Interventi straordinari sul dimensionamento scolastico: un approfondimento

N. 0 03/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 03/02/2026 22:53
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Interventi straordinari sul dimensionamento scolastico: un approfondimento

 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2026 sono state pubblicate quattro delibere del Consiglio dei Ministri datate 12 gennaio 2026, con le quali lo Stato ha esercitato il cosiddetto potere sostitutivo nei confronti delle Regioni Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, in merito ai rispettivi piani di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026/2027. Queste delibere sono accompagnate dalla nomina di commissari ad acta, cioè figure incaricate di attuare i provvedimenti al posto delle amministrazioni regionali.

Cos'è il dimensionamento scolastico?

Il dimensionamento scolastico è un processo amministrativo che riguarda l’organizzazione delle scuole sul territorio. Può comportare:

  • accorpamenti tra istituti scolastici,

  • chiusura di plessi con pochi studenti,

  • ridefinizione dei bacini di utenza e delle sedi dirigenziali.

L’obiettivo, secondo il legislatore, è migliorare l’efficienza amministrativa, ridurre i costi e ottimizzare l’offerta formativa. Tuttavia, in pratica, si tratta spesso di decisioni complesse e controverse.

Perché il Governo ha esercitato il potere sostitutivo?

Secondo quanto previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito in legge, il Governo può sostituirsi alle Regioni nel caso in cui queste non rispettino le scadenze o gli obiettivi fissati da norme nazionali, in particolare quelli legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Nel caso delle quattro Regioni citate, le motivazioni non sono tutte esplicitate nella Gazzetta, ma si può ipotizzare che ci siano stati:

  • ritardi nell’approvazione dei piani regionali,

  • resistenze politiche o amministrative,

  • mancata coerenza con i criteri nazionali di razionalizzazione.

Criteri per il ridisegno della rete scolastica

Tra i criteri principali che guidano il dimensionamento scolastico troviamo:

  • il numero minimo di studenti per istituto,

  • la distanza geografica tra plessi,

  • la distribuzione demografica degli alunni,

  • la disponibilità di personale e risorse strutturali.

Nel quadro del PNRR, sono anche previsti incentivi alla creazione di poli scolastici innovativi e investimenti nella digitalizzazione e sicurezza degli edifici, a condizione che le Regioni rivedano le loro reti in modo razionale.

Implicazioni politiche e sociali

L’intervento del Governo tocca un tema particolarmente sensibile per i territori, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne. Le principali criticità sono:

  • Perdita di presidi scolastici locali: la chiusura di una scuola, anche piccola, ha un impatto profondo sulla vita delle comunità locali.

  • Maggiori spostamenti per gli studenti: tempi di percorrenza più lunghi, difficoltà logistiche per le famiglie.

  • Timori occupazionali: incertezza sul futuro del personale scolastico.

  • Conflitto istituzionale: il potere sostitutivo, pur legittimo, può essere visto come un’ingerenza nell’autonomia delle Regioni.

Conclusione

Il tema del dimensionamento scolastico va oltre i tecnicismi amministrativi: è uno snodo tra efficienza dello Stato e diritto all’istruzione di prossimità. Gli atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale accendono i riflettori su una questione che merita attenzione pubblica, trasparenza e un reale coinvolgimento delle comunità locali nel processo decisionale.

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