Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 198 del 27 agosto 2026, compare un avviso di Cassa depositi e prestiti S.p.A. che interessa alcuni buoni fruttiferi postali collegati a indici economici.
I numeri pubblicati sono 102,80 e 103,10.
A prima vista potrebbero essere scambiati per percentuali di rendimento, tassi d'interesse o valori direttamente applicabili al capitale investito.
Ma non è così.
Il valore 102,80 non significa che il buono rende il 102,80% e 103,10 non significa che il risparmiatore riceverà il 103,10% in più.
Si tratta di valori di indici di riferimento utilizzati, secondo le condizioni delle specifiche tipologie di buoni, nei meccanismi di indicizzazione.
Vediamo cosa significa concretamente.
L'avviso pubblicato da Cassa depositi e prestiti comunica due valori.
Per i Buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione italiana viene indicato:
Indice ISTAT FOI ex tabacchi – giugno 2026: 102,80.
Per il Buono Soluzione Futuro viene invece indicato:
Indice Eurostat Eurozone HICP ex tabacchi – maggio 2026: 103,10.
La Gazzetta precisa quindi sia il valore sia il periodo temporale al quale l'indice si riferisce.
Sono due indicatori differenti e non devono essere confusi.
È probabilmente l'equivoco più facile.
Quando un risparmiatore legge:
indice = 102,80
potrebbe pensare che quel numero rappresenti il rendimento del proprio investimento.
Non funziona così.
Un indice dei prezzi è un numero statistico costruito rispetto a una base di riferimento. Serve a misurare come varia nel tempo il livello dei prezzi preso in considerazione.
Per capire il concetto possiamo immaginare un termometro.
Se il termometro segna 25 gradi, non significa che la temperatura sia aumentata del 25%.
Allo stesso modo, se un indice segna 102,80, 102,80 è il livello dell'indice, non la percentuale di rendimento del buono.
Per i buoni indicizzati all'inflazione italiana, l'avviso fa riferimento all'indice ISTAT FOI ex tabacchi.
FOI indica l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
L'espressione ex tabacchi significa che, ai fini dell'indicatore richiamato, viene utilizzata la versione dell'indice al netto dei tabacchi.
Nella Gazzetta del 27 agosto 2026 il valore indicato per giugno 2026 è 102,80.
Questo numero diventa rilevante per i buoni le cui condizioni prevedono un collegamento con tale indice.
Il secondo valore pubblicato riguarda il Buono Soluzione Futuro.
L'avviso riporta l'indice:
Eurostat Eurozone HICP ex tabacchi – maggio 2026: 103,10.
HICP è l'acronimo utilizzato per l'indice armonizzato dei prezzi al consumo.
In questo caso il riferimento indicato nell'avviso è all'area euro e non al solo andamento dei prezzi italiani.
Abbiamo quindi una prima differenza fondamentale:
102,80 → indice ISTAT collegato all'inflazione italiana;
103,10 → indice Eurostat riferito all'area euro.
Non sono due rendimenti da confrontare per stabilire quale buono "paga di più".
Questo passaggio è essenziale.
Supponiamo, soltanto per spiegare il meccanismo matematico, che un indice passi da 100 a 103.
Il livello finale dell'indice è 103.
La variazione rispetto a 100 è invece:
(103 ÷ 100 − 1) × 100 = 3%
Quindi:
103 = livello dell'indice
mentre
3% = variazione percentuale tra i due valori ipotizzati.
Per conoscere una variazione bisogna dunque confrontare almeno due valori dell'indice.
Il singolo numero 102,80, preso isolatamente, non dice quanto il proprio buono abbia guadagnato.
Qui arriviamo al secondo concetto importante: il coefficiente di indicizzazione.
Un indice statistico e un coefficiente applicato a un prodotto finanziario non sono necessariamente la stessa cosa.
L'indice è il dato economico di riferimento.
Il coefficiente è invece il risultato del meccanismo previsto dalle condizioni del prodotto per trasformare l'andamento dell'indice in un elemento rilevante ai fini del buono.
In forma puramente didattica, un rapporto tra indici potrebbe essere rappresentato così:
Indice finale ÷ indice iniziale
Ma attenzione: questa formula è soltanto un esempio matematico per comprendere il concetto.
Non va utilizzata automaticamente per calcolare il valore di un buono fruttifero postale specifico.
