Una possibilità concreta per sostenere economicamente la formazione specialistica dei giovani medici veterinari.
Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 189 del 17 agosto 2026, è stata pubblicata l'approvazione delle modifiche al regolamento per la concessione delle borse di studio post-laurea dell'ENPAV, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari.
Le modifiche erano state adottate dall'Assemblea nazionale dei delegati ENPAV con la delibera n. 5/IIAN del 30 novembre 2025 e sono state successivamente sottoposte all'approvazione ministeriale prevista per gli enti previdenziali privatizzati.
Dietro una comunicazione molto breve della Gazzetta c'è uno strumento che interessa soprattutto i veterinari più giovani: le borse BO.S.S. – Borse di Studio post-laurea, attraverso le quali ENPAV contribuisce alle spese sostenute per determinati percorsi di formazione avanzata.
Il punto fondamentale va chiarito subito.
La Gazzetta del 17 agosto non pubblica un nuovo bando con una nuova scadenza, ma comunica l'approvazione delle modifiche al regolamento che disciplina la concessione delle borse di studio post-laurea ENPAV.
Il regolamento è, in sostanza, l'insieme delle regole generali che stabilisce come funziona questa prestazione.
Il bando è invece l'atto operativo con il quale, per una determinata annualità, vengono aperte le domande e stabiliti termini e modalità di partecipazione.
La differenza è importante: il regolamento stabilisce le regole del gioco; il bando annuale dice quando si può partecipare alla partita.
ENPAV definisce le BO.S.S. come contributi economici destinati ai giovani medici veterinari che hanno intrapreso un percorso formativo finalizzato a migliorare conoscenze e competenze professionali.
Non si tratta quindi di una normale borsa universitaria destinata a sostenere genericamente gli studi.
L'obiettivo è favorire la formazione post-laurea del veterinario.
In una professione nella quale la specializzazione può richiedere master, scuole universitarie e percorsi pratici avanzati, il costo della formazione può rappresentare un ostacolo soprattutto nei primi anni di attività.
È proprio qui che interviene la misura ENPAV.
Secondo le condizioni attualmente pubblicate dall'ENPAV, possono accedere alle BO.S.S. i giovani medici veterinari che, al momento della domanda, non abbiano ancora compiuto 35 anni.
Non basta però il requisito anagrafico.
Occorre essere iscritti all'Albo professionale e all'ENPAV e avere una posizione iscrittiva e contributiva regolare.
Inoltre, il richiedente non deve risultare titolare di altre borse, assegni, premi o sussidi con finalità analoghe per lo stesso percorso formativo.
È prevista anche una regola relativa alle Borse Lavoro Giovani ENPAV: non si può essere contemporaneamente assegnatari di una Borsa Lavoro Giovani ancora in corso, mentre averne beneficiato in passato non impedisce di presentare la domanda.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda i percorsi formativi ammessi.
Le regole ENPAV comprendono quattro grandi categorie.
Sono ammessi i corsi di perfezionamento universitari della durata di almeno nove mesi.
Rientrano inoltre i master universitari e le scuole di specializzazione universitarie.
Ma il sostegno non si ferma alla formazione universitaria tradizionale.
Sono contemplati anche Internship rotazionali, Internship specialistici e Residency, purché rispettino le condizioni previste dall'ENPAV. Per le Internship è prevista una durata di almeno dodici mesi e questi percorsi, insieme alle Residency, devono essere svolti sotto la supervisione di Diplomati di College.
Le regole pubblicate dall'ente indicano inoltre che i percorsi riconosciuti devono essere svolti in Italia.
Sono termini molto utilizzati nella formazione veterinaria specialistica, ma non necessariamente familiari a tutti.
Un'Internship è un percorso di formazione pratica avanzata durante il quale il giovane veterinario lavora e si forma in un ambiente professionale qualificato, sotto supervisione.
Può essere rotazionale, quando comprende differenti settori, oppure specialistica, quando concentra l'esperienza su un particolare ambito.
La Residency rappresenta invece un percorso di formazione specialistica ancora più strutturato.
In termini semplici, possiamo immaginare questi programmi come un ponte tra la laurea e una preparazione professionale altamente specializzata.
Questo è probabilmente il dato che interessa maggiormente i giovani professionisti.
Secondo le regole BO.S.S. pubblicate dall'ENPAV, l'importo della borsa corrisponde al costo dell'anno accademico o dell'anno di formazione per il quale viene presentata la domanda, entro un massimo di 3.000 euro.
Per Internship rotazionale, Internship specialistico e Residency è invece previsto un contributo forfettario di 3.000 euro annui.
