La Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2026 contiene diversi concorsi pubblici con posti riservati alle categorie protette previste dalla legge 68/1999. Tra questi spiccano:
Ma cosa significa davvero “categoria protetta”? Chi può partecipare? E come funzionano le quote riservate nei concorsi pubblici?
La legge 68/1999 disciplina il cosiddetto collocamento mirato delle persone con disabilità.
L’obiettivo è favorire l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso:
Non si tratta di “corsie preferenziali automatiche”, ma di un sistema pensato per garantire pari opportunità.
In pratica, lo Stato chiede alle pubbliche amministrazioni e alle aziende di assumere una quota minima di lavoratori appartenenti alle categorie protette.
Possono rientrare nelle categorie protette:
Esistono poi altre categorie tutelate dall’articolo 18 della legge 68/1999, ad esempio:
Per partecipare ai concorsi riservati è necessario essere iscritti agli elenchi del collocamento mirato presso il Centro per l’Impiego.
Quando un bando prevede una “riserva di posti”, significa che alcuni posti vengono destinati esclusivamente a candidati appartenenti alle categorie protette.
Ad esempio:
Tuttavia i candidati devono comunque:
La riserva non elimina il concorso.
Garantisce però una tutela aggiuntiva nell’accesso al lavoro pubblico.
Uno dei bandi più interessanti pubblicati in questa Gazzetta riguarda l’Università della Basilicata.
L’ateneo ha aperto un concorso per due posti a tempo indeterminato nell’area operatori, settore servizi generali e tecnici, riservato interamente alle persone con disabilità ai sensi della legge 68/1999.
Le domande devono essere presentate online tramite il portale InPA.
Questo tipo di concorso rappresenta un esempio concreto di inclusione lavorativa nella pubblica amministrazione.
Anche il Comune di Muggia ha previsto una quota riservata.
Nel concorso per due istruttori amministrativi, uno dei posti è destinato alle categorie protette.
Interessante anche un altro aspetto:
il bando specifica che eventuali prove preselettive non si applicano ai candidati disabili appartenenti alle categorie previste dalla legge.
Questo serve a evitare ostacoli eccessivi nelle fasi iniziali della selezione.
Il termine collocamento mirato può sembrare burocratico, ma il concetto è semplice.
Non basta assumere una persona con disabilità “a caso”.
Bisogna trovare:
È un po’ come scegliere il posto giusto per ogni lavoratore, valorizzando le capacità reali della persona.
Per esempio:
Le amministrazioni pubbliche devono rispettare quote obbligatorie di assunzione.
Quando il numero di lavoratori disabili presenti è inferiore alla quota prevista dalla legge, gli enti devono:
Questo spiega perché negli ultimi anni sono aumentati i bandi dedicati alle categorie protette.
Anche nei concorsi riservati servono requisiti specifici.
Ad esempio possono essere richiesti:
È quindi importante leggere attentamente il bando.
Oggi quasi tutti i concorsi pubblici si svolgono online.
Le piattaforme più usate sono:
Spesso è necessario:
Le persone iscritte al collocamento mirato e appartenenti alle categorie previste dalla legge 68/1999.
Sì. In molti casi è richiesta un’invalidità civile superiore al 45%.
Sì. Devono comunque superare le prove previste dal concorso.
No. Garantisce la possibilità di concorrere per i posti riservati, ma serve superare la selezione.
Presso il Centro per l’Impiego competente per territorio.
Sì. I candidati possono richiedere ausili, tempi aggiuntivi o adattamenti delle prove.
Immaginiamo una gara pubblica con cento partecipanti.
Alcuni corridori però partono con difficoltà fisiche o condizioni che rendono più complicato competere ad armi pari.
La legge 68/1999 cerca di riequilibrare la situazione creando percorsi di accesso più equi, senza eliminare il merito.
Non regala il posto di lavoro, ma prova a garantire che tutti possano davvero partecipare.