Auto elettriche e freddo, nuove regole UE 2026: test su autonomia e durata delle batterie

Unione Europea N. 0 14/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 14/09/2026 22:06
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L’Unione Europea introduce un quadro tecnico più preciso per verificare quanto durano le batterie delle auto elettriche e come cambia l’autonomia quando le temperature scendono.

Il provvedimento è il regolamento di esecuzione (UE) 2026/1764 della Commissione, del 13 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana, 2ª Serie Speciale – Unione Europea, n. 72 del 14 settembre 2026. Il regolamento modifica il precedente regolamento (UE) 2025/1706 e completa l’applicazione delle regole Euro 7 anche sul fronte dell’elettrificazione.

Non si parla soltanto di emissioni. Con l’auto elettrica diventano importanti altri parametri: quanto la batteria conserva le proprie prestazioni con il passare degli anni, quale autonomia offre in condizioni di freddo e come viene determinata la potenza complessiva dei sistemi elettrificati.

Cosa cambia con il regolamento UE 2026/1764

Il regolamento amplia espressamente le procedure europee di omologazione includendo durabilità delle batterie di bordo, autonomia dei veicoli elettrici a bassa temperatura e potenza di sistema dei veicoli elettrificati.

Per ottenere l’omologazione, il costruttore deve dimostrare che il veicolo rispetta le prescrizioni previste attraverso le procedure e le prove indicate dalla normativa. Inoltre, tra i veicoli disciplinati vengono espressamente inseriti i PEV, cioè i veicoli esclusivamente elettrici.

Omologazione significa, in termini semplici, la procedura con cui viene verificato che un determinato tipo di veicolo rispetti i requisiti tecnici necessari per essere approvato secondo la normativa europea.

La batteria non conta soltanto quando l’auto è nuova

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la durabilità delle batterie di bordo.

Il nuovo allegato XV stabilisce una procedura specifica per valutarla. Ai fini dell’omologazione il costruttore deve fornire all'autorità competente una dichiarazione firmata di conformità alle prescrizioni sulla durabilità della batteria.

Le prescrizioni tecniche fanno riferimento al regolamento ONU n. 154, mentre i valori minimi di prestazione vengono collegati alle soglie previste dal regolamento Euro 7 per i veicoli M1 e N1.

Il documento distingue inoltre due importanti periodi della vita del veicolo: dall'inizio della vita fino a 5 anni o 100.000 chilometri, a seconda del limite raggiunto per primo, e successivamente oltre 5 anni o 100.000 chilometri e fino a 8 anni o 160.000 chilometri, sempre considerando il limite raggiunto per primo.

Questo non significa che la Gazzetta prometta che ogni batteria durerà necessariamente 160.000 chilometri. Significa che il sistema normativo prende in considerazione la prestazione della batteria anche durante l'utilizzo del veicolo, secondo parametri e soglie stabiliti dalla disciplina Euro 7.

La batteria potrà essere controllata anche quando l'auto è già in circolazione

Qui emerge una delle novità più concrete.

Il nuovo articolo 10-bis prevede la conformità in servizio della durabilità delle batterie di bordo. La verifica deve essere effettuata su veicoli adeguatamente mantenuti e utilizzati secondo le prescrizioni previste.

Conformità in servizio significa verificare che determinate caratteristiche previste dalla normativa non esistano soltanto sul prototipo utilizzato per ottenere l'omologazione, ma possano essere controllate anche sui veicoli effettivamente utilizzati.

È una differenza importante.

Immaginiamo un produttore di frigoriferi che dichiari determinate prestazioni soltanto sul prodotto appena uscito dalla fabbrica. Un sistema di controllo della conformità in servizio permette invece, seguendo procedure precise, di verificare il comportamento del prodotto dopo che è entrato nell'uso reale.

Con le dovute differenze tecniche, la filosofia applicata alla batteria dell'auto elettrica è simile.

Auto elettriche al freddo: arriva una prova specifica

L'altro grande tema è l'autonomia in condizioni climatiche fredde.

