Una nuova dotazione da 32 milioni di euro è stata programmata per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, le tre misure dedicate alla valorizzazione della proprietà industriale delle piccole e medie imprese.
La decisione arriva con il decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy del 28 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 200 del 29 agosto 2026.
La distribuzione delle risorse è già definita:
20 milioni di euro per Brevetti+;
10 milioni di euro per Disegni+;
2 milioni di euro per Marchi+.
Ma c'è una precisazione fondamentale per le imprese interessate: la pubblicazione di questo decreto non significa che le domande possano già essere presentate.
Il provvedimento programma le risorse e stabilisce che gli avvisi di riapertura delle tre misure dovranno essere adottati dalla competente Direzione generale per gli incentivi alle imprese e pubblicati entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto.
Saranno questi successivi avvisi a rappresentare il passaggio operativo da monitorare.
Il decreto contiene due decisioni fondamentali.
La prima riguarda i tempi.
Per l'annualità 2026 gli avvisi di riapertura di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ dovranno essere adottati e pubblicati entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.
La seconda riguarda il denaro disponibile.
Il Ministero programma complessivamente 32 milioni di euro.
La parte maggiore va a Brevetti+, che riceve 20 milioni.
Seguono Disegni+, con 10 milioni, e Marchi+, con 2 milioni.
Brevetti+ riceve la dotazione più consistente: 20 milioni di euro.
Il decreto colloca questa misura tra gli strumenti utilizzati per sostenere le PMI nella valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.
Un brevetto, in termini generali, è un titolo di proprietà industriale attraverso il quale può essere tutelata un'invenzione quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
Ma possedere un brevetto e riuscire a trasformarlo in valore economico sono due cose diverse.
Immaginiamo una piccola azienda meccanica che abbia sviluppato una soluzione tecnica innovativa.
L'impresa può essere riuscita a proteggere l'invenzione attraverso un brevetto, ma deve poi affrontare la fase successiva: valorizzare economicamente quell'innovazione.
È proprio nella valorizzazione dei titoli di proprietà industriale che si inserisce la logica delle misure richiamate dal decreto.
Per Disegni+ vengono programmati 10 milioni di euro.
Il decreto ricorda che la precedente apertura della misura era finalizzata a sostenere la capacità innovativa delle micro, piccole e medie imprese attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni e modelli industriali.
Un disegno o modello industriale riguarda la tutela dell'aspetto di un prodotto secondo le condizioni previste dalla normativa sulla proprietà industriale.
Pensiamo a un'impresa che realizzi arredamento.
Può esserci un valore non soltanto nella tecnologia utilizzata per costruire una sedia o una lampada, ma anche nel particolare aspetto del prodotto.
Per aziende che fanno del design un elemento distintivo, la proprietà industriale può quindi diventare una componente importante della strategia commerciale.
La terza misura è Marchi+, per la quale vengono programmati 2 milioni di euro.
Il decreto ricorda che il precedente bando era finalizzato al supporto dell'estensione del marchio nazionale a livello dell'Unione europea e internazionale da parte delle PMI.
Il marchio è il segno utilizzato per distinguere prodotti o servizi sul mercato secondo la disciplina prevista dal Codice della proprietà industriale.
Immaginiamo una piccola azienda alimentare italiana che abbia costruito negli anni un marchio conosciuto nel proprio territorio.
Se l'impresa decide di vendere anche in altri Paesi, la strategia di tutela del marchio può assumere una dimensione europea o internazionale.
È questo il tipo di scenario economico richiamato dalla misura Marchi+.
Il decreto richiama l'articolo 32, comma 11, del decreto-legge n. 34 del 2019.
La disposizione prevede una programmazione annuale dell'apertura dei bandi relativi a Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, con l'obiettivo di stabilizzare il sostegno alle piccole e medie imprese nella valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.
Il concetto importante è proprio valorizzazione.
Un brevetto, un marchio o un disegno registrato non devono essere considerati soltanto documenti da conservare in archivio.
Per un'impresa possono rappresentare beni immateriali collegati alla propria capacità di innovare, differenziarsi dai concorrenti e sviluppare nuovi mercati.
Questo è probabilmente il passaggio più importante per chi sta leggendo l'articolo perché interessato a presentare una domanda.
Il decreto pubblicato il 29 agosto non coincide con gli avvisi di riapertura.
