Quando si parla di rifiuti spesso si pensa alla plastica, alla carta o all’organico. Tuttavia esiste una categoria di rifiuti molto più delicata e complessa da gestire: le batterie. Questi piccoli oggetti che utilizziamo ogni giorno – nei telefoni, nei computer, negli elettrodomestici o nei veicoli elettrici – contengono sostanze chimiche e metalli che, se dispersi nell’ambiente, possono diventare altamente inquinanti.
Per questo motivo l’Unione europea ha deciso di introdurre nuove regole più rigorose per la gestione delle batterie e dei loro rifiuti. L’Italia ha recepito queste norme con il decreto legislativo del 10 febbraio 2026, che stabilisce un sistema più strutturato di raccolta, controllo e riciclo.
Tra le novità più importanti ci sono nuovi obiettivi di raccolta dei rifiuti di batterie portatili, cioè quelle che troviamo nei dispositivi elettronici di uso quotidiano. La legge stabilisce che dovranno essere raccolte e avviate a riciclo almeno:
il 63% delle batterie entro il 2027
il 73% entro il 2030.
Questo significa che una parte sempre maggiore delle batterie utilizzate dovrà essere recuperata invece di finire nei rifiuti indifferenziati.
Le batterie sono considerate un rifiuto particolare perché contengono metalli e sostanze chimiche potenzialmente pericolose. Tra queste si trovano, ad esempio:
litio
nichel
cobalto
piombo
manganese
Questi materiali sono preziosi perché possono essere recuperati e riutilizzati nella produzione di nuove batterie o di altri dispositivi tecnologici. Tuttavia, se vengono dispersi nell’ambiente possono provocare gravi danni agli ecosistemi.
Le batterie inoltre contengono elettroliti e composti chimici reattivi. Si tratta di sostanze che permettono alla batteria di produrre energia elettrica, ma che possono diventare pericolose se la batteria viene danneggiata o smaltita in modo scorretto.
Per questo motivo le batterie non devono mai essere gettate nella spazzatura normale.
Quando una batteria finisce nel sacco dei rifiuti indifferenziati può accadere che venga schiacciata nei compattatori dei camion o negli impianti di trattamento.
In questi casi possono verificarsi diversi problemi:
Inquinamento del suolo e delle acque
Le sostanze chimiche contenute nelle batterie possono fuoriuscire e contaminare il terreno o le falde acquifere.
Rischio di incendio
Le batterie al litio, molto diffuse nei dispositivi elettronici, possono provocare incendi se danneggiate o cortocircuitate.
Perdita di materie prime preziose
Molti dei metalli contenuti nelle batterie sono difficili da reperire e hanno un alto valore economico. Se non vengono recuperati si perdono risorse importanti.
Il nuovo sistema di gestione delle batterie si basa su un principio chiamato responsabilità estesa del produttore.
In parole semplici significa che chi produce o vende batterie deve contribuire anche alla gestione dei rifiuti che esse generano. Le aziende devono quindi finanziare e organizzare sistemi di raccolta e riciclo.
Il sistema funziona attraverso diversi passaggi:
Raccolta delle batterie usate
I cittadini possono portare le batterie scariche nei punti di raccolta presenti nei negozi, nei supermercati o nelle isole ecologiche.
Ritiro da parte dei sistemi di gestione
Le batterie raccolte vengono ritirate da operatori specializzati che si occupano del trasporto.
Trasporto agli impianti di trattamento
I rifiuti vengono portati in impianti autorizzati dove le batterie vengono smontate e trattate.
Recupero dei materiali
I metalli e gli altri componenti vengono separati e recuperati per essere riutilizzati nell’industria.
Questo processo permette di ridurre l’impatto ambientale e di recuperare materiali che altrimenti andrebbero persi.
Per far funzionare in modo efficiente il sistema di raccolta esiste un organismo chiamato Centro di coordinamento batterie.
Questo ente ha il compito di:
coordinare la raccolta su tutto il territorio nazionale
assegnare ai diversi sistemi di gestione i punti di raccolta
garantire che il servizio sia uniforme in tutta Italia
controllare che gli obiettivi di raccolta vengano raggiunti.
