La Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 184 del 10 agosto 2026 pubblica l’avviso relativo al decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy del 3 luglio 2026 che attua il Programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale di autoveicoli a basse emissioni. L’avviso compare a pagina 56 del fascicolo.
La misura può essere molto interessante per alcune famiglie: prevede un’auto nuova in noleggio per 36 mesi, un canone sociale non superiore a 100 euro al mese IVA inclusa, nessun anticipo e diversi servizi già compresi. Ma l’ISEE sotto i 30.000 euro, da solo, non basta. Il decreto stabilisce una serie di condizioni economiche, personali e legate all’auto da rottamare che restringono sensibilmente la platea dei possibili beneficiari.
Il programma è una sperimentazione promossa dal Ministero delle imprese e del made in Italy e gestita da ACI, prevista fino al 30 giugno 2030. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostituire una parte delle auto più vecchie e inquinanti ancora in circolazione e permettere a nuclei con minore capacità di spesa di utilizzare un’automobile nuova senza doverla acquistare.
Il noleggio a lungo termine è diverso dall’acquisto a rate. L’automobile rimane di proprietà del soggetto che la concede in noleggio, mentre il cittadino paga un canone mensile per utilizzarla secondo le condizioni previste dal contratto.
In questo caso il canone è definito sociale perché viene fissato a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato grazie alle risorse pubbliche destinate al programma.
Il decreto stabilisce che il canone sociale non potrà superare 100 euro al mese, IVA compresa. Il pagamento sarà mensile anticipato e potrà avvenire tramite SEPA, SDD o carta di credito. Inoltre, il contratto non potrà prevedere alcun anticipo aggiuntivo a carico del beneficiario.
Considerando 36 mesi, il massimo del solo canone ordinario corrisponde quindi a 3.600 euro nell’arco dei tre anni.
Attenzione, però: questo non significa che 3.600 euro rappresentino automaticamente ogni possibile spesa legata all’automobile. Restano a carico dell’utente, per esempio, carburante o energia, multe, eventuali franchigie assicurative, costi per chilometri eccedenti e servizi aggiuntivi richiesti volontariamente. Anche le spese della rottamazione della vecchia auto sono a carico del beneficiario.
Il decreto allega una tabella dei servizi che dovranno essere compresi nel programma. Sono previste coperture assicurative RCA, furto e incendio, Kasko, atti vandalici, cristalli ed eventi naturali, con franchigie massime stabilite dal provvedimento. Sono inoltre inclusi manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici All Season iniziali, soccorso stradale H24, gestione del noleggio, multe e sinistri, customer service e, nei casi che saranno specificati dal contratto, un’auto sostitutiva.
Le condizioni definitive dovranno comunque essere lette nel contratto che ACI pubblicherà prima dell’adesione, perché il decreto demanda proprio ai contratti operativi alcuni dettagli dei servizi.
Il requisito economico principale è un ISEE inferiore a 30.000 euro. Questo significa che la formulazione del decreto non dice “fino a 30.000 euro”, ma “inferiore”: chi presenta un ISEE esattamente pari a 30.000 euro non rientra, secondo il testo attuale, nella soglia prevista.
L’ISEE, cioè l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, non coincide semplicemente con lo stipendio annuale. Tiene conto della situazione economica del nucleo familiare, considerando redditi, patrimoni e composizione della famiglia.
Alla data della domanda il richiedente deve rispettare contemporaneamente una serie di condizioni. In sintesi: deve essere una persona fisica residente anche fiscalmente in Italia; avere ISEE sotto 30.000 euro; avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure una pensione, oppure avere presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti; possedere un conto corrente bancario o postale e una carta di credito; non avere carichi pendenti, protesti o procedimenti amministrativi a proprio carico; non risultare segnalato alla Centrale dei rischi; possedere almeno la patente B; non aver già beneficiato del programma, neppure attraverso familiari conviventi; e non aver già usufruito dei contributi auto previsti dai DPCM del 6 aprile 2022 e del 20 maggio 2024.
Questa è una delle parti più importanti del decreto perché dimostra che il programma non è un bonus automatico per tutte le famiglie con ISEE basso.
Per entrare nel programma bisogna rottamare un’automobile di categoria M1, cioè una normale autovettura destinata al trasporto di persone, con classe ambientale fino a Euro 4.
La vettura deve essere immatricolata in Italia e intestata al richiedente oppure a un familiare convivente da almeno 12 mesi.
Questo comporta una conseguenza molto concreta: una famiglia con ISEE di 15.000 euro ma senza un’auto da rottamare non può accedere alla misura. Allo stesso modo, non basta possedere una Euro 5 da sostituire, perché il decreto richiede una vettura fino a Euro 4.
Nella domanda dovrà essere indicata la targa del veicolo destinato alla demolizione.
