Una nuova opportunità si prepara per piccole e medie imprese e lavoratori autonomi che vogliono migliorare gli strumenti digitali utilizzati nella propria attività.
Nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 193 del 21 agosto 2026 è stato pubblicato il comunicato del Ministero delle imprese e del made in Italy relativo al decreto direttoriale del 4 agosto 2026, che definisce termini e modalità di funzionamento dello sportello per accedere alle agevolazioni destinate all'acquisto di servizi di cloud computing e cybersecurity.
Il dato più importante da segnare sul calendario è questo: le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
La misura nasce per sostenere la domanda di servizi digitali da parte delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi che operano sul territorio nazionale.
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto finalizzato all'acquisizione di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già disponibili oppure di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle attualmente utilizzate.
L'obiettivo dichiarato è favorire lo sviluppo e l'adozione di servizi applicativi digitali innovativi.
In parole semplici, lo Stato punta ad aiutare le attività economiche che intendono fare un salto in avanti nella propria infrastruttura digitale e nella sicurezza informatica.
Un contributo a fondo perduto è un'agevolazione pubblica che, nel rispetto delle condizioni previste dal bando e del progetto ammesso, non funziona come un normale prestito bancario da restituire.
È quindi diverso da un finanziamento tradizionale.
Attenzione però: “fondo perduto” non significa che qualsiasi acquisto informatico venga automaticamente pagato dallo Stato. L'impresa o il professionista deve rispettare requisiti, procedure e condizioni previste dalla misura.
La Gazzetta del 21 agosto pubblica un comunicato sintetico e rinvia, per la disciplina integrale, al decreto ministeriale del 18 luglio 2025 e al decreto direttoriale del 4 agosto 2026. Per questo motivo non è corretto ricavare dal solo comunicato percentuali, massimali o un elenco dettagliato delle spese ammissibili che in questa pagina della Gazzetta non vengono riportati.
La Gazzetta individua espressamente due grandi categorie:
piccole e medie imprese (PMI);
lavoratori autonomi.
Un elemento importante è la dimensione geografica della misura: riguarda soggetti operanti sull'intero territorio nazionale.
Non si tratta quindi, sulla base di quanto pubblicato in questa Gazzetta, di un incentivo riservato a una particolare regione italiana.
Questo è uno degli aspetti da evidenziare maggiormente.
La misura non viene presentata soltanto come un incentivo destinato alle società o alle PMI strutturate. Il comunicato include esplicitamente anche i lavoratori autonomi.
Per molti professionisti questo può rendere particolarmente interessante il provvedimento.
Pensiamo, ad esempio, a uno studio professionale che utilizza quotidianamente documenti digitali, servizi online e archivi informatici oppure a un'attività che vuole adottare strumenti più moderni per proteggere informazioni e applicazioni.
L'ammissibilità concreta della singola soluzione dovrà comunque essere verificata sulla disciplina completa dell'agevolazione.
Il cloud computing permette di utilizzare risorse informatiche, applicazioni, capacità di elaborazione o archiviazione attraverso infrastrutture accessibili tramite rete, anziché affidarsi esclusivamente ai computer e ai server fisicamente presenti nella propria sede.
Un esempio molto semplice può essere quello di una piccola azienda.
Invece di conservare tutti i documenti di lavoro esclusivamente su un computer dell'ufficio, l'impresa può utilizzare servizi digitali che consentono di archiviare, gestire e rendere disponibili dati e applicazioni attraverso infrastrutture remote.
Il cloud può quindi rendere più flessibile l'organizzazione informatica di un'attività.
La cybersecurity, o sicurezza informatica, comprende tecnologie, strumenti e procedure utilizzati per proteggere sistemi, reti, applicazioni e informazioni dalle minacce digitali.
Per una grande azienda può significare proteggere infrastrutture informatiche molto complesse.
Per una piccola impresa il problema è altrettanto concreto.
Una casella e-mail compromessa, un account aziendale violato, l'accesso abusivo a informazioni riservate o un attacco che renda inutilizzabili i sistemi informatici possono provocare conseguenze economiche e operative importanti.