Facciamo un esempio.
Se un giovane veterinario frequenta un percorso riconosciuto il cui costo annuale è di 2.200 euro, il contributo può essere rapportato alla spesa prevista dalle regole.
Se il costo è di 4.500 euro, invece, il tetto massimo della borsa resta 3.000 euro.
Non significa quindi che ENPAV finanzi necessariamente l'intero costo di qualsiasi corso.
Sì, le regole attuali prevedono due possibilità particolarmente interessanti.
La domanda può riguardare un percorso formativo in fase di avvio, purché l'iscrizione sia già stata effettuata secondo le condizioni stabilite dal bando.
Ma è possibile concorrere anche per determinati percorsi già conclusi positivamente.
In quest'ultimo caso, le regole ENPAV prevedono che la domanda possa essere presentata entro 15 mesi dalla conclusione del percorso.
Questo amplia notevolmente l'utilità della misura.
Il giovane veterinario non deve necessariamente conoscere l'esistenza della borsa prima ancora di scegliere il percorso: in determinate condizioni può esserci spazio anche per una formazione già completata.
La formazione specialistica può facilmente durare più di un anno.
Per questo ENPAV prevede una disciplina specifica per i percorsi pluriennali.
La borsa può essere riconosciuta per l'intero percorso, ma non viene automaticamente garantita una volta per tutte all'inizio.
È necessario presentare la domanda per ogni anno di formazione e partecipare al relativo bando annuale.
In pratica, essere finanziati il primo anno non equivale ad avere automaticamente diritto alla borsa anche negli anni successivi.
Un'altra precisazione fondamentale riguarda l'accesso al contributo.
Possedere tutti i requisiti non significa ricevere automaticamente 3.000 euro.
Le domande vengono valutate e viene formata una graduatoria.
L'assegnazione dipende quindi sia dalla posizione raggiunta dal candidato sia dalle risorse economiche stanziate annualmente dall'ENPAV.
È un meccanismo simile a quello di molte borse universitarie: essere ammessi alla selezione non equivale automaticamente a essere beneficiari.
Le regole pubblicate dall'ENPAV indicano diversi criteri utilizzati per determinare la posizione dei candidati.
Tra questi figurano il voto di laurea, la durata del percorso universitario, l'età al momento della domanda, la frequenza di un corso pluriennale e l'anzianità di iscrizione e contribuzione.
Viene considerata anche la situazione economica del nucleo familiare attraverso l'ISEE.
Tra i criteri compare inoltre la media degli esami sostenuti durante il corso di studi.
Questo significa che la graduatoria cerca di combinare elementi di merito, percorso professionale e situazione economica.
L'ISEE è l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Serve a rappresentare, attraverso una serie di elementi relativi a reddito, patrimonio e composizione familiare, la situazione economica del nucleo.
Nel caso delle BO.S.S. non bisogna però interpretarlo semplicemente come un limite oltre il quale la domanda viene necessariamente esclusa.
È uno degli elementi che concorrono alla formazione della graduatoria secondo le regole della prestazione.
Immaginiamo Giulia, 29 anni, iscritta all'Albo e all'ENPAV.
Dopo alcuni anni di attività professionale decide di frequentare un master universitario in un settore specialistico della medicina veterinaria.
Il corso costa 2.800 euro.
Se il master possiede le caratteristiche richieste, Giulia è in regola con l'ENPAV e rispetta gli altri requisiti, può presentare domanda nell'ambito del bando BO.S.S.
A quel punto, però, non riceve automaticamente il contributo.
La sua domanda entra nella graduatoria insieme a quelle degli altri giovani veterinari.
Se rientra nelle posizioni finanziabili sulla base delle risorse disponibili, potrà ottenere la borsa.
È questo il modo più semplice per capire il funzionamento della misura.
Tremila euro possono non coprire completamente il costo di una formazione specialistica complessa, ma possono comunque rappresentare un aiuto significativo nella prima fase della carriera.
Un giovane professionista deve spesso sostenere contemporaneamente spese per formazione, iscrizione professionale, contribuzione previdenziale, strumenti di lavoro e avvio dell'attività.
Il sostegno alla formazione assume quindi anche un significato previdenziale più ampio.
ENPAV non interviene soltanto quando il veterinario arriva alla pensione: attraverso strumenti di questo tipo cerca di accompagnare anche alcune fasi della vita professionale.
Le BO.S.S. fanno infatti parte di un sistema più ampio di iniziative ENPAV rivolte alla professione.
Accanto alle borse post-laurea esistono altre misure dedicate all'inserimento e alla crescita professionale.
