Con il Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100, il Governo interviene in modo significativo sull'accesso alla professione forense, modificando struttura, contenuti e criteri di valutazione dell'esame di Stato per diventare avvocato. La riforma nasce con l'obiettivo dichiarato di adeguare la selezione dei candidati alle competenze richieste dall'attività professionale moderna e di garantire una migliore tutela dei diritti dei cittadini.
Per migliaia di praticanti forensi si tratta di una delle modifiche più importanti degli ultimi anni.
Secondo il Governo, l'evoluzione della professione richiede una verifica più concreta delle capacità operative dei candidati.
L'idea di fondo è che un avvocato non debba limitarsi a conoscere la teoria, ma debba essere in grado di:
In altre parole, il nuovo esame punta a valutare maggiormente le competenze pratiche.
L'esame continuerà a svolgersi in un'unica sessione annuale.
Le prove saranno tre:
La prima prova consiste nella redazione di un parere motivato.
Il candidato potrà scegliere una materia tra:
Il compito sarà quello di analizzare una questione giuridica e fornire una soluzione adeguatamente argomentata.
La seconda prova richiede la redazione di un atto giudiziario.
Anche in questo caso il candidato potrà scegliere tra:
L'esercizio dovrà dimostrare la capacità di applicare concretamente le norme a un caso pratico.
Le prove si svolgeranno in presenza.
Sarà consentito utilizzare esclusivamente:
Saranno invece vietati:
La violazione delle regole comporterà l'immediata esclusione dall'esame.
La prova orale sarà articolata in diverse fasi.
Il candidato dovrà affrontare e risolvere un caso concreto in una materia scelta tra:
Successivamente dovrà rispondere a tre domande.
Una riguarderà:
Una riguarderà:
Una riguarderà una delle seguenti materie:
Sarà inoltre presente una parte dedicata a:
La riforma individua espressamente i criteri che le commissioni dovranno utilizzare.
Saranno valutati:
Rigore metodologico
Indica la capacità di affrontare un problema seguendo un ragionamento giuridico corretto e ordinato.
Interdisciplinarità
È la capacità di collegare più settori del diritto quando il caso concreto lo richiede.
Tecniche di persuasione e argomentazione
Sono gli strumenti utilizzati dall'avvocato per sostenere una tesi giuridica in modo convincente davanti al giudice.
Per accedere all'orale sarà necessario ottenere almeno 18 punti in ciascuna delle due prove scritte.
Per superare l'esame sarà necessario ottenere:
Cambia anche la composizione delle commissioni.
La commissione sarà composta da:
L'obiettivo è garantire una valutazione equilibrata tra esperienza professionale, giudiziaria e accademica.
In attesa della piena operatività della banca dati nazionale prevista dalla normativa forense, il decreto introduce una disciplina transitoria.
Tra le principali novità:
Il contributo richiesto ai candidati sarà pari a:
62 euro
da versare al momento della presentazione della domanda.
L'importo sarà aggiornato periodicamente sulla base dell'inflazione.
Per i praticanti forensi il cambiamento più importante riguarda il metodo di preparazione.
La riforma valorizza:
Risulterà meno efficace una preparazione basata esclusivamente sulla memorizzazione delle norme.
Anche gli studi professionali potrebbero beneficiare della riforma.
I neoavvocati arriveranno all'abilitazione con una formazione maggiormente orientata:
Quando entrerà in vigore il nuovo esame?
Le nuove regole si applicheranno dalla prima sessione successiva all'entrata in vigore del decreto.
Quante prove scritte saranno previste?
Due prove scritte e una prova orale.
Si potranno usare computer o tablet?
No. Saranno consentiti esclusivamente i codici autorizzati.
La deontologia resta parte dell'esame?
Sì. Continuerà a essere oggetto di valutazione durante la prova orale.
Quanto costa partecipare all'esame?
Il contributo previsto è pari a 62 euro.
Cambiano anche le regole del tirocinio?
Sì. Sono previste disposizioni transitorie relative alle verifiche formative e al rilascio del certificato di compiuto tirocinio.
Immaginiamo due aspiranti piloti.
Il primo conosce perfettamente il manuale di volo ma non ha mai affrontato una simulazione.
Il secondo conosce la teoria e sa anche gestire situazioni reali in cabina.
La riforma dell'esame da avvocato cerca di premiare il secondo profilo.
Non basta conoscere le regole: occorre dimostrare di saperle applicare nella pratica professionale.