La revisione del Codice della strada entra in una nuova fase. Con la legge 23 settembre 2026, n. 171, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1° ottobre 2026, il Parlamento ha concesso al Governo più tempo per esercitare la delega destinata a rivedere e riordinare la disciplina della motorizzazione e della circolazione stradale.
La modifica più evidente riguarda il calendario: il termine passa da 12 a 22 mesi. Ma c'è anche un'altra indicazione importante: il Governo potrà procedere anche mediante la redazione di un nuovo codice.
Questo non significa che dal 2 ottobre 2026 siano cambiate automaticamente multe, limiti di velocità, patenti o regole per biciclette e monopattini.
La legge n. 171/2026 modifica soprattutto la delega legislativa. Le trasformazioni concrete dovranno arrivare attraverso uno o più successivi decreti legislativi.
È una distinzione fondamentale per capire correttamente la notizia.
Una delega legislativa è lo strumento attraverso il quale il Parlamento affida al Governo il compito di disciplinare una materia attraverso uno o più decreti legislativi, stabilendo però principi, criteri e limiti da rispettare.
Un paragone semplice: il Parlamento stabilisce il progetto generale della casa, mentre al Governo viene affidato il compito di predisporre i lavori nel rispetto di quel progetto.
Nel caso del Codice della strada, il “progetto” è particolarmente ampio.
La delega riguarda infatti la revisione e il riordino della legislazione sulla motorizzazione e sulla circolazione stradale contenuta nel decreto legislativo n. 285 del 1992 e può arrivare alla redazione di un nuovo codice.
La legge n. 171 sostituisce il precedente termine di dodici mesi con quello di ventidue mesi.
Cambiano anche altri due termini del procedimento.
Le Commissioni parlamentari competenti avranno 90 giorni, invece di 60, per esprimere il proprio parere sugli schemi dei decreti legislativi.
In determinate condizioni previste dalla delega, inoltre, la proroga del termine finale passa da 120 a 150 giorni.
La legge n. 171/2026 entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi il 2 ottobre 2026.
È probabilmente il punto più importante per i cittadini.
La pubblicazione della legge n. 171 non significa che tutte le misure contenute nella delega siano già operative.
Quando il testo parla, per esempio, di revisione delle sanzioni, limiti di velocità, biciclette, patenti o semafori, indica le materie e i criteri entro i quali potranno intervenire i futuri provvedimenti.
Per sapere quali regole cambieranno realmente bisognerà quindi leggere i decreti legislativi e, per alcune materie tecniche, i successivi regolamenti.
Uno dei capitoli più importanti riguarda le sanzioni.
La delega prevede la revisione delle norme di comportamento e del relativo sistema sanzionatorio secondo principi di effettività, ragionevolezza, proporzionalità, dissuasività e non discriminazione nell'Unione europea.
Tra i criteri indicati compare la possibilità di graduare le sanzioni in funzione della gravità, della frequenza e dell'effettiva pericolosità del comportamento.
Per le condotte particolarmente pericolose viene prevista la possibilità di un aggravamento delle sanzioni.
Il testo arriva inoltre a indicare, nell'ambito della funzione dissuasiva delle sanzioni, una commisurazione alla situazione reddituale ed economica di chi ha commesso l'infrazione, nonché alla potenza e al tipo di veicolo guidato.
Anche in questo caso occorre però essere precisi: non significa che dal 2 ottobre le multe siano già calcolate in base al reddito.
È un criterio che dovrà essere eventualmente tradotto in norme concrete dai futuri decreti.
La delega punta anche alla semplificazione della notificazione delle violazioni attraverso la digitalizzazione dei verbali.
L'obiettivo indicato è ridurre gli oneri per cittadini e pubblica amministrazione e rendere più tempestiva la notificazione, favorendo anche, nei casi previsti, il pagamento della sanzione in misura ridotta senza spese di notificazione.
Per capire l'effetto pratico, immaginiamo un automobilista che riceve un verbale.