È proprio il riferimento a soluzioni “più avanzate e sicure” rispetto a quelle già utilizzate uno degli elementi centrali riportati nel comunicato ministeriale.
C'è una frase della Gazzetta particolarmente importante.
Il contributo è destinato all'acquisizione di soluzioni tecnologiche “nuove e aggiuntive” rispetto a quelle già a disposizione e/o di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.
Questo chiarisce la logica dell'intervento.
L'obiettivo non è semplicemente sostenere una generica spesa informatica, ma favorire un effettivo miglioramento tecnologico.
Immaginiamo una piccola impresa che utilizzi da anni un determinato sistema.
Il principio della misura è quello di accompagnarla verso una soluzione aggiuntiva oppure verso strumenti tecnologicamente più evoluti e sicuri.
Questa è l'informazione operativa più importante contenuta nella Gazzetta.
Lo sportello aprirà:
10 novembre 2026 alle ore 12:00
e resterà aperto fino a:
20 gennaio 2027 alle ore 12:00.
Le imprese e i lavoratori autonomi interessati hanno quindi una finestra temporale di oltre due mesi.
È consigliabile non interpretare questa finestra come un invito ad aspettare gli ultimi giorni: prima di presentare una domanda di agevolazione è normalmente necessario controllare attentamente requisiti, progetto e documentazione richiesta dalla disciplina completa.
Il comunicato pubblicato il 21 agosto non costituisce da solo tutta la disciplina dell'incentivo.
Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 definisce termini e modalità di funzionamento dello sportello per le agevolazioni già previste dal decreto ministeriale 18 luglio 2025, il cui comunicato era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 10 dicembre 2025.
È una distinzione importante.
Possiamo immaginare il decreto precedente come il provvedimento che ha costruito la misura, mentre quello del 4 agosto 2026 rende operativo un passaggio fondamentale: stabilisce quando e secondo quali modalità si apre lo sportello per presentare le domande.
La stessa Gazzetta specifica che il testo integrale del decreto è consultabile, dal 7 agosto 2026, sul sito del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Questo è particolarmente importante per chi intende realmente richiedere il contributo.
Il comunicato pubblicato in Gazzetta riporta infatti le informazioni essenziali, ma per preparare una domanda occorre fare riferimento alla documentazione integrale della misura.
Immaginiamo una piccola azienda con dieci dipendenti.
L'impresa utilizza diversi strumenti digitali, ma alcuni sistemi sono ormai limitati. La direzione decide di migliorare la gestione delle applicazioni e rafforzare la sicurezza informatica.
Invece di considerare il progetto soltanto come un costo aziendale, verifica se le nuove soluzioni tecnologiche che intende acquistare rientrano tra quelle ammesse dall'agevolazione.
Se possiede i requisiti previsti, potrà preparare la documentazione e presentare la domanda nella finestra stabilita.
L'esempio serve a comprendere il meccanismo generale; l'effettiva ammissibilità delle singole spese deve essere verificata sulla normativa completa.
Pensiamo invece a un professionista che gestisce quotidianamente documenti, dati dei clienti e applicazioni attraverso computer e servizi online.
Decide di passare a strumenti tecnologici più avanzati e di rafforzare la sicurezza delle informazioni.
Poiché il comunicato include espressamente i lavoratori autonomi, il professionista può verificare se possiede gli ulteriori requisiti previsti dalla disciplina e se le soluzioni che vuole acquistare rientrano nell'agevolazione.
La trasformazione digitale non riguarda più soltanto le grandi aziende.
Anche un piccolo negozio, uno studio professionale o una PMI possono dipendere ogni giorno da applicazioni, archivi digitali e servizi informatici.
Parallelamente cresce l'importanza della sicurezza.
Perdere l'accesso ai propri dati o subire un incidente informatico può significare fermare temporaneamente un'attività.
Il senso economico della misura è quindi quello di ridurre almeno in parte il costo necessario per favorire l'adozione di tecnologie innovative e più sicure.
