Cinque provvedimenti, due territori e diversi cambiamenti che riguardano energia, imprese, turismo, commercio, università ed edilizia sociale.
La Gazzetta Ufficiale – 3ª Serie speciale “Regioni” n. 38 del 3 ottobre 2026 raccoglie provvedimenti della Regione autonoma Valle d'Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano.
Alcuni hanno un impatto molto concreto: stabiliscono dove possono essere favoriti gli impianti fotovoltaici ed eolici, introducono incentivi per alberghi e attività commerciali, riorganizzano gli aiuti alle imprese industriali e artigiane e definiscono nuove regole per determinate borse di studio.
C'è poi un intervento riguardante l'edilizia residenziale pubblica e sociale in Alto Adige.
Ecco le novità principali spiegate senza linguaggio burocratico.
I provvedimenti principali contenuti nel fascicolo sono cinque.
La Valle d'Aosta interviene su tre grandi temi:
energie rinnovabili, con nuove regole per individuare le aree destinate agli impianti;
turismo e commercio, con contributi per investimenti in innovazione e sostenibilità;
industria e artigianato, con una nuova disciplina regionale per competitività, sviluppo e internazionalizzazione delle imprese.
La Provincia autonoma di Bolzano interviene invece su:
borse di studio per formazione universitaria del terzo ciclo, abilitazione all'insegnamento e tirocini;
edilizia residenziale pubblica e sociale, modificando il relativo regolamento di esecuzione.
Vediamoli uno alla volta.
Il primo provvedimento è la legge regionale Valle d'Aosta 28 luglio 2025, n. 24.
Il tema è molto attuale: stabilire dove possono essere realizzati gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e quali territori richiedono invece maggiore tutela.
La legge distingue sostanzialmente le superfici in aree idonee, aree non idonee e aree ordinarie.
Esiste inoltre una disciplina specifica per il divieto di determinati impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle aree agricole richiamate dalla normativa nazionale.
Tra le superfici considerate idonee compaiono innanzitutto le coperture degli edifici e delle strutture edilizie permanenti.
Sono considerate anche determinate superfici destinate permanentemente a parcheggio o ad aree di servizio della rete stradale.
La legge contempla inoltre, alle condizioni previste, siti nei quali esistono già impianti fotovoltaici, aree oggetto di bonifica, cave e miniere cessate o degradate, discariche chiuse e alcuni spazi collegati a infrastrutture ferroviarie, autostradali e aeroportuali.
In determinate condizioni possono essere considerate idonee anche alcune aree vicine a insediamenti industriali e alla rete autostradale.
La situazione cambia quando entrano in gioco territori particolarmente delicati dal punto di vista ambientale, paesaggistico o della sicurezza.
La legge individua tra le aree non idonee, secondo le specifiche disposizioni applicabili, territori appartenenti ad aree naturali protette, Rete Natura 2000, zone importanti per la fauna, aree di interesse storico e paesaggistico, boschi, pascoli e territori soggetti a determinati rischi di frana, inondazione o valanga.
Sono considerate anche particolari zone montane, ghiacciai, laghi glaciali e rock glacier.
Attenzione però a una distinzione importante:
“area non idonea” non significa automaticamente “area nella quale ogni impianto è sempre vietato”.
La legge disciplina separatamente il divieto relativo a determinati impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole richiamate dalla normativa statale.
Per un cittadino o un'impresa che vuole realizzare un impianto, la prima domanda diventa quindi:
in quale categoria ricade la superficie interessata?
Non basta sapere che si possiede un terreno o il tetto di un edificio.
Bisogna verificare classificazione dell'area, eventuali vincoli, caratteristiche dell'impianto e procedura amministrativa applicabile.
Un'altra novità importante riguarda i Piani regolatori comunali.
Nelle superfici e nelle aree classificate come idonee dagli articoli 4 e 5, la legge ammette l'installazione di impianti fotovoltaici ed eolici anche in assenza di conformità con il PRG comunale relativamente agli aspetti espressamente indicati dalla norma, come destinazioni d'uso, interventi edilizi e determinati parametri urbanistici.
La legge non riguarda soltanto la localizzazione degli impianti.
Prevede anche contributi destinati a persone fisiche e persone giuridiche per la realizzazione di determinati impianti alimentati da fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, con la possibilità di comprendere anche sistemi di accumulo.