Il nuovo allegato XVII è intitolato proprio “Autonomia elettrica a bassa temperatura” e stabilisce la procedura per determinare la prova a bassa temperatura dei veicoli PEV.

Le prescrizioni generali e tecniche rinviano al regolamento ONU n. 154. Il regolamento europeo prevede inoltre una metodologia facoltativa per verificare la conformità in servizio dell'autonomia elettrica a bassa temperatura.

È un passaggio rilevante perché l'autonomia rappresenta uno dei dati maggiormente osservati da chi deve acquistare un'auto elettrica.

La domanda del consumatore è semplice: “Quanti chilometri posso realmente percorrere?”

Ma una singola cifra non può descrivere tutte le condizioni possibili. Temperatura, modalità di utilizzo e altre variabili possono influire sulle prestazioni del veicolo. La normativa interviene quindi creando procedure tecniche comuni per una delle condizioni più delicate: il freddo.

I controlli possono riguardare auto realmente utilizzate

Il regolamento introduce anche l'articolo 10-ter.

La norma stabilisce che la conformità in servizio dell'autonomia elettrica a bassa temperatura dei PEV può essere verificata su veicoli adeguatamente sottoposti a manutenzione e utilizzati, seguendo le procedure indicate dalla normativa tecnica.

È importante notare la formulazione: per l'autonomia al freddo la metodologia di conformità in servizio viene prevista come possibilità, mentre per la durabilità delle batterie il regolamento parla di verifica della conformità in servizio. Lo stesso considerando 9 distingue le metodologie facoltative per autonomia a bassa temperatura e potenza dalle prescrizioni obbligatorie relative alla durabilità delle batterie.

Non solo autonomia: arriva anche una misura comune della potenza

Il regolamento affronta un altro problema tipico dei moderni veicoli elettrificati: stabilire in maniera uniforme la potenza di sistema.

Per i veicoli ibridi elettrici e per i veicoli esclusivamente elettrici dotati di più motori, il testo richiama il regolamento ONU n. 177. L'obiettivo dichiarato è ottenere misurazioni coerenti e riproducibili.

In pratica, quando diversi motori elettrici lavorano all'interno dello stesso sistema di propulsione non basta necessariamente sommare in maniera elementare le potenze nominali. Serve una metodologia tecnica condivisa per stabilire quale sia la potenza del sistema secondo le regole di omologazione.

Cosa cambia per le case automobilistiche

Per i costruttori aumenta il livello di standardizzazione.

Devono essere utilizzate procedure tecniche armonizzate e vengono introdotti anche modelli standardizzati per le dichiarazioni di conformità. La Commissione spiega che questi modelli devono facilitare la presentazione di informazioni complete e accurate sulle prove riguardanti emissioni, durabilità delle batterie, autonomia elettrica e potenza di sistema.

Non è quindi soltanto una questione di laboratorio.

C'è anche un'importante componente amministrativa: risultati, certificazioni e dichiarazioni devono essere inseriti in un sistema documentale comune, con l'obiettivo di aumentare certezza giuridica e uniformità.

Cosa cambia per chi compra un'auto elettrica

Il regolamento non introduce un nuovo adempimento diretto per l'automobilista che possiede un'auto elettrica.

Il suo effetto sul consumatore è soprattutto indiretto, ma potenzialmente significativo.

Una maggiore standardizzazione delle prove può rendere più confrontabili le caratteristiche dei veicoli. La durabilità della batteria, inoltre, assume un ruolo normativo esplicito nel sistema Euro 7.

Pensiamo a una famiglia che debba scegliere tra due automobili elettriche.

Il prezzo e l'autonomia dichiarata sono importanti, ma la domanda potrebbe diventare: “Come manterrà le proprie prestazioni questa batteria dopo cinque anni e decine di migliaia di chilometri?”

È proprio questo tipo di problema che le nuove regole sulla durabilità cercano di affrontare attraverso criteri comuni.

E per chi vive in montagna o in zone molto fredde?

La prova a bassa temperatura è particolarmente interessante per chi utilizza frequentemente il veicolo durante l'inverno.

