Nuova Classificazione Italiana dei Dispositivi Medici (CID): come lo Stato controlla la spesa sanitaria e perché può incidere sui bilanci regionali

N. 0 14/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 13/02/2026 23:41
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Nuova Classificazione Italiana dei Dispositivi Medici (CID): come lo Stato controlla la spesa sanitaria e perché può incidere sui bilanci regionali

Tra i provvedimenti più strategici contenuti nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2026 , uno riguarda un tema poco visibile al grande pubblico ma centrale per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale: l’adozione della nuova Classificazione Italiana dei Dispositivi Medici (CID).

Non si tratta di un semplice riordino tecnico.
La nuova classificazione incide su:

  • controllo della spesa sanitaria;

  • tracciabilità dei dispositivi;

  • coordinamento con l’Unione Europea;

  • modalità di acquisto da parte delle Regioni.

In altre parole, riguarda il modo in cui lo Stato monitora e governa miliardi di euro di spesa pubblica ogni anno.


Prima di tutto: cosa sono i dispositivi medici?

Quando si parla di sanità si pensa subito ai farmaci.
Ma una parte enorme della spesa riguarda i dispositivi medici, cioè strumenti e materiali utilizzati per:

  • diagnosi (es. kit per analisi del sangue);

  • terapia (es. pompe infusionali);

  • chirurgia (es. protesi, strumenti operatori);

  • monitoraggio (es. pacemaker, defibrillatori);

  • laboratorio (dispositivi medico-diagnostici in vitro).

Non sono medicinali, ma tecnologie sanitarie.

La loro spesa incide per miliardi di euro l’anno sui bilanci regionali.


Perché serve una classificazione?

Ogni dispositivo deve essere:

  • identificato;

  • catalogato;

  • registrato;

  • monitorato.

Una classificazione è un sistema di codici che consente di ordinare tutti i dispositivi in categorie omogenee.

Senza una classificazione chiara:

  • non si può sapere esattamente cosa si sta acquistando;

  • non si può confrontare la spesa tra Regioni;

  • non si può controllare l’appropriatezza degli acquisti.

La CID sostituisce la precedente CND (Classificazione Nazionale Dispositivi) in vigore dal 2007.


Cos’è la nuova CID e cosa cambia?

La CID è un sistema alfanumerico “ad albero”.

Cosa significa “ad albero”?

È una struttura gerarchica:

  • si parte da una categoria generale (es. dispositivi cardiovascolari);

  • si scende verso categorie sempre più specifiche;

  • ogni livello aggiunge dettagli tecnici.

È come una cartella principale che contiene sottocartelle, che a loro volta contengono altre sottocartelle.

I primi sette livelli sono allineati alla nomenclatura europea EMDN.


Coordinamento con l’Unione Europea

Uno degli elementi più importanti è l’allineamento con la European Medical Device Nomenclature (EMDN).

Perché è strategico?

Perché l’Unione Europea richiede:

  • maggiore tracciabilità dei dispositivi;

  • armonizzazione dei sistemi nazionali;

  • interoperabilità delle banche dati.

In sostanza, l’Italia non classifica più i dispositivi solo con un sistema interno, ma con una struttura coerente con quella europea.

Questo consente:

  • confronti tra Stati membri;

  • maggiore trasparenza del mercato;

  • controllo più efficace delle forniture.


Come lo Stato controlla la spesa dei dispositivi medici

Qui sta il punto centrale.

La classificazione non è solo una questione terminologica.
È uno strumento di governo della spesa pubblica.

1️⃣ Monitoraggio dettagliato

Ogni dispositivo viene associato a un codice preciso.

Questo permette di sapere:

  • quanti dispositivi di un certo tipo vengono acquistati;

  • in quali Regioni;

  • a quale costo medio;

  • con quale frequenza.

Lo Stato può così individuare:

  • differenze anomale di prezzo;

  • scostamenti rispetto alla media nazionale;

  • possibili inefficienze.


2️⃣ Centralizzazione degli acquisti

La classificazione più precisa facilita le gare centralizzate.

Cosa significa?

Le Regioni o lo Stato possono bandire gare uniche per categorie omogenee di dispositivi.

Con una classificazione dettagliata:

  • si evita che dispositivi diversi vengano inseriti nella stessa gara;

  • si aumenta la comparabilità tra offerte;

  • si rafforza il potere negoziale pubblico.

Questo può generare risparmi rilevanti.


3️⃣ Controllo dei tetti di spesa regionali

La spesa per dispositivi medici è soggetta a tetti.

Se una Regione supera il limite, possono scattare meccanismi di compensazione (come il cosiddetto “payback”).

Con la nuova CID:

  • il monitoraggio diventa più preciso;

  • si riducono le zone grigie;

  • aumentano le responsabilità contabili.


Perché può incidere sui bilanci regionali

Le Regioni gestiscono direttamente la sanità.

Una classificazione più analitica significa:

  • maggiore trasparenza dei dati;

  • minore discrezionalità nella categorizzazione;

  • possibilità di controlli più puntuali da parte dello Stato.

Se emergono:

  • differenze di prezzo ingiustificate;

  • acquisti non coerenti con la classificazione;

  • uso eccessivo di determinate categorie,

le Regioni potrebbero trovarsi sotto maggiore pressione finanziaria.

In sintesi, la CID può diventare uno strumento di disciplina di bilancio.


Tracciabilità e sicurezza dei pazienti

La nuova classificazione migliora anche la tracciabilità.

Tracciabilità significa poter ricostruire:

  • quale dispositivo è stato utilizzato;

  • in quale struttura;

  • in quale periodo.

In caso di:

  • difetti di produzione;

  • richiami dal mercato;

  • problemi di sicurezza,

la gestione diventa più efficace.

Non è solo un tema economico, ma anche di tutela della salute.


Aggiornamenti annuali: adattarsi all’innovazione

La tecnologia sanitaria evolve rapidamente.

La CID prevede aggiornamenti annuali:

  • i primi livelli seguono l’evoluzione europea;

  • i livelli più specifici possono essere adattati alle esigenze nazionali.

Questo evita che la classificazione diventi obsoleta.


Impatto sulle imprese del settore

Le aziende produttrici di dispositivi dovranno:

  • adeguare la propria catalogazione;

  • utilizzare i nuovi codici;

  • aggiornare le registrazioni nella banca dati nazionale.

Questo può comportare:

  • costi organizzativi iniziali;

  • maggiore trasparenza competitiva;

  • minore possibilità di ambiguità classificatoria.

Per alcune imprese, soprattutto medio-piccole, l’impatto organizzativo non sarà irrilevante.


Una riforma silenziosa ma strutturale

La nuova CID non è una norma che fa notizia.

Non riguarda direttamente il cittadino nel momento del voto o nella vita quotidiana immediata.

Eppure incide su:

  • miliardi di euro di spesa pubblica;

  • equilibri finanziari regionali;

  • rapporti tra Stato e Regioni;

  • mercato dei dispositivi medici;

  • qualità e sicurezza delle cure.

È una riforma strutturale, che rafforza la capacità dello Stato di monitorare e governare uno dei settori più delicati della sanità pubblica.

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