Il certificato che prova l’avvenuta rottamazione dovrà poi essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la prevista consegna dell’auto nuova. Se il certificato non viene consegnato, il cittadino perde il beneficio e l’automobile può essere assegnata al richiedente successivo in graduatoria.
L’auto usata dovrà essere consegnata a un centro autorizzato e non potrà essere rimessa in circolazione.
Non sarà possibile scegliere liberamente qualsiasi automobile presente sul mercato.
I veicoli dovranno essere nuovi di fabbrica, acquistati e immatricolati in Italia, appartenere alla categoria M1, essere almeno Euro 6 e produrre non più di 135 grammi di CO₂ per chilometro. Il prezzo di listino ufficiale, optional compresi, non potrà superare 14.800 euro IVA esclusa.
La misura, quindi, non è riservata esclusivamente alle auto elettriche. Il criterio normativo riguarda classe ambientale, emissioni e prezzo, non una specifica alimentazione.
I modelli effettivamente disponibili saranno scelti da ACI attraverso una procedura pubblica di acquisto. Il cittadino dovrà quindi attendere l’esito delle procedure prima di sapere quali vetture potranno concretamente essere richieste.
Ogni contratto avrà una durata di 36 mesi e consentirà di percorrere fino a 12.000 chilometri all’anno, quindi 36.000 chilometri nell’intero triennio.
Chi supera il limite dovrà pagare costi aggiuntivi. Le relative tariffe dovranno essere comunicate prima della sottoscrizione del contratto.
Per una famiglia che utilizza l’auto prevalentemente per casa-lavoro, scuola e spostamenti locali, 12.000 chilometri possono essere sufficienti. Per un lavoratore che percorre ogni giorno distanze elevate, invece, il limite va valutato con attenzione perché i chilometri eccedenti possono aumentare il costo effettivo del noleggio.
Il beneficiario potrà indicare nel contratto un secondo guidatore, purché sia un familiare convivente. È invece vietato sub-noleggiare l’automobile a terzi.
Per una famiglia questo può essere utile, ad esempio, quando l’auto viene utilizzata alternativamente dai due coniugi.
Alla fine dei 36 mesi il beneficiario avrà una possibilità interessante: manifestare l’interesse ad acquistare la stessa automobile utilizzata durante il noleggio.
Il decreto prevede, in via preferenziale, la vendita al beneficiario con uno sconto non inferiore al 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato. La manifestazione di interesse dovrà essere presentata ad ACI entro 90 giorni dalla fine del contratto.
Non si tratta quindi di un prezzo di riscatto fissato oggi. Il riferimento sarà il valore di mercato dell’auto al momento della vendita, sul quale verrà applicata la riduzione prevista.
Per l’acquisto delle vetture e dei servizi necessari all’avvio del programma sono destinati 50 milioni di euro provenienti dalle risorse residue 2025 del Fondo automotive. Queste somme servono, tra l’altro, per veicoli, assicurazioni, servizi e costi direttamente collegati al programma.
Il decreto prevede inoltre fino a 3,66 milioni di euro per gli oneri di gestione del programma nel periodo 2027-2030.
Le richieste saranno gestite attraverso uno sportello telematico dedicato. ACI utilizzerà un sistema informatico e l’apertura dello sportello dovrà essere annunciata con uno specifico avviso del Ministero.
L’assegnazione seguirà l’ordine cronologico di presentazione delle domande, dopo la verifica di tutti i requisiti. Non è quindi prevista, nel decreto, una graduatoria che dia automaticamente precedenza a chi ha l’ISEE più basso.
Alla data del 10 agosto 2026, lo sportello non risulta ancora operativo nelle informazioni ufficiali disponibili: ACI indicava a fine luglio che non era ancora possibile presentare la domanda e che mancavano l’apertura del portale e il completamento delle procedure necessarie per acquisire le auto.
Questo punto è fondamentale: non bisogna confondere la pubblicazione del decreto con l’apertura delle domande.
Poiché le domande verranno considerate secondo l’ordine di presentazione, chi pensa di avere i requisiti dovrebbe controllare con attenzione i siti ufficiali di MIMIT e ACI quando verrà comunicata l’apertura dello sportello.
Nel frattempo è utile verificare che l’ISEE sia valido, controllare la classe Euro dell’auto da rottamare, verificare da quanto tempo è intestata al richiedente o al familiare convivente e accertarsi di rispettare anche gli altri requisiti finanziari e personali previsti dal decreto.
Il decreto disciplina anche i casi di decadenza, cioè la perdita del diritto a continuare a usufruire dell’agevolazione.
Tra le cause indicate rientrano la perdita dei requisiti di ammissibilità, il mancato pagamento del canone per due mesi anche non consecutivi, il mancato pagamento di multe, franchigie o altri oneri, il sub-noleggio vietato e alcune ipotesi relative a furto, incendio o perdita totale del veicolo.
