100 milioni per l’intelligenza artificiale nelle scuole: cosa prevede la nuova norma e come saranno usati i fondi

Serie Generale N. 0 20/08/2026 Approfondimenti Pubblicato il 20/08/2026 20:53
Condividi questo articolo

La Gazzetta Ufficiale del 20 agosto apre alla possibilità di utilizzare fino a 100 milioni di euro del PN Scuola 2021-2027 per l’alfabetizzazione e la formazione sull’intelligenza artificiale. Ma attenzione: non significa che domani arriveranno automaticamente 100 milioni alle scuole. Vediamo cosa dice davvero la norma, senza farle promettere più di quanto prometta.

Cento milioni di euro e intelligenza artificiale nella stessa frase sono sufficienti per produrre un titolo molto efficace.

Ma, come spesso accade leggendo la Gazzetta Ufficiale, tra il titolo e quello che effettivamente stabilisce la norma c'è una certa quantità di burocratese da attraversare.

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 192 del 20 agosto 2026, all'interno del decreto-legge n. 107/2026 convertito dalla legge 7 agosto 2026, n. 152, compare infatti una disposizione finanziaria specificamente dedicata all'intelligenza artificiale.

Ed è interessante perché mette insieme tre elementi destinati probabilmente a incontrarsi sempre più spesso nei prossimi anni:

scuola, formazione e intelligenza artificiale.

Cosa dice esattamente la nuova norma

Il punto di partenza è l'articolo 14, significativamente intitolato:

“Disposizioni finanziarie urgenti in materia di intelligenza artificiale”.

La disposizione modifica l'articolo 24 della legge 23 settembre 2025, n. 132, introducendo un nuovo comma 5-bis.

Il nuovo testo stabilisce che, per adottare determinate misure previste dalla normativa sull'intelligenza artificiale, si può provvedere “nel limite complessivo di 100 milioni di euro” utilizzando le risorse del programma nazionale “PN scuola 2021-2027”.

Questa formulazione è importante.

La norma non dice:

vengono stanziati 100 milioni di nuovi euro.

Dice invece, in sostanza:

fino a 100 milioni di risorse già appartenenti al programma indicato potranno essere utilizzati per queste finalità.

Ed è una differenza tutt'altro che marginale.

Ma per fare cosa?

Per capirlo bisogna fare un piccolo salto all'indietro nella normativa.

I 100 milioni servono infatti all'attuazione del criterio indicato dall'articolo 24, comma 2, lettera e) della legge sull'intelligenza artificiale.

E quella lettera parla espressamente della:

“previsione di percorsi di alfabetizzazione e formazione in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale”.

Ecco quindi il cuore della novità.

Il legislatore aveva già previsto che nell'attuazione della disciplina italiana sull'IA dovessero essere introdotti percorsi per insegnare a comprendere e utilizzare questi sistemi.

Adesso viene individuata anche una possibile fonte finanziaria consistente per realizzarli.

Che cosa significa “alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale”?

Non significa necessariamente insegnare a tutti a programmare un'intelligenza artificiale.

L'alfabetizzazione digitale ha normalmente un obiettivo più ampio: mettere una persona nelle condizioni di comprendere uno strumento, utilizzarlo consapevolmente e riconoscerne possibilità e limiti.

Applicato all'intelligenza artificiale potrebbe quindi significare – a seconda di come saranno concretamente definite le misure – imparare a utilizzare gli strumenti di IA, comprenderne il funzionamento generale, interpretarne correttamente i risultati e sviluppare maggiore consapevolezza sui rischi.

Pensiamo a un esempio molto semplice.

Chiedere a un sistema di IA:

“Fammi una ricerca sulla Rivoluzione francese”

è relativamente facile.

Capire se quello che restituisce è corretto, distinguere un fatto da un'invenzione, controllare le fonti e utilizzare il risultato senza trasformare l'intelligenza artificiale nella versione tecnologica del compagno di banco a cui copiare il compito è decisamente più complesso.

Ed è proprio questa seconda parte a rendere interessante il concetto di alfabetizzazione.

Non solo studenti

Un altro punto merita attenzione.

La disposizione finanziaria richiama specificamente i percorsi di alfabetizzazione e formazione previsti dalla lettera e).

Nello stesso articolo della legge sull'intelligenza artificiale compaiono però diversi altri interventi legati alla formazione.

La normativa prevede, ad esempio, percorsi dedicati ai professionisti e agli operatori dei diversi settori, attraverso ordini professionali e associazioni di categoria.

Prevede inoltre il potenziamento delle competenze STEM – scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche – all'interno dei curricoli scolastici, insieme alle competenze artistiche, anche attraverso attività di orientamento.

E per università e istituzioni AFAM viene indicata la necessità di attività formative finalizzate alla comprensione tecnica e all'utilizzo consapevole delle tecnologie, anche sotto il profilo giuridico, compresi i sistemi di intelligenza artificiale.