Il primo passaggio è capire se si rientra effettivamente tra i potenziali beneficiari.
Successivamente bisogna esaminare la disciplina completa della misura, verificando requisiti, investimenti ammissibili, documentazione e procedura prevista per la presentazione della domanda.
Infine bisogna ricordare le due scadenze fondamentali:
apertura: 10 novembre 2026, ore 12:00;
chiusura: 20 gennaio 2027, ore 12:00.
Chi può richiedere il bonus cloud e cybersecurity?
La Gazzetta indica piccole e medie imprese e lavoratori autonomi operanti sull'intero territorio nazionale. L'effettivo accesso richiede comunque il rispetto delle condizioni previste dalla disciplina completa.
Quando apre lo sportello?
Alle ore 12:00 del 10 novembre 2026.
Quando scade il termine per presentare la domanda?
Alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
Si tratta di un prestito?
Il comunicato parla espressamente di un contributo a fondo perduto, quindi la natura dell'agevolazione è diversa da quella di un normale finanziamento da restituire.
Il contributo riguarda soltanto il cloud?
No. La misura riguarda servizi di cloud computing e cybersecurity, con l'obiettivo di favorire l'acquisizione di nuove soluzioni tecnologiche oppure di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate.
È riservato ad alcune regioni?
Il comunicato parla di PMI e lavoratori autonomi operanti sull'intero territorio nazionale.
Posso utilizzare il contributo per qualsiasi computer o software?
Il comunicato della Gazzetta non fornisce un elenco completo delle singole spese ammissibili. Specifica però che l'intervento riguarda l'acquisizione di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive e/o più avanzate e sicure. Per sapere se una determinata spesa è ammessa bisogna consultare la disciplina integrale.
Dove si trovano le regole complete?
La Gazzetta informa che il testo integrale del decreto direttoriale del 4 agosto 2026 è consultabile dal 7 agosto 2026 sul sito del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Immaginiamo una piccola azienda come una casa.
I computer e le applicazioni sono le stanze in cui vengono conservati documenti e strumenti di lavoro.
Il cloud può essere paragonato a uno spazio esterno organizzato nel quale conservare e utilizzare in modo flessibile determinati strumenti e informazioni.
La cybersecurity, invece, assomiglia a porte, serrature, allarmi e sistemi di controllo che servono a impedire l'accesso a chi non dovrebbe entrare.
Con questa misura lo Stato vuole aiutare PMI e lavoratori autonomi a passare, nel rispetto delle condizioni previste, da una “casa digitale” meno evoluta a strumenti nuovi, più avanzati o più sicuri.
Alle informazioni pubblicate nella Gazzetta Ufficiale si aggiungono quelle, molto più operative, diffuse direttamente dal Ministero delle imprese e del made in Italy.
La pagina ufficiale del MIMIT permette infatti di capire meglio quanto vale l'agevolazione, quali spese possono essere finanziate, quali requisiti sono richiesti e come verranno gestite le domande.
Il primo dato importante riguarda le risorse.
Per i voucher cloud computing e cybersecurity sono stati stanziati complessivamente 150 milioni di euro, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020.
Di questi, 71 milioni di euro sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La misura resta comunque destinata a PMI e lavoratori autonomi operanti sull'intero territorio nazionale.
Il MIMIT chiarisce anche uno degli aspetti più importanti per chi sta valutando un investimento.
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
È previsto un piano di spesa di importo non inferiore a 4.000 euro, mentre il contributo concedibile può arrivare fino a un massimo di 20.000 euro.
Facciamo un esempio molto semplice.
Se un'impresa presenta un piano ammissibile da 10.000 euro, applicando la percentuale del 50% il contributo potrebbe arrivare a 5.000 euro, naturalmente a condizione che il progetto e tutte le relative spese vengano ammessi.
Per raggiungere il contributo massimo di 20.000 euro, il 50% implica un piano di spesa ammissibile di almeno 40.000 euro.
C'è anche un requisito tecnico da non sottovalutare.
PMI e lavoratori autonomi devono disporre di una connessione internet con velocità minima di download pari a 30 Mbps.
