La Gazzetta Ufficiale del 10 settembre 2026, 2ª Serie Speciale – Unione Europea, n. 71, raccoglie numerosi provvedimenti europei che interessano direttamente imprese, agricoltura, tecnologia, commercio, sicurezza e consumatori.
Tra le novità più significative spiccano tre interventi: la definizione concreta del registro europeo dei passaporti digitali di prodotto, nuove misure straordinarie per gli agricoltori colpiti dall'aumento del prezzo dei concimi e le procedure attraverso cui la Commissione europea potrà intervenire nei confronti dei fornitori di modelli di intelligenza artificiale per finalità generali.
A questi si aggiungono l'iniziativa dei cittadini europei sul reddito di base incondizionato, interventi sanitari nel settore zootecnico, misure restrittive internazionali e altre decisioni europee.
Una delle novità con maggiore impatto futuro riguarda il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778 della Commissione, che stabilisce come dovrà funzionare il registro dei passaporti digitali di prodotto.
Il provvedimento dà attuazione al sistema previsto dal regolamento europeo sull'ecodesign dei prodotti sostenibili. Il registro dovrà conservare in sicurezza almeno gli identificativi univoci dei prodotti e consentire la gestione delle informazioni associate ai relativi passaporti digitali.
Il passaporto digitale di prodotto può essere spiegato come una carta d'identità elettronica collegata a un bene. Non significa però che da questa Gazzetta ogni prodotto acquistato oggi debba immediatamente possederne uno: gli obblighi dipendono dalle specifiche normative europee applicabili alle diverse categorie.
Il regolamento sul registro contempla, tra gli altri, prodotti sottoposti agli atti delegati sull'ecodesign, batterie, prodotti da costruzione, giocattoli, detergenti e tensioattivi destinati all'utilizzatore finale, oltre ad altri prodotti per i quali successive o specifiche norme UE impongano il passaporto e la registrazione.
Per registrare i passaporti non sarà sufficiente inserire liberamente delle informazioni.
Gli operatori dovranno essere identificati e verificati. Una volta superata la procedura, l'impresa acquisisce lo status di “operatore economico verificato”. Questa condizione permette di creare il proprio profilo, gestire gli utenti autorizzati, registrare nuovi passaporti e correggere quelli esistenti.
La verifica può valere fino a tre anni, fermo restando il periodo di validità dei mezzi di identificazione elettronica utilizzati. Anche soggetti della filiera come riparatori, ricondizionatori, rifabbricanti e riciclatori potranno essere interessati dalle procedure di verifica per accedere al registro secondo le rispettive competenze.
Quando viene registrato un passaporto, il sistema effettua verifiche automatiche sui dati.
Tra gli elementi controllati possono esserci la struttura delle informazioni, la loro coerenza, il livello al quale il passaporto deve essere associato — modello, lotto oppure singolo articolo — e, quando previsto, il codice merceologico.
Conclusa positivamente la verifica, viene generato un identificativo di registrazione univoco e persistente.
L'operatore potrà inoltre ottenere una vera e propria prova elettronica della registrazione, utile per dimostrare anche a terzi di avere adempiuto all'obbligo. Il documento contiene, tra l'altro, identificativo del prodotto, identità dell'operatore responsabile e data e ora della registrazione; è protetto attraverso strumenti elettronici qualificati.
In assenza di una diversa durata prevista dalla normativa europea applicabile, i dati di registrazione vengono cancellati automaticamente dieci anni dopo la registrazione.
Per le imprese il cambiamento è soprattutto organizzativo e digitale. Nei settori progressivamente assoggettati al passaporto non sarà più sufficiente gestire le informazioni sul prodotto soltanto all'interno dell'azienda: dovranno essere predisposti dati strutturati compatibili con il sistema europeo.
Per il cittadino il vantaggio potenziale è una maggiore tracciabilità delle informazioni associate ai prodotti.
Pensiamo a un elettrodomestico come a un'automobile: oggi l'auto ha targa, numero di telaio e documentazione che permettono di identificarla. Il passaporto digitale introduce una logica simile nel mondo dei prodotti, anche se contenuti e obblighi concreti varieranno a seconda della categoria.
