La Gazzetta Ufficiale n. 98 del 26 agosto 2026, 5ª Serie Speciale – Contratti Pubblici, contiene tre provvedimenti molto diversi tra loro, ma tutti con possibili conseguenze economiche e operative: una procedura nazionale per l’assegnazione di frequenze nella banda 24,25-26,5 GHz, una variante relativa alla ricostruzione di una scuola finanziata nell’ambito del PNRR e un bando rivolto alle Agenzie per il Lavoro.
Il provvedimento economicamente più rilevante è quello del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che apre la procedura per attribuire nuovi diritti d’uso delle frequenze. In termini semplici, lo Stato mette a disposizione degli operatori determinate porzioni dello spettro radio, stabilendo regole, lotti territoriali e prezzi minimi.
La stazione procedente è il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni – Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione.
L'oggetto è l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze comprese nella banda 24,25-26,5 GHz, attraverso lotti regionali e nazionali.
La procedura deriva dalla delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025 e dal decreto ministeriale del 4 maggio 2026.
Un diritto d’uso delle frequenze è, in sostanza, l’autorizzazione a utilizzare una determinata porzione dello spettro radio secondo le condizioni fissate dall’autorità pubblica.
Si può pensare allo spettro radio come a una grande autostrada invisibile: le diverse frequenze sono simili alle corsie. Lo Stato stabilisce chi può utilizzare determinate corsie e a quali condizioni.
La Gazzetta prevede fino a due lotti regionali da 200 MHz per ciascun territorio considerato e fino a cinque lotti nazionali, anch’essi da 200 MHz.
I lotti regionali comprendono le 19 regioni interessate dalla suddivisione indicata nel bando e i due territori delle Province autonome di Bolzano e Trento.
Per i lotti nazionali il prezzo minimo di riserva indicato è di 25.726.212 euro per ciascun lotto da 200 MHz.
I prezzi minimi cambiano sensibilmente a seconda del territorio.
La Lombardia presenta il valore più elevato tra quelli regionali riportati nel bando: 4.397.959 euro per un lotto da 200 MHz.
Seguono, tra gli importi più consistenti:
Gli importi minimi più contenuti riguardano invece Valle d’Aosta, con 53.465 euro, Molise con 124.552 euro, Basilicata con 228.692 euro, Provincia autonoma di Bolzano con 236.962 euro e Provincia autonoma di Trento con 239.647 euro. La tabella completa dei valori è riportata nelle pagine 2 e 3 del fascicolo.
La domanda di partecipazione deve essere inviata esclusivamente tramite PEC.
La finestra prevista dal bando va dalle ore 9:00 del 23 settembre 2026 alle 23:59:59 del 25 settembre 2026.
Le domande che arriveranno oltre il termine saranno escluse.
Successivamente, le offerte iniziali firmate digitalmente dovranno essere trasmesse via PEC dalle 9:00 del 2 novembre 2026 alle 23:59:59 del 4 novembre 2026.
La PEC, cioè Posta Elettronica Certificata, è un sistema di posta elettronica che attribuisce valore giuridico alla trasmissione e consente di certificare invio e consegna del messaggio.
Il bando prevede anche una quota da versare alla Fondazione Ugo Bordoni, incaricata del supporto alla predisposizione e alla gestione della procedura.
La quota indicata è di:
500 euro più IVA per chi concorre ai lotti regionali;
10.000 euro più IVA per chi concorre ai lotti nazionali.
Per gli aggiudicatari è inoltre previsto il versamento del 2,5% dell’importo dell’offerta aggiudicataria, oltre IVA, secondo le condizioni descritte nel disciplinare.
Il disciplinare di gara è il documento che stabilisce nel dettaglio le regole della procedura: requisiti, documenti, modalità di presentazione delle offerte e obblighi dei partecipanti.
Non si tratta di una gara alla quale partecipa direttamente il normale cittadino.
L’interesse pubblico riguarda soprattutto la gestione di una risorsa limitata come lo spettro radio e il suo utilizzo per reti e servizi di comunicazione.
Per le imprese interessate alle frequenze, invece, le scadenze sono decisive: anche un invio PEC effettuato oltre il termine indicato comporta l’esclusione.
Il secondo provvedimento riguarda il Comune di Sant’Arpino, in provincia di Caserta.
