Con il decreto del 9 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2026, il Ministero dell'Agricoltura e il Ministero della Salute modificano l'Allegato XI del decreto del 23 dicembre 2022 che disciplina alcuni pagamenti diretti della PAC.
L'intervento riguarda uno degli strumenti più importanti introdotti dalla nuova Politica Agricola Comune: l'Eco-schema 1, dedicato alla riduzione dell'uso degli antibiotici negli allevamenti e al miglioramento del benessere animale.
L'obiettivo è rendere il sistema più aderente alla realtà degli allevamenti italiani, correggendo alcune criticità emerse durante i primi anni di applicazione della riforma della PAC.
L'Eco-schema è un incentivo economico previsto dalla nuova Politica Agricola Comune.
In pratica, l'Unione Europea riconosce un pagamento aggiuntivo agli allevatori che adottano pratiche considerate più sostenibili.
Nel caso dell'Eco-schema 1, il premio viene riconosciuto agli allevamenti che riescono a ridurre il consumo di antibiotici e migliorano il benessere degli animali.
L'obiettivo è contrastare il fenomeno dell'antimicrobico-resistenza.
Antimicrobico-resistenza
È il fenomeno per cui batteri e altri microrganismi diventano resistenti agli antibiotici, rendendo le cure meno efficaci sia negli animali sia nelle persone.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera questo problema una delle principali minacce sanitarie dei prossimi decenni.
Durante i primi anni di applicazione dell'Eco-schema sono emerse alcune difficoltà.
Il Ministero ha rilevato che determinate categorie di allevamenti risultavano penalizzate pur seguendo corrette pratiche sanitarie.
In particolare sono state evidenziate criticità riguardanti:
Dopo il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico per il Benessere Animale (CTSBA) è stata quindi approvata una revisione delle soglie utilizzate per valutare il consumo degli antibiotici.
Il decreto sostituisce integralmente la tabella contenuta nell'Allegato XI.
Le nuove soglie sono le seguenti.
| Specie | Orientamento produttivo | Nuova soglia |
|---|---|---|
| Bovina | Latte | 3 |
| Bovina | Linea vacca-vitello | 3 |
| Bovina | Carne rossa | 5 |
| Bovina | Misto | 3 |
| Bovina | Carne (altro) | 3 |
| Bovina | Carne bianca | 44 |
| Suina | Ingrasso | 9 |
| Suina | Ciclo aperto | 20 |
| Suina | Ciclo chiuso | 12 |
| Suina | Svezzamento | 70 |
| Ovina | Latte | 0,7 |
| Ovina | Misto | 0,4 |
| Ovina | Carne | 0,1 |
| Bufalina | Latte | 0,7 |
| Bufalina | Misto | 0,7 |
| Bufalina | Carne | 0,1 |
| Caprina | Misto | 0,1 |
| Caprina | Latte | 1 |
| Caprina | Carne | 0,1 |
La modifica non introduce nuovi contributi.
Cambiano invece i parametri utilizzati per verificare se un allevamento può accedere al pagamento previsto dall'Eco-schema.
In altre parole, viene aggiornato il sistema di valutazione.
È come modificare il metro con cui vengono misurati i risultati.
Questo dovrebbe consentire una valutazione più equilibrata delle diverse realtà produttive.
Il Ministero spiega che mancava un parametro specifico per i suini nella fase che va dallo svezzamento ai 70 giorni di vita.
Questa assenza rischiava di escludere numerosi allevamenti dal premio PAC.
Con il nuovo valore dedicato allo svezzamento, la valutazione diventa più aderente alle caratteristiche reali di questa fase produttiva.
Un'altra modifica importante riguarda gli allevamenti della linea vacca-vitello.
Secondo il Ministero, queste aziende affrontano problematiche sanitarie differenti rispetto agli altri allevamenti da carne, soprattutto durante il parto.
Per questo motivo è stata definita una soglia dedicata.
Inoltre viene equiparata la categoria Carne (Altro) a quella Misto, uniformando i criteri di valutazione.
Gli allevatori che rispettano i nuovi parametri potranno continuare ad accedere ai pagamenti previsti dalla PAC.
Per molte aziende il contributo rappresenta una parte significativa del reddito agricolo.
Una valutazione più aderente alla realtà produttiva può quindi evitare esclusioni che sarebbero risultate penalizzanti.
Naturalmente il contributo continua a essere subordinato al rispetto di tutte le condizioni previste dalla normativa europea e nazionale.
Ridurre l'utilizzo degli antibiotici negli allevamenti non significa rinunciare alle cure degli animali.
Significa utilizzarli solo quando realmente necessari, seguendo protocolli veterinari appropriati.
Questo approccio produce benefici su più livelli:
Immaginiamo due aziende agricole.
La prima utilizza antibiotici in modo sistematico anche quando non strettamente necessari.
La seconda investe invece in prevenzione, biosicurezza, alimentazione e controlli veterinari, riducendo l'impiego dei farmaci.
Con l'Eco-schema 1 viene premiata la seconda azienda perché adotta pratiche più sostenibili e contribuisce a limitare la diffusione dell'antibiotico-resistenza.
Chi riguarda questo decreto?
Principalmente allevatori di bovini, suini, ovini, caprini e bufalini che partecipano agli interventi della PAC.
Cambiano gli importi dei contributi?
No. Il decreto modifica le soglie tecniche utilizzate per valutare l'accesso ai pagamenti, non gli importi previsti.
Perché è stata modificata la tabella?
Per correggere alcune criticità emerse durante l'applicazione dell'Eco-schema 1 e rendere il sistema più aderente alle caratteristiche delle diverse filiere zootecniche.
Gli antibiotici saranno vietati?
Assolutamente no. Rimangono strumenti fondamentali per la salute animale quando prescritti dal veterinario. L'obiettivo è favorirne un uso responsabile e non eliminarli.
Quando si applicano le nuove soglie?
Le nuove soglie entrano in vigore con la pubblicazione del decreto e saranno utilizzate nell'ambito dell'applicazione dell'Eco-schema 1 secondo le modalità previste dalla normativa PAC.
Pensiamo alla classe di una scuola.
Due studenti ottengono lo stesso voto finale, ma uno frequenta un corso molto più difficile dell'altro. Per valutare correttamente i risultati, l'insegnante può adottare criteri diversi tenendo conto delle caratteristiche del percorso seguito.
Il decreto applica una logica simile agli allevamenti: non cambia l'obiettivo finale, cioè ridurre l'uso degli antibiotici, ma aggiorna i criteri di valutazione per renderli più equi rispetto alle diverse tipologie di produzione.