L'articolo 1 stabilisce infatti che gli avvisi saranno adottati dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese e pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sul sito indicato dal decreto entro trenta giorni dalla pubblicazione del provvedimento.
Bisognerà quindi attendere questi atti.
Saranno gli avvisi operativi a consentire alle imprese di conoscere le condizioni applicabili alla nuova apertura.
Il decreto del 28 luglio è molto breve nella sua parte dispositiva.
Stabilisce essenzialmente:
la riapertura attraverso successivi avvisi;
il termine entro cui tali avvisi dovranno essere pubblicati;
la dotazione finanziaria delle tre misure.
Non bisogna quindi attribuire a questo provvedimento informazioni che dovranno invece essere verificate nei successivi bandi.
Per esempio, per sapere con precisione chi potrà presentare domanda, quali spese saranno ammesse, quale sarà l'eventuale contributo concedibile, quali documenti saranno richiesti e quali saranno le date degli sportelli, bisognerà leggere gli avvisi relativi all'annualità 2026.
C'è un dato contenuto nel decreto che merita molta attenzione.
Il Ministero ricostruisce quello che è successo con l'annualità precedente.
Per il 2025 erano stati messi a disposizione:
20 milioni per Brevetti+;
10 milioni per Disegni+;
2 milioni per Marchi+.
Gli sportelli erano stati fissati rispettivamente al:
20 novembre 2025 per Brevetti+;
18 dicembre 2025 per Disegni+;
4 dicembre 2025 per Marchi+.
Il decreto afferma che le risorse disponibili sono state esaurite, tanto da rendere necessaria la sospensione anticipata delle procedure.
Questo non significa automaticamente che nel 2026 accadrà la stessa cosa.
Significa però che esiste un precedente molto chiaro di forte utilizzo delle risorse disponibili.
Il comportamento più prudente è utilizzare il periodo precedente alla pubblicazione degli avvisi per verificare la propria situazione.
Un'impresa interessata può innanzitutto fare un inventario dei propri titoli di proprietà industriale e capire quale delle tre misure potrebbe essere pertinente.
Chi possiede o sta valorizzando un brevetto guarderà soprattutto a Brevetti+.
Chi lavora sul design di prodotti potrà prestare particolare attenzione a Disegni+.
Chi sta valutando la protezione e l'espansione del proprio marchio sui mercati europei o internazionali potrà monitorare Marchi+.
Ma la decisione finale sull'ammissibilità dovrà sempre essere presa sulla base delle regole contenute nei nuovi avvisi.
Immaginiamo una PMI piemontese che abbia brevettato un nuovo componente destinato alle macchine industriali.
Il brevetto esiste, ma l'impresa vuole trasformare l'invenzione in un prodotto capace di generare ricavi.
La pubblicazione del decreto del 29 agosto le dà una prima informazione utile: per Brevetti+ sono stati programmati 20 milioni di euro.
Ma non le dà ancora automaticamente diritto al contributo.
L'azienda dovrà aspettare il nuovo avviso, controllare di possedere i requisiti richiesti e verificare quali attività e spese potranno essere agevolate.
Consideriamo invece un'impresa che realizza complementi d'arredo caratterizzati da un design originale.
Per questa azienda può essere interessante monitorare Disegni+, che dispone di 10 milioni di euro.
Anche in questo caso la domanda da porsi non è semplicemente: “Ho realizzato un prodotto originale, quindi posso ottenere il contributo?”
La domanda corretta sarà: “Il mio titolo e il progetto che voglio realizzare rispettano le condizioni stabilite dal nuovo avviso?”
È una differenza fondamentale.
Pensiamo infine a una piccola impresa agroalimentare che venda con successo in Italia e voglia espandere il proprio marchio fuori dal mercato nazionale.
La misura da tenere sotto osservazione sarà Marchi+.
Il decreto ricorda infatti che il precedente bando era destinato al supporto dell'estensione del marchio nazionale a livello dell'Unione europea e internazionale.
Per il 2026 sono programmati 2 milioni di euro.
Ancora una volta, però, sarà necessario attendere il nuovo avviso per conoscere le condizioni operative.
Quando si parla di brevetti e marchi si pensa spesso alle grandi multinazionali.
Ma il decreto è costruito proprio intorno al sostegno alle piccole e medie imprese.
