Quando un’opera pubblica aumenta di costo rispetto al progetto iniziale, la reazione istintiva è spesso negativa: si pensa a sprechi, errori o cattiva gestione.
Ma la realtà è più complessa.
Per capirla davvero, prendiamo un caso concreto: la realizzazione dei nuovi campi sportivi in via Venaria, nel Comune di Caselle Torinese.
L’opera viene approvata con un quadro economico complessivo di 500.000 euro.
Il quadro economico è il documento che include:
importo lavori
oneri per la sicurezza
spese tecniche (progettazione, direzione lavori)
IVA
acquisizione aree
somme per imprevisti
L’appalto viene aggiudicato nel luglio 2025.
Fin qui, tutto regolare.
A novembre 2025 viene approvata una perizia di variante.
Cos’è una perizia di variante?
È un atto tecnico con cui si modifica ufficialmente il progetto iniziale durante l’esecuzione dei lavori.
Nel caso concreto:
si decide di realizzare un terzo campo sportivo
si modifica la distribuzione delle aree esterne
si introducono miglioramenti tecnico-funzionali
Il risultato?
Il quadro economico complessivo passa da:
500.000 € a 600.000 €
Un aumento del 20%.
Tra aggiudicazione e variante passano circa 3 mesi e mezzo.
Questo elemento è centrale.
Se una variante arriva dopo anni, può essere legata a imprevisti emersi nel tempo.
Ma se arriva dopo pochi mesi e riguarda un ampliamento strutturale (un campo in più), nasce una domanda legittima:
👉 Perché non prevederlo fin dall’inizio?
Sì, la legge le consente.
Il Codice dei Contratti Pubblici permette modifiche durante l’esecuzione quando:
emergono circostanze impreviste
si introducono miglioramenti
sopravvengono nuove esigenze
l’aumento resta entro limiti percentuali consentiti
Il limite generale può arrivare anche al 50% in certi casi.
Quindi il +20% non è automaticamente illegittimo.
Ma la legittimità formale non esaurisce il problema.
Immaginiamo di essere un’impresa.
Vediamo una gara da 500.000 €.
Magari per quella cifra:
non conviene partecipare
il margine è troppo basso
l’organizzazione non giustifica l’impegno
Decidiamo di non fare offerta.
Si presenta una sola ditta.
Dopo tre mesi l’opera diventa 600.000 €.
La domanda diventa inevitabile:
👉 Se fosse stata da 600.000 €, avrei partecipato?
Qui entra in gioco il principio fondamentale degli appalti pubblici:
parità di condizioni e tutela della concorrenza.
Tutti devono competere conoscendo l’effettiva dimensione economica dell’opera.
In diritto amministrativo si parla di modifica sostanziale quando la variante:
altera l’equilibrio economico del contratto
cambia significativamente l’oggetto
avrebbe potuto attirare concorrenti diversi
incide in modo rilevante sull’importo
Nel caso in esame:
l’oggetto resta “campi sportivi”
l’aumento è del 20%
l’ampliamento è strutturale (terzo campo)
Non siamo di fronte a uno stravolgimento totale, ma non si tratta neppure di una micro-correzione.
Possiamo distinguere due categorie:
Nasce da imprevisti tecnici:
terreno instabile
sottoservizi non previsti
problemi strutturali
Nasce da una decisione di ampliare o migliorare l’opera, forse già ipotizzabile prima.
Il caso del terzo campo sembra rientrare più nella seconda categoria.
Non emerge un imprevisto tecnico.
Emergono nuove scelte progettuali.
Non automaticamente.
Può essere:
una scelta migliorativa
una risposta a nuove esigenze
un ampliamento finanziato successivamente
Ma quando:
la variante arriva presto
l’aumento è significativo
la partecipazione alla gara è limitata
la questione della concorrenza diventa legittima.
Se un’amministrazione:
mette a gara un importo “contenuto”
ottiene una sola offerta
poi amplia significativamente l’opera
si può generare un effetto distorsivo:
chi non ha partecipato resta escluso da un contratto più grande.
La normativa consente modifiche,
ma il principio europeo di tutela della concorrenza impone che la gara non venga aggirata attraverso ampliamenti successivi prevedibili.
La qualità di un appalto si misura soprattutto prima della gara.
Un progetto ben definito dovrebbe:
fotografare tutte le esigenze reali
evitare ampliamenti prevedibili
garantire chiarezza agli operatori economici
Se il terzo campo era un’esigenza già presente, sarebbe stato preferibile inserirlo fin da subito.
Se invece è una scelta sopravvenuta, la variante diventa uno strumento legittimo di adattamento.
Le opere pubbliche possono costare più del previsto per molte ragioni:
imprevisti tecnici
aggiornamenti normativi
rincari materiali
miglioramenti progettuali
ampliamenti dell’intervento
Il caso dei campi sportivi mostra un aumento del 20% dopo pochi mesi, legato a un ampliamento funzionale.
Non è automaticamente uno spreco.
Non è automaticamente un’irregolarità.
Ma pone una domanda centrale:
quanto era definita la programmazione iniziale?
Negli appalti pubblici, la trasparenza non si misura solo nel rispetto delle regole formali, ma anche nella coerenza tra ciò che si mette a gara e ciò che si realizza davvero.
Ed è su questo equilibrio – tra flessibilità amministrativa e tutela della concorrenza – che si gioca la qualità del sistema degli appalti.
Per la cronaca
sono state invitate 5 aziende alla fine si sono presentate in tre
la verifica delle offerte economiche porta alla seguente graduatoria:
DITTA Percentuale Ribasso
VIGLIETTI ANTONIO & FIGLIO S.R.L. 6,09%
S.A.M. S.P.A. 4,55%
ESCAVAZIONI F.LLI BAZZANI S.P.A. 2,50%