La logica è interessante: investire sulla formazione del giovane professionista significa cercare di rafforzarne le competenze e, indirettamente, la capacità di costruire una carriera più solida.
Per un ente previdenziale questo aspetto non è secondario.
Una professione più sostenibile economicamente durante gli anni di attività può contribuire anche alla sostenibilità previdenziale nel lungo periodo.
Un dato aiuta a capire la dimensione concreta dello strumento.
Per le graduatorie BO.S.S. deliberate nel novembre 2025, ENPAV ha comunicato 193 vincitori, per un ammontare complessivo di quasi 500.000 euro.
Non siamo quindi davanti a una misura puramente simbolica.
Si tratta di centinaia di migliaia di euro destinati alla formazione post-laurea dei veterinari.
Il primo errore da evitare è considerare la pubblicazione in Gazzetta del 17 agosto come l'apertura automatica delle domande.
Non è così.
La Gazzetta comunica l'approvazione delle modifiche regolamentari.
Per partecipare concretamente bisogna invece fare riferimento al bando annuale ENPAV, nel quale vengono indicati termini, documentazione e modalità operative.
Le domande BO.S.S. vengono presentate online attraverso l'Area Riservata ENPAV.
Chi è interessato dovrebbe quindi controllare ogni anno il bando e verificare attentamente requisiti e scadenze prima di presentare la domanda.
Il significato principale del provvedimento pubblicato in Gazzetta è il consolidamento e l'aggiornamento della disciplina di uno strumento dedicato alla formazione avanzata.
Per un giovane veterinario significa poter guardare a master, specializzazioni, Internship e Residency sapendo che esiste un meccanismo previdenziale-assistenziale capace, nei limiti delle risorse e delle graduatorie, di contribuire alle spese.
Non è un finanziamento automatico e non riguarda qualsiasi corso.
Ma può diventare un aiuto concreto per chi decide di investire sulla propria specializzazione.
Che cosa è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2026?
È stata pubblicata l'approvazione delle modifiche al regolamento ENPAV per la concessione delle borse di studio post-laurea, adottate con delibera n. 5/IIAN del 30 novembre 2025.
La pubblicazione significa che è aperto un nuovo bando?
No. L'approvazione del regolamento e l'apertura del bando annuale sono due cose differenti. Per presentare domanda bisogna verificare il bando ENPAV dell'annualità interessata.
Qual è l'età massima prevista dalle attuali regole BO.S.S.?
Il veterinario non deve aver compiuto 35 anni al momento della presentazione della domanda.
Quanto si può ricevere?
L'importo può arrivare fino a 3.000 euro per l'anno formativo oggetto della domanda. Per Internship e Residency è previsto, secondo le regole pubblicate dall'ENPAV, un importo forfettario di 3.000 euro annui.
Quali percorsi possono essere ammessi?
Tra quelli indicati dall'ENPAV figurano corsi di perfezionamento universitari di almeno nove mesi, master universitari, scuole di specializzazione universitarie, Internship e Residency che rispettino i requisiti previsti.
Basta avere meno di 35 anni per ottenere il contributo?
No. Sono previsti ulteriori requisiti, tra cui iscrizione all'Albo e all'ENPAV e regolarità contributiva. Inoltre l'assegnazione dipende dalla graduatoria e dalle risorse disponibili.
Posso ottenere la borsa per un corso già terminato?
Le regole attualmente pubblicate dall'ENPAV prevedono questa possibilità per percorsi conclusi positivamente, entro 15 mesi dalla conclusione, nel rispetto delle altre condizioni previste.
Per un corso pluriennale basta una sola domanda?
No. Per i percorsi pluriennali è necessario presentare domanda per ciascuna annualità e concorrere al relativo bando.
Immaginiamo un giovane veterinario che, dopo la laurea, voglia diventare sempre più competente in un determinato settore.
La laurea gli ha dato le chiavi per entrare nella professione. La formazione post-laurea gli permette di aggiungere nuove stanze alla sua “casa professionale”.
Ma costruire quelle stanze costa: master, specializzazioni e formazione pratica possono richiedere migliaia di euro.
Le BO.S.S. funzionano come un contributo ai lavori.
ENPAV non costruisce l'intera casa e non paga automaticamente qualsiasi percorso: stabilisce requisiti, forma una graduatoria e, nei limiti delle risorse disponibili, può contribuire fino all'importo previsto.
Per un giovane professionista, quei 3.000 euro possono trasformare una spesa formativa difficile da sostenere in un investimento più accessibile sulla propria carriera.
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