Non basta quindi rientrare genericamente nella categoria delle PMI o dei lavoratori autonomi: occorre verificare anche questo requisito e tutte le altre condizioni previste dalla misura.
La documentazione pubblicata dal Ministero permette finalmente di capire in maniera molto più concreta quali investimenti possono essere interessati.
Tra le soluzioni di cybersecurity vengono indicati:
firewall;
router e switch;
antivirus e antimalware;
software per il monitoraggio delle reti;
soluzioni per la crittografia dei dati;
sistemi per la gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza;
software per la gestione delle vulnerabilità.
Non parliamo quindi soltanto del classico antivirus installato sul computer.
La misura può interessare strumenti destinati a costruire una protezione informatica più completa dell'attività.
Tra le spese indicate dal MIMIT troviamo anche servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma.
Sono citati, ad esempio:
virtual machine;
storage;
backup;
database.
In termini semplici, una PMI può utilizzare il cloud non soltanto come uno spazio dove salvare documenti, ma anche come vera e propria infrastruttura informatica attraverso la quale far funzionare servizi e applicazioni.
Un'altra parte particolarmente interessante riguarda i servizi SaaS – Software as a Service.
Il Ministero indica, tra gli altri:
software di contabilità;
soluzioni per la gestione delle risorse umane;
sistemi per la gestione della produttività;
software per la gestione dei contenuti digitali;
soluzioni per l'e-commerce;
strumenti per gestire le interazioni con i clienti.
Questo amplia notevolmente l'interesse pratico della misura.
Non bisogna quindi pensare al voucher come a un incentivo esclusivamente destinato alle aziende informatiche.
Può essere interessante anche per una piccola impresa tradizionale che vuole modernizzare la propria gestione.
Tra le attività indicate figurano inoltre alcuni servizi accessori, come configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi.
Questo è importante perché introdurre una nuova soluzione digitale non significa semplicemente acquistare un programma.
Spesso è necessario configurarlo, integrarlo nell'attività e mantenerlo correttamente operativo.
C'è però una condizione fondamentale.
Per essere ammissibili, i prodotti e i servizi di cloud computing e cybersecurity devono essere acquistati da fornitori iscritti nell'apposito elenco istituito dal MIMIT.
Questo significa che prima di effettuare una spesa non bisogna guardare soltanto al prodotto.
Occorre verificare anche che il soggetto dal quale si intende acquistarlo rientri nell'elenco previsto dalla misura.
È un controllo particolarmente importante per evitare di programmare un investimento che successivamente potrebbe non risultare ammissibile.
La Gazzetta ci aveva indicato l'apertura dello sportello il 10 novembre 2026.
Il MIMIT aggiunge un'altra data molto utile:
dal 20 ottobre 2026 sarà possibile precompilare la domanda attraverso la procedura informatica disponibile sul portale del Ministero.
Il calendario diventa quindi:
20 ottobre 2026: inizio della precompilazione;
10 novembre 2026: apertura dello sportello per l'invio delle domande;
20 gennaio 2027: chiusura prevista dello sportello.
C'è però un'avvertenza importante: il Ministero specifica che lo sportello resterà aperto fino al 20 gennaio salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Un altro elemento da considerare attentamente è il criterio utilizzato per le graduatorie.
Il MIMIT specifica che saranno formulate secondo l'ordine cronologico di presentazione delle richieste.
Questo rende particolarmente utile sfruttare la fase di precompilazione dal 20 ottobre.
Chi intende partecipare dovrebbe quindi evitare, per quanto possibile, di arrivare all'apertura dello sportello senza aver già verificato requisiti, progetto, preventivi e fornitore.
La presentazione avverrà attraverso uno sportello telematico dedicato, che sarà gestito da Invitalia per conto del MIMIT.
Al momento della comunicazione ministeriale, la piattaforma dedicata risultava ancora in via di definizione.
Per questo motivo è consigliabile controllare gli aggiornamenti ufficiali prima dell'apertura della procedura.
