Federculture, nuovo costo medio orario del lavoro 2026: cosa cambia per cultura, turismo, sport e affidamenti

Serie Generale N. 0 27/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 27/09/2026 00:05
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Nuovi valori di riferimento per il costo del lavoro nei servizi della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con il decreto n. 75 del 16 settembre 2026, ha aggiornato il costo medio orario del lavoro relativo al personale dipendente dei servizi che rientrano nell'ambito Federculture.

La notizia è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2026.

Il comunicato è molto breve, ma contiene un'informazione importante: il costo viene determinato con riferimento a tre diverse decorrenze, dicembre 2024, marzo 2026 e luglio 2026.

Dietro quella che può sembrare una semplice tabella di numeri c'è però un parametro che assume rilievo nella valutazione economica del personale e, più in generale, nella costruzione dei costi dei servizi.

Cosa ha deciso il Ministero del lavoro

Il provvedimento riguarda la:

"Determinazione del costo medio orario del lavoro per il personale dipendente dei Servizi della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero – Federculture".

Il Ministero ha quindi aggiornato il costo medio orario relativo al personale interessato.

Il decreto è il n. 75 del 16 settembre 2026.

I valori sono determinati a valere dal:

dicembre 2024

marzo 2026

luglio 2026.

Il comunicato pubblicato in Gazzetta è identificato dal codice 26A04988.

Attenzione: la Gazzetta non pubblica le tabelle

C'è un elemento importante per chi cerca le cifre.

Il fascicolo n. 224 non riproduce le tabelle contenenti i singoli valori del costo medio orario.

La Gazzetta comunica l'adozione del decreto e le relative decorrenze, specificando che il testo integrale del decreto, con le tabelle, è consultabile sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Di conseguenza, basandosi esclusivamente sul fascicolo della Gazzetta, non sarebbe corretto indicare un costo orario in euro per una determinata figura professionale.

Per conoscere le singole cifre occorre consultare le tabelle ministeriali.

Che cos'è il costo medio orario del lavoro

Il costo medio orario del lavoro non va confuso con lo stipendio netto che il lavoratore riceve ogni mese sul proprio conto corrente.

È un parametro che rappresenta il costo del lavoro secondo le componenti e la metodologia utilizzate nelle relative tabelle ministeriali.

In termini pratici, quando un'impresa impiega un lavoratore, il costo che deve sostenere non coincide semplicemente con quanto quel dipendente riceve "in tasca".

Per questo, quando si valuta economicamente un servizio che richiede personale, guardare soltanto alla retribuzione netta darebbe una fotografia incompleta.

Quali settori sono interessati

Il titolo stesso del provvedimento identifica quattro grandi aree:

cultura

turismo

sport

tempo libero.

Il riferimento è al personale dipendente dei relativi servizi nell'ambito Federculture.

Pensiamo, per esempio, a servizi che possono essere organizzati all'interno del mondo culturale, turistico, sportivo o ricreativo.

Il decreto ministeriale fornisce il quadro aggiornato del costo medio orario applicabile secondo le relative tabelle.

Perché ci sono tre diverse decorrenze

La Gazzetta specifica che il costo è determinato a valere dai mesi di dicembre 2024, marzo 2026 e luglio 2026.

Questo significa che le tabelle ministeriali devono essere lette tenendo conto delle differenti decorrenze indicate.

Non c'è quindi semplicemente un unico valore senza riferimento temporale.

La data conta.

Quando si deve individuare il costo applicabile a una determinata situazione, occorre verificare la tabella e il periodo di riferimento corretto.

Un esempio semplice: il museo

Immaginiamo un servizio all'interno di un museo che richieda ogni giorno la presenza di diversi lavoratori.

Per capire quanto costa organizzare quel servizio non è sufficiente fare questo calcolo:

"stipendio netto del lavoratore × numero di dipendenti".

La realtà è più complessa.

Per stimare il costo del personale bisogna considerare il costo del lavoro secondo le componenti applicabili e il corretto inquadramento.

