Nella Gazzetta Ufficiale del 10 aprile 2026 compaiono nuove linee guida per le reti LPWAN, una tecnologia poco conosciuta ma destinata a diventare fondamentale per le città del futuro.
Parliamo di reti che permettono agli oggetti di comunicare tra loro consumando pochissima energia.
LPWAN significa Low Power Wide Area Network, cioè:
👉 rete a lunga distanza
👉 con consumo energetico molto basso
Serve per collegare dispositivi semplici, come sensori.
Sensori = piccoli dispositivi che raccolgono dati (temperatura, traffico, umidità, ecc.)
Una rete LPWAN è composta da:
I sensori inviano piccole quantità di informazioni a distanza anche di chilometri.
👉 funzionano con batterie che durano anni
👉 non consumano come Wi-Fi o 4G
👉 Non serve per guardare video
👉 Serve per trasmettere dati semplici ma continui
Le LPWAN sono alla base delle smart city.
Smart city = città intelligenti che usano tecnologia per migliorare i servizi.
Applicazioni concrete:
Non solo città.
👉 significa meno sprechi e più efficienza
Il decreto del Ministero delle Imprese introduce linee guida perché:
Qui entra in gioco la regolamentazione, cioè l’insieme di regole per usare correttamente una tecnologia.
Anche se invisibile, questa tecnologia avrà effetti concreti:
Immagina un cassonetto intelligente:
👉 quando è pieno, invia un segnale
👉 il Comune manda il camion solo quando serve
Risultato:
1. Le reti LPWAN emettono onde pericolose?
No, usano potenze molto basse, inferiori a molte tecnologie comuni.
2. Serviranno nuovi impianti nelle città?
Sì, ma in numero limitato rispetto ad altre reti.
3. Cambierà qualcosa per il mio smartphone?
No, sono reti per dispositivi automatici, non per uso diretto.
4. Chi gestisce queste reti?
Operatori, enti pubblici o aziende private autorizzate.
5. Quando vedremo queste tecnologie?
Alcune sono già attive, ma cresceranno molto nei prossimi anni.
Le reti LPWAN sono come un sistema di “bigliettini” tra oggetti:
👉 non parlano tanto
👉 ma comunicano informazioni importanti
👉 e lo fanno consumando pochissima energia