Una delle novità più interessanti pubblicate nella Gazzetta Ufficiale – Serie Concorsi ed Esami del 13 marzo 2026 riguarda la selezione di 200 magistrati ausiliari onorari.
Si tratta di una figura introdotta per aiutare i tribunali italiani a ridurre l’enorme numero di procedimenti civili ancora pendenti.
La misura è collegata alla riforma della giustizia prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e punta a velocizzare i tempi dei processi civili.
In pratica, giudici già in pensione possono tornare temporaneamente a svolgere attività giudiziaria per aiutare i tribunali a smaltire l’arretrato.
Negli ultimi anni uno dei problemi più grandi della giustizia italiana è stato il tempo necessario per arrivare a una decisione nei processi civili.
In alcuni tribunali una causa può durare anche diversi anni.
Per questo motivo il PNRR ha imposto all’Italia alcuni obiettivi precisi:
ridurre la durata dei processi
smaltire le cause arretrate
migliorare l’efficienza dei tribunali.
Per raggiungere questi risultati si è deciso di coinvolgere temporaneamente magistrati già in pensione con grande esperienza.
Il bando stabilisce requisiti molto precisi.
Possono partecipare solo:
magistrati ordinari già collocati a riposo
con meno di 75 anni di età
con condotta incensurabile
con piena idoneità fisica e psichica.
Non possono invece partecipare persone che:
hanno condanne penali
hanno subito sanzioni disciplinari gravi
sono soggette a misure di prevenzione.
Il bando prevede la nomina di un massimo di 200 magistrati ausiliari onorari.
La nomina avviene attraverso un decreto del Ministero della Giustizia, dopo la deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura.
I magistrati selezionati saranno assegnati a diversi tribunali italiani che presentano un elevato numero di cause civili arretrate.
L’incarico non è permanente.
Il mandato termina il 31 dicembre 2026.
Questo significa che si tratta di una misura straordinaria e temporanea, pensata esclusivamente per aiutare il sistema giudiziario a recuperare i ritardi accumulati negli anni.
Il compenso non è uno stipendio fisso.
I magistrati ausiliari ricevono:
200 euro per ogni procedimento civile definito
Esiste però un limite massimo:
100 procedimenti nel periodo dell’incarico
Questo significa che il compenso massimo può arrivare a:
20.000 euro complessivi.
La candidatura deve essere inviata solo online.
Il candidato deve:
registrarsi sul sito dei concorsi del Consiglio Superiore della Magistratura
compilare il modulo telematico
inviare la domanda entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando.
La procedura è completamente digitale.
Nel sistema giudiziario italiano esistono due categorie principali:
Magistrati togati
Sono i giudici di carriera che hanno superato il concorso pubblico per magistrato.
Magistrati onorari
Sono professionisti che svolgono funzioni giudiziarie temporanee o di supporto.
I magistrati ausiliari rientrano proprio in questa seconda categoria.
Se la misura funzionerà, i cittadini potrebbero vedere alcuni effetti concreti:
tempi più rapidi nei processi civili
minore arretrato nei tribunali
maggiore efficienza del sistema giudiziario.
Questo è uno degli obiettivi chiave richiesti all’Italia anche dall’Unione Europea nell’ambito delle riforme del PNRR.
Chi può diventare magistrato ausiliario?
Solo magistrati ordinari già in pensione con meno di 75 anni.
Quanti magistrati verranno selezionati?
Fino a 200 magistrati ausiliari.
Quanto dura l’incarico?
Fino al 31 dicembre 2026.
Quanto guadagna un magistrato ausiliario?
200 euro per ogni procedimento civile definito, fino a un massimo di 100 procedimenti.
Come si presenta la domanda?
Tramite procedura telematica sul sito del Consiglio Superiore della Magistratura entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando.
Immagina un grande tribunale come un ufficio pieno di pratiche accumulate negli anni.
I dipendenti attuali non riescono a smaltire tutto il lavoro in tempi rapidi.
Per risolvere il problema l’amministrazione decide di richiamare temporaneamente ex dipendenti molto esperti già in pensione, chiedendo loro di aiutare a chiudere le pratiche più vecchie.
I magistrati ausiliari funzionano proprio così: giudici in pensione che tornano temporaneamente a lavorare per ridurre l’arretrato delle cause civili.