È qui che valori e tabelle sul costo del lavoro diventano uno strumento importante di riferimento.

Perché il costo del lavoro conta negli affidamenti

Il tema diventa particolarmente interessante quando un servizio viene affidato all'esterno.

Pensiamo a un ente che debba organizzare un servizio nel settore culturale, turistico, sportivo o del tempo libero e che abbia bisogno di stimarne il costo.

Una componente significativa può essere proprio la manodopera.

Una stima non realistica del costo del personale può alterare l'intero quadro economico del servizio.

Se il costo viene sottostimato, il budget rischia di non riflettere adeguatamente le risorse necessarie.

Se viene sovrastimato, il valore economico programmato potrebbe risultare superiore alle effettive necessità.

Per questo disporre di parametri aggiornati è utile nella costruzione di valutazioni economiche più aderenti al periodo considerato.

Cosa significa per una gara pubblica

È importante distinguere ciò che dice direttamente la Gazzetta da una spiegazione generale del contesto.

Il comunicato del 26 settembre si limita ad annunciare l'aggiornamento ministeriale e le tre decorrenze.

Non contiene una disciplina completa delle procedure di affidamento.

Nella gestione di una procedura pubblica, però, il costo del personale rappresenta un elemento che può assumere rilevanza nella costruzione e nella valutazione economica del servizio secondo la normativa applicabile.

Le tabelle ministeriali costituiscono quindi un riferimento da conoscere quando l'attività affidata utilizza personale appartenente all'ambito interessato.

Un esempio: gestione di un servizio culturale

Immaginiamo che un'amministrazione debba organizzare un servizio culturale con un fabbisogno di migliaia di ore di lavoro nell'arco dell'anno.

Per costruire il quadro economico non basta sapere quante persone servono.

Bisogna capire anche quanto costa realisticamente un'ora di lavoro per le figure interessate.

Facciamo un esempio puramente illustrativo, senza utilizzare valori del decreto.

Se un servizio richiedesse 10.000 ore di personale all'anno, anche una differenza di un solo euro nel costo orario produrrebbe una variazione teorica di:

10.000 euro sull'intero servizio.

Con una differenza di tre euro l'ora, l'effetto diventerebbe:

30.000 euro.

Questo esempio non rappresenta le cifre contenute nel decreto: serve esclusivamente a mostrare perché l'aggiornamento di un costo orario può avere conseguenze economiche rilevanti quando viene moltiplicato per migliaia di ore.

Cosa cambia per i lavoratori

Un altro equivoco da evitare è pensare che l'aggiornamento del costo medio orario significhi automaticamente che ogni lavoratore riceverà in busta paga un aumento dello stesso importo.

Non è così che va letto il comunicato.

Il provvedimento riguarda la determinazione del costo medio orario del lavoro.

Il costo del lavoro e la retribuzione netta individuale sono concetti differenti.

Per conoscere stipendio, livello, eventuali aumenti e condizioni applicabili a un singolo dipendente occorre guardare al contratto, all'inquadramento e agli altri elementi che determinano concretamente la sua retribuzione.

Cosa cambia per le imprese

Per le imprese interessate il valore assume rilievo soprattutto come parametro economico relativo al personale.

Quando si costruisce il costo di un servizio, la manodopera può rappresentare una delle voci più importanti.

Avere valori aggiornati consente quindi di lavorare su riferimenti coerenti con le diverse decorrenze individuate dal Ministero.

Particolare attenzione va posta proprio alle date: dicembre 2024, marzo 2026 e luglio 2026.

Cosa cambia per gli enti pubblici

Per gli enti che organizzano o affidano servizi nei settori interessati, l'aggiornamento rappresenta un dato da conoscere nella valutazione dei costi del personale.

Immaginiamo un Comune che debba affidare un servizio legato alla cultura oppure un'attività ricreativa.

Se una parte rilevante del contratto è costituita dal lavoro delle persone, la valutazione economica deve necessariamente tenere conto del costo della manodopera secondo la disciplina applicabile.

