Premio De agri cultura 2026: requisiti, progetti ammessi, bando e come partecipare

Serie Generale N. 0 11/08/2026 Approfondimenti Pubblicato il 11/08/2026 20:18
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Innovazione tecnologica, risparmio idrico, riduzione dei prodotti chimici, tutela della biodiversità e valorizzazione delle produzioni di qualità. Sono questi alcuni degli elementi centrali del nuovo premio “De agri cultura”.

Con il DPCM 12 giugno 2026, n. 150, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026, vengono definite le regole per assegnare il riconoscimento istituito dalla legge 28 febbraio 2024, n. 24.

Il premio punta sugli agricoltori capaci di unire tradizione e innovazione, trasformando pratiche agricole sostenibili e nuove tecnologie in strumenti per aumentare la competitività del settore.

Ma chi può partecipare? Quali progetti vengono premiati? E cosa significa la soglia dell’80% prevista per i progetti ancora in corso?

Vediamolo punto per punto.

Cos'è il premio “De agri cultura”

“De agri cultura” è un premio al merito istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

La legge che lo ha introdotto autorizza una spesa di 20.000 euro annui a decorrere dal 2024.

Il nuovo regolamento stabilisce che il premio venga conferito ogni anno per due categorie di merito.

La prima riguarda innovazione tecnologica in agricoltura e tecniche di coltivazione integrata rispettose dell'ecosistema.

La seconda riguarda qualità dei prodotti, competenze e reinterpretazione creativa e innovativa della cultura agricola tradizionale.

Il premio consiste in una somma di denaro da dividere in parti uguali tra i vincitori individuati dalla Commissione nelle due categorie.

Che cos'è un DPCM? È un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. In questo caso contiene un regolamento, cioè l'insieme delle disposizioni che rendono concretamente applicabile il sistema del premio previsto dalla legge.

Chi può partecipare

Il premio non è aperto indistintamente a chiunque presenti un progetto nel settore agricolo.

Il regolamento stabilisce requisiti precisi.

Il candidato deve innanzitutto esercitare attività agricola ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile oppure essere imprenditore agricolo professionale, il cosiddetto IAP.

Deve inoltre svolgere almeno una delle attività previste dalla legge sulla figura dell'agricoltore custode dell'ambiente e del territorio.

Tra queste rientrano, ad esempio, la manutenzione e salvaguardia del territorio, la tutela del paesaggio agricolo, la conservazione della biodiversità rurale, l'allevamento di razze locali, la coltivazione di varietà vegetali locali e il contrasto al dissesto idrogeologico e all'abbandono delle attività agricole.

Sono comprese anche attività rivolte alla protezione di prati, siepi, boschi, api e altri insetti impollinatori.

Gli altri requisiti da rispettare

Il candidato deve inoltre:

essere iscritto nell'apposita sezione del Registro delle imprese;

essere iscritto all'anagrafe unica delle aziende agricole;

non trovarsi nelle condizioni ostative di carattere penale e amministrativo indicate dal regolamento;

essere in regola con gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi.

Questi requisiti sono importanti perché la valutazione non riguarda soltanto la qualità dell'idea.

Prima di valutare il progetto, la Commissione deve verificare l'ammissibilità della candidatura e la conformità della documentazione.

Quali progetti possono essere presentati

Uno dei punti più importanti riguarda l'età del progetto.

Il regolamento stabilisce che siano presi in considerazione progetti avviati nel triennio antecedente all'anno al quale si riferisce il premio.

Possono essere progetti già completamente realizzati oppure ancora in fase di realizzazione.

Esiste però una condizione molto importante per quelli non ancora conclusi.

La regola dell'80%

Quando viene presentata la domanda, un progetto ancora in corso deve essere stato realizzato almeno per l'80%.

Non è quindi sufficiente avere un'idea sulla carta o un progetto appena iniziato.

Il regolamento vuole premiare iniziative che abbiano già raggiunto uno stato di avanzamento molto significativo.

Inoltre il progetto dovrà essere terminato entro il termine perentorio previsto dal bando.

Il mancato completamento può comportare l'esclusione oppure, se il premio è già stato assegnato, la sua revoca.

Immaginiamo un'azienda agricola che voglia realizzare un sistema digitale di irrigazione intelligente.

Non sarebbe sufficiente presentare il progetto dicendo: “Nei prossimi due anni installeremo sensori e software”.

Se il progetto viene presentato come iniziativa ancora in corso, al momento della candidatura deve essere già realizzato almeno per l'80%.

Prima categoria: innovazione tecnologica e sostenibilità

La prima categoria è particolarmente interessante per le aziende che stanno investendo nell'agricoltura di precisione e nella sostenibilità.

La Commissione dovrà considerare l'impiego di strumenti tecnologici capaci di ridurre il consumo di acqua destinata all'irrigazione e di preservare gli equilibri idromorfologici.

