Approfondimento tratto dalla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 159 dell'11 luglio 2026
Gli autovelox sono da sempre tra gli strumenti più discussi del Codice della Strada. C'è chi li considera indispensabili per la sicurezza e chi, invece, li vede come strumenti utilizzati principalmente per fare cassa.
Negli ultimi anni migliaia di verbali sono stati contestati davanti ai giudici perché riguardavano dispositivi sui quali esistevano dubbi riguardo alla loro omologazione, alla taratura periodica oppure alle modalità con cui venivano effettuati i controlli.
Per mettere ordine in una materia diventata estremamente complessa, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato un nuovo decreto che disciplina in modo dettagliato:
L'obiettivo è avere regole uguali in tutta Italia, aumentando l'affidabilità degli strumenti e riducendo il rischio di contestazioni.
Negli ultimi anni si sono create situazioni molto diverse tra un Comune e l'altro.
Alcuni enti utilizzavano apparecchi di ultima generazione.
Altri continuavano ad utilizzare strumenti installati molti anni prima.
In numerosi ricorsi gli automobilisti contestavano che il dispositivo non fosse stato controllato correttamente oppure sostenevano che fosse stato solamente "approvato" ma non realmente "omologato".
Il nuovo decreto nasce proprio per eliminare queste incertezze.
L'idea è semplice:
tutti gli strumenti devono rispettare gli stessi standard tecnici, indipendentemente dal Comune che li utilizza.
Questa è probabilmente la parte più importante da comprendere.
Molte persone pensano che i due termini siano sinonimi.
Non è così.
L'omologazione è la certificazione ufficiale con cui lo Stato verifica che un dispositivo rispetti tutti i requisiti tecnici previsti dalla legge.
Prima che un autovelox possa essere utilizzato, deve dimostrare di essere:
Solo dopo tutti questi controlli può essere omologato.
È, in pratica, il "certificato di nascita" dell'apparecchio.
Immaginiamo di acquistare una nuova bilancia da cucina.
Se pesa correttamente 1 kg di farina oggi, deve pesare 1 kg anche domani e tra un anno.
Lo Stato verifica che quella bilancia funzioni sempre nello stesso modo.
Con gli autovelox succede la stessa cosa.
Prima di poter misurare la velocità degli automobilisti devono dimostrare di essere affidabili.
L'approvazione riguarda principalmente il progetto tecnico del dispositivo.
È una fase diversa.
Si valuta se il modello possiede le caratteristiche richieste.
L'omologazione, invece, certifica che quel dispositivo possa essere realmente utilizzato per effettuare misurazioni aventi valore legale.
Negli anni questa distinzione ha generato moltissime controversie giudiziarie.
Una volta installato, un autovelox non può essere dimenticato per dieci anni.
Come qualsiasi strumento di misura, deve essere controllato periodicamente.
Questo controllo prende il nome di taratura.
La taratura consiste nella verifica della precisione delle misurazioni.
Serve ad accertare che il dispositivo continui a funzionare correttamente.
Pensiamo alla bilancia del supermercato.
Ogni tanto arriva un tecnico.
Controlla che:
Se la bilancia sbaglia anche di poco, viene sistemata.
Gli autovelox funzionano nello stesso modo.
Gli strumenti elettronici possono modificare leggermente il proprio comportamento nel tempo.
Le cause possono essere molte:
Il decreto stabilisce quindi come devono essere effettuati questi controlli.
Oltre alla taratura, il decreto introduce regole precise anche sulle verifiche di funzionalità.
Sono due concetti differenti.
quanto è precisa la misura.
se tutto il sistema continua a lavorare correttamente.
Significa verificare:
È un controllo molto più ampio.
I Comuni non potranno limitarsi ad acquistare un autovelox e installarlo.
Dovranno seguire l'intero ciclo previsto dal decreto.
In pratica dovranno garantire che ogni apparecchio sia:
Gli operatori dovranno utilizzare strumenti che rispettano tutte le prescrizioni tecniche previste.
