Energia solare sopra i frutteti, nuove regole per le cave toscane, una quota dei contributi dell’estrazione destinata a ridurre i costi legati alla potabilizzazione dell’acqua e un nuovo programma per prevenire la morte cardiaca improvvisa tra i giovani.
Sono alcune delle novità contenute nella Gazzetta Ufficiale, 3ª Serie speciale – Regioni, n. 26 del 4 luglio 2026.
Il fascicolo raccoglie sei provvedimenti della Provincia autonoma di Bolzano, della Toscana e del Lazio.
Alcuni sono molto tecnici, altri possono avere conseguenze più facilmente percepibili da cittadini, studenti, famiglie, agricoltori e imprese.
Vediamo cosa cambia davvero e chi è interessato.
Il primo provvedimento riguarda gli obblighi collegati alla formazione di base in medicina e alla formazione nelle altre professioni sanitarie.
Il decreto provinciale n. 16 del 26 giugno 2025 modifica il regolamento del 2020 eliminando due specifiche disposizioni: l’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 2 e l’ultimo periodo del comma 01 dell’articolo 3.
Qui è importante non andare oltre ciò che dice il testo pubblicato nella Gazzetta: il provvedimento riportato nel fascicolo indica le disposizioni eliminate, ma non riproduce il testo precedente dei periodi soppressi.
Non sarebbe quindi corretto attribuire alla modifica conseguenze specifiche che non possono essere ricavate direttamente dal documento.
Il decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale regionale.
Chi è interessato: amministrazione provinciale, medici e professionisti sanitari coinvolti nei percorsi formativi disciplinati dal regolamento.
Sempre a Bolzano cambia la disciplina del personale del Centro di sperimentazione Laimburg.
Il Centro può operare sia con personale messo a disposizione dalla Provincia sia con personale assunto direttamente attraverso procedure di selezione.
Per il personale assunto direttamente vengono applicati i contratti collettivi di diritto privato adottati dal Centro.
La novità interessante è la possibilità, nei limiti dello statuto, di adottare un proprio regolamento del personale, orientato in particolare agli inquadramenti e alle carriere in ambito scientifico.
Il Centro può inoltre stipulare propri accordi aziendali.
In termini semplici, significa riconoscere una maggiore capacità organizzativa nella gestione delle professionalità scientifiche.
È un po' come un centro di ricerca universitario che, pur restando legato all'istituzione pubblica di riferimento, ha bisogno di regole del personale maggiormente adattate alle carriere dei ricercatori.
Chi è interessato: personale del Centro Laimburg, ricercatori, candidati alle selezioni e amministrazione provinciale.
È probabilmente una delle novità più interessanti del fascicolo.
La Provincia autonoma di Bolzano introduce una disciplina specifica per gli impianti agrivoltaici.
Per agrivoltaico si intende un sistema nel quale produzione agricola e produzione di energia solare convivono sullo stesso terreno.
In pratica, il campo continua a produrre frutta mentre sopra o tra le coltivazioni vengono installati pannelli fotovoltaici.
Ma non sarà possibile realizzare questi impianti ovunque.
Nel verde agricolo l'installazione è consentita, previa autorizzazione paesaggistica, soltanto quando vengono rispettate determinate condizioni.
Le aree devono trovarsi a un'altitudine non superiore a 75 metri sopra la quota del fiume Adige o Isarco.
Devono inoltre essere utilizzate per coltivazioni di:
mele, pere, ciliegie o susine.
L'attività agricola deve essere stata esercitata ininterrottamente nei cinque anni precedenti la domanda.
Il terreno non può avere una pendenza superiore al 10%.
Uno degli aspetti fondamentali della nuova disciplina è che il fotovoltaico non deve trasformare di fatto il terreno agricolo in una centrale solare.
La coltivazione deve continuare su almeno il 70% dell'area interessata.
In condizioni normali, la resa della frutticoltura non deve inoltre diminuire di oltre il 30% rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
La Provincia potrà utilizzare i dati del proprio sistema informativo agricolo e i quantitativi delle consegne per verificare il rispetto delle condizioni.
Potranno essere effettuati anche controlli a campione.
Anche le strutture devono rispettare caratteristiche precise.
I pannelli devono essere non riflettenti e possono essere orientabili.