Per questi interventi la legge quantifica un onere complessivo di 1 milione di euro, suddiviso tra 2026 e 2027.
Questa parte della Gazzetta interessa soprattutto:
proprietari di immobili e terreni, imprese, agricoltori, amministrazioni comunali, progettisti e operatori del settore energetico.
Il secondo provvedimento importante è la legge regionale Valle d'Aosta 28 luglio 2025, n. 25.
Questa volta l'obiettivo è sostenere gli investimenti delle attività turistico-ricettive e commerciali.
Gli interventi finanziabili possono riguardare quattro grandi ambiti:
riduzione dei consumi energetici e utilizzo delle fonti rinnovabili;
riduzione del consumo di acqua e recupero delle acque meteoriche;
digitalizzazione dei servizi;
innovazione dell'attività.
La disciplina comprende, secondo le categorie indicate dalla legge, piccole e medie imprese del settore alberghiero e della ricettività all'aperto.
Sono contemplate inoltre determinate attività extralberghiere, come affittacamere e case e appartamenti per vacanze, oltre alle imprese che gestiscono aree attrezzate per camper.
La legge disciplina anche il caso dei proprietari delle strutture ricettive, alle condizioni previste.
Tra gli investimenti ammissibili figurano opere edilizie, impianti tecnici, progettazione, direzione lavori e collaudi.
Possono rientrare inoltre nuovi macchinari, attrezzature, arredi, software e altri beni strumentali.
Ma non basta dichiarare genericamente di voler “risparmiare energia”.
Per determinati interventi la legge richiede documentazione tecnica capace di dimostrare il miglioramento energetico, la riduzione delle emissioni oppure gli effetti dell'investimento sul consumo di acqua o sulla digitalizzazione dei servizi.
Per il settore turistico, il contributo può raggiungere il 40% delle spese ammissibili per gli interventi energetici e idrici.
Per digitalizzazione e innovazione può arrivare al 30%.
La legge prevede inoltre una maggiorazione di 10 punti percentuali per determinate categorie, tra cui beneficiari di età compresa tra 18 e 35 anni e donne, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla disciplina europea sugli aiuti.
Per gli investimenti turistici vengono inoltre fissati limiti minimi differenti in funzione dell'attività.
Il limite massimo delle spese ammissibili è di 250.000 euro.
La stessa legge introduce misure anche per le imprese del commercio, della somministrazione di alimenti e bevande e per altre attività di servizi individuate dalla disciplina regionale.
Anche in questo caso gli interventi possono riguardare energia, acqua, digitalizzazione e innovazione.
Le percentuali massime seguono lo stesso schema generale: fino al 40% per energia e acqua e fino al 30% per digitalizzazione e innovazione, con le maggiorazioni previste dalla legge.
Per il settore commerciale il limite massimo delle spese ammissibili è di 150.000 euro.
La domanda deve essere presentata prima dell'inizio degli interventi.
È uno dei dettagli più importanti dell'intera disciplina.
Un'impresa che realizza prima l'investimento e cerca il contributo successivamente rischia quindi di trovarsi fuori dal meccanismo previsto dalla legge.
Alberghi, strutture ricettive, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, aree camper, negozi, attività di somministrazione e altre imprese di servizi rientranti nelle categorie individuate.
Il terzo provvedimento valdostano è la legge regionale 28 luglio 2025, n. 26.
L'obiettivo dichiarato è favorire competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane.
La nuova legge sostituisce la precedente disciplina regionale del 2003.
Gli strumenti previsti comprendono contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato.
Il contributo a fondo perduto è un sostegno che, quando tutte le condizioni vengono rispettate, non deve essere restituito come un normale prestito.
Il mutuo agevolato, invece, resta un finanziamento da rimborsare, ma viene concesso a condizioni più favorevoli rispetto a quelle ordinarie previste dal mercato.
La legge stabilisce un principio particolarmente importante anche in questo caso:
la domanda deve essere presentata prima dell'avvio degli interventi.
La procedura passa attraverso una piattaforma web dedicata sul sito istituzionale regionale.
Le agevolazioni vengono concesse secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande e nei limiti delle risorse disponibili.
Per un'impresa questo significa che la programmazione dell'investimento diventa fondamentale.
Non conviene acquistare macchinari, avviare lavori o assumere impegni economici pensando di chiedere successivamente il contributo.