Le tabelle aggiornate consentono di disporre di un riferimento ministeriale riferito ai diversi periodi.

Perché un valore "medio" non descrive automaticamente ogni singolo lavoratore

La parola medio è fondamentale.

Una tabella sul costo medio del lavoro non significa che ogni lavoratore costi esattamente la stessa cifra.

Il costo concreto può dipendere da numerosi elementi individuali e organizzativi.

Le tabelle hanno invece la funzione di fornire parametri costruiti secondo la metodologia adottata dal Ministero.

Per questo non vanno interpretate come una fotografia della busta paga di una singola persona.

Dove trovare i valori esatti

La Gazzetta Ufficiale fornisce un'indicazione precisa.

Il testo integrale del decreto n. 75 del 16 settembre 2026, con le relative tabelle, è consultabile sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

È lì che bisogna cercare i valori dettagliati.

Il fascicolo n. 224 della Gazzetta, invece, pubblica il comunicato relativo all'avvenuta determinazione e aggiornamento.

Impatto pratico

La novità interessa principalmente tre gruppi.

I datori di lavoro e gli operatori economici possono utilizzare il quadro aggiornato per le valutazioni relative al costo del personale.

Le amministrazioni e gli enti devono conoscere i parametri applicabili quando programmano servizi nei settori interessati e quando il costo della manodopera assume rilievo nelle relative procedure.

I lavoratori, invece, devono ricordare che il costo medio orario ministeriale non coincide automaticamente con lo stipendio netto né rappresenta, da solo, un aumento diretto della busta paga.

FAQ – Domande frequenti

Che cosa ha deciso il Ministero del lavoro?

Il Ministero ha determinato, aggiornandolo, il costo medio orario del lavoro per il personale dipendente dei servizi della cultura, turismo, sport e tempo libero – Federculture.

Qual è il decreto?

È il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 75 del 16 settembre 2026.

Da quando valgono i nuovi valori?

La Gazzetta indica tre decorrenze: dicembre 2024, marzo 2026 e luglio 2026.

La Gazzetta n. 224 contiene tutte le cifre?

No. Il comunicato non riproduce le tabelle con i singoli importi. Specifica che il testo integrale del decreto con le relative tabelle è consultabile sul sito del Ministero del lavoro.

Il costo medio orario coincide con lo stipendio netto?

No. Il costo del lavoro e lo stipendio netto percepito dal lavoratore sono concetti differenti.

L'aggiornamento significa automaticamente un aumento in busta paga?

Dal solo comunicato pubblicato in Gazzetta non è possibile concludere questo. Il provvedimento riguarda l'aggiornamento del costo medio orario del lavoro.

Perché il valore è importante per le imprese?

Perché il personale può rappresentare una parte significativa del costo complessivo di un servizio. Parametri aggiornati aiutano a costruire valutazioni economiche riferite al periodo corretto.

Perché è importante negli affidamenti?

Quando un servizio richiede una quantità significativa di manodopera, la corretta valutazione del costo del personale è un elemento rilevante nella costruzione economica dell'affidamento secondo le regole applicabili.

Quali settori sono coinvolti?

Il provvedimento indica servizi della cultura, turismo, sport e tempo libero – Federculture.

Dove posso trovare le tabelle?

Nel testo integrale del decreto pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Paragone semplice per capire il costo medio orario

Immaginiamo un Comune che debba organizzare l'apertura di uno spazio culturale per un anno.

Il Comune sa quante ore di personale saranno necessarie, ma per capire quanto potrà costare il servizio deve attribuire un valore realistico a quelle ore.

È come organizzare un viaggio.

Sapere che bisogna percorrere 1.000 chilometri non basta per conoscere la spesa: bisogna sapere anche quanto costa percorrere ogni chilometro.

Nel servizio, le ore di lavoro sono i chilometri.

Il costo orario è il valore che permette di trasformare quelle ore in una stima economica.

Per questo l'aggiornamento delle tabelle non è soltanto una questione tecnica: può incidere sulla corretta programmazione economica di servizi che richiedono molte ore di personale.

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