L'Unione Europea compie un passo importante nella lotta ai cambiamenti climatici introducendo un sistema ufficiale di certificazione degli assorbimenti permanenti di carbonio.
Con il Regolamento Delegato (UE) 2026/285 vengono definite le metodologie che consentiranno di certificare, controllare e verificare le attività che rimuovono anidride carbonica dall'atmosfera o ne impediscono il ritorno nell'ambiente.
L'obiettivo è semplice da comprendere:
non basta ridurre le emissioni.
Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 sarà necessario anche rimuovere parte della CO₂ già presente nell'atmosfera.
Negli ultimi anni molte aziende hanno iniziato a investire in tecnologie per catturare e immagazzinare carbonio.
Il problema era la mancanza di regole uniformi.
Ogni progetto utilizzava criteri differenti e spesso era difficile verificare:
La nuova normativa crea quindi uno standard europeo unico e verificabile.
Assorbimento permanente del carbonio
È il processo attraverso il quale l'anidride carbonica viene rimossa dall'atmosfera e conservata per tempi molto lunghi, evitando che contribuisca al riscaldamento globale.
L'obiettivo è mantenere il carbonio immagazzinato per decenni, secoli o addirittura migliaia di anni.
La Commissione Europea individua tre categorie principali.
DACCS (Direct Air Capture with Carbon Storage)
È una tecnologia che aspira l'aria atmosferica e separa l'anidride carbonica attraverso impianti industriali specializzati.
La CO₂ raccolta viene poi compressa e immagazzinata in formazioni geologiche profonde.
In pratica funziona come un gigantesco filtro atmosferico.
Immaginiamo un enorme depuratore.
Come un impianto depura l'acqua eliminando le impurità, il sistema DACCS depura l'aria eliminando parte della CO₂ presente nell'atmosfera.
BioCCS (Biogenic Carbon Capture and Storage)
Questa tecnologia cattura l'anidride carbonica prodotta da attività che utilizzano biomassa, come impianti energetici alimentati da materiali organici.
La CO₂ viene poi trasportata e immagazzinata in depositi geologici permanenti.
Il vantaggio è che il carbonio deriva originariamente da piante che lo avevano assorbito dall'atmosfera durante la crescita.
Un impianto che produce energia da residui agricoli può catturare i gas emessi durante la combustione e impedirne il ritorno nell'atmosfera.
Biochar
È un materiale ricco di carbonio ottenuto attraverso il trattamento termico della biomassa.
Può essere incorporato nel suolo oppure utilizzato in alcuni materiali da costruzione.
Secondo la normativa europea, il biochar certificato deve rispettare specifici requisiti tecnici e garantire uno stoccaggio stabile del carbonio per lunghi periodi.
Residui agricoli che normalmente verrebbero smaltiti possono essere trasformati in biochar e utilizzati nei terreni agricoli.
In questo modo il carbonio resta intrappolato nel suolo anziché tornare nell'atmosfera.
Per ottenere il riconoscimento europeo le attività dovranno dimostrare:
Stoccaggio geologico permanente
Consiste nell'iniezione della CO₂ in formazioni geologiche profonde e sicure dove può restare confinata per tempi molto lunghi senza ritornare nell'atmosfera.
Le aziende che investono in tecnologie climatiche avranno finalmente criteri uniformi per certificare i risultati ottenuti.
Questo può favorire:
Gli effetti non saranno immediatamente visibili nella vita quotidiana.
Tuttavia queste tecnologie rappresentano uno degli strumenti che l'Europa intende utilizzare per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Nel lungo periodo potrebbero contribuire a:
La certificazione sostituisce la riduzione delle emissioni?
No. La rimozione della CO₂ integra le politiche di riduzione delle emissioni ma non le sostituisce.
Che differenza c'è tra DACCS e BioCCS?
DACCS cattura CO₂ direttamente dall'aria. BioCCS cattura CO₂ prodotta da biomasse durante processi industriali o energetici.
Cos'è il biochar in parole semplici?
È un materiale ottenuto da biomasse che consente di conservare carbonio nel terreno per lunghi periodi.
Chi controllerà i progetti certificati?
I progetti saranno sottoposti a monitoraggio, verifica e certificazione secondo le metodologie stabilite dall'Unione Europea.
Quando entreranno in vigore queste regole?
Il regolamento entra in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
Immaginiamo una vasca da bagno che continua a riempirsi d'acqua.
Ridurre le emissioni equivale a chiudere gradualmente il rubinetto.
Ma se la vasca è già quasi piena, bisogna anche togliere acqua.
Le tecnologie DACCS, BioCCS e Biochar funzionano proprio come una pompa che rimuove l'acqua in eccesso.
L'Europa ha creato una certificazione per verificare quanta acqua viene effettivamente tolta e che non ritorni immediatamente nella vasca.
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