Il quadro generale è quindi più ampio dei soli 100 milioni.

La direzione sembra essere quella di trasformare progressivamente la conoscenza dell'intelligenza artificiale da competenza specialistica a competenza trasversale.

I 100 milioni andranno direttamente alle scuole?

Qui occorre essere particolarmente prudenti.

La Gazzetta che stiamo analizzando non stabilisce che ogni scuola riceverà una quota dei 100 milioni.

Non contiene, nella disposizione in questione, una tabella di distribuzione tra istituti.

Non dice quanto riceverà ciascuna scuola.

E non stabilisce che l'intera cifra debba necessariamente essere utilizzata.

La formulazione scelta è:

“nel limite complessivo di 100 milioni di euro”.

Significa che siamo davanti a un tetto massimo utilizzabile, non alla promessa che 100 milioni saranno sicuramente spesi integralmente.

È una distinzione importante soprattutto quando una norma viene trasformata in un titolo giornalistico.

“100 milioni per l'IA” è efficace.

“Possibilità di utilizzare, entro un limite complessivo di 100 milioni, risorse già appartenenti a un programma nazionale per finanziare determinate misure di alfabetizzazione e formazione” è molto meno accattivante.

Ma è decisamente più vicino a quello che c'è scritto.

Da dove arrivano i soldi?

Altro dettaglio fondamentale: non siamo davanti, almeno sulla base della disposizione pubblicata, alla creazione di un nuovo fondo da 100 milioni.

La norma indica come fonte le risorse del PN Scuola 2021-2027.

Quindi il meccanismo è sostanzialmente quello di consentire che una parte delle risorse disponibili nel programma possa essere destinata alle misure sull'intelligenza artificiale.

Anche qui la parola chiave è “fino a”.

100 milioni rappresentano il limite complessivo.

La cifra effettivamente utilizzata potrà essere inferiore.

Un cambiamento interessante anche culturalmente

Al di là della cifra, forse la parte più interessante della disposizione è un'altra.

Per anni il dibattito sull'intelligenza artificiale si è concentrato prevalentemente sulla tecnologia: algoritmi, potenza di calcolo, imprese, investimenti, ricerca.

Ora la questione si sta progressivamente spostando sulle persone che dovranno utilizzare questi strumenti.

È una differenza sostanziale.

Avere strumenti potentissimi senza sapere come funzionano è un po' come distribuire calcolatrici senza insegnare la matematica.

La calcolatrice permette di ottenere il risultato.

Ma se non sappiamo cosa stiamo calcolando, diventa difficile capire persino quando il risultato è palesemente sbagliato.

Con l'intelligenza artificiale il problema è ancora maggiore, perché un sistema può produrre una risposta perfettamente scritta e apparentemente convincente anche quando contiene informazioni inesatte.

L'alfabetizzazione all'IA diventa quindi anche educazione al controllo dell'informazione.

La scuola potrebbe diventare uno dei luoghi principali dell'educazione all'IA

Il fatto che venga individuato il PN Scuola come possibile fonte finanziaria rende particolarmente interessante il rapporto tra intelligenza artificiale e sistema educativo.

La normativa di riferimento contiene già un'indicazione esplicita sul rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche nei curricoli scolastici.

Il punto non dovrebbe essere soltanto insegnare agli studenti quale pulsante premere.

La vera sfida sarà insegnare:

  • quando utilizzare l'intelligenza artificiale;
  • quando non utilizzarla;
  • come controllare ciò che produce;
  • come distinguere assistenza da sostituzione del lavoro personale;
  • come comprendere rischi, responsabilità e conseguenze del suo utilizzo.

Sono possibili contenuti coerenti con l'obiettivo generale della norma, ma la Gazzetta del 20 agosto non definisce nel dettaglio un catalogo di corsi finanziabili.

Questo particolare va sottolineato: sarebbe prematuro trasformare le possibili applicazioni in misure già approvate.

Docenti e personale scolastico: cosa sappiamo davvero?

Anche qui bisogna distinguere ciò che la norma stabilisce da ciò che appare logicamente possibile.

La disposizione finanziaria parla di misure relative ai percorsi di alfabetizzazione e formazione nell'utilizzo dei sistemi di IA.

Il fascicolo non contiene però, in questa disposizione, un elenco che assegni una determinata percentuale dei 100 milioni alla formazione dei docenti, un'altra agli studenti e un'altra ancora al personale amministrativo.

Queste modalità operative dovranno emergere dall'attuazione concreta della misura.

Possiamo quindi dire che si apre una possibilità finanziaria importante.

Non possiamo ancora dire che un determinato corso, una determinata scuola o una specifica categoria riceveranno automaticamente finanziamenti.

Perché questa norma è importante

Perché affronta uno dei grandi paradossi dell'intelligenza artificiale.

La tecnologia si sta diffondendo a una velocità enorme.