Se ACI scopre che una persona ha ottenuto indebitamente il beneficio, il decreto prevede il recupero dell’automobile e del vantaggio economico, quantificato in 300 euro per ogni mese di indebita fruizione, oltre alle eventuali ulteriori responsabilità civili, amministrative o penali.
Immaginiamo una famiglia con ISEE di 22.000 euro e una vecchia utilitaria Euro 4 intestata al padre da cinque anni.
Il padre ha un lavoro a tempo indeterminato, possiede patente B, conto corrente e carta di credito e rispetta gli altri requisiti previsti.
Quando verrà aperto lo sportello potrà presentare la domanda indicando la targa della vecchia automobile. Se la richiesta viene accolta, dovrà rottamare quella vettura e presentare la relativa certificazione.
Potrà quindi ricevere l’auto nuova individuata dal programma e utilizzarla per tre anni pagando un canone sociale massimo di 100 euro al mese. Se percorre meno di 12.000 chilometri all’anno e non richiede servizi aggiuntivi, potrà beneficiare del pacchetto di servizi compresi nel contratto.
Alla fine del periodo potrà restituire l’auto oppure manifestare interesse all’acquisto alle condizioni stabilite dalla misura.
Il vantaggio più evidente è la possibilità di utilizzare un’auto nuova senza affrontare immediatamente il costo dell’acquisto e senza versare un anticipo sul noleggio. Il canone comprende inoltre servizi che, in un normale possesso dell’auto, rappresentano costi separati, come assicurazione e manutenzione.
Dall’altra parte, il programma è molto selettivo. Occorre avere una vecchia auto da demolire, rispettare requisiti reddituali e finanziari, non avere già usufruito di determinati incentivi e restare entro precisi limiti contrattuali.
Il vero confronto, quindi, non è semplicemente “100 euro contro il prezzo di un’auto nuova”. Una famiglia dovrà considerare canone, costi di utilizzo, franchigie, percorrenza, rottamazione e condizioni finali del contratto.
Chi ha ISEE sotto 30.000 euro ha automaticamente diritto all’auto?
No. L’ISEE è soltanto uno dei requisiti. Il decreto prevede anche condizioni relative a reddito o pensione, conto corrente, carta di credito, situazione finanziaria, patente e precedenti incentivi ricevuti.
Quanto costa il noleggio sociale?
Il canone previsto non può essere superiore a 100 euro mensili IVA inclusa e non può essere richiesto un anticipo sul noleggio.
Devo rottamare obbligatoriamente una vecchia auto?
Sì. Serve un’autovettura M1 fino a Euro 4, immatricolata in Italia e intestata al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi.
Posso scegliere qualsiasi auto?
No. Le automobili saranno individuate da ACI attraverso una procedura pubblica. Dovranno rispettare i limiti di prezzo, emissioni e classe ambientale stabiliti dal decreto.
L’auto deve essere elettrica?
No. Il decreto non limita il programma alle sole elettriche: richiede almeno Euro 6, massimo 135 g/km di CO₂ e gli altri requisiti previsti.
Quanti chilometri posso percorrere?
Fino a 12.000 chilometri all’anno. Oltre tale soglia sono previsti costi extra secondo le condizioni comunicate nel contratto.
Assicurazione e manutenzione sono comprese?
Sì, il decreto include coperture assicurative e manutenzione ordinaria e straordinaria, insieme ad altri servizi. Restano però previste franchigie in determinate circostanze.
Le domande sono già aperte?
Alla data del 10 agosto 2026, dalle informazioni ufficiali consultate non risulta ancora aperto lo sportello. L’avvio dovrà essere comunicato dal Ministero e da ACI.
Chi arriva prima ha più possibilità?
Sì, perché dopo la verifica dei requisiti ACI assegnerà le vetture seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste.
Alla fine dei tre anni posso tenere l’auto?
È prevista la possibilità di acquistarla, in via preferenziale, con uno sconto non inferiore al 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato, manifestando interesse entro 90 giorni dalla fine del contratto.
Pensiamo a una famiglia che ha in garage un vecchio frigorifero che consuma molto ma non dispone dei soldi necessari per comprarne uno moderno.
Invece di finanziare direttamente l’acquisto, qualcuno le concede un apparecchio nuovo per tre anni a un prezzo mensile calmierato, occupandosi anche di una parte dei principali costi di assistenza. In cambio, la famiglia deve eliminare definitivamente il vecchio apparecchio e rispettare precise condizioni.
Il noleggio sociale dell’auto funziona in modo simile: si rottama una vettura vecchia e si ottiene l’uso di un’auto nuova a condizioni agevolate, ma il veicolo non diventa automaticamente di proprietà del cittadino.
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