La seconda grande novità riguarda gli agricoltori.
Il Regolamento (UE) 2026/1768 nasce in risposta all'aumento dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti che il provvedimento collega alla crisi in Medio Oriente e alla chiusura de facto dello stretto di Hormuz. Secondo il legislatore europeo, l'aumento dei concimi rischia di ridurre redditività, superfici coltivate e produzione agricola.
Viene quindi introdotta la possibilità di utilizzare il FEASR, cioè il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per un sostegno eccezionale e temporaneo.
Il sostegno deve concentrarsi sugli agricoltori in attività maggiormente colpiti dai prezzi elevati e riguarda i costi aggiuntivi dei concimi determinati dagli aumenti verificatisi a partire dal 1° marzo 2026, utilizzato come riferimento per misurare l'incremento dei prezzi. Gli Stati membri devono inoltre prevedere un limite massimo al sostegno per beneficiario oppure al numero di ettari sovvenzionabili.
Questo significa che non siamo davanti a un rimborso automatico riconosciuto indistintamente a ogni azienda agricola.
Gli interventi dovranno essere concretamente attuati attraverso i meccanismi della PAC e le scelte previste per gli Stati membri.
C'è poi una misura particolarmente concreta.
Per l'anno di domanda 2026 il regolamento innalza dal 70% al 75% il livello massimo degli anticipi sui pagamenti diretti e introduce maggiore flessibilità temporale, consentendo in determinate condizioni che gli anticipi vengano versati anche prima del tradizionale periodo che iniziava il 16 ottobre.
Per un'azienda agricola che sta sostenendo costi elevati per concimi, carburante e altri fattori produttivi, anticipare una quota maggiore degli aiuti significa soprattutto disporre prima della liquidità.
Il regolamento consente inoltre agli Stati membri di adeguare le dotazioni dei pagamenti diretti per il 2027. Per l'Italia l'allegato indica un importo massimo di aumento delle dotazioni pari a 337.480.344 euro.
È importante non confondere questa cifra con un nuovo assegno di 337 milioni automaticamente distribuito agli agricoltori italiani: rappresenta il massimale dell'adeguamento previsto dal meccanismo europeo.
Un altro provvedimento di notevole importanza è il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1755, collegato all'AI Act, il regolamento europeo 2024/1689 sull'intelligenza artificiale.
Questa volta l'UE interviene soprattutto sulle procedure attraverso le quali la Commissione può esercitare determinati poteri nei confronti dei fornitori di modelli di IA per finalità generali.
In termini semplici, l'AI Act stabilisce le regole generali; questo regolamento contribuisce invece a stabilire come si svolge concretamente una parte dei procedimenti di controllo.
La Commissione può avviare un procedimento nei confronti di un fornitore e può servirsi di esperti indipendenti.
In situazioni urgenti, quando esiste il rischio di un grave danno alla salute, alla sicurezza o ad altri interessi pubblici tutelati dall'AI Act, il regolamento prevede anche la possibilità di adottare misure provvisorie, compreso il divieto di mettere a disposizione sul mercato un modello di IA per finalità generali, sulla base di una constatazione prima facie di una violazione.
Prima facie significa, semplificando, che gli elementi disponibili in quella fase fanno apparire inizialmente fondata l'esistenza della violazione, senza equivalere alla conclusione definitiva del procedimento.
Il sistema prevede garanzie procedurali.
Dopo la comunicazione delle constatazioni preliminari, il destinatario può presentare osservazioni scritte e prove. Il termine stabilito dalla Commissione non può essere inferiore a 21 giorni.
È previsto anche l'accesso al fascicolo, con particolari meccanismi per proteggere segreti aziendali e informazioni riservate.
È un passaggio importante perché mostra come la regolazione europea dell'intelligenza artificiale stia passando dalle grandi regole generali alle procedure amministrative necessarie per farle rispettare.
Un'altra notizia che potrebbe facilmente generare equivoci riguarda il reddito di base incondizionato (RBI).
Nella Gazzetta compare infatti la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1798 relativa a un'iniziativa dei cittadini europei denominata “Introduzione di un reddito di base incondizionato (RBI) in tutta l'UE”.
Questo non significa che l'Unione europea abbia introdotto un reddito di base.