Anche la documentazione relativa ai controlli diventa particolarmente importante.
Ogni verifica dovrà poter essere dimostrata.
Per chi guida non cambiano i limiti di velocità.
Non cambiano nemmeno gli importi delle sanzioni.
Cambia però qualcosa di molto importante.
Gli automobilisti avranno maggiori garanzie sul fatto che:
Mario percorre una strada provinciale.
Il limite è 70 km/h.
Un autovelox rileva una velocità di 89 km/h.
Se il dispositivo:
la misurazione avrà maggiore solidità tecnica.
Se invece uno di questi elementi dovesse mancare, potrebbero sorgere contestazioni, da valutare caso per caso secondo la normativa applicabile e le decisioni dell'autorità competente.
Questa è una delle domande che molti cittadini si stanno ponendo.
Il decreto disciplina i requisiti e le procedure tecniche che i dispositivi devono rispettare. Saranno gli enti proprietari delle strade a dover verificare se gli apparecchi già installati sono conformi alle nuove prescrizioni o se sarà necessario adeguarli o sostituirli secondo quanto previsto dalla normativa.
Pensiamo all'automobile.
Quando viene costruita rispetta tutte le norme.
Questo però non basta.
Ogni due anni deve fare la revisione.
Perché?
Per verificare che continui ad essere sicura.
L'autovelox segue una logica molto simile.
L'omologazione è come l'autorizzazione iniziale a circolare.
La taratura è paragonabile alla revisione periodica.
Le verifiche di funzionalità sono come i controlli del meccanico che accerta che freni, fari ed elettronica funzionino ancora perfettamente.
L'obiettivo principale non è aumentare le multe.
L'obiettivo è aumentare l'affidabilità delle misurazioni.
Quando un cittadino riceve un verbale deve poter avere la certezza che:
Solo così il sistema può essere percepito come equo.
Per molti Comuni questo decreto comporterà un importante lavoro organizzativo.
Sarà necessario:
Per gli enti con numerosi dispositivi potrebbe significare una revisione completa della gestione degli strumenti di rilevazione.
Per la maggior parte degli automobilisti non cambierà il modo di guidare: i limiti di velocità restano gli stessi.
La differenza è che dietro una sanzione dovrà esserci un sistema di controllo più rigoroso e uniforme.
Questo può aumentare sia la tutela dei cittadini sia la credibilità dell'attività di controllo svolta dagli enti pubblici.
Il decreto modifica i limiti di velocità?
No. I limiti previsti dal Codice della Strada restano invariati.
Le multe aumentano?
No. Il decreto riguarda i requisiti tecnici dei dispositivi, non l'importo delle sanzioni.
Che differenza c'è tra omologazione e taratura?
L'omologazione certifica che il dispositivo è idoneo all'uso secondo gli standard previsti. La taratura verifica periodicamente che continui a misurare correttamente.
I Comuni dovranno fare nuovi controlli?
Sì. Il decreto definisce procedure tecniche e verifiche che gli enti dovranno rispettare per mantenere gli apparecchi conformi.
Ricevere una multa significa automaticamente che l'autovelox era regolare?
Il verbale gode di presunzione di legittimità, ma il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa può essere rilevante in caso di contestazione davanti all'autorità competente.
Gli autovelox già installati potranno continuare a essere usati?
Dipenderà dalla loro conformità ai requisiti previsti dal nuovo decreto e dalle modalità di applicazione stabilite dalla normativa.
Immagina che un insegnante debba correggere un compito con un righello. Se il righello fosse deformato, tutte le misure sarebbero sbagliate e nessuno si fiderebbe del risultato.
Per questo, prima di usarlo, si controlla che sia preciso e, nel tempo, che non si sia danneggiato.
Gli autovelox funzionano allo stesso modo: prima devono dimostrare di essere affidabili (omologazione), poi devono essere controllati periodicamente (taratura) e verificati nel loro corretto funzionamento. Solo così la velocità rilevata può essere considerata attendibile.