Categorie protette nei concorsi pubblici: come funzionano le riserve di posti della legge 68/1999

N. 0 21/05/2026 Approfondimenti Pubblicato il 19/05/2026 20:50
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Categorie protette nei concorsi pubblici: come funzionano le riserve di posti della legge 68/1999

La Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2026 contiene diversi concorsi pubblici con posti riservati alle categorie protette previste dalla legge 68/1999. Tra questi spiccano:

  • il concorso dell’Università della Basilicata, con due posti interamente riservati alle persone con disabilità;
  • il concorso del Comune di Muggia, con un posto riservato ai lavoratori disabili.

Ma cosa significa davvero “categoria protetta”? Chi può partecipare? E come funzionano le quote riservate nei concorsi pubblici?

Cos’è la legge 68/1999

La legge 68/1999 disciplina il cosiddetto collocamento mirato delle persone con disabilità.

L’obiettivo è favorire l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso:

  • quote obbligatorie di assunzione;
  • percorsi dedicati;
  • adattamento delle mansioni;
  • strumenti di inclusione.

Non si tratta di “corsie preferenziali automatiche”, ma di un sistema pensato per garantire pari opportunità.

In pratica, lo Stato chiede alle pubbliche amministrazioni e alle aziende di assumere una quota minima di lavoratori appartenenti alle categorie protette.

Chi rientra nelle categorie protette

Possono rientrare nelle categorie protette:

  • persone con invalidità civile superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro;
  • non vedenti;
  • sordomuti;
  • invalidi di guerra o per servizio;
  • alcune categorie equiparate previste dalla legge.

Esistono poi altre categorie tutelate dall’articolo 18 della legge 68/1999, ad esempio:

  • orfani di guerra;
  • vedove e vedovi;
  • figli di vittime del terrorismo;
  • familiari di grandi invalidi.

Per partecipare ai concorsi riservati è necessario essere iscritti agli elenchi del collocamento mirato presso il Centro per l’Impiego.

Come funzionano le riserve nei concorsi pubblici

Quando un bando prevede una “riserva di posti”, significa che alcuni posti vengono destinati esclusivamente a candidati appartenenti alle categorie protette.

Ad esempio:

  • se un concorso offre 10 posti;
  • e 2 sono riservati;
  • quei 2 posti possono essere assegnati solo a candidati aventi diritto.

Tuttavia i candidati devono comunque:

  • presentare domanda;
  • possedere i requisiti richiesti;
  • superare le prove previste.

La riserva non elimina il concorso.

Garantisce però una tutela aggiuntiva nell’accesso al lavoro pubblico.

Il caso dell’Università della Basilicata

Uno dei bandi più interessanti pubblicati in questa Gazzetta riguarda l’Università della Basilicata.

L’ateneo ha aperto un concorso per due posti a tempo indeterminato nell’area operatori, settore servizi generali e tecnici, riservato interamente alle persone con disabilità ai sensi della legge 68/1999.

Le domande devono essere presentate online tramite il portale InPA.

Questo tipo di concorso rappresenta un esempio concreto di inclusione lavorativa nella pubblica amministrazione.

Il concorso del Comune di Muggia

Anche il Comune di Muggia ha previsto una quota riservata.

Nel concorso per due istruttori amministrativi, uno dei posti è destinato alle categorie protette.

Interessante anche un altro aspetto:

il bando specifica che eventuali prove preselettive non si applicano ai candidati disabili appartenenti alle categorie previste dalla legge.

Questo serve a evitare ostacoli eccessivi nelle fasi iniziali della selezione.

Cosa significa “collocamento mirato”

Il termine collocamento mirato può sembrare burocratico, ma il concetto è semplice.

Non basta assumere una persona con disabilità “a caso”.

Bisogna trovare:

  • mansioni compatibili;
  • strumenti adeguati;
  • ambiente di lavoro accessibile;
  • condizioni sostenibili.

È un po’ come scegliere il posto giusto per ogni lavoratore, valorizzando le capacità reali della persona.

Per esempio:

  • una persona con problemi motori potrebbe svolgere perfettamente un lavoro amministrativo digitale;
  • una persona ipovedente potrebbe lavorare con software adattati;
  • un dipendente con invalidità parziale potrebbe avere orari o strumenti specifici.

Le pubbliche amministrazioni hanno obblighi di assunzione

Le amministrazioni pubbliche devono rispettare quote obbligatorie di assunzione.

Quando il numero di lavoratori disabili presenti è inferiore alla quota prevista dalla legge, gli enti devono:

  • pubblicare concorsi riservati;
  • effettuare chiamate tramite centri per l’impiego;
  • coprire le quote mancanti.

Questo spiega perché negli ultimi anni sono aumentati i bandi dedicati alle categorie protette.

Attenzione ai requisiti richiesti

Anche nei concorsi riservati servono requisiti specifici.

Ad esempio possono essere richiesti:

  • diploma;
  • laurea;
  • abilitazioni professionali;
  • patente;
  • conoscenze informatiche;
  • iscrizione al collocamento mirato.

È quindi importante leggere attentamente il bando.

Come presentare domanda

Oggi quasi tutti i concorsi pubblici si svolgono online.

Le piattaforme più usate sono:

  • InPA;
  • portali universitari;
  • siti regionali;
  • piattaforme sanitarie.

Spesso è necessario:

  • SPID;
  • PEC;
  • firma digitale;
  • documentazione sanitaria aggiornata.

FAQ – Domande frequenti

Chi può partecipare ai concorsi riservati alle categorie protette?

Le persone iscritte al collocamento mirato e appartenenti alle categorie previste dalla legge 68/1999.

Serve avere un’invalidità minima?

Sì. In molti casi è richiesta un’invalidità civile superiore al 45%.

I candidati disabili devono fare gli esami?

Sì. Devono comunque superare le prove previste dal concorso.

La riserva garantisce automaticamente il posto?

No. Garantisce la possibilità di concorrere per i posti riservati, ma serve superare la selezione.

Dove ci si iscrive alle categorie protette?

Presso il Centro per l’Impiego competente per territorio.

È possibile chiedere strumenti compensativi durante il concorso?

Sì. I candidati possono richiedere ausili, tempi aggiuntivi o adattamenti delle prove.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo una gara pubblica con cento partecipanti.

Alcuni corridori però partono con difficoltà fisiche o condizioni che rendono più complicato competere ad armi pari.

La legge 68/1999 cerca di riequilibrare la situazione creando percorsi di accesso più equi, senza eliminare il merito.

Non regala il posto di lavoro, ma prova a garantire che tutti possano davvero partecipare.

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