Le batterie delle auto elettriche devono affrontare verifiche tecniche che simulano condizioni difficili: vibrazioni, urti, temperature estreme, cortocircuiti e possibili incendi. Il Regolamento ONU n. 100, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana del 22 ottobre 2026, descrive le prescrizioni di sicurezza e le procedure di prova. Ma cosa viene controllato davvero? E quali conseguenze ci sono per gli automobilisti?
Un'automobile elettrica utilizza un sistema di accumulo dell'energia che alimenta il motore e permette al veicolo di muoversi.
A differenza della tradizionale batteria di avviamento, la batteria di trazione deve fornire energia sufficiente per percorrere anche lunghe distanze.
Questo significa che al suo interno viene immagazzinata una quantità considerevole di energia elettrica.
In condizioni normali, il sistema deve funzionare in modo controllato. Tuttavia, guasti elettrici, sollecitazioni meccaniche o anomalie termiche possono creare situazioni pericolose.
Per questo il Regolamento ONU n. 100 prevede requisiti specifici per la sicurezza del motopropulsore elettrico e dei sistemi ricaricabili di accumulo dell'energia.
Il documento occupa una parte rilevante della Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2026, dalla pagina 12 alla pagina 132.
Attenzione alle date: il testo pubblicato comprende la serie di modifiche 05, entrata in vigore sul piano internazionale il 26 settembre 2025. La pubblicazione italiana del 22 ottobre 2026 non rappresenta quindi l'introduzione, in quella data, di un obbligo generalizzato per tutti gli automobilisti.
Nel regolamento compare frequentemente la sigla REESS, dall'inglese Rechargeable Electrical Energy Storage System.
Indica il sistema ricaricabile di accumulo dell'energia elettrica destinata alla propulsione del veicolo.
Non comprende soltanto le celle che immagazzinano energia. Secondo la definizione regolamentare, possono farne parte anche i sistemi necessari al supporto fisico, alla gestione del calore, ai controlli elettronici e agli involucri.
Immaginiamo una batteria come un piccolo edificio tecnologico.
Le celle sono le stanze nelle quali viene immagazzinata l'energia. Il sistema elettronico controlla il funzionamento, mentre il sistema di gestione termica contribuisce a mantenere le temperature entro le condizioni previste.
La sicurezza dipende dall'insieme di questi elementi.
Il regolamento contiene diversi allegati dedicati alle verifiche tecniche.
Le procedure sono concepite per valutare il comportamento dei sistemi in condizioni definite e riproducibili.
1. Prova di resistenza alle vibrazioni
Durante la marcia, un'automobile è sottoposta continuamente a vibrazioni.
Buche, irregolarità dell'asfalto e movimento del veicolo producono sollecitazioni sui componenti.
L'allegato 9A disciplina una prova di resistenza alle vibrazioni.
Lo scopo è verificare che il sistema di accumulo mantenga le caratteristiche di sicurezza richieste dopo le sollecitazioni previste dalla procedura.
2. Prova di sbalzo termico e variazione ciclica
Una batteria può essere utilizzata in ambienti molto differenti.
Pensiamo a un'automobile parcheggiata all'aperto durante una giornata estiva oppure utilizzata in una località con temperature particolarmente basse.
L'allegato 9B riguarda gli sbalzi termici e le variazioni cicliche della temperatura.
La prova serve a valutare il comportamento del sistema quando viene sottoposto alle condizioni termiche stabilite dal regolamento.
3. Prove di urto e integrità meccanica
Un sistema di accumulo deve possedere caratteristiche di sicurezza anche rispetto a determinate sollecitazioni meccaniche.
Gli allegati 9C e 9D trattano rispettivamente l'urto meccanico e l'integrità meccanica.
Non significa che ogni batteria debba resistere senza conseguenze a qualsiasi incidente stradale.
Le prove verificano requisiti specifici secondo procedure definite.
4. Prova di resistenza al fuoco
L'allegato 9E riguarda la resistenza al fuoco.
È una delle verifiche più importanti da comprendere perché riguarda il comportamento del sistema in presenza delle condizioni di esposizione previste dalla prova.
