Torino mette a gara 31 chioschi: ecco come partecipare senza errori

N. 0 11/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 11/02/2026 23:50
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Torino mette a gara 31 chioschi: ecco come partecipare senza errori

Il Comune di Torino ha avviato una procedura pubblica per l’assegnazione di 31 chioschi distribuiti in vari quartieri della città. Non si tratta di una semplice vendita immobiliare, ma di un’operazione più articolata che rappresenta un esempio concreto di valorizzazione del patrimonio pubblico.

Dietro un linguaggio amministrativo spesso complesso si nasconde un meccanismo interessante, che unisce trasparenza, sviluppo economico locale e tutela della proprietà pubblica.

Vediamo nel dettaglio cosa significa.


Non è una vendita: cos’è il “diritto di superficie”

Il primo punto da chiarire è questo: i chioschi non vengono venduti in piena proprietà.

L’assegnazione avviene tramite il cosiddetto diritto di superficie, un istituto previsto dal Codice Civile.

In termini semplici:

  • Il Comune resta proprietario del terreno.

  • L’aggiudicatario ottiene il diritto di utilizzare e gestire il chiosco.

  • Alla scadenza del periodo previsto, il diritto termina e il bene ritorna nella piena disponibilità dell’ente pubblico.

È una formula intermedia tra affitto e vendita.
Permette al Comune di non perdere definitivamente il bene, ma allo stesso tempo consente all’imprenditore di gestire l’attività con una stabilità maggiore rispetto a una semplice locazione.


Perché si parla di valorizzazione del patrimonio pubblico

Quando un ente pubblico possiede immobili inutilizzati o sottoutilizzati, questi rappresentano un costo.
Valorizzarli significa trasformarli in una risorsa economica e sociale.

Nel caso dei chioschi:

  • Il Comune genera entrate annuali.

  • Si attivano nuove attività economiche.

  • Si riqualificano spazi urbani.

  • Si crea occupazione.

Un chiosco ben gestito può migliorare il decoro urbano, aumentare la vivibilità di una piazza e offrire servizi ai cittadini.


Come funziona l’asta pubblica

L’assegnazione avviene tramite asta pubblica, una procedura che garantisce trasparenza e parità di accesso.

Chiunque possieda i requisiti richiesti può partecipare presentando un’offerta entro il termine stabilito.

Ma attenzione: non vince automaticamente chi offre più soldi.


Il criterio dell’“offerta economicamente più vantaggiosa”: cosa significa

La gara non si basa solo sul prezzo.

Viene applicato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che combina:

  • l’importo economico offerto;

  • la qualità del progetto gestionale;

  • eventuali migliorie proposte;

  • la sostenibilità dell’attività.

In pratica, l’amministrazione valuta sia il valore economico sia il contenuto del progetto.

Questo sistema evita che vinca semplicemente chi offre di più, premiando invece proposte solide e coerenti con l’interesse pubblico.


I 31 lotti: cosa cambia per chi vuole partecipare

Ogni chiosco costituisce un lotto distinto.

Un lotto è una singola unità oggetto di gara.
Questo significa che si può partecipare anche solo per uno specifico chiosco, senza dover concorrere per tutti.

Le basi d’asta annuali variano in base alla posizione e alle caratteristiche della struttura: si parte da importi poco superiori ai mille euro annui fino a superare gli ottomila euro per le ubicazioni più centrali.


Come si partecipa: guida pratica semplificata

Per partecipare occorre presentare un plico sigillato (una busta chiusa contenente tutta la documentazione richiesta) entro la scadenza indicata.

All’interno devono essere inseriti:

  • Domanda formale con marca da bollo.

  • Autocertificazione dei requisiti (dichiarazione sostitutiva).

  • Offerta tecnica, cioè il progetto di gestione.

  • Offerta economica.

  • Deposito cauzionale (una somma a garanzia della serietà dell’offerta).

  • Attestazione di sopralluogo obbligatorio.

Il sopralluogo obbligatorio significa che l’interessato deve visitare il chiosco prima di presentare l’offerta. Questo evita contestazioni future sullo stato del bene.

Il rispetto dei termini è fondamentale: anche un ritardo minimo può comportare l’esclusione.


Un’opportunità per piccoli imprenditori e nuove attività

Questa procedura può rappresentare un’opportunità interessante per:

  • giovani imprenditori;

  • microimprese;

  • attività commerciali di quartiere;

  • progetti innovativi legati alla somministrazione o ai servizi urbani.