In pratica il Centro di coordinamento fa da regista dell’intero sistema, assicurando che le batterie raccolte vengano effettivamente avviate al trattamento e al riciclo.
Un’altra novità importante introdotta dalla normativa è la creazione del Registro dei produttori di batterie.
Si tratta di una banca dati nazionale in cui devono iscriversi tutte le aziende che immettono batterie sul mercato italiano.
L’obiettivo principale del registro è rendere più trasparente e controllabile il mercato delle batterie.
Grazie a questo sistema sarà possibile sapere:
quali aziende producono o vendono batterie
quante batterie vengono immesse sul mercato
quali sistemi di raccolta finanziano i produttori.
Inoltre, senza iscrizione al registro non sarà possibile vendere batterie in Italia.
Devono registrarsi tutte le imprese che immettono batterie sul mercato nazionale, tra cui:
produttori di batterie
aziende che importano batterie dall’estero
aziende che vendono prodotti contenenti batterie
imprese che commercializzano batterie tramite piattaforme online.
Questo sistema permette di identificare con precisione i responsabili della gestione dei rifiuti.
Il registro sarà gestito in collaborazione con diversi enti pubblici, tra cui:
il Ministero dell’Ambiente
le Camere di commercio
l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Le aziende dovranno comunicare ogni anno quante batterie hanno immesso sul mercato e altre informazioni utili per monitorare il sistema.
In questo modo le autorità potranno verificare se i produttori stanno rispettando gli obblighi previsti dalla legge.
Il riciclo delle batterie non serve solo a evitare l’inquinamento. Ha anche un ruolo strategico per l’economia.
Molte delle materie prime utilizzate nelle batterie sono definite materie prime critiche, cioè materiali difficili da reperire e spesso importati da pochi Paesi.
Recuperarle attraverso il riciclo significa:
ridurre la dipendenza dalle importazioni
diminuire l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria
sostenere la transizione energetica e la mobilità elettrica.
Per capire l’importanza del sistema di raccolta delle batterie si può fare un paragone con altri sistemi di riciclo già conosciuti.
Come la raccolta differenziata della plastica
Così come separiamo plastica e carta per poterle riciclare, anche le batterie devono essere raccolte separatamente perché contengono materiali recuperabili.
Come il recupero delle lattine di alluminio
L’alluminio delle lattine può essere riciclato infinite volte. Allo stesso modo molti metalli delle batterie possono essere recuperati e riutilizzati.
Come il sistema di raccolta dei rifiuti elettronici (RAEE)
Televisori, computer e piccoli elettrodomestici vengono raccolti separatamente perché contengono materiali preziosi e sostanze pericolose. Le batterie seguono una logica simile.
Dove posso buttare le batterie scariche?
Le batterie possono essere portate nei contenitori di raccolta presenti nei negozi di elettronica, nei supermercati o nelle isole ecologiche comunali.
Le batterie possono essere buttate nell’indifferenziato?
No. Devono essere sempre conferite negli appositi contenitori perché sono considerate rifiuti speciali.
Cosa succede alle batterie dopo la raccolta?
Vengono trasportate in impianti specializzati dove vengono smontate e trattate per recuperare metalli e altri materiali.
Perché l’Europa vuole aumentare la raccolta delle batterie?
Per ridurre l’inquinamento, recuperare materie prime preziose e sostenere la transizione verso tecnologie più sostenibili.
Le batterie delle auto elettriche seguono lo stesso sistema?
Hanno sistemi di gestione specifici perché sono molto più grandi e complesse, ma il principio di recupero e riciclo è lo stesso.
Il nuovo sistema di raccolta e riciclo delle batterie rappresenta un passo importante verso un modello economico più sostenibile.
Le istituzioni stabiliscono le regole e controllano il sistema, le imprese contribuiscono alla gestione dei rifiuti e i cittadini hanno un ruolo fondamentale nel conferire correttamente le batterie usate.
Solo con la collaborazione di tutti sarà possibile raggiungere gli obiettivi di raccolta fissati dalla normativa e trasformare un rifiuto potenzialmente pericoloso in una risorsa preziosa per l’economia e per l’ambiente.