Prima bisogna verificare la misura applicabile e presentare correttamente la domanda.
Soprattutto imprese industriali e artigiane della Valle d'Aosta che intendono investire per aumentare competitività, capacità produttiva, innovazione e presenza sui mercati.
La Gazzetta si sposta poi in Alto Adige.
Il decreto del Presidente della Provincia di Bolzano 22 dicembre 2025, n. 34 disciplina le borse di studio per determinati percorsi universitari e formativi.
Il regolamento riguarda:
corsi di specializzazione e master di II livello;
dottorati di ricerca;
corsi universitari per l'abilitazione all'insegnamento;
tirocini formativi o professionali obbligatori.
Per ottenere il sostegno bisogna rispettare diversi requisiti.
Entrano in gioco il percorso formativo, la situazione personale e, nei casi previsti, la residenza.
Ha inoltre un ruolo importante il VSE – Valore della situazione economica, calcolato sulla base della situazione economica familiare secondo le regole provinciali.
Per master e corsi di specializzazione di II livello gli importi base indicati dal regolamento possono andare da 6.000 a 9.600 euro, a seconda degli ECTS e del carico di lavoro.
Per i dottorati di ricerca, in funzione della durata considerata, l'importo base può arrivare a 10.800 euro.
Sono previste cifre specifiche anche per tirocini e percorsi universitari di abilitazione all'insegnamento.
Gli eventuali compensi percepiti durante il percorso possono però determinare riduzioni oppure, superate determinate soglie, impedire la concessione della borsa.
Questo è uno degli aspetti più importanti.
Il bando stabilisce un merito minimo e una durata minima della formazione.
Se questi requisiti non vengono raggiunti, può essere richiesta la restituzione dell'intera borsa con gli interessi legali.
Se invece il risultato o la durata effettiva sono inferiori rispetto a quanto dichiarato, può essere necessario restituire la differenza.
Il regolamento stabilisce controlli a campione su almeno il 6% delle domande ammesse.
Se vengono accertate dichiarazioni non veritiere oppure omissioni rilevanti, il beneficiario può perdere il diritto alla prestazione e dover restituire quanto ricevuto con gli interessi, ferme restando le ulteriori conseguenze previste dalla legge.
Le nuove disposizioni si applicano alle domande presentate a partire dal 15 gennaio 2026.
Studenti universitari, laureati, dottorandi, aspiranti insegnanti e persone impegnate in tirocini obbligatori che rientrano nelle condizioni stabilite dal regolamento provinciale.
L'ultimo provvedimento del fascicolo è il decreto del Presidente della Provincia di Bolzano 22 dicembre 2025, n. 35.
Il decreto modifica il terzo regolamento di esecuzione della legge provinciale sull'edilizia residenziale pubblica e sociale.
È il provvedimento più tecnico tra quelli contenuti in questa Gazzetta.
La modifica interviene sul valore della situazione economica utilizzato per determinate “sistemazioni” disciplinate dal regolamento.
In particolare, nelle fattispecie espressamente modificate dal decreto viene indicato un valore della situazione economica pari a 6,00.
A differenza degli altri provvedimenti, questa modifica non introduce un nuovo grande programma di incentivi.
Interviene invece su un parametro tecnico all'interno della disciplina provinciale dell'edilizia pubblica e sociale.
Per capire l'effetto su una singola persona è quindi necessario verificare in quale specifica fattispecie prevista dal regolamento rientra la sua situazione.
Il provvedimento interessa principalmente chi rientra nelle specifiche procedure dell'edilizia residenziale pubblica e sociale della Provincia autonoma di Bolzano disciplinate dalle disposizioni modificate.
Se dovessimo riassumere l'intera Gazzetta in cinque messaggi, sarebbero questi.
1. Fotovoltaico ed eolico: in Valle d'Aosta diventa fondamentale sapere se una superficie è idonea, non idonea oppure ordinaria. Esistono inoltre specifici divieti per determinate installazioni fotovoltaiche a terra.
2. Alberghi e negozi: arrivano strumenti regionali per sostenere investimenti in risparmio energetico, acqua, digitalizzazione e innovazione, con contributi che in determinate categorie possono arrivare al 40% delle spese ammissibili, oltre alle maggiorazioni previste.
3. Industria e artigianato: viene rinnovata la disciplina degli aiuti alle imprese valdostane attraverso contributi e finanziamenti agevolati. La domanda deve precedere l'investimento.