Le condizioni della singola serie possono prevedere date di riferimento, regole, arrotondamenti e altri elementi che devono essere verificati nella documentazione del prodotto.
Immaginiamo un prodotto ipotetico collegato a un indice.
Quando viene sottoscritto, l'indice di riferimento vale:
100
Successivamente vale:
102,80
La variazione matematica sarebbe:
102,80 ÷ 100 = 1,028
e quindi, nel nostro esempio semplificato:
+2,8%.
Ma questo non significa che il buono citato nella Gazzetta abbia automaticamente maturato il 2,8%.
Per poter fare il calcolo reale dovremmo conoscere almeno il valore iniziale previsto per quella specifica posizione e soprattutto le condizioni contrattuali applicabili.
L'esempio serve esclusivamente a mostrare la differenza tra livello dell'indice e variazione dell'indice.
Immaginiamo ora due risparmiatori.
Mario ha un prodotto che prende come riferimento iniziale un indice pari a 98.
Lucia ne ha uno che parte da 101.
Oggi entrambi osservano un indice pari a 102,80.
Il numero finale è identico, ma la variazione rispetto al punto di partenza è differente.
È proprio per questo motivo che leggere soltanto 102,80 non permette di stabilire il rendimento del proprio buono.
Bisogna sapere da quale valore si parte e quali regole vengono applicate.
Supponiamo che un cittadino abbia investito 10.000 euro.
Non sarebbe corretto prendere 102,80 e moltiplicarlo direttamente per i 10.000 euro per determinare quanto riceverà.
Prima bisogna identificare:
la tipologia esatta di buono;
la serie e le condizioni applicabili;
la data di sottoscrizione;
il relativo indice di riferimento;
il meccanismo di indicizzazione previsto;
gli eventuali interessi o ulteriori componenti della remunerazione;
le condizioni applicabili al momento del rimborso.
Solo dopo si può arrivare al valore effettivamente riconosciuto secondo le regole del prodotto.
Possiamo quindi separare tre concetti.
Indice dell'inflazione
È il dato statistico che misura l'andamento dei prezzi secondo una determinata metodologia.
Coefficiente di indicizzazione
È il parametro derivante dall'applicazione delle regole previste dal prodotto rispetto agli indici di riferimento.
Rendimento effettivo del buono
È il risultato economico che interessa realmente il risparmiatore e dipende dalle condizioni della specifica tipologia di buono e dalla posizione individuale.
Confondere questi tre livelli può portare a interpretazioni completamente sbagliate.
Indicizzato significa, in termini semplici, che almeno una componente del valore o della remunerazione del prodotto viene collegata, secondo le condizioni previste, all'andamento di un determinato parametro.
Possiamo immaginarlo come un vagone agganciato a un treno.
Il treno è l'indice economico.
Il vagone è il meccanismo previsto dal prodotto.
Quando il treno si muove, il vagone ne segue il movimento secondo il modo in cui è stato agganciato.
Ma per sapere esattamente dove arriverà il vagone bisogna conoscere come funziona quell'aggancio, cioè le condizioni del buono.
L'inflazione riduce nel tempo il potere d'acquisto del denaro.
Se oggi con 100 euro acquistiamo un determinato paniere di beni e tra alcuni anni gli stessi prodotti costano di più, quei 100 euro hanno perso una parte del loro potere d'acquisto.
I prodotti indicizzati all'inflazione cercano di collegare, secondo le proprie condizioni, una componente della remunerazione all'andamento di un indice dei prezzi.
Questo non significa però che ogni prodotto protegga integralmente da qualsiasi aumento dei prezzi.
Il risultato dipende sempre dalle regole specifiche del prodotto.
Il dato 102,80 pubblicato nella Gazzetta rappresenta il valore per giugno 2026 dell'indice ISTAT FOI ex tabacchi richiamato dall'avviso relativo ai buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione italiana.
Non possiamo trasformarlo, da solo, in:
un tasso d'interesse;
un rendimento percentuale;
un guadagno in euro;
un importo di rimborso.
Per ottenere uno di questi risultati servono ulteriori informazioni.
Lo stesso ragionamento vale per 103,10.
È il valore dell'Eurostat Eurozone HICP ex tabacchi riferito a maggio 2026 e richiamato dall'avviso per il Buono Soluzione Futuro.
Anche 103,10 è quindi un livello dell'indice.