Per una PMI, infatti, una parte importante del valore aziendale può trovarsi in elementi che non sono capannoni, macchinari o merci.
Un'invenzione, un marchio riconoscibile o il design originale di un prodotto possono contribuire alla competitività dell'impresa.
La proprietà industriale serve a inserire questi elementi all'interno di un sistema di tutela previsto dalla legge.
Le misure Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ intervengono invece sul terreno della loro valorizzazione economica secondo quanto previsto dai rispettivi programmi.
Un'altra precisazione è necessaria.
Dire che il decreto programma 32 milioni di euro non significa che esista un unico fondo da cui ogni PMI può scegliere liberamente quanto richiedere.
Le risorse sono già suddivise:
62,5% del totale a Brevetti+, pari a 20 milioni;
31,25% a Disegni+, pari a 10 milioni;
6,25% a Marchi+, pari a 2 milioni.
Ogni misura seguirà quindi il proprio avviso e le relative regole.
Il decreto ricostruisce anche il percorso finanziario che permette di finanziare le misure.
Viene richiamata, tra l'altro, l'assegnazione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze di 13,5 milioni di euro sul capitolo 7496, a valere sull'esercizio 2028, ai fini della copertura necessaria all'emanazione dei bandi per l'annualità 2026.
Il provvedimento tiene inoltre conto delle risorse finanziarie disponibili e delle precedenti riduzioni intervenute sugli stanziamenti dei capitoli interessati.
Per il cittadino o per l'impresa il risultato finale è però quello indicato nell'articolo 2: 32 milioni complessivamente programmati per le tre misure nel 2026.
Dal punto di vista pratico, la pubblicazione del decreto dà alle imprese tre informazioni certe.
La prima: le tre misure saranno riaperte attraverso nuovi avvisi.
La seconda: gli avvisi devono essere adottati e pubblicati entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto.
La terza: le risorse programmate ammontano complessivamente a 32 milioni di euro.
Quello che ancora manca è il passaggio operativo.
Ed è proprio per questo che nelle prossime settimane sarà importante monitorare la pubblicazione dei nuovi avvisi.
Quanti soldi sono stati programmati complessivamente?
La dotazione complessiva indicata dal decreto per l'annualità 2026 è di 32 milioni di euro.
Quanto viene destinato a Brevetti+?
Brevetti+ dispone di 20 milioni di euro.
Quanto viene destinato a Disegni+?
Per Disegni+ sono programmati 10 milioni di euro.
Quanto viene destinato a Marchi+?
Per Marchi+ sono programmati 2 milioni di euro.
Le domande possono già essere presentate?
Non sulla base di questo decreto. Il provvedimento stabilisce che saranno adottati e pubblicati successivi avvisi di riapertura.
Quando usciranno gli avvisi?
Il decreto stabilisce che dovranno essere adottati e pubblicati entro trenta giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il decreto stabilisce già tutti i requisiti per ottenere il contributo?
No. La parte dispositiva di questo decreto programma l'apertura e stabilisce le risorse. Per conoscere le condizioni operative bisognerà consultare i successivi avvisi.
Perché conviene seguire con attenzione la riapertura?
Perché il decreto ricorda che nell'annualità precedente le risorse disponibili sono state esaurite e le procedure sono state sospese anticipatamente.
Le tre misure sono la stessa cosa?
No. Sono strumenti distinti collegati alla valorizzazione di differenti titoli di proprietà industriale e avranno i rispettivi avvisi.
Una PMI con un brevetto riceverà automaticamente un contributo?
No. Il possesso di un titolo non determina automaticamente l'accesso alle agevolazioni. Sarà necessario rispettare le condizioni stabilite dall'avviso applicabile.
Immaginiamo tre sportelli chiusi davanti ai quali ci sono tre cartelli:
Brevetti+ – 20 milioni
Disegni+ – 10 milioni
Marchi+ – 2 milioni
Con il decreto pubblicato il 29 agosto lo Stato sta dicendo alle imprese: “Abbiamo programmato i fondi e questi sportelli saranno riaperti”.
Ma le porte non sono ancora aperte.
Per entrare bisognerà aspettare il successivo avviso, che stabilirà le regole operative.
Per una PMI interessata, quindi, questo è il momento di prepararsi e monitorare, non di presumere di poter già presentare la domanda.
Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.