanno modificando molte professioni.

Il Fondo europeo rappresenta uno strumento che punta ad accompagnare i lavoratori durante queste trasformazioni, investendo sulle competenze anziché limitarsi a compensare la perdita del posto di lavoro.


Spiegazione dei termini tecnici

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

È uno strumento finanziario dell'Unione Europea destinato a sostenere i lavoratori coinvolti in grandi crisi occupazionali, favorendone il reinserimento nel mercato del lavoro.

Regolamento europeo

È un atto normativo dell'Unione Europea direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di una legge nazionale di recepimento.

Ristrutturazione aziendale

È il processo con cui un'impresa modifica la propria organizzazione per motivi economici, produttivi o tecnologici. Può comportare la riduzione del personale.

Riqualificazione professionale

È l'insieme delle attività formative che consentono a un lavoratore di acquisire nuove competenze per svolgere una professione diversa o aggiornata.


Esempi pratici

Caso 1 – Stabilimento in chiusura

Un'azienda automobilistica annuncia la chiusura di uno stabilimento entro sei mesi.

Con le nuove regole i lavoratori potrebbero iniziare subito corsi di aggiornamento professionale e attività di orientamento, senza attendere il licenziamento.


Caso 2 – Azienda che introduce nuove tecnologie

Una fabbrica automatizza parte della produzione e comunica che alcuni reparti saranno ridimensionati.

Prima che i lavoratori perdano il posto, possono essere avviati percorsi per acquisire competenze richieste in altri settori produttivi.


Caso 3 – Grande impresa in ristrutturazione

Una multinazionale decide di trasferire parte delle attività all'estero.

Grazie al Fondo europeo, lo Stato può predisporre servizi di ricollocazione e formazione mentre la riorganizzazione è ancora in corso.


FAQ – Domande frequenti

Chi riceve direttamente i fondi europei?

I finanziamenti sono destinati agli Stati membri, che organizzano e gestiscono gli interventi a favore dei lavoratori interessati.

Il Fondo paga uno stipendio sostitutivo?

No. Il suo obiettivo principale è finanziare servizi e misure che facilitino il reinserimento lavorativo.

Le nuove regole valgono anche per l'Italia?

Sì. Essendo un regolamento europeo, si applica direttamente in tutti gli Stati membri.

Possono beneficiarne tutte le aziende?

No. Il Fondo interviene nei casi previsti dalla normativa europea e dopo l'approvazione della relativa domanda presentata dallo Stato membro.

Qual è la novità più importante?

La possibilità di attivare gli interventi anche quando il licenziamento è imminente, senza attendere che sia già avvenuto.


Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo una famiglia che scopre che tra qualche mese perderà una delle principali fonti di reddito.

Invece di aspettare che arrivino le difficoltà economiche, decide subito di frequentare un corso professionale, aggiornare il curriculum e cercare nuove opportunità di lavoro.

È proprio questa la logica della modifica europea: preparare il lavoratore al cambiamento prima che il problema si manifesti completamente.

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