Il documento riguarda la procedura di registrazione di un'iniziativa promossa da cittadini. La richiesta originaria era stata presentata il 14 maggio 2026; la Commissione aveva rilevato un problema relativo alla propria competenza a presentare l'atto richiesto dagli organizzatori, che hanno quindi presentato un'iniziativa modificata il 16 giugno.
È quindi essenziale distinguere tra registrare un'iniziativa dei cittadini e approvare la misura richiesta dall'iniziativa.
Nel fascicolo compaiono inoltre provvedimenti relativi alle sanzioni connesse alla guerra in Ucraina, all'influenza aviaria, all'afta epizootica a Cipro e al vaiolo degli ovini e dei caprini in Romania.
Per quest'ultimo caso viene previsto che la Romania vieti fino al 31 dicembre 2026 i movimenti di ovini e caprini dall'intero territorio nazionale verso destinazioni situate in altri Stati membri o in transito attraverso altri Stati membri o Paesi terzi.
La Gazzetta contiene inoltre la mobilitazione del Fondo di solidarietà UE in relazione alle alluvioni che hanno colpito la Romania e agli incendi boschivi verificatisi nel 2025 a Cipro e in Spagna.
Il filo conduttore di questa Gazzetta è che molte decisioni europee apparentemente tecniche possono arrivare nella vita quotidiana attraverso strade molto diverse.
Il passaporto digitale riguarda il modo in cui saranno identificati e documentati determinati prodotti; gli interventi agricoli possono incidere sulla capacità delle aziende di affrontare l'aumento dei costi; le norme sull'IA definiscono gli strumenti con cui potranno essere controllati i grandi modelli; le misure veterinarie cercano invece di impedire che epidemie animali si diffondano nel mercato europeo.
Non tutto produce un effetto immediato sul cittadino italiano, ma diversi provvedimenti costruiscono sistemi destinati a incidere progressivamente su imprese, filiere produttive e mercato europeo.
Cos'è il passaporto digitale di prodotto?
È un sistema digitale attraverso il quale vengono associate a determinati prodotti informazioni strutturate previste dalla normativa europea. Il nuovo regolamento disciplina in particolare il funzionamento del registro europeo.
Tutti i prodotti devono già avere il passaporto digitale?
No. Il regolamento disciplina il registro, mentre l'effettivo obbligo dipende dalle norme applicabili alle specifiche categorie di prodotto. Il testo contempla, tra gli altri, batterie, prodotti da costruzione, giocattoli e detergenti quando ricorrono i relativi obblighi europei.
Gli agricoltori italiani riceveranno automaticamente nuovi aiuti?
No. L'UE crea un meccanismo straordinario e attribuisce flessibilità agli Stati membri. L'applicazione concreta dipende dall'attuazione prevista nell'ambito della PAC.
Quanto possono essere anticipati gli aiuti PAC?
Per il 2026 l'aliquota massima degli anticipi dei pagamenti diretti viene portata dal 70% al 75%.
L'Unione europea ha introdotto il reddito di base universale?
No. Il provvedimento presente nella Gazzetta riguarda un'iniziativa dei cittadini europei, non l'approvazione di un reddito di base europeo.
Le nuove regole sull'intelligenza artificiale riguardano anche i controlli?
Sì. Il regolamento disciplina procedimenti della Commissione relativi in particolare ai fornitori di modelli di IA per finalità generali e stabilisce anche garanzie procedurali per le imprese interessate.
Immaginiamo l'Unione europea come un grande condominio.
Per alcuni prodotti viene predisposto un sistema simile a un registro digitale degli appartamenti, nel quale devono essere identificati correttamente immobili e responsabili.
Per l'agricoltura, invece, è come se il condominio consentisse di utilizzare più rapidamente una parte delle risorse disponibili quando una spesa essenziale aumenta improvvisamente.
Per l'intelligenza artificiale viene definito più precisamente il lavoro dell'“amministratore”: come può aprire un controllo, quali documenti può chiedere e quali garanzie devono essere riconosciute al soggetto controllato.
Sono materie diverse, ma il principio è simile: trasformare una norma generale in procedure che possano funzionare concretamente.
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