Si tratta di una variante in corso d’opera relativa ai lavori di demolizione e successiva ricostruzione dell’Istituto Comprensivo “Rocco - Cav. Cinquegrana”, Plesso Rocco.
L'intervento rientra nel PNRR – Missione 2, Componente 3, Investimento 1.1, dedicato alla costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici.
Una variante in corso d’opera è una modifica apportata a un contratto mentre i lavori sono già in esecuzione. Può riguardare lavorazioni, costi o soluzioni tecniche e deve essere giustificata secondo le condizioni previste dalla normativa applicabile.
Il contratto originario valeva 3.979.997,31 euro.
Dopo la modifica, l’importo sale a 4.584.687,59 euro.
L’aumento è quindi di 604.690,28 euro, pari al 15,193%.
La variante è stata approvata con deliberazione della Giunta comunale n. 81 del 22 giugno 2026.
Secondo l’avviso pubblicato in Gazzetta, la modifica è stata resa necessaria da circostanze impreviste e imprevedibili emerse durante l’esecuzione, dall’adeguamento funzionale dell’intervento, dal raggiungimento degli obiettivi di efficientamento energetico attraverso il Conto Termico 2.0 e dall’introduzione di lavorazioni migliorative.
La Gazzetta precisa inoltre che la variante non altera la natura generale del contratto e resta entro il limite del 50% richiamato nell’avviso.
Stazione appaltante: Comune di Sant’Arpino.
Oggetto: demolizione e ricostruzione dell’Istituto Comprensivo “Rocco - Cav. Cinquegrana” – Plesso Rocco.
Aggiudicatario: OPERAZIONE S.r.l., con sede legale a Napoli.
Importo originario: 3.979.997,31 euro.
Nuovo importo: 4.584.687,59 euro.
Incremento: 604.690,28 euro, pari al 15,193%.
CUP: B42C22000040006.
CIG Accordo Quadro: 98344046E9.
CIG Contratto Specifico: A01AD1796D.
Procedura/modifica: variante in corso d’opera motivata nell’avviso con riferimento all’articolo 106, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 50/2016.
Il CUP, Codice Unico di Progetto, identifica un progetto di investimento pubblico.
Il CIG, Codice Identificativo Gara, serve invece a identificare una procedura o un contratto nell’ambito degli appalti pubblici.
Immaginiamo la ristrutturazione di un condominio. Durante i lavori vengono scoperti problemi non prevedibili inizialmente e diventa necessario modificare alcuni interventi, aggiungendone altri per migliorare l’efficienza energetica.
Nel settore pubblico non è sufficiente decidere informalmente di spendere di più: la modifica del contratto deve essere motivata, approvata e ricondotta alle condizioni previste dalla normativa.
È questo il principio generale che permette di capire il significato della variante pubblicata dal Comune di Sant’Arpino.
Il terzo provvedimento è pubblicato dal Fondo Nazionale per lo Sviluppo Economico, indicato nell’avviso come ente pubblico statale a ordinamento autonomo.
Il bando è rivolto alle APL, cioè Agenzie per il Lavoro, autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L'obiettivo dichiarato nell'avviso è organizzare servizi di somministrazione di lavoro e staff leasing agevolati attraverso un regime di codatorialità, con l'obiettivo di favorire stabilizzazione occupazionale e creazione di posti di lavoro.
La somministrazione di lavoro è il rapporto nel quale un'agenzia autorizzata mette lavoratori a disposizione di un'impresa utilizzatrice secondo le regole previste dalla legge.
La codatorialità, nel significato attribuito dal bando, prevede invece un'organizzazione nella quale più soggetti partecipano alla gestione del rapporto di lavoro secondo l'architettura contrattuale descritta nell'avviso.
Il meccanismo descritto nel bando prevede una “Dote Lavoro Universale” fino a 4.000 euro annui per ogni lavoratore a tempo pieno inserito.
Il documento parla di voucher contabili dematerializzati denominati “Buoni Lavoro”, dal valore nominale di 1.000 euro ciascuno.
Secondo il testo pubblicato, i titoli vengono utilizzati contabilmente per il pagamento delle fatture nella misura ordinatoria di 2 euro per ogni ora convenzionale prestata dal lavoratore somministrato.
Il bando afferma inoltre che i titoli non utilizzati entro i termini possono essere convertiti in credito d’imposta secondo il regolamento di emissione richiamato nell’avviso.