La direzione indicata dalla delega è quella di un procedimento maggiormente digitale, con meno passaggi cartacei e procedure amministrative più snelle.
Le modalità precise, tuttavia, dipenderanno dalle disposizioni che saranno effettivamente adottate.
La revisione potrà riguardare anche il procedimento di applicazione delle sanzioni in relazione ai nuovi strumenti di controllo a distanza.
Il legislatore chiede inoltre che la futura disciplina tenga conto delle pronunce della Corte costituzionale, della Corte di giustizia dell'Unione europea e della giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione.
La delega contempla anche una revisione della destinazione delle entrate derivanti dalle sanzioni, con particolare attenzione ai proventi delle violazioni dei limiti di velocità e al loro utilizzo prioritario per interventi destinati alla riduzione dei pericoli della circolazione stradale.
Un altro settore espressamente citato è quello del noleggio di veicoli senza conducente.
La delega prevede una revisione della solidarietà nelle obbligazioni relative alle sanzioni amministrative pecuniarie e procedure semplificate che tengano conto dei diversi interessi coinvolti, assicurando comunque il pagamento della sanzione.
È un tema particolarmente importante per società di autonoleggio e automobilisti che utilizzano veicoli a noleggio.
Un capitolo molto ampio riguarda biciclette e dispositivi di micromobilità.
La delega prevede la revisione della disciplina della circolazione dei velocipedi e una ridefinizione organica della disciplina dei veicoli comprendendo anche altri dispositivi di micromobilità individuale.
Tra gli obiettivi indicati compaiono sistemi di identificazione e sistemi di protezione personale; il testo della delega menziona espressamente anche l'obbligo di utilizzo del giubbotto riflettente salvavita.
Un velocipede, nel linguaggio del Codice della strada, appartiene alla categoria dei veicoli a propulsione muscolare disciplinati dalla normativa stradale; la delega affronta inoltre biciclette a pedalata assistita, cicli e monopattini a propulsione prevalentemente elettrica.
Ancora una volta: l'indicazione contenuta nella delega non equivale automaticamente all'entrata in vigore immediata di ogni obbligo descritto.
La revisione dovrà dedicare particolare attenzione all'utenza vulnerabile della strada.
Il testo richiama soprattutto ciclisti e conducenti di velocipedi a propulsione prevalentemente elettrica.
Potranno essere riviste le caratteristiche tecniche e le modalità di circolazione di biciclette, biciclette a pedalata assistita e monopattini.
La delega prevede inoltre criteri per progettare infrastrutture e arredi urbani più sicuri per gli utilizzatori dei veicoli a due ruote, comprendendo, ove prevista, la terza fascia sui guard rail.
Un altro obiettivo è armonizzare il Codice della strada con la disciplina sulla disabilità e rivedere le norme sulla circolazione dei veicoli utilizzati da persone con disabilità.
La finalità dichiarata è rimuovere gli ostacoli alla libertà di circolazione, garantendo contemporaneamente la tutela degli utenti interessati.
La delega contempla anche la revisione generale delle modalità di sosta dei veicoli destinati al servizio di persone con disabilità, oltre a quelli relativi a donne in gravidanza e genitori con bambini di età inferiore a due anni, anche attraverso la previsione di adeguate aree dedicate.
Tra i criteri della delega compare espressamente anche il miglioramento della fluidità della circolazione attraverso la revisione della disciplina relativa ai limiti di velocità.
Il testo non stabilisce però, con questa legge, nuovi limiti numerici.
Non si può quindi concludere dalla legge n. 171/2026 che aumenteranno o diminuiranno automaticamente i limiti su autostrade, strade extraurbane o centri abitati.
La materia potrà essere riesaminata: le decisioni concrete dovranno arrivare successivamente.
La delega consente una revisione dei titoli abilitativi alla guida, cioè principalmente delle patenti e delle relative procedure.
L'obiettivo indicato è semplificare gli adempimenti e coordinare le competenze dei diversi soggetti coinvolti, mantenendo la tutela della sicurezza individuale e collettiva.