Altro criterio è la riduzione dell'utilizzo di fertilizzanti, prodotti fitosanitari e sostanze chimiche.

Verranno inoltre considerati gli effetti positivi della pratica agricola sull'ambiente, sull'ecosistema e sulla biodiversità.

Infine sarà valutata l'efficienza economica, cioè la capacità delle tecniche produttive di ottenere un buon rapporto tra obiettivi raggiunti e costi necessari.

Un esempio: sensori nel terreno e irrigazione intelligente

Pensiamo a un'azienda agricola che coltiva ortaggi.

Tradizionalmente l'irrigazione potrebbe avvenire sulla base di orari prestabiliti.

L'impresa decide invece di installare sensori nel terreno che rilevano umidità e fabbisogno idrico delle colture.

Un software analizza i dati e attiva l'irrigazione soltanto quando serve realmente.

Se questo sistema consente di ridurre significativamente il consumo di acqua senza compromettere il raccolto, siamo davanti a un esempio concreto di innovazione coerente con uno dei criteri indicati dal regolamento.

Se, contemporaneamente, l'azienda riesce a ridurre anche fertilizzanti e trattamenti chimici, il progetto può rispondere a più criteri di valutazione.

Seconda categoria: qualità e cultura agricola

La seconda categoria guarda invece alla qualità e alla capacità di reinterpretare la tradizione agricola.

Il regolamento considera espressamente la produzione di prodotti biologici, DOP e IGP.

DOP – Denominazione di origine protetta identifica prodotti per i quali le principali fasi produttive sono legate a un determinato territorio secondo le regole previste dal relativo disciplinare.

IGP – Indicazione geografica protetta identifica prodotti caratterizzati da un legame riconosciuto con una determinata area geografica secondo la normativa applicabile.

Sono inoltre considerate le produzioni ottenute con metodi riconosciuti dal Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI) e quelle capaci di contribuire alla biodiversità territoriale.

Tradizione non significa rimanere fermi

Uno degli aspetti interessanti del premio è proprio il rapporto tra tradizione e innovazione.

La cultura agricola tradizionale non viene considerata qualcosa da conservare semplicemente immutato.

Il regolamento parla di una sua rivisitazione in chiave creativa e innovativa finalizzata ad aumentare la competitività del settore agricolo.

Immaginiamo, ad esempio, un'azienda che recuperi una varietà agricola locale quasi scomparsa.

L'impresa potrebbe utilizzare moderne tecniche di produzione e commercializzazione per trasformare quella varietà tradizionale in un prodotto di qualità capace di raggiungere nuovi mercati.

In questo caso tradizione, biodiversità e innovazione possono convivere nello stesso progetto.

Quando uscirà il bando

Questo è uno dei punti da tenere maggiormente sotto controllo.

La Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio del Segretario generale deve predisporre con cadenza annuale un avviso pubblico denominato “Bando De agri cultura”.

Il regolamento stabilisce che venga predisposto entro il 31 gennaio dell'anno successivo all'annualità cui si riferisce il premio.

Sarà il bando a indicare concretamente documenti, modello della domanda, indirizzo PEC e termine di presentazione.

Il bando dovrà essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami”.

Attenzione: il primo bando riguarda tre annualità

Una disposizione transitoria rende particolarmente interessante la prima applicazione del regolamento.

Il primo bando riguarderà infatti gli anni 2024, 2025 e 2026.

Gli agricoltori interessati dovranno quindi verificare attentamente a quale annualità possa essere ricondotto il proprio progetto e le condizioni che saranno indicate nell'avviso.

Come dovrà essere presentata la domanda

La procedura sarà telematica.

La domanda dovrà essere compilata secondo il modello allegato al bando e accompagnata dal progetto e dalla documentazione richiesta.

Il materiale dovrà essere inviato all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) indicato nell'avviso.

Il termine sarà perentorio.

Termine perentorio significa che la scadenza deve essere rispettata: presentare la domanda oltre il termine può determinare l'esclusione.

Per questo motivo non conviene aspettare l'ultimo giorno per preparare documenti, attestazioni e relazione sul progetto.

Come avverrà la selezione

Dopo la scadenza delle domande verrà nominata una Commissione.

Ne faranno parte rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dell'agricoltura e del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

La Commissione procederà innanzitutto alla verifica delle domande e della documentazione.

Successivamente valuterà i progetti dei candidati risultati idonei.

Saranno quindi individuati i vincitori delle due categorie.

C'è però una precisazione importante: la Commissione può anche decidere di non assegnare il premio se ritiene che la qualità dei progetti presentati non sia adeguata alle finalità del riconoscimento.

Quindi rispettare formalmente i requisiti non garantisce automaticamente l'assegnazione.

Cosa succede ai progetti ancora in corso

Per i progetti già completati, la Commissione potrà valutare gli effetti concretamente prodotti.

