La Gazzetta Ufficiale – Serie Generale del 22 aprile 2026 n°93 introduce una novità importante: anche i prodotti artigianali e industriali potranno essere tutelati con le indicazioni geografiche, proprio come già avviene per molti prodotti alimentari.
Si tratta del decreto legislativo n. 51 del 2 aprile 2026, che adegua la normativa italiana a un regolamento europeo recente.
Fino ad oggi, quando si parlava di “IGP” o “DOP”, si pensava subito a cibi come formaggi o salumi.
Con questa norma, invece, la protezione si estende anche a prodotti come:
๐ In pratica: anche un prodotto non alimentare potrà essere riconosciuto ufficialmente come “legato” a una zona geografica specifica.
Il decreto stabilisce che il Ministero delle imprese e del made in Italy sarà l’autorità competente.
In particolare:
L’ufficio operativo è la DGPI-UIBM (Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi).
Per ottenere la protezione serve una procedura precisa.
Chi richiede il riconoscimento deve presentare:
La domanda viene:
Chi ha un interesse può opporsi alla registrazione entro 2 mesi.
Ad esempio:
๐ È prevista anche una fase di accordo tra le parti per evitare contenziosi.
Dopo l’invio della domanda all’Europa, il prodotto può ottenere una tutela provvisoria nazionale.
Attenzione però:
I produttori devono garantire che il prodotto rispetti il disciplinare.
I controlli sono affidati a:
๐ È basato anche su autodichiarazione, ma con verifiche possibili.
Il decreto introduce sanzioni molto precise.
Esempi:
๐ Le sanzioni valgono anche online (e-commerce compreso).
Questa norma ha effetti concreti:
๐ก Esempio:
un laboratorio di ceramica locale potrà proteggere il proprio prodotto come legato al territorio, evitando imitazioni.
1. Cosa sono le indicazioni geografiche?
Sono certificazioni che collegano un prodotto a un territorio specifico e alle sue caratteristiche.
2. Riguardano solo il cibo?
No, ora anche prodotti artigianali e industriali.
3. Chi può fare richiesta?
Associazioni di produttori o singoli produttori che rispettano i requisiti.
4. Quando entra in vigore?
Dal momento della pubblicazione in Gazzetta (aprile 2026).
5. Si può opporsi a una richiesta?
Sì, entro 2 mesi dalla pubblicazione della domanda.
Immagina un artigiano che produce scarpe in un piccolo paese.
Prima:
chiunque poteva imitare il nome del prodotto.
Ora:
se ottiene la “IGP”, solo chi produce davvero in quel territorio e seguendo certe regole può usare quel nome.
๐ È come mettere un “sigillo ufficiale” che protegge identità e qualità.