Viene richiamata anche l'attività formativa, con la possibilità di utilizzare simulatori di guida e con attenzione, tra l'altro, al primo soccorso.
Un punto specifico riguarda la conferma della validità della patente per conducenti con disabilità, persone diabetiche e soggetti affetti da patologie neurologiche.
La delega punta al riordino e alla semplificazione della relativa disciplina.
Potrà essere rivista anche la composizione delle commissioni mediche locali, contemplando l'eventuale svolgimento di funzioni da parte di centri sanitari privati già riconosciuti da enti pubblici e sottoposti al controllo del Ministero della salute.
Una delle disposizioni più facilmente comprensibili nella vita quotidiana riguarda i semafori.
Tra le materie tecniche sulle quali il Governo è autorizzato a intervenire compare, per le nuove installazioni delle lanterne semaforiche, una regolamentazione adeguata della durata minima della luce gialla.
Il testo contempla inoltre dispositivi che visualizzino il tempo residuo di accensione della luce.
In pratica, il futuro quadro normativo potrà disciplinare con maggiore precisione quanto deve durare il giallo nelle nuove installazioni e l'impiego di sistemi di conto alla rovescia.
Il Governo potrà intervenire anche sull'aggiornamento della segnaletica stradale, coordinandola con le norme internazionali, e sull'organizzazione della circolazione.
È prevista inoltre la revisione della disciplina relativa alla manutenzione degli apparati delle segnalazioni luminose, anche con l'obiettivo di ridurre i consumi energetici.
La delega dedica attenzione anche alle situazioni meteorologiche particolarmente intense.
Per la rete autostradale potranno essere previste disposizioni specifiche per la circolazione nel periodo invernale.
In determinate situazioni, quando soluzioni alternative non siano sufficienti a garantire condizioni adeguate di sicurezza, il testo contempla la possibilità per l'ente proprietario o il concessionario di imporre pneumatici invernali oppure dispositivi supplementari di aderenza.
La delega punta inoltre a semplificare le procedure riguardanti le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli.
Sono richiamati anche i dispositivi destinati a migliorare la visibilità degli utenti vulnerabili dal posto di guida, riducendo gli angoli morti, e le strutture amovibili utilizzate per trasportare bagagli, biciclette, sci e attrezzature sportive.
Per il cittadino significa che in futuro alcune procedure tecniche potrebbero diventare meno complesse, ma occorrerà attendere le norme attuative per sapere quali.
La delega comprende anche i veicoli immatricolati all'estero.
Il legislatore prevede la determinazione di un periodo minimo di permanenza in Italia oltre il quale dovranno essere rispettati specifici obblighi assicurativi.
È inoltre contemplata la modifica della disciplina per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati all'estero ma utilizzati sul territorio nazionale da persone residenti in Italia diverse dall'intestatario del mezzo.
Anche qui l'obiettivo è arrivare a regole più definite sull'immatricolazione nazionale.
La riforma non riguarda soltanto automobili e motociclette.
Tra le materie tecniche compare la classificazione e l'utilizzo dei veicoli con particolare riferimento alle macchine agricole e operatrici, anche rispetto alla disciplina europea su massa, massa rimorchiabile e traino.
Per aziende agricole, imprese di costruzione e operatori professionali questa parte della futura riforma potrebbe quindi essere particolarmente importante.
Il Governo potrà rivedere i procedimenti relativi ad ammissione, immatricolazione e cessazione dalla circolazione dei veicoli a motore, compresi quelli atipici e i veicoli di interesse storico e collezionistico.
La delega comprende anche la cancellazione dai pubblici registri dei veicoli soggetti a fermo amministrativo e la produzione delle targhe automobilistiche.
La delega guarda anche ai veicoli dotati di sistemi di guida automatizzata.
Tra le materie tecniche è prevista una disciplina delle procedure di omologazione che tenga conto dell'innovazione tecnologica e delle sperimentazioni nazionali e internazionali, anche per valutare la progressiva introduzione di questi veicoli sul mercato nazionale.