Per quelli ancora in fase di realizzazione dovrà invece considerare anche il tempo necessario alla conclusione, la possibilità concreta di terminarli entro i termini e i risultati che potranno produrre.

L'eventuale vincitore dovrà inoltre presentare, secondo le modalità stabilite dal bando, una relazione dettagliata che dimostri l'avvenuto completamento del progetto.

Questa disposizione rende importante conservare documentazione, risultati e dati.

Un progetto che dichiara di aver ridotto il consumo di acqua, ad esempio, sarà molto più facilmente comprensibile se dispone di dati capaci di dimostrare la situazione precedente e quella successiva all'intervento.

Quanto vale il premio

La legge n. 24 del 2024 ha autorizzato per il premio una spesa di 20.000 euro annui a decorrere dal 2024.

Il regolamento stabilisce che la somma annualmente stanziata venga suddivisa in parti uguali tra i vincitori individuati dalla Commissione in relazione alle categorie previste.

È importante distinguere, però, tra lo stanziamento complessivo previsto dalla legge e l'importo concretamente attribuito al singolo vincitore, che va determinato sulla base dell'applicazione delle regole del premio e dell'annualità interessata.

Cosa dovrebbe fare adesso un'azienda agricola interessata

La prima cosa da fare non è inviare immediatamente una domanda.

Occorre attendere e consultare il bando relativo alle annualità interessate.

Nel frattempo, però, un'impresa può già verificare:

se possiede tutti i requisiti soggettivi;

quando è stato avviato il progetto;

se il progetto è terminato oppure ha raggiunto almeno l'80%;

quali risultati ambientali o produttivi può documentare;

quali investimenti tecnologici sono stati effettuati;

se dispone di dati sul consumo di acqua, fertilizzanti e prodotti fitosanitari;

quali benefici sono stati prodotti per biodiversità e ambiente;

quale documentazione può dimostrare concretamente i risultati raggiunti.

La qualità della documentazione può essere importante quanto la qualità dell'idea.

FAQ – Domande frequenti

Chi può partecipare al premio “De agri cultura”?

Possono concorrere i soggetti individuati dalla normativa che esercitano attività agricola e possiedono i requisiti stabiliti dal regolamento, compresi quelli relativi alle iscrizioni amministrative e alla regolarità previdenziale, fiscale e assicurativa.

Posso presentare un progetto che deve ancora iniziare?

Il regolamento è costruito su progetti già avviati. Per quelli ancora in fase di realizzazione è inoltre richiesta, al momento della domanda, una realizzazione non inferiore all'80%.

Un progetto completato può partecipare?

Sì, purché rientri nel periodo temporale previsto e rispetti gli altri requisiti. Per i progetti già conclusi la Commissione potrà valutare gli effetti effettivamente prodotti.

Quando sarà pubblicato il bando?

Il regolamento prevede un bando annuale predisposto entro il 31 gennaio dell'anno successivo all'annualità cui si riferisce il premio. La prima applicazione riguarda le annualità 2024, 2025 e 2026.

Dove sarà pubblicato?

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami”.

Come si presenta la domanda?

Attraverso PEC, utilizzando il modello e allegando progetto e documentazione secondo quanto stabilirà il bando.

Quali progetti tecnologici sono favoriti?

Tra i criteri figurano tecnologie capaci di ridurre il consumo idrico, ridurre fertilizzanti e prodotti fitosanitari, migliorare ambiente e biodiversità e raggiungere risultati con costi efficienti.

Biologico, DOP e IGP sono considerati?

Sì. Il regolamento li inserisce espressamente tra gli elementi valutati nell'ambito della categoria dedicata alla qualità e alla cultura agricola.

Il premio viene assegnato automaticamente se rispetto tutti i requisiti?

No. Il possesso dei requisiti consente di accedere alla valutazione, ma la Commissione deve giudicare la qualità dei progetti e può anche non assegnare il premio se ritiene le candidature inadeguate alle sue finalità.

Quanto denaro è previsto?

La legge istitutiva autorizza 20.000 euro annui a decorrere dal 2024. Il regolamento prevede la suddivisione della somma stanziata annualmente in parti uguali tra i vincitori individuati per le categorie del premio.

Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo al premio come a un concorso per scegliere le migliori “case agricole del futuro”.

Non basta presentare il disegno di una casa che si vorrebbe costruire.

La struttura deve essere già esistente o, se ancora in costruzione, essere arrivata almeno all'80%.

A quel punto una giuria controlla prima che tutti i documenti siano in ordine.

Solo dopo guarda la qualità del progetto.

Nel caso di “De agri cultura”, la giuria vuole capire soprattutto se l'azienda ha innovato davvero, se consuma meno risorse, se protegge maggiormente l'ambiente oppure se è riuscita a trasformare la tradizione agricola in qualità e competitività.

Il messaggio per le aziende interessate è quindi semplice: non basta raccontare una buona idea. Bisogna poter mostrare un progetto concreto e documentarne i risultati.

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