Frequenze 24,25-26,5 GHz: perché sono importanti per il futuro delle telecomunicazioni in Italia
Tra i provvedimenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 2026 passa quasi inosservato un atto che potrebbe avere effetti molto importanti sul futuro delle comunicazioni digitali italiane.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha individuato la Fondazione Ugo Bordoni come soggetto incaricato di supportare le procedure di assegnazione e proroga dei diritti d'uso delle frequenze disponibili nella banda compresa tra 24,25 e 26,5 GHz.
A prima vista può sembrare un argomento molto tecnico, ma in realtà riguarda direttamente lo sviluppo delle reti mobili del futuro, dell'industria connessa e delle nuove applicazioni digitali che utilizzeremo nei prossimi anni.
Le frequenze radio sono lo "spazio invisibile" utilizzato per trasmettere dati senza fili.
Ogni volta che:
stiamo utilizzando una parte dello spettro radio.
Lo Stato assegna queste frequenze agli operatori di telecomunicazioni attraverso procedure pubbliche e regolamentate.
La banda 24,25-26,5 GHz appartiene alle cosiddette onde millimetriche.
Si tratta di frequenze molto elevate che consentono:
In termini pratici, rappresentano una delle infrastrutture fondamentali per l'evoluzione del 5G e delle future reti 6G.
Molti cittadini utilizzano già il 5G, ma le reti oggi operative sfruttano solo una parte delle potenzialità previste dagli standard internazionali.
Le frequenze nella banda 26 GHz permettono di sviluppare applicazioni molto più avanzate.
Ad esempio:
Si tratta di tecnologie che richiedono una quantità enorme di dati trasmessi in tempi rapidissimi.
La Fondazione Ugo Bordoni è un organismo specializzato nel settore delle comunicazioni elettroniche e delle tecnologie digitali.
Il compito affidato dal Ministero consiste nel supportare le attività tecniche necessarie per:
In sostanza, agirà come supporto tecnico nelle procedure che consentiranno agli operatori di utilizzare queste frequenze.
Nel breve periodo probabilmente nulla.
I cittadini non vedranno immediatamente nuove reti o servizi.
Nel medio e lungo termine, invece, l'assegnazione di queste frequenze potrebbe favorire:
Per molte aziende italiane potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale verso la piena trasformazione digitale.
Le frequenze molto elevate presentano anche alcuni limiti.
Le onde millimetriche:
Per questo motivo saranno probabilmente utilizzate soprattutto in:
Spesso le decisioni sulle frequenze passano inosservate perché molto tecniche.
In realtà ogni generazione di telecomunicazioni nasce proprio dall'assegnazione e dalla gestione di nuove porzioni di spettro radio.
Senza frequenze disponibili non sarebbe possibile sviluppare nuove reti mobili.
Per questo motivo il provvedimento pubblicato in Gazzetta rappresenta un tassello importante nella preparazione delle infrastrutture digitali che accompagneranno l'Italia nei prossimi anni.
Gli effetti concreti saranno graduali ma significativi.
Le nuove frequenze potranno contribuire a:
Anche se oggi il provvedimento riguarda principalmente aspetti amministrativi, il suo obiettivo finale è costruire le basi per le comunicazioni del futuro.
Che cosa sono le frequenze 24,25-26,5 GHz?
Sono una porzione dello spettro radio utilizzata per le telecomunicazioni ad altissima velocità.
Servono per il 5G?
Sì. Sono considerate una delle bande strategiche per il 5G avanzato e per le future evoluzioni delle reti mobili.
Vedrò subito miglioramenti sul mio smartphone?
No. Prima sarà necessario completare le procedure di assegnazione e successivamente realizzare le infrastrutture necessarie.
Chi utilizzerà queste frequenze?
Principalmente operatori di telecomunicazioni autorizzati dallo Stato.
Le frequenze saranno utili anche alle imprese?
Sì. Potranno favorire automazione industriale, logistica intelligente, Internet delle Cose e servizi innovativi.
Immaginiamo internet come un'autostrada.
Le frequenze tradizionali rappresentano le corsie già esistenti.
La banda 24,25-26,5 GHz equivale alla costruzione di nuove corsie ad altissima velocità dedicate ai veicoli più moderni.
Oggi il traffico riesce già a scorrere, ma con queste nuove corsie sarà possibile far viaggiare molti più dati contemporaneamente e a velocità molto superiori.