Il bordo inferiore deve trovarsi ad almeno 2,10 metri dal terreno, mentre l'altezza massima in posizione inclinata non può superare 5,80 metri.
La superficie complessivamente coperta dai pannelli non può superare il 40%.
La produzione elettrica specifica prevista deve raggiungere almeno il 60% della producibilità di riferimento di un normale impianto fotovoltaico.
È previsto inoltre il monitoraggio dell'acqua attraverso contatori e tensiometri.
Gli impianti non sono ammessi in determinate aree di particolare valore paesaggistico.
In prossimità di monumenti naturali, parchi naturali, zone umide, biotopi e alcune altre aree protette deve inoltre essere garantita una fascia di rispetto di 50 metri.
Se le condizioni previste dal regolamento non vengono rispettate oppure cessa l'attività, l'impianto e le infrastrutture collegate devono essere rimossi.
Chi è interessato: aziende agricole, frutticoltori, proprietari dei terreni, imprese energetiche, progettisti e amministrazioni locali.
Lo stesso provvedimento apre un'altra possibilità.
Pannelli fotovoltaici e collettori solari termici possono essere installati anche sulle dighe e sui muri dei laghi artificiali utilizzati a fini idroelettrici, quando l'impianto idroelettrico ha una potenza nominale media superiore a 3 MW.
Cambiano inoltre le regole per gli immobili sottoposti a vincolo storico-artistico.
L'installazione può essere autorizzata dalla Soprintendenza provinciale, purché non comprometta il valore e la vista del bene culturale.
Resta invece esclusa l'installazione su chiese e cappelle.
Il provvedimento toscano sulle cave e sul servizio idrico è tecnicamente complesso, ma dietro gli articoli di legge c'è un principio molto comprensibile:
chi inquina paga.
La Regione parte da un problema concreto del distretto apuo-versiliese.
Le attività estrattive possono aumentare gli oneri necessari per la potabilizzazione dell'acqua.
Fino ad ora, sottolinea la stessa legge, questi maggiori costi gravavano sulla tariffa del servizio idrico pagata dalla generalità degli utenti.
La nuova disciplina stabilisce quindi un collegamento tra contributi provenienti dall'attività estrattiva e costi della potabilizzazione.
Nel distretto apuo-versiliese viene vincolato alla riduzione tariffaria un importo pari all'1,90% della quota del contributo di estrazione indicata dalla legge.
Il Comune versa tale contributo al gestore del servizio idrico.
L'Autorità idrica Toscana deve quindi adeguare la tariffa e comunicare l'adeguamento ad ARERA in occasione delle revisioni tariffarie previste dalla normativa.
Attenzione però: questo non significa che la legge prometta automaticamente una determinata riduzione in euro sulla prossima bolletta di ogni famiglia.
Il meccanismo serve a ridurre la componente tariffaria legata ai maggiori costi di potabilizzazione nel distretto interessato.
La legge toscana introduce anche un'importante regola economica.
Per determinate nuove concessioni, il rilascio è subordinato alla stipula di una convenzione che garantisca l'impegno a lavorare almeno il 50% del materiale da taglio nel sistema produttivo locale.
L'obiettivo è fare in modo che una parte maggiore del valore economico generato dall'estrazione rimanga sul territorio.
Immaginiamo una cava di marmo.
Se il materiale viene estratto in Toscana ma viene immediatamente spedito altrove per essere lavorato, una parte importante della filiera economica si trasferisce fuori dal territorio.
Con la soglia del 50%, la normativa cerca di rafforzare la lavorazione locale e quindi le possibili ricadute su imprese, occupazione e competenze del territorio.
Per alcuni siti estrattivi senza beni appartenenti al patrimonio indisponibile comunale vengono introdotti analoghi obblighi, ma alcune di queste disposizioni avranno efficacia dal 1° gennaio 2035.
Le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni devono evidenziare in particolare quelle poste a tutela delle matrici ambientali.
Con questa espressione si intendono le componenti dell'ambiente da proteggere, come acqua, suolo e altri elementi ambientali interessati dalle attività.
Il reiterato mancato rispetto di determinate prescrizioni ambientali nell'arco di un biennio può diventare causa di decadenza della concessione.
Fino al 31 dicembre 2027 viene inoltre favorito, alle condizioni previste dalla legge, l'utilizzo di materiale detritico già depositato nei siti estrattivi per realizzare opere pubbliche o di pubblica utilità.
