La Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2026 ha raccolto una serie di importanti decisioni della Corte Costituzionale, l’organo che vigila sul rispetto della Costituzione italiana da parte delle leggi. In particolare, in questo fascicolo si trovano le sentenze e ordinanze della Corte, oltre ad alcuni atti introduttivi di nuovi giudizi, che aprono procedimenti per verificare la legittimità di leggi o comportamenti delle istituzioni.
Vediamo nel dettaglio i contenuti principali, spiegandoli in modo accessibile.
Sentenza n. 9 – Regione Puglia e il passaggio delle RSA alle ASL
La Corte ha valutato una questione sollevata dal Governo contro due leggi della Regione Puglia. Le norme riguardavano il passaggio di tre strutture sanitarie (RSA) – cioè Residenze Sanitarie Assistenziali, destinate a persone non autosufficienti – da una gestione privata a una gestione pubblica, affidata alle ASL (le aziende sanitarie locali). Il Governo riteneva che la legge fosse incostituzionale perché:
prevedeva il trasferimento automatico del personale privato alle ASL, senza un concorso pubblico, obbligatorio per lavorare nella pubblica amministrazione;
non rispettava i vincoli di bilancio imposti alla Regione per contenere la spesa sanitaria.
La Corte ha però ritenuto non fondate queste accuse. Le RSA erano già di fatto pubbliche, anche se gestite da privati, e il passaggio alla gestione diretta non comportava nuovi costi. Inoltre, il personale potrà essere assunto solo rispettando la legge nazionale, quindi attraverso concorsi o procedure selettive previste.
Sentenza n. 10 – Guida dopo l’uso di droghe
Un altro caso riguardava la modifica dell’articolo del Codice della Strada che punisce chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti. La nuova legge aveva eliminato l’obbligo di dimostrare che la persona fosse in stato di alterazione psicofisica. Alcuni giudici hanno sollevato dubbi: è giusto punire qualcuno solo perché ha tracce di droga nel sangue, anche se non è alterato al momento della guida?
La Corte ha risposto che la legge non è incostituzionale, ma va interpretata correttamente: serve comunque dimostrare che la droga abbia avuto effetti mentre si era alla guida. Questo evita che si punisca chi, per esempio, ha assunto una sostanza molti giorni prima, senza più effetti.
Ordinanza n. 11 – Misure cautelari più gravi in un processo
Nel processo penale, il giudice può applicare misure cautelari, come l’arresto o i domiciliari, per impedire che l’imputato fugga o commetta altri reati. Alcuni giudici si chiedevano se fosse legittimo che il giudice possa decidere misure più gravi di quelle richieste dal pubblico ministero (PM).
La Corte ha dichiarato la questione inammissibile, cioè non degna di essere esaminata nel merito, perché non sufficientemente motivata.
Sentenza n. 12 – Spese per consulenti nei processi, caso Giulio Regeni
Il processo per il sequestro, le torture e la morte di Giulio Regeni ha fatto emergere un problema giuridico: chi paga le spese per i consulenti tecnici (come i traduttori), quando l’imputato non è presente e non si sa se abbia ricevuto notizia del processo?
La Corte ha dichiarato illegittima la mancanza di una norma che permetta allo Stato di anticipare queste spese, per garantire il diritto alla difesa anche quando si procede in assenza.
Sentenza n. 13 – Impianti eolici in mare e competenze Stato-Regioni
La Regione Siciliana ha fatto ricorso contro una norma statale che centralizza le autorizzazioni per i grandi impianti eolici off-shore (cioè in mare aperto), senza prevedere un accordo con la Regione interessata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che in certe materie strategiche, come l’energia, prevale l’interesse statale.
Ricorso n. 1 – Regione Sardegna e impianti FER
Il Governo ha impugnato una legge della Regione Sardegna che stabilisce che, fino all’approvazione di un nuovo regolamento regionale, non si possono autorizzare nuovi impianti di energia da fonti rinnovabili (FER) in certe aree. Il Governo contesta che ciò blocchi lo sviluppo energetico nazionale.
Ricorso n. 3 – Il caso Sgarbi e l’insindacabilità parlamentare
La Corte d’Appello di Ancona ha sollevato un conflitto di attribuzione contro la Camera dei deputati, che aveva dichiarato “insindacabili” (cioè non perseguibili) alcune frasi dell’on. Vittorio Sgarbi, pubblicate su Facebook, ritenendole espressione del suo ruolo parlamentare. Il tribunale ritiene che quelle dichiarazioni non fossero legate alle sue funzioni istituzionali.
Ordinanza n. 6 – Compenso dei giudici onorari
Un giudice di pace ha sollevato una questione sulla nuova disciplina dei compensi dei giudici onorari, che svolgono l’attività in modo non esclusivo. La norma contestata elimina una indennità precedente, riducendo il trattamento economico. Si valuta se questo sia in contrasto con i principi costituzionali di equità e dignità del lavoro.
Ordinanza n. 7 – Studi legali in forma societaria
Il Consiglio Nazionale Forense ha rimesso alla Corte la questione della possibilità che in una società di avvocati possano esserci soci non avvocati, come investitori o altri professionisti. Si teme che ciò possa minare l’indipendenza dell’avvocato, tutelata dalla legge.
Ordinanza n. 8 – Cartelle esattoriali e limiti all’impugnazione
Un giudice di pace di Milano ha sollevato dubbi sulla norma che limita la possibilità di impugnare le cartelle di pagamento (cioè le richieste del fisco) solo in casi particolari, per esempio quando si rischia la perdita di contributi o agevolazioni. Il problema è che così il diritto di difesa potrebbe essere ridotto.
Ordinanza n. 9 – Misure di sicurezza e abitudine a delinquere
Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha contestato la norma secondo cui, una volta dichiarato un soggetto abituale delinquente, si possono applicare misure di sicurezza in qualsiasi momento, senza limiti. Si solleva il dubbio che questo sia eccessivamente punitivo e lesivo della libertà personale.
Ordinanza n. 10 – Reati connessi all’immigrazione clandestina
Il Tribunale di Siracusa ha messo in dubbio la costituzionalità delle pene molto severe previste per chi causa morte o lesioni durante attività di immigrazione clandestina, senza la possibilità di considerare il fatto di lieve entità come attenuante. Questo rigidismo sanzionatorio potrebbe violare i principi di proporzionalità e giustizia.
Questa edizione della Gazzetta Ufficiale dimostra come la Corte Costituzionale svolga un ruolo cruciale nel bilanciare:
i poteri tra Stato e Regioni,
la necessità di efficienza e contenimento della spesa pubblica,
i diritti fondamentali delle persone, in particolare nei processi penali e amministrativi.
Ogni decisione rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze della collettività e le tutele previste dalla nostra Costituzione, che resta il fondamento della legalità e della democrazia italiana.