Una persona che percorre ogni giorno pochi chilometri in città ha esigenze diverse da chi deve affrontare lunghi tragitti in zone montane durante gennaio.

Il regolamento non stabilisce che l'autonomia reale sarà identica in estate e in inverno. Introduce invece una procedura armonizzata per verificare l'autonomia elettrica a bassa temperatura.

La differenza è fondamentale: non elimina l'effetto del freddo, ma permette di misurarlo secondo regole comuni.

Euro 7 non significa più soltanto tubo di scarico

Questa è probabilmente la chiave per comprendere l'intero provvedimento.

Con la progressiva elettrificazione del parco automobilistico, la regolamentazione europea deve occuparsi di caratteristiche che per un'auto tradizionale avevano un peso differente.

Il regolamento Euro 7 richiamato dal provvedimento riguarda infatti non soltanto le emissioni, ma anche la durabilità delle batterie. Il regolamento 2026/1764 traduce questo quadro in procedure tecniche e amministrative più precise.

Quando entra in vigore

Il regolamento stabilisce che entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e si applica dalla stessa data.

Sono tuttavia previste eccezioni. Una modifica riguardante i PEV e i dispositivi di monitoraggio del consumo di carburante ed energia elettrica si applicherà dal 1° gennaio 2030; una parte delle modifiche dell'allegato II si applicherà invece 18 mesi dopo l'entrata in vigore.

Il testo è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri dell'Unione.

FAQ – Domande frequenti

Le auto elettriche dovranno essere testate anche con il freddo?
Sì. Il regolamento introduce uno specifico allegato dedicato alla procedura di prova dell'autonomia dei veicoli esclusivamente elettrici a bassa temperatura.

L'Unione Europea stabilisce che un'auto deve percorrere lo stesso numero di chilometri in inverno e in estate?
No. Il provvedimento esaminato stabilisce procedure per verificare l'autonomia a bassa temperatura; non afferma che autonomia estiva e invernale debbano essere identiche.

La durata della batteria viene controllata soltanto quando l'auto è nuova?
No. È prevista anche la verifica della conformità in servizio della durabilità delle batterie su veicoli adeguatamente mantenuti e utilizzati.

Perché vengono indicati 5 anni/100.000 km e 8 anni/160.000 km?
Sono le due fasce temporali e chilometriche riportate nel modello della dichiarazione relativa alle prestazioni della batteria: fino a 5 anni o 100.000 km e, successivamente, fino a 8 anni o 160.000 km, considerando in entrambi i casi il limite raggiunto per primo.

Il regolamento riguarda soltanto le batterie?
No. Comprende anche autonomia elettrica a bassa temperatura e determinazione della potenza di sistema dei veicoli elettrificati.

Il proprietario deve portare subito la propria auto elettrica a fare una nuova prova?
Il testo esaminato non introduce un obbligo generalizzato per gli attuali proprietari di presentarsi autonomamente a un centro di prova. Le disposizioni sono costruite principalmente attorno a omologazione, costruttori, autorità competenti e verifiche di conformità.

Le prove riguardano anche le auto già utilizzate?
Per la durabilità della batteria è prevista la conformità in servizio. Per l'autonomia a bassa temperatura il regolamento prevede che la conformità in servizio possa essere verificata, secondo la metodologia indicata.

Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo alla batteria di un'auto elettrica come alla batteria di uno smartphone, ma enormemente più costosa e importante.

Quando compriamo un telefono nuovo possiamo leggere “batteria per tutta la giornata”. Ma dopo quattro anni la domanda diventa un'altra: quanta capacità è rimasta?

E se utilizziamo lo smartphone all'aperto durante una giornata molto fredda, potremmo voler sapere come cambia la sua autonomia.

L'Europa sta portando una logica simile, con procedure tecniche molto più rigorose, nel mondo dell'automobile: non basta guardare soltanto quanto va lontano il veicolo appena uscito dalla fabbrica. Diventa importante verificare anche come invecchia la batteria e come si comporta l'auto quando fa freddo.

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