L'obiettivo è recuperare materiale già presente nei siti invece di considerarlo semplicemente come residuo dell'attività estrattiva.
Chi è interessato: imprese del marmo e delle cave, Comuni, gestore del servizio idrico, lavoratori della filiera lapidea e utenti del servizio idrico del distretto apuo-versiliese.
Un'altra legge toscana affronta un tema completamente diverso e di particolare rilevanza sociale: la morte cardiaca improvvisa giovanile.
Ai fini della legge, viene considerata giovanile quella che riguarda persone di età inferiore ai 45 anni.
L'obiettivo è rafforzare prevenzione, individuazione dei fattori di rischio, formazione sulla rianimazione cardiopolmonare, conoscenza dei defibrillatori e ricerca.
La Toscana istituisce il Registro delle morti cardiache improvvise giovanili.
Il registro dovrà servire a studiare i casi, individuare fattori di rischio, valutare l'efficacia delle misure preventive e favorire la ricerca.
Uno degli obiettivi è anche facilitare la diagnosi precoce delle condizioni predisponenti nei familiari e nei soggetti a rischio.
Titolare del trattamento dei dati del registro è la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio per la ricerca medica e di sanità pubblica.
La scuola assume un ruolo importante.
La Regione, insieme all'Ufficio scolastico regionale, promuove iniziative dedicate alla prevenzione e alla rianimazione cardiopolmonare.
Sono previsti programmi di formazione per il personale docente delle scuole secondarie di secondo grado, anche con l'obiettivo di favorire successivamente la formazione degli studenti.
Ma c'è un elemento ancora più concreto.
Il programma può comprendere attività per l'identificazione precoce di condizioni cliniche associate alla morte cardiaca improvvisa negli studenti delle scuole superiori.
La legge cita espressamente:
questionari mirati ed elettrocardiogrammi.
L'attenzione è rivolta soprattutto all'individuazione di possibili patologie cardiache ereditarie, congenite o altre condizioni predisponenti.
Le attività devono essere definite in collaborazione con i servizi di cardiologia del sistema sanitario regionale e realizzate localmente in base alle risorse e competenze disponibili.
La Toscana promuove anche l'aggiornamento periodico della mappa regionale dei DAE, cioè i defibrillatori semiautomatici e automatici esterni.
L'obiettivo è utilizzare anche strumenti tecnologici innovativi per permettere ai soccorritori di sapere più facilmente dove si trova il defibrillatore più vicino.
Pensiamo a un arresto cardiaco durante una partita in una palestra scolastica.
Sapere immediatamente dove si trova il DAE più vicino può essere un'informazione decisiva.
Viene istituita anche una Commissione tecnica regionale per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile.
Ne fanno parte rappresentanti della sanità regionale, della Fondazione Monasterio, delle aziende ospedaliero-universitarie, delle centrali operative 118 e delle aziende sanitarie locali.
La Commissione deve essere costituita entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge.
La Giunta dovrà inoltre inviare ogni anno al Consiglio regionale una relazione sul fenomeno e sull'efficacia delle politiche di prevenzione.
Per le attività previste sono stanziate risorse specifiche: 100.000 euro nel 2025, 100.000 euro nel 2026 e complessivamente 100.000 euro nel 2027, distribuite tra spese correnti e investimenti secondo quanto stabilito dalla legge.
Chi è interessato: giovani sotto i 45 anni, studenti delle scuole superiori, famiglie, docenti, cardiologi, 118, aziende sanitarie e istituzioni scolastiche.
L'ultimo provvedimento riguarda principalmente la macchina amministrativa della Regione Lazio.
Viene modificato il regolamento sull'organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta.
Tra le modifiche compare una riduzione del numero complessivo indicato per alcune unità organizzative da 232 a 222, mentre un'altra voce passa da 4 a 6 unità.
Un limite percentuale previsto dal precedente regolamento passa inoltre dal 70% al 73%.
Vengono modificati anche denominazioni e assetti di alcune strutture, tra cui il Servizio di coordinamento per lo sviluppo territoriale e la cooperazione istituzionale.
Il regolamento interviene inoltre sulle condizioni relative ad alcuni incarichi e aggiorna gli allegati riguardanti le strutture di diretta collaborazione e il relativo trattamento economico.
Si tratta quindi di un provvedimento prevalentemente organizzativo interno.