Immaginiamo una piccola attività che utilizza cinque computer, un gestionale, posta elettronica, contabilità digitale e un sito attraverso il quale riceve richieste dai clienti.
L'impresa decide di introdurre un sistema di backup più evoluto, migliorare firewall e protezione della rete e adottare nuovi servizi cloud.
Il progetto complessivo costa, per esempio, 12.000 euro.
Se tutte le spese risultassero ammissibili e fossero rispettate le altre condizioni, un contributo del 50% corrisponderebbe a 6.000 euro.
Per una piccola attività è una differenza significativa.
Ed è proprio questo il punto della misura: aiutare anche realtà di dimensioni contenute a investire in tecnologie che oggi non rappresentano più un lusso, ma una parte della sicurezza e della continuità dell'impresa.
Quando si parla di attacchi informatici si pensa spesso a banche, multinazionali o grandi infrastrutture.
Ma anche una piccola impresa conserva informazioni importanti: dati dei clienti, fatture, credenziali, documenti amministrativi, posta elettronica, ordini e informazioni sui fornitori.
Un attacco informatico può significare perdere temporaneamente l'accesso ai propri strumenti di lavoro.
Per questo cloud e cybersecurity sono ormai temi che riguardano anche negozi, artigiani, professionisti e piccole aziende.
Il voucher può quindi rappresentare l'occasione per verificare non soltanto “quanto possiamo ottenere”, ma soprattutto quanto è sicura oggi la nostra attività digitale.
150 milioni di euro: risorse complessivamente stanziate.
71 milioni: quota riservata ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
50%: percentuale delle spese ammissibili coperta dal contributo.
4.000 euro: importo minimo del piano di spesa.
20.000 euro: contributo massimo ottenibile.
30 Mbps: velocità minima di download della connessione internet richiesta.
20 ottobre 2026: apertura della precompilazione.
10 novembre 2026: apertura dello sportello.
20 gennaio 2027: chiusura prevista, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Quanto finanzia il voucher?
Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro.
Qual è la spesa minima?
Il MIMIT indica un importo del piano di spesa non inferiore a 4.000 euro.
Serve una determinata connessione internet?
Sì. Tra le condizioni indicate dal Ministero c'è una connessione con velocità minima di download di 30 Mbps.
Posso acquistare servizi da qualsiasi azienda informatica?
Non ai fini dell'agevolazione: i prodotti e servizi devono essere acquistati da fornitori iscritti nell'apposito elenco istituito dal MIMIT.
Un software di contabilità può rientrare?
Il MIMIT include tra i servizi cloud SaaS ammissibili anche software di contabilità, insieme a soluzioni per risorse umane, produttività, contenuti digitali, e-commerce e gestione delle relazioni con i clienti.
Posso chiedere il contributo per firewall e sistemi di backup?
Tra le categorie indicate figurano soluzioni hardware e software di cybersecurity, tra cui firewall, e servizi cloud che comprendono anche il backup. L'ammissibilità concreta resta subordinata alle condizioni della misura.
Perché è importante il 20 ottobre?
Perché da quella data sarà possibile precompilare la domanda, mentre l'invio vero e proprio partirà il 10 novembre.
Conviene aspettare gennaio per presentare la domanda?
Il Ministero specifica che le graduatorie seguiranno l'ordine cronologico di presentazione e che lo sportello può chiudere prima del 20 gennaio in caso di esaurimento delle risorse. Per chi vuole partecipare è quindi importante prepararsi per tempo.
Le informazioni aggiuntive di questo aggiornamento provengono dalla comunicazione ufficiale del Ministero delle imprese e del made in Italy del 7 agosto 2026, che integra con dettagli operativi quanto riportato nel comunicato pubblicato successivamente sulla Gazzetta Ufficiale.
Per requisiti definitivi, modalità di presentazione e aggiornamenti della procedura è sempre necessario fare riferimento alla documentazione ufficiale del Ministero.
Fonte ufficiale: MIMIT – Voucher cloud computing e cybersecurity, stabiliti termini e modalità di presentazione delle domande.
Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.