L'obiettivo non è dimostrare che una batteria sia impossibile da incendiare, ma verificare la conformità ai requisiti di sicurezza applicabili.
5. Protezione dai cortocircuiti esterni
Un cortocircuito è una condizione nella quale si crea un collegamento elettrico anomalo che può determinare correnti elevate.
L'allegato 9F disciplina una prova dedicata alla protezione dai cortocircuiti esterni.
Per fare un paragone domestico, pensiamo ai dispositivi di protezione dell'impianto elettrico di casa, progettati per intervenire quando si verificano determinate anomalie.
La batteria di un veicolo è un sistema molto più complesso, ma anche in questo caso la gestione delle condizioni elettriche anomale è fondamentale.
6. Protezione dal sovraccarico
L'allegato 9G affronta la protezione dal sovraccarico.
Il sistema deve rispettare requisiti di sicurezza anche rispetto alle condizioni di carica anomala considerate dalla procedura.
Questo non significa che un automobilista debba interrompere manualmente ogni ricarica prima del 100%.
Il regolamento riguarda le caratteristiche di sicurezza del sistema e i suoi dispositivi di controllo.
7. Protezione dallo scaricamento eccessivo
Anche una condizione di scarica eccessiva può essere rilevante per la sicurezza del sistema.
L'allegato 9H prevede una specifica procedura di verifica.
8. Protezione dalle temperature eccessive
L'allegato 9I riguarda la protezione dalle temperature eccessive.
Il sistema di accumulo deve essere valutato rispetto alle condizioni termiche definite dalla norma.
9. Protezione dalle sovracorrenti
L'allegato 9J riguarda la protezione dalle sovracorrenti.
Per sovracorrente si intende una corrente elettrica che supera un determinato valore previsto per il funzionamento del circuito o del sistema.
Uno degli argomenti più importanti è affrontato nell'allegato 9K, dedicato alla propagazione termica.
Il regolamento distingue due fenomeni.
La fuga termica è un aumento incontrollato della temperatura di una cella, causato da reazioni interne che producono calore.
La propagazione termica si verifica quando il fenomeno coinvolge in sequenza altre celle del sistema di accumulo.
Immaginiamo un condominio nel quale si sviluppi un incendio in un appartamento.
Il problema iniziale riguarda una sola unità, ma il rischio più grave è che l'incendio si propaghi agli appartamenti vicini.
Nelle batterie il principio è paragonabile, pur trattandosi di fenomeni fisici differenti.
La verifica della propagazione termica serve a valutare il comportamento del sistema in condizioni di guasto termico.
Il regolamento prevede metodi tecnici per innescare una fuga termica nelle condizioni controllate di laboratorio.
Tra le procedure indicate nelle appendici dell'allegato 9K figurano:
Applicazione rapida e localizzata di calore dall'esterno.
Applicazione di calore dall'interno.
Penetrazione mediante un ago.
Utilizzo di un laser.
Questi metodi sono destinati a prove specialistiche.
Non sono procedure di manutenzione e non devono essere riprodotte dagli automobilisti.
Il Regolamento ONU n. 100 affronta anche la protezione dal contatto con componenti ad alta tensione.
Tra le verifiche figurano quelle sulla resistenza di isolamento, sulla protezione dalle parti sotto tensione e sugli effetti dell'acqua.
La resistenza di isolamento è una grandezza elettrica utilizzata per valutare la capacità dell'isolamento di limitare il passaggio indesiderato di corrente.
Per comprenderne l'importanza, pensiamo al rivestimento isolante di un cavo elettrico domestico.
Il rivestimento contribuisce a impedire il contatto diretto con il conduttore.
Nei veicoli elettrici le protezioni sono più articolate e comprendono componenti, barriere, involucri e controlli specifici.
I principali soggetti coinvolti sono i costruttori dei veicoli, i produttori dei sistemi di accumulo, i servizi tecnici incaricati delle prove e le autorità di omologazione.
L'omologazione è la procedura attraverso la quale viene verificata e riconosciuta la conformità di un tipo di veicolo o componente alle prescrizioni applicabili.
