Gazzetta Ufficiale 30 settembre 2026: le novità su stalking, farmaci, ICI e acque spiegate in 5 minuti

Corte Costituzionale N. 0 01/10/2026 Approfondimenti Pubblicato il 01/10/2026 08:56
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Cinque minuti per capire cosa c'è davvero nella Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2026 dedicata alla Corte costituzionale.

Il numero 39 della 1ª Serie Speciale mette insieme temi apparentemente molto lontani: stalking, spesa farmaceutica, associazioni venatorie, ICI sui terreni occupati dalla pubblica amministrazione e giustizia in materia di acque pubbliche.

Ma attenzione: non tutto ciò che viene pubblicato in questa Gazzetta rappresenta una nuova regola immediatamente applicabile.

Il fascicolo contiene infatti due sentenze della Corte costituzionale, quindi decisioni già adottate, e sette ordinanze che promuovono giudizi davanti alla Consulta.

Quattro di queste ultime riguardano sostanzialmente lo stesso grande problema: il contributo richiesto alle aziende farmaceutiche per lo sforamento della spesa del Servizio sanitario nazionale.

Ecco, in cinque minuti, cosa bisogna sapere.

1. Stalking: il risarcimento non basta per far estinguere il reato

La prima novità riguarda direttamente la tutela delle persone vittime di atti persecutori.

Con la sentenza n. 154 del 2026 la Corte costituzionale ha esaminato l'articolo 162-ter del codice penale, che disciplina l'estinzione del reato per condotte riparatorie.

Per alcuni reati perseguibili a querela rimettibile, la legge permette infatti di arrivare all'estinzione quando l'imputato ripara integralmente il danno e, quando possibile, elimina le conseguenze dannose o pericolose del fatto.

Lo stalking, previsto dall'articolo 612-bis del codice penale, è però espressamente escluso.

Il caso concreto è significativo.

Un uomo accusato di atti persecutori aveva offerto alla persona offesa 10.000 euro a titolo di integrale risarcimento del danno.

La somma era stata accettata, ma la persona offesa aveva contestato la congruità del risarcimento, non aveva rimesso la querela e si era opposta all'estinzione del reato.

La questione arrivata alla Consulta era quindi molto concreta: è costituzionalmente legittimo impedire a chi è accusato di stalking di utilizzare il meccanismo delle condotte riparatorie?

La Corte ha risposto dichiarando non fondate le questioni di costituzionalità.

La norma resta quindi in vigore.

Cosa cambia davvero?

Più che cambiare la legge, la sentenza conferma la disciplina esistente: chi è accusato di stalking non può ottenere l'estinzione del reato attraverso il particolare meccanismo delle condotte riparatorie previsto dall'articolo 162-ter.

La Corte considera rilevanti la struttura del reato, la reiterazione delle condotte, gli effetti che possono prodursi sulla vita della vittima e il rischio che i comportamenti persecutori possano proseguire o evolvere verso fatti più gravi.

Chi è interessato?

Vittime di stalking, imputati, avvocati, magistrati e operatori che si occupano di violenza di genere e tutela delle persone offese.

Un punto deve essere ricordato: risarcimento del danno, remissione della querela ed estinzione per condotte riparatorie non sono la stessa cosa.

2. Caccia e rappresentanza delle associazioni: la Consulta non entra nel merito

La seconda sentenza riguarda un settore completamente diverso.

Al centro della sentenza n. 155 del 2026 troviamo il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, organismo tecnico-consultivo che opera nell'ambito delle politiche sulla fauna selvatica e sull'attività venatoria.

La controversia nasce dalla ricostituzione del Comitato.

La precedente disciplina prevedeva, tra l'altro, un rappresentante per ogni associazione venatoria nazionale riconosciuta.

Nel nuovo assetto sono invece previsti tre rappresentanti delle associazioni venatorie nazionali.

La vicenda è arrivata al Consiglio di Stato nell'ambito di un contenzioso promosso da ARCI caccia contro il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Il Consiglio di Stato ha quindi sottoposto alla Corte costituzionale numerosi dubbi relativi alla norma che attribuisce al Ministro il potere di rivedere e modificare la composizione degli organismi, comitati e commissioni operanti presso il Ministero.

La Consulta ha dichiarato le questioni inammissibili.

Cosa significa?

Non significa semplicemente che la Corte abbia stabilito nel merito che qualsiasi composizione del Comitato sia costituzionalmente corretta.

Quando una questione è dichiarata inammissibile, la Corte non accoglie la richiesta di pronunciarsi nel merito nei termini in cui è stata formulata.

È una distinzione importante per leggere correttamente la Gazzetta.

Chi è interessato?

Associazioni venatorie, organizzazioni interessate alla gestione della fauna, Ministero dell'agricoltura e soggetti coinvolti nelle politiche faunistico-venatorie.

3. Farmaci: il payback del 50% arriva davanti alla Corte costituzionale

È probabilmente il dossier economicamente più importante dell'intero numero.

Quattro ordinanze del TAR Lazio – numeri 149, 150, 151 e 153 – riguardano la spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale.

Il tema è il cosiddetto payback farmaceutico.

In termini semplici, quando la spesa per gli acquisti diretti di farmaci supera il tetto previsto, una quota dello sforamento viene posta a carico delle aziende farmaceutiche.

Le ordinanze pubblicate in questa Gazzetta contestano in particolare il sistema che pone continuativamente a carico delle imprese una quota pari al 50% del superamento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti.

Il tema può sembrare lontano dalla vita quotidiana, ma riguarda il modo in cui vengono distribuiti i costi della sanità pubblica.

Immaginiamo un grande budget familiare.

Si stabilisce che per una determinata voce possono essere spesi 1.000 euro. Alla fine, però, la spesa raggiunge 1.300 euro.

Il problema diventa: chi paga i 300 euro eccedenti?

Nel sistema sanitario la questione è naturalmente molto più complessa, ma il principio economico alla base della controversia può essere compreso così.

Il TAR Lazio ha deciso di sottoporre la disciplina alla Corte costituzionale.

Cosa cambia davvero?

Per ora non viene cancellato il payback.

Non siamo davanti a una sentenza della Corte costituzionale, ma a ordinanze con cui un giudice ha sollevato dubbi sulla legittimità della disciplina.

Sarà la Consulta a decidere.

Quindi sarebbe sbagliato leggere questa Gazzetta dicendo: “La Corte ha eliminato il payback farmaceutico”.

Non è successo.

Chi è interessato?

In primo luogo le aziende farmaceutiche. Ma il dossier interessa anche Regioni, Servizio sanitario nazionale e, indirettamente, cittadini e contribuenti perché riguarda il finanziamento della spesa sanitaria.

4. Terreno occupato dalla PA: è giusto continuare a pagare l'ICI?

Un'altra questione ha un impatto molto concreto sui proprietari immobiliari.

L'ordinanza n. 152 arriva dalla Corte di cassazione e riguarda l'ICI, la vecchia imposta comunale sugli immobili.

Il caso riguarda terreni sottoposti a occupazione d'urgenza da parte della pubblica amministrazione senza che successivamente sia stato emanato il decreto di esproprio.

L'occupazione viene dichiarata illegittima e i terreni risultano ormai irreversibilmente trasformati.

Il proprietario, inoltre, si è immediatamente attivato davanti ai giudici chiedendo la restituzione, il ripristino dei luoghi, il risarcimento del danno e l'annullamento della procedura amministrativa.

Nonostante questo, il problema posto alla Corte riguarda la possibilità che continui a essere considerato soggetto passivo dell'