Per il cittadino l'effetto non è paragonabile, per esempio, alle norme toscane sulla prevenzione cardiaca o alla disciplina dell'agrivoltaico.
L'impatto riguarda soprattutto il funzionamento dell'amministrazione regionale.
Chi è interessato: dirigenti, personale regionale, strutture della Giunta e soggetti che ricoprono incarichi di diretta collaborazione.
Se dovessimo scegliere le tre novità con il maggiore potenziale impatto pratico di questa Gazzetta, sarebbero probabilmente queste.
La prima è l'agrivoltaico in Alto Adige, perché introduce regole precise per far convivere frutticoltura ed energia rinnovabile.
La seconda riguarda cave e acqua in Toscana: una parte dei contributi collegati all'estrazione viene destinata a compensare i maggiori costi di potabilizzazione nel distretto apuo-versiliese.
La terza è la nuova strategia toscana contro la morte cardiaca improvvisa giovanile, con registro regionale, formazione nelle scuole, attività di identificazione precoce e mappatura dei defibrillatori.
Sono tre esempi molto diversi dello stesso fenomeno: una norma regionale può intervenire direttamente su questioni che riguardano energia, ambiente, salute e servizi utilizzati quotidianamente.
1. Le norme contenute in questa Gazzetta valgono in tutta Italia?
No. Siamo nella 3ª Serie speciale – Regioni. Ogni provvedimento riguarda il territorio dell'ente che lo ha emanato: Provincia autonoma di Bolzano, Toscana o Lazio.
2. In Alto Adige sarà possibile installare pannelli fotovoltaici su qualsiasi terreno agricolo?
No. Il regolamento stabilisce condizioni molto precise per l'agrivoltaico, relative tra l'altro a localizzazione, colture, pendenza, continuità dell'attività agricola, superficie coperta dai pannelli e tutela paesaggistica.
3. Un agricoltore può smettere di coltivare e utilizzare tutto il terreno per produrre energia?
Non secondo la disciplina agrivoltaica descritta dal provvedimento. La coltivazione deve continuare su almeno il 70% dell'area interessata e vengono stabiliti anche parametri relativi alla resa agricola.
4. La legge toscana sulle cave farà diminuire automaticamente la bolletta dell'acqua?
La legge prevede un meccanismo destinato alla riduzione della componente tariffaria collegata ai maggiori oneri di potabilizzazione nel distretto apuo-versiliese. Non stabilisce però nel testo un risparmio fisso in euro per ogni famiglia.
5. Perché le cave devono lavorare almeno il 50% del materiale localmente?
La finalità è rafforzare la filiera produttiva territoriale e aumentare le ricadute socioeconomiche dell'attività estrattiva sul territorio.
6. La Toscana farà elettrocardiogrammi a tutti gli studenti?
La legge non stabilisce semplicemente un ECG obbligatorio per ogni studente. Prevede un programma di attività di identificazione precoce nelle scuole secondarie di secondo grado, basato anche su questionari mirati ed elettrocardiogrammi, da definire con il sistema sanitario e realizzare in base alle risorse e competenze disponibili.
7. Chi viene considerato “giovane” dalla legge sulla morte cardiaca improvvisa?
Ai fini della legge regionale, la MCI giovanile riguarda soggetti con meno di 45 anni.
8. Viene creato anche un elenco dei defibrillatori?
La Regione promuove l'aggiornamento periodico di una mappa regionale dei DAE e strumenti per far conoscere ai soccorritori la loro localizzazione.
Immaginiamo un'azienda agricola con un frutteto.
Il proprietario vuole produrre anche energia elettrica installando pannelli sopra le piante.
La nuova disciplina non gli dice semplicemente “sì” o “no”. Gli dice: puoi farlo, ma il frutteto deve continuare a essere davvero un frutteto.
Le piante devono rimanere produttive, i pannelli devono rispettare determinate altezze, non possono coprire troppo terreno e bisogna tutelare il paesaggio.
Lo stesso principio ritorna, in modo diverso, nella normativa toscana sulle cave: l'attività economica può continuare, ma una parte dei suoi costi ambientali e dei suoi benefici deve essere ricondotta al territorio.
È questo il filo conduttore più interessante della Gazzetta n. 26: sviluppo economico, ambiente e interesse collettivo vengono messi sullo stesso tavolo.
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