Il regolamento disciplina anche le modifiche delle omologazioni e la conformità della produzione.
Questo significa che il sistema non si limita alla valutazione di un singolo prototipo: comprende anche prescrizioni relative alla produzione dei veicoli e dei componenti approvati.
È importante evitare interpretazioni allarmistiche.
La pubblicazione del Regolamento ONU n. 100 nella Gazzetta Ufficiale italiana del 22 ottobre 2026 non significa che tutti i proprietari di automobili elettriche debbano sostituire la batteria.
Non introduce neppure, di per sé, una nuova revisione straordinaria obbligatoria per tutti i veicoli elettrici già circolanti.
Le disposizioni riguardano principalmente il sistema tecnico di omologazione.
Per gli automobilisti rimane comunque importante rispettare le indicazioni del costruttore, utilizzare apparecchiature di ricarica compatibili e rivolgersi a personale qualificato in caso di anomalie del sistema ad alta tensione.
Il documento pubblicato nella Gazzetta italiana riporta la serie di modifiche 05 del Regolamento ONU n. 100, con data di entrata in vigore internazionale del 26 settembre 2025.
L'effettiva applicazione ai diversi tipi di omologazione deve essere valutata tenendo conto delle disposizioni transitorie e del quadro normativo pertinente.
Non bisogna quindi confondere la data di pubblicazione italiana con l'inizio di tutti gli obblighi tecnici.
1. Le batterie delle auto elettriche vengono sottoposte a prove contro gli incendi?
Sì. Il regolamento comprende prove di resistenza al fuoco e procedure dedicate alla propagazione termica.
2. Le batterie vengono controllate anche contro gli urti?
Sì. Sono previste prove relative all'urto meccanico e all'integrità meccanica, secondo condizioni definite.
3. Che cosa succede se una cella della batteria si surriscalda?
In determinate condizioni può verificarsi una fuga termica. Il regolamento comprende procedure di valutazione dei rischi connessi alla propagazione termica.
4. Chi possiede già un'auto elettrica deve cambiare batteria?
No, la pubblicazione esaminata non stabilisce un obbligo generalizzato di sostituzione delle batterie dei veicoli già circolanti.
5. Le prove vengono effettuate durante la normale revisione dell'automobile?
Le prove descritte sono procedure tecniche collegate all'omologazione e non coincidono con le normali operazioni di revisione periodica del veicolo.
6. Le regole riguardano soltanto le auto elettriche nuove?
Il regolamento disciplina l'omologazione dei tipi di veicoli e dei sistemi interessati. Per stabilire quali prescrizioni si applicano a una specifica omologazione occorre considerare le disposizioni transitorie.
7. Quando è entrata in vigore la serie di modifiche 05?
Il documento indica il 26 settembre 2025 come data di entrata in vigore internazionale della serie di modifiche 05.
8. Una batteria omologata è completamente priva di rischi?
No. L'omologazione attesta la conformità ai requisiti applicabili, ma non significa che qualsiasi rischio sia impossibile.
Immaginiamo di acquistare una nuova caldaia per la nostra abitazione.
Prima che venga utilizzata, il produttore deve rispettare determinati requisiti tecnici di sicurezza.
La caldaia deve essere progettata per funzionare correttamente nelle condizioni previste e possedere i dispositivi di protezione richiesti.
Il proprietario non deve effettuare personalmente prove distruttive per verificare la sicurezza dell'apparecchio.
Il sistema di conformità serve proprio a stabilire requisiti e controlli prima dell'utilizzo.
Per le batterie delle auto elettriche il principio è simile, anche se le tecnologie e le prove sono molto differenti.
Il punto fondamentale è che la sicurezza deve essere verificata attraverso requisiti tecnici, prove e controlli, non lasciata soltanto alla prudenza del conducente.
Fonte: Regolamento ONU n. 100 [2026/1695], Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 2ª Serie Speciale – Unione Europea, n. 83 del 22 ottobre 2026, pagine 12–132. Per lo status giuridico internazionale fanno fede i testi originali UNECE.
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