È uno dei punti che mostrano come il possibile nuovo Codice sia pensato non soltanto per risolvere problemi attuali, ma anche per adattarsi all'evoluzione tecnologica della mobilità.
La trasformazione digitale non riguarda soltanto i verbali.
La delega considera anche il processo di digitalizzazione delle infrastrutture e la crescente interazione tra strade, servizi tecnologici e veicoli ad elevato livello di automazione e connessione.
Il futuro Codice potrebbe quindi dover regolare una strada molto diversa da quella per la quale era stato progettato il codice del 1992.
Tra le materie tecniche figura anche l'adeguamento della disciplina sui dispositivi antiabbandono per bambini.
L'obiettivo indicato è garantire la piena efficacia dei dispositivi, anche attraverso la loro progressiva integrazione con l'autoveicolo.
La delega contempla inoltre l'aggiornamento delle modalità di valutazione della funzione uditiva per il conseguimento e il rinnovo della patente, attraverso l'introduzione di un meccanismo di controllo strumentale.
Anche questo intervento, tuttavia, richiederà l'adozione delle relative disposizioni prima di tradursi in una nuova procedura per gli automobilisti.
Tra i criteri indicati compare anche la diffusione e installazione di sistemi telematici ed elettronici destinati alla sicurezza della circolazione.
Il testo cita espressamente anche l'uso di etilometri monouso obbligatori.
Non significa che ogni automobilista debba già averne uno in auto: siamo ancora nel perimetro della delega e delle future disposizioni.
La revisione potrà interessare anche il sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali.
L'obiettivo indicato è quello della massima semplificazione delle procedure.
Per i cittadini questo potrebbe diventare uno degli aspetti più concreti della riforma, perché il sistema dei ricorsi rappresenta il principale strumento per contestare una sanzione ritenuta illegittima.
La delega contempla anche il riordino dei compiti di polizia stradale, delle relative abilitazioni e il potenziamento dei servizi ausiliari di polizia stradale, tenendo conto anche degli assi autostradali e delle situazioni di particolare necessità e urgenza.
Potrà essere riordinata anche la disciplina relativa all'utilizzo dei dispositivi acustici supplementari di allarme e delle luci lampeggianti per i servizi urgenti.
La futura revisione potrà interessare persino le autorizzazioni per i mezzi pubblicitari collocati sui veicoli, lungo le strade o visibili da esse.
La delega mira alla semplificazione e razionalizzazione delle autorizzazioni, tenendo comunque conto della sicurezza della circolazione e del transito dei pedoni, comprese le persone con mobilità ridotta.
Nel capitolo tecnico rientrano inoltre i veicoli eccezionali e i trasporti in condizioni di eccezionalità.
Potranno essere introdotte disposizioni per migliorare il rilevamento delle violazioni relative alla circolazione dei veicoli a pieno carico e al trasporto di merci pericolose.
È prevista anche una disciplina della massa limite e della sagoma limite dei carichi sporgenti nell'autotrasporto.
La risposta è più semplice di quanto possa sembrare: molto poco sul piano delle singole regole di circolazione, ma molto sul percorso della futura riforma.
Dal 2 ottobre 2026 entra in vigore la legge n. 171, che modifica la delega.
Non significa automaticamente:
nuove multe già operative;
nuovi limiti di velocità già in vigore;
nuove procedure della patente già applicabili;
nuovi obblighi generalizzati per biciclette e monopattini;
multe già calcolate in base al reddito;
nuovi tempi del giallo già applicati a tutti i semafori.
Questi sono ambiti sui quali la delega consente o indirizza l'intervento futuro.
La vera fase decisiva arriverà con i decreti legislativi.
La portata della delega emerge dal numero e dalla varietà degli argomenti coinvolti.
Non si parla soltanto di automobilisti.