La conoscenza necessaria per utilizzarla correttamente, invece, rischia di procedere molto più lentamente.

E questo crea una nuova forma di divario digitale.

Un tempo il problema era:

“Hai accesso a Internet?”

Poi è diventato:

“Sai utilizzare Internet?”

Con l'IA la domanda potrebbe diventare:

“Sai capire quando fidarti di quello che l'intelligenza artificiale ti sta dicendo?”

È probabilmente qui che l'alfabetizzazione diventa più importante della semplice disponibilità dello strumento.

Il collegamento con le regole europee

La legge italiana sull'intelligenza artificiale si inserisce inoltre nel percorso di adeguamento al Regolamento europeo sull'IA, il Regolamento (UE) 2024/1689.

L'articolo 24 attribuisce infatti al Governo una delega per adeguare la normativa nazionale alla disciplina europea e individua numerosi criteri: poteri di vigilanza, sanzioni, disciplina dei diversi settori e, appunto, formazione.

La formazione non appare quindi come elemento isolato.

Fa parte di un sistema molto più ampio che comprende regole, controlli, responsabilità e capacità di utilizzare consapevolmente la tecnologia.

Quello che sappiamo e quello che ancora non sappiamo

Possiamo quindi separare abbastanza nettamente le due cose.

Sappiamo che:

la legge permette di utilizzare fino a 100 milioni di euro del PN Scuola 2021-2027 per le misure richiamate;

quelle misure riguardano percorsi di alfabetizzazione e formazione nell'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale;

i 100 milioni costituiscono un limite complessivo;

la disposizione si inserisce nella più ampia attuazione della normativa italiana ed europea sull'IA.
Non sappiamo ancora, sulla base di questa Gazzetta:

quanto dei 100 milioni sarà effettivamente utilizzato;

come verranno distribuite concretamente le risorse;

quali saranno tutti i beneficiari;

quali corsi o progetti verranno finanziati;

quanto potrà ricevere ciascun soggetto;

quali saranno le modalità operative per accedere alle risorse.

Ed è proprio questa distinzione che permette di leggere correttamente la notizia.

In conclusione: non 100 milioni “regalati all'IA”, ma un investimento sulle competenze

Il titolo più semplice sarebbe:

“100 milioni per l'intelligenza artificiale”.

Ma racconta soltanto metà della storia.

La novità più interessante della Gazzetta del 20 agosto 2026 è che il legislatore individua una possibile copertura, fino a 100 milioni di euro, per qualcosa di molto meno spettacolare di un nuovo supercomputer ma probabilmente altrettanto importante:

insegnare alle persone a utilizzare l'intelligenza artificiale.

Non sono necessariamente 100 milioni già spesi.

Non sono 100 milioni automaticamente distribuiti alle scuole.

Non sono nemmeno, per quanto emerge dal provvedimento, un nuovo fondo aggiuntivo da 100 milioni.

Sono risorse del PN Scuola che potranno essere utilizzate, entro quel limite, per trasformare l'alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale da principio scritto in una legge a politiche concrete.

Adesso la parte interessante sarà vedere come.

Perché tra sapere usare ChatGPT e sapere usare consapevolmente l'intelligenza artificiale c'è una differenza enorme.

E forse è proprio quella differenza che questi percorsi dovranno provare a colmare.


FAQ

Sono stati stanziati 100 milioni nuovi per l'intelligenza artificiale?
La norma non istituisce in questi termini un nuovo fondo da 100 milioni. Permette di utilizzare fino a quella cifra attingendo alle risorse del PN Scuola 2021-2027.

I 100 milioni saranno spesi tutti?
Non necessariamente. La legge parla di un limite complessivo di 100 milioni.

Ogni scuola riceverà dei soldi?
La disposizione pubblicata non stabilisce una distribuzione automatica a tutte le scuole.

A cosa devono servire le risorse?
La norma richiama i percorsi di alfabetizzazione e formazione in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Sono già stabiliti i corsi che verranno finanziati?
Non nel provvedimento pubblicato nella Gazzetta del 20 agosto. La disposizione finanziaria non contiene un catalogo dettagliato dei corsi.

L'obiettivo è insegnare agli studenti a programmare sistemi di IA?
La norma parla più genericamente di alfabetizzazione e formazione nell'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Non limita quindi il concetto alla programmazione.

La normativa riguarda anche università e professionisti?
Nel quadro più generale dell'articolo 24 sono previste disposizioni anche sulla formazione dei professionisti e sull'IA nella formazione universitaria e AFAM. La specifica copertura fino a 100 milioni introdotta dalla Gazzetta, però, richiama il criterio della lettera e), relativo ai percorsi di alfabetizzazione e formazione sull'utilizzo dei sistemi di IA.

Incorpora questo articolo

Copia e incolla questo codice HTML nel tuo sito web:

Anteprima:

Nota: Il widget è completamente responsive e si adatta automaticamente alla larghezza del contenitore.

Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.