La Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 2026, n. 95, appartiene alla 5ª Serie Speciale – Contratti Pubblici. In questo fascicolo il contenuto sostanziale è uno solo: il Comune di Salò, in provincia di Brescia, mette in vendita tramite asta pubblica un immobile storico comunale situato tra via Gasparo da Salò e via Trieste.
Non si tratta però di una normale vendita immobiliare. Chi acquisterà l'edificio dovrà rispettare per 10 anni sia il divieto di rivenderlo sia la sua destinazione a residenza sociale.
Stazione appaltante: Comune di Salò
Procedura: asta pubblica con offerte segrete in aumento
Oggetto: alienazione di immobile storico comunale destinato a residenza sociale
Ubicazione: Salò, tra via Gasparo da Salò e via Trieste
Riferimenti catastali: foglio 32, particella 2013, subalterni vari
Prezzo a base d’asta: 413.100,00 euro
Spese di perizia: 6.119,52 euro
Spese di pubblicità e generali: 1.000,00 euro
Cauzione provvisoria: 10% del prezzo a base d’asta, quindi 41.310 euro
Scadenza offerte: 25 settembre 2026, ore 12:00
Apertura delle offerte: 28 settembre 2026, ore 10:00
Sopralluogo: obbligatorio e da concordare preventivamente
Vincolo: inalienabilità e mantenimento della destinazione sociale per 10 anni
RUP: Giovanni Barberi Frandanisa
CIG: non indicato nell’avviso pubblicato
CUP: non indicato nell’avviso pubblicato
Impresa aggiudicataria: non ancora esistente, trattandosi dell’avvio dell’asta.
L’asta pubblica è una procedura attraverso la quale un’amministrazione mette un proprio bene sul mercato consentendo agli interessati di presentare un’offerta secondo regole prestabilite.
In questo caso le offerte sono segrete in aumento: il prezzo di 413.100 euro rappresenta la base dalla quale partire e le offerte devono quindi competere al rialzo.
In termini semplici, non siamo davanti a un’asta nella quale i partecipanti rilanciano pubblicamente uno dopo l’altro. Ogni concorrente presenta la propria proposta secondo le modalità previste dal bando e le offerte vengono successivamente aperte nella seduta indicata dall’amministrazione.
L’aspetto più interessante dell’avviso riguarda quello che succederà dopo la vendita.
Il Comune specifica che l’immobile è destinato a residenza sociale e impone all’aggiudicatario due vincoli per dieci anni:
inalienabilità, cioè impossibilità di rivendere l'immobile nel periodo previsto;
mantenimento della destinazione d’uso sociale.
È quindi una vendita accompagnata da condizioni precise. Il compratore non acquisisce un edificio che può immediatamente trasformare e rivendere liberamente: dovrà rispettare la funzione sociale indicata dall’amministrazione per un decennio.
La base d’asta è fissata a 413.100 euro.
A questa cifra la Gazzetta indica inoltre:
6.119,52 euro di spese di perizia;
1.000 euro di spese di pubblicità e generali.
Considerando esclusivamente questi valori, il prezzo base più le spese espressamente indicate porta a 420.219,52 euro, fermo restando che l’effettivo prezzo di aggiudicazione potrà essere superiore per effetto delle offerte in aumento.
La cauzione provvisoria, cioè la garanzia richiesta per partecipare alla procedura, è invece pari al 10% della base d’asta: 41.310 euro.
Un altro elemento da non trascurare è il sopralluogo obbligatorio.
Chi vuole partecipare non dovrebbe quindi limitarsi a presentare l’offerta economica: deve rispettare anche questo adempimento, da concordare preventivamente tramite e-mail secondo quanto stabilito dall’avviso.
È un passaggio importante soprattutto perché si tratta di un immobile storico: la conoscenza diretta dell'edificio può incidere in maniera significativa sulla valutazione economica dell’operazione.
Il termine è tassativo: le offerte devono essere ricevute entro le ore 12:00 del 25 settembre 2026.
La Gazzetta utilizza il concetto di termine perentorio. Significa, in termini pratici, che quella scadenza deve essere rispettata secondo quanto previsto dalla procedura.
L’apertura dei plichi e la gara sono fissate invece per 28 settembre 2026 alle ore 10:00, nella Sala Giunta del Comune di Salò, Lungolago Zanardelli 52.
Per il cittadino di Salò l’aspetto significativo non è soltanto l'incasso che potrà derivare dalla vendita di un patrimonio comunale.
Il provvedimento mostra infatti una scelta precisa: cedere la proprietà dell’immobile senza eliminare immediatamente la sua funzione sociale.
Il Comune stabilisce che per dieci anni il nuovo proprietario dovrà conservarne la destinazione a residenza sociale.
In altre parole, patrimonio immobiliare e finalità pubblica vengono separati solo in parte: cambia il proprietario, ma per il periodo previsto dall’avviso resta vincolato l’utilizzo dell’edificio.
Quanto costa l’immobile?
La base d’asta è di 413.100 euro. Sono inoltre indicate spese di perizia per 6.119,52 euro e spese di pubblicità e generali per 1.000 euro.
Si può offrire meno di 413.100 euro?
L’avviso parla di offerte segrete “in aumento” rispetto alla base d’asta. Per le condizioni puntuali di ammissione dell’offerta occorre fare riferimento al bando integrale.
Quanto vale la cauzione?
È pari al 10% della base d’asta, quindi 41.310 euro.
Quando scade il termine per partecipare?
Le offerte devono pervenire entro le 12:00 del 25 settembre 2026.
Quando si svolge la gara?
Il 28 settembre 2026 alle ore 10:00 presso la Sala Giunta del Comune di Salò.
È necessario visitare l’immobile prima di partecipare?
Sì. L’avviso stabilisce un sopralluogo obbligatorio, da concordare preventivamente.
Chi compra può rivendere subito l’edificio?
No. L’aggiudicatario è soggetto a un vincolo di inalienabilità della durata di 10 anni.
Il nuovo proprietario può cambiarne immediatamente la destinazione?
No. Per dieci anni deve essere mantenuta la destinazione d’uso sociale prevista dall’avviso.
Nella Gazzetta sono indicati CUP e CIG?
Nel testo dell’avviso pubblicato nel fascicolo analizzato non risultano indicati. Non è quindi corretto inventarli o ricavarli per supposizione.
Immaginiamo che un Comune possieda una casa utilizzata per finalità sociali.
Decide di venderla, ma dice al compratore: “Puoi diventare proprietario dell’edificio, però per i prossimi dieci anni non puoi rivenderlo e devi continuare a utilizzarlo per la funzione sociale stabilita”.
È, in sostanza, il principio che rende questa vendita diversa da una normale compravendita immobiliare tra privati.
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