Queste caratteristiche sono riportate nel documento della Gazzetta; per l'applicazione concreta occorre fare riferimento alla documentazione completa e agli atti richiamati dal bando.
Tra i requisiti indicati figurano:
Il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva, certifica la regolarità dell'impresa rispetto agli obblighi previdenziali e assicurativi.
Le APL interessate, secondo l’avviso, possono presentare la candidatura tramite PEC dalla pubblicazione del bando fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2027.
Tra la documentazione richiesta figurano l’istanza firmata digitalmente, l’autorizzazione ministeriale all’attività di somministrazione e la dichiarazione di disponibilità a inserire mediamente almeno 100 unità lavorative nell’anno solare.
L’avviso prevede una procedura di accreditamento “a sportello” e indica la pubblicazione della graduatoria dal 10 gennaio 2028 alle ore 12:00.
Il fascicolo del 26 agosto mostra bene quanto sia ampia la materia dei contratti pubblici.
Nello stesso numero troviamo infatti una risorsa strategica nazionale come lo spettro radio, un investimento PNRR destinato a un edificio scolastico e un programma riguardante il mercato del lavoro.
Dietro formule amministrative molto tecniche ci sono quindi questioni concrete: infrastrutture digitali, milioni di euro di investimenti pubblici, costruzione di scuole, efficienza energetica e politiche per l'occupazione.
Per il cittadino la procedura sulle frequenze non determina un adempimento immediato, ma riguarda la gestione pubblica delle risorse radio che possono essere utilizzate dagli operatori.
A Sant’Arpino l’effetto è molto più territoriale: il progetto di ricostruzione della scuola aumenta di oltre 604 mila euro, sulla base delle motivazioni riportate nell’avviso.
Il terzo bando può invece interessare indirettamente lavoratori e imprese, mentre i destinatari diretti della procedura sono le Agenzie per il Lavoro che possiedono i requisiti indicati.
1. Qual è il provvedimento economicamente più rilevante della Gazzetta?
La procedura MIMIT riguarda l’assegnazione di lotti di frequenze nazionali e regionali. Il prezzo minimo indicato per ciascun lotto nazionale da 200 MHz è di 25.726.212 euro.
2. I cittadini possono partecipare alla gara per le frequenze?
Il bando stabilisce requisiti e modalità di partecipazione contenuti nel relativo disciplinare. Non è una procedura pensata come gara aperta al singolo cittadino-consumatore.
3. Quando devono essere presentate le domande per le frequenze?
Tra le ore 9:00 del 23 settembre e le 23:59:59 del 25 settembre 2026, esclusivamente tramite PEC secondo le modalità indicate nel bando.
4. Perché è aumentato il costo della scuola di Sant’Arpino?
L’avviso richiama circostanze impreviste e imprevedibili, adeguamenti funzionali, efficientamento energetico mediante Conto Termico 2.0 e lavorazioni migliorative.
5. Di quanto aumenta il contratto della scuola?
Di 604.690,28 euro, passando da 3.979.997,31 a 4.584.687,59 euro: un incremento del 15,193%.
6. Chi esegue i lavori della scuola?
L’aggiudicatario indicato nell’avviso è OPERAZIONE S.r.l. di Napoli.
7. A chi è rivolto il terzo bando?
Alle Agenzie per il Lavoro autorizzate che rispettano i requisiti riportati nell’avviso.
8. Quanto prevede il meccanismo della Dote Lavoro?
Il testo pubblicato parla di un massimo di 4.000 euro annui per lavoratore inserito, attraverso il meccanismo dei “Buoni Lavoro” descritto dal bando.
Immaginiamo lo Stato come l’amministratore di una grande città.
In una zona deve decidere a chi concedere l’utilizzo di alcune “corsie invisibili” necessarie alle telecomunicazioni: sono le frequenze.
In un’altra deve gestire una scuola in costruzione nella quale sono emerse esigenze che richiedono lavori aggiuntivi e un aumento del contratto.
In una terza area viene pubblicata una procedura destinata a soggetti specializzati nel mercato del lavoro.
La Gazzetta Ufficiale serve proprio a rendere pubblici questi passaggi: chi decide, quanto si spende, quali sono le regole, chi può partecipare e quali scadenze devono essere rispettate.
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