La revisione può coinvolgere conducenti professionali, ciclisti, persone con disabilità, aziende di autotrasporto, imprese agricole, società di noleggio, enti locali, concessionari autostradali, produttori di veicoli, forze di polizia, proprietari di veicoli storici e operatori della micromobilità.
La strada viene considerata come un sistema unico fatto di persone, veicoli, infrastrutture, tecnologia, controlli e pubblica amministrazione.
Il nuovo Codice della strada è già entrato in vigore?
No. Il 2 ottobre 2026 entra in vigore la legge n. 171/2026, che modifica i termini e il perimetro della delega al Governo. I futuri decreti legislativi dovranno stabilire le modifiche concrete.
Quanto tempo ha il Governo?
Il termine della delega passa da 12 a 22 mesi.
Il Governo può scrivere un Codice della strada completamente nuovo?
La norma prevede espressamente che la revisione possa essere effettuata anche mediante la redazione di un nuovo codice.
Le multe saranno calcolate in base al reddito?
Non è una regola già operativa. Tra i criteri della delega compare una funzione dissuasiva delle sanzioni commisurata anche alla situazione reddituale ed economica del trasgressore e alla potenza e al tipo di veicolo. Per conoscere l'eventuale applicazione concreta bisognerà attendere i futuri decreti.
Cambiano subito i limiti di velocità?
No. La revisione della disciplina dei limiti di velocità rientra tra le materie della delega, ma la legge n. 171 non stabilisce nuovi limiti numerici.
Cambiano le regole per biciclette e monopattini?
La delega consente un riordino importante della disciplina dei velocipedi e della micromobilità, ma occorrerà attendere le disposizioni attuative per sapere quali nuove regole saranno effettivamente introdotte.
I semafori avranno tutti il conto alla rovescia?
La delega contempla, per le nuove installazioni delle lanterne semaforiche, una regolamentazione della durata minima del giallo e dispositivi per visualizzare il tempo residuo. Questo non equivale all'installazione automatica del conto alla rovescia su tutti i semafori esistenti.
Le multe diventeranno digitali?
La delega punta alla digitalizzazione dei verbali e alla semplificazione delle notificazioni. Le modalità operative dovranno essere definite dai successivi provvedimenti.
Cambieranno le visite per il rinnovo della patente?
La delega comprende la semplificazione delle procedure per determinate categorie di conducenti, la possibile riorganizzazione delle commissioni mediche e l'aggiornamento della valutazione della funzione uditiva. Le nuove procedure non sono però già operative per effetto della sola legge n. 171.
Immaginiamo che il Codice della strada sia un grande palazzo costruito nel 1992.
Negli anni sono stati cambiati impianti, porte, finestre e stanze. Sono arrivate nuove tecnologie, biciclette elettriche, monopattini, automobili connesse, sistemi automatici di controllo e perfino veicoli capaci di svolgere alcune funzioni di guida autonomamente.
A un certo punto non basta più riparare una stanza alla volta.
Il Parlamento ha quindi affidato al Governo un progetto di ristrutturazione generale.
La legge n. 171/2026 non consegna il palazzo ristrutturato. Allunga il tempo a disposizione degli incaricati e chiarisce che, se necessario, potranno ridisegnare organicamente l'intero edificio attraverso un nuovo codice.
Solo quando arriveranno i decreti legislativi sapremo come saranno davvero le nuove stanze.
La notizia del 1° ottobre 2026 non è che “è arrivato il nuovo Codice della strada”.
La notizia corretta è che il Governo dispone ora di 22 mesi per realizzare una revisione potenzialmente molto ampia e può farlo anche attraverso la redazione di un nuovo codice.
Sanzioni, digitalizzazione dei verbali, limiti di velocità, biciclette e micromobilità, utenti vulnerabili, patenti, commissioni mediche, semafori, segnaletica, veicoli, autotrasporto, macchine agricole, infrastrutture e guida automatizzata sono alcune delle aree coinvolte.
Per i cittadini, quindi, il passaggio fondamentale sarà il prossimo: verificare quali dei criteri della delega diventeranno effettivamente norme operative e in quale forma.
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