Non equivale al rendimento del Buono Soluzione Futuro.
Potrebbe sembrare naturale dire:
"103,10 è superiore a 102,80, quindi il secondo prodotto rende di più."
Sarebbe una conclusione sbagliata.
I due valori appartengono a indici differenti.
Hanno inoltre periodi di riferimento differenti: nell'avviso il FOI è relativo a giugno 2026, mentre l'HICP è relativo a maggio 2026.
Confrontare semplicemente 103,10 con 102,80 per decidere quale buono sia più conveniente sarebbe quindi come confrontare due strumenti di misura senza considerare che cosa stanno misurando e secondo quale scala.
Il possessore di un buono indicizzato dovrebbe partire dall'identificazione esatta del prodotto.
Occorre verificare serie, data di sottoscrizione e condizioni applicabili.
Successivamente bisogna individuare quale indice viene utilizzato e secondo quale meccanismo viene trasformato in un coefficiente rilevante per il buono.
Solo a quel punto è possibile comprendere l'effetto del nuovo dato pubblicato.
La Gazzetta del 27 agosto fornisce quindi un tassello del calcolo, non necessariamente il risultato finale.
La distinzione è fondamentale per una corretta informazione.
La Gazzetta dice che sono stati comunicati determinati valori degli indici relativi ai prodotti indicati.
La Gazzetta non dice, nel breve avviso pubblicato, che tutti i titolari dei buoni riceveranno una determinata percentuale.
Non pubblica neppure il rendimento individuale di ciascun risparmiatore.
Per questo un articolo divulgativo deve evitare di trasformare un indice statistico in una promessa di rendimento.
La pubblicazione interessa soprattutto chi possiede prodotti per i quali questi indici costituiscono un parametro previsto dalle relative condizioni.
Il dato può contribuire alla determinazione dei valori rilevanti per il proprio buono.
Ma il risparmiatore non dovrebbe fermarsi al numero pubblicato in Gazzetta.
Per capire quanto vale concretamente il proprio investimento deve verificare le condizioni della propria specifica posizione.
102,80 significa che il mio buono rende il 102,80%?
No. È il valore dell'indice ISTAT FOI ex tabacchi indicato nell'avviso per giugno 2026, non una percentuale di rendimento del buono.
E 103,10 significa un rendimento del 103,10%?
No. È il valore dell'indice Eurostat Eurozone HICP ex tabacchi indicato per maggio 2026 in relazione al Buono Soluzione Futuro.
Indice dell'inflazione e rendimento sono la stessa cosa?
No. L'indice misura l'andamento dei prezzi secondo la propria metodologia. Il rendimento riguarda invece il risultato economico dell'investimento.
Posso calcolare il valore del mio buono utilizzando soltanto 102,80?
No. Il singolo valore non è sufficiente. Servono le condizioni della specifica tipologia di buono e gli altri parametri previsti per il calcolo.
Che differenza c'è tra indice e coefficiente di indicizzazione?
L'indice è il parametro economico-statistico di riferimento. Il coefficiente deriva dall'applicazione delle regole previste dal prodotto rispetto ai valori dell'indice.
102,80 e 103,10 possono essere confrontati per scegliere il buono migliore?
Non direttamente. Sono valori appartenenti a indici differenti e, nell'avviso, fanno anche riferimento a mesi differenti.
L'indicizzazione garantisce sempre che non perderò potere d'acquisto?
Il risultato dipende dalle condizioni specifiche del prodotto. La sola presenza di un meccanismo di indicizzazione non consente di affermare, sulla base dell'avviso della Gazzetta, che qualsiasi perdita di potere d'acquisto sarà integralmente compensata.
Immaginiamo il contachilometri di un'automobile.
Leggiamo:
102.800 km
Quel numero ci dice dove si trova oggi il contatore.
Ma non ci dice quanti chilometri abbiamo percorso durante il nostro viaggio.
Se siamo partiti da 100.000 km, abbiamo percorso 2.800 km.
Se siamo partiti da 70.000 km, ne abbiamo percorsi 32.800.
Il valore dell'indice funziona in modo simile.
102,80 ci dice il livello dell'indice.
Per conoscere la variazione bisogna sapere da dove siamo partiti.
E per trasformare quella variazione nel risultato economico del nostro buono dobbiamo conoscere anche le regole specifiche del prodotto.
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