4. Studenti e dottorandi: Bolzano ridefinisce le borse per master, PhD, abilitazione e tirocini, introducendo requisiti economici, controlli e precise regole sulla restituzione delle somme.
5. Edilizia sociale: viene modificato un parametro della disciplina provinciale di Bolzano per specifiche situazioni previste dal regolamento sull'edilizia pubblica e sociale.
Il fascicolo interessa soprattutto famiglie e proprietari che stanno valutando il fotovoltaico, imprese energetiche e progettisti, agricoltori proprietari di terreni, alberghi e strutture ricettive, commercianti, imprese industriali e artigiane, studenti universitari, dottorandi e aspiranti insegnanti.
È rilevante anche per Comuni, professionisti e operatori che devono applicare concretamente le nuove disposizioni.
C'è un filo che collega gran parte dei provvedimenti.
È la parola investimento.
Investire nella produzione di energia rinnovabile.
Investire per rendere alberghi e negozi più efficienti.
Investire nella competitività delle imprese.
Investire nella formazione universitaria.
I provvedimenti utilizzano strumenti diversi, ma mostrano come una parte significativa delle politiche regionali contenute in questo numero sia orientata a sostenere trasformazioni economiche, energetiche e formative.
Qual è la principale novità per il fotovoltaico in Valle d'Aosta?
La legge regionale n. 24 disciplina l'individuazione delle aree idonee, non idonee e ordinarie per gli impianti rinnovabili e introduce regole specifiche che devono essere considerate soprattutto per il fotovoltaico a terra.
Sono previsti contributi per alberghi e attività commerciali?
Sì. La legge regionale n. 25 sostiene determinati investimenti in efficienza energetica, risparmio idrico, digitalizzazione e innovazione. Le percentuali possono arrivare, nelle categorie previste, fino al 40% delle spese ammissibili.
Un'impresa può fare l'investimento e chiedere il contributo dopo?
Per le misure valdostane descritte relative a turismo, commercio, industria e artigianato, la domanda deve essere presentata prima dell'avvio dell'intervento secondo le condizioni previste dalle rispettive leggi.
Quali studenti sono interessati dalle nuove regole di Bolzano?
Il regolamento riguarda, tra gli altri, studenti di master e specializzazioni, dottorandi, persone che frequentano determinati percorsi universitari di abilitazione all'insegnamento e chi svolge tirocini obbligatori.
Le borse di studio di Bolzano possono essere revocate?
Sì. Il mancato raggiungimento dei requisiti minimi previsti può comportare la restituzione delle somme, anche integralmente, con gli interessi.
Le domande per le borse vengono controllate?
Sì. Il regolamento prevede controlli a campione su almeno il 6% delle domande ammesse, oltre alla possibilità di ulteriori verifiche.
Cosa cambia per l'edilizia sociale di Bolzano?
Il decreto n. 35 modifica specifici parametri del regolamento di esecuzione della legge provinciale sull'edilizia residenziale pubblica e sociale, indicando in determinate fattispecie un valore della situazione economica pari a 6,00.
Immaginiamo la Gazzetta del 3 ottobre come una cassetta degli attrezzi con cinque scomparti.
Nel primo troviamo una mappa: serve a capire dove il fotovoltaico può trovare condizioni più favorevoli e dove invece aumentano vincoli e limitazioni.
Nel secondo troviamo un buono per investire: è destinato, secondo le condizioni previste, ad alberghi, negozi e altre attività che vogliono diventare più efficienti e innovative.
Nel terzo c'è una leva finanziaria: contributi e mutui agevolati per aiutare industria e artigianato a investire.
Nel quarto troviamo un libretto universitario: rappresenta le borse per master, dottorati, abilitazione e tirocini, ma anche gli obblighi da rispettare per non dover restituire il denaro.
Nel quinto c'è infine una casa, simbolo della modifica tecnica introdotta nella disciplina dell'edilizia sociale di Bolzano.
Cinque provvedimenti molto diversi, quindi, ma con una domanda comune per il cittadino:
“Questa norma riguarda anche me e, se sì, cosa devo fare concretamente?”
È proprio questa la domanda che trasforma la Gazzetta Ufficiale da un insieme di testi normativi in uno strumento utile per capire opportunità, obblighi e cambiamenti della vita quotidiana.
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