Gazzetta Ufficiale – Corte Costituzionale: ecco cosa cambia per casa, commercio, pensioni e cittadinanza
Nella Gazzetta Ufficiale Serie Speciale n. 2 del 14 gennaio 2026 sono state pubblicate importanti decisioni della Corte Costituzionale e numerosi ricorsi e ordinanze che potrebbero avere un impatto sulla vita di molti cittadini italiani. Vediamo i punti principali, spiegati in modo semplice.
La Corte ha bocciato una norma della Regione Toscana che dava punteggi più alti in graduatoria per l’assegnazione delle case popolari a chi aveva vissuto più anni nel comune, fino a un massimo di 20 anni. Questa regola, secondo la Corte, è incostituzionale.
Perché? Perché non è giusto che una persona con gravi difficoltà economiche sia penalizzata rispetto a chi è semplicemente residente da più tempo. Il bisogno di una casa, spiega la Corte, deve contare più della storicità della residenza.
In parole povere: serve aiutare chi ha più bisogno, non solo chi vive da più tempo in un posto.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha presentato un ricorso contro la legge n. 20 del 2025 della Regione Campania, che modifica varie regole del commercio locale.
Tra i punti critici:
Nuove regole per l’assegnazione dei posteggi nei mercati (come e a chi vengono dati gli spazi pubblici per vendere);
Proroga delle concessioni fino al 2032 per chi aveva già i posteggi;
Criteri per valutare gli operatori, premiando chi è già presente;
Nuove norme su vendite di fine stagione, pubblicità dei prezzi, e mercati domenicali (escludendo i mercatini dell’usato).
Il Governo ritiene che alcune di queste modifiche non rispettino le leggi nazionali o limitino la concorrenza. La questione è ora all’esame della Corte.
Un’ordinanza della Corte d’Appello di Milano contesta una norma che permette alle Regioni di introdurre una tassa aggiuntiva (accisa) sul gas naturale anche per le imprese artigiane, agricole e industriali.
La questione è: le Regioni hanno davvero questo potere? La Corte dovrà chiarire se si tratta di un’ingerenza nelle competenze statali o se è tutto legittimo.
Un’altra ordinanza, questa volta della Corte di Cassazione, riguarda i lavoratori della scuola. Attualmente, se un dipendente compie 65 anni ma non ha ancora abbastanza anni per la pensione, può restare in servizio fino a 70. Ma dopo i 70, nessuna possibilità: si va a casa.
La Corte si chiede: è giusto? Secondo i giudici, la legge non tiene conto dell’aumento della speranza di vita e potrebbe essere irragionevole. Si valuta se introdurre un’eccezione che permetta di restare oltre i 70 anni in casi particolari.
Due ordinanze della Cassazione sollevano dubbi su una norma della Legge di Bilancio 2025 che blocca la causa civile se non viene pagato il contributo unificato, una tassa obbligatoria per avviare una causa.
Il problema è che chi non ha soldi non può difendersi in tribunale. La Corte dovrà decidere se questa norma viola il diritto alla giustizia garantito dalla Costituzione.
Un’ordinanza del Tribunale di Mantova riguarda la cittadinanza iure sanguinis, cioè per discendenza. Con le nuove regole, non possono più ottenere la cittadinanza italiana coloro che sono nati all’estero da cittadini italiani e hanno già un’altra cittadinanza.
Ma attenzione: la norma si applica anche a chi è nato prima dell’entrata in vigore della legge. Il tribunale ha dubbi su questa retroattività e ha chiesto alla Corte se sia costituzionale.
In sintesi: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
La Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2026 raccoglie questioni molto diverse ma tutte importanti per la vita concreta delle persone. Dalla casa al commercio, dalla pensione alla cittadinanza, la Corte Costituzionale sarà chiamata a fare chiarezza su leggi che toccano diritti fondamentali.
Nei prossimi mesi, le sentenze su questi temi potrebbero cambiare le regole del gioco. Ti terremo aggiornato.