Il diritto di superficie consente di avviare un’attività senza dover acquistare un immobile, riducendo l’investimento iniziale rispetto a un acquisto in piena proprietà.

Naturalmente è necessario valutare attentamente:

  • costi di gestione;

  • eventuali lavori di adeguamento;

  • sostenibilità economica del progetto.


Un modello replicabile?

L’operazione del Comune di Torino dimostra come strumenti giuridici tradizionali possano essere utilizzati in modo strategico per:

  • mantenere il controllo pubblico del patrimonio;

  • generare entrate;

  • favorire sviluppo economico locale;

  • garantire trasparenza amministrativa.

Non è soltanto una gara per 31 chioschi.
È un esempio di come la pubblica amministrazione possa trasformare beni pubblici in motori di economia urbana, senza rinunciare alla proprietà collettiva.

Elenco ordinato chioschi – Asta pubblica n. 6/2026 (Comune di Torino)

  1. Piazza San Carlo, 217 — base annua € 4.269,55

  2. Via Carlo Alberto, 45€ 1.552,56

  3. Corso Duca degli Abruzzi, 92G€ 2.716,99

  4. Via Corte d’Appello, 16€ 1.746,64

  5. Corso Quattro Novembre, 1€ 1.940,71

  6. Via Vigliani Onorato, 198€ 2.351,24

  7. Corso Orbassano, 300 D€ 4.590,50

  8. Corso Brunelleschi, 128€ 4.366,59

  9. Corso Racconigi, 115€ 5.374,26

  10. Via Vandalino, 102/A€ 4.299,41

  11. Corso Vittorio Emanuele, 197/B€ 4.329,27

  12. Corso Francia, 303€ 5.971,40

  13. Largo Lancia Vincenzo, 58€ 3.694,80

  14. Piazza Risorgimento, 32€ 8.061,39

  15. Piazza Rivoli, 6€ 5.822,12

  16. Corso Umbria, 55/A€ 7.314,97

  17. Piazza Risorgimento, 20€ 2.985,70

  18. Corso Lecce, 43€ 2.349,58

  19. Largo Toscana, 52€ 2.687,14

  20. Via Verolengo, 90€ 2.537,85

  21. Via Venaria, 42€ 3.582,84

  22. Via dei Platani, 0€ 1.209,20

  23. Piazza Borromini Francesco, 78/I€ 3.881,41

  24. Corso XI Febbraio, 6€ 1.791,41

  25. Corso D’Azeglio Massimo, 118 A€ 3.134,99

  26. Corso Fiume, 2€ 4.329,27

  27. Via Nizza, 301/A€ 5.374,36

  28. Piazza Hermada, 3/E€ 5.075,69

  29. Via Spazzapan Luigi, 18/A€ 6.628,25

  30. Corso Bramante, 82€ 4.030,69

  31. Corso Corsica, 16/A€ 4.478,55

📍 Dove inviare la documentazione

Le offerte NON vanno inviate via email.

Devono essere consegnate in plico sigillato cartaceo a:

Ufficio Protocollo Generale della Città di Torino
(per la Divisione Contratti e Appalti)
Piazza Palazzo di Città n. 1
10122 Torino

📌 Modalità di consegna:

  • Consegna a mano

  • Raccomandata A/R

  • Agenzia di recapito autorizzata

⚠️ Termine perentorio:
entro le ore 09:30 del 28 maggio 2026

Fa fede il timbro con data e ora apposto dal Protocollo.


📧 Email per informazioni e sopralluogo

Per:

  • Richiedere il sopralluogo obbligatorio

  • Chiedere chiarimenti sulla procedura

È disponibile l’indirizzo email:

infochioschi@comune.torino.it

📌 Richiesta sopralluogo:
da inviare entro il 9 marzo 2026

📌 Richieste di chiarimento:
entro il 15 maggio 2026


🌐 Siti dove consultare il bando e gli allegati

Il bando integrale e tutta la documentazione sono pubblicati sul sito del Comune di Torino alle seguenti pagine:

Qui è possibile scaricare:

  • Avviso d’asta

  • Disciplinare di gara

  • Modelli per domanda, offerta tecnica ed economica

  • Eventuali aggiornamenti

  • Esiti dell’aggiudicazione


🔎 In sintesi

✔️ Le offerte si presentano solo in forma cartacea
✔️ Le email servono solo per informazioni e sopralluogo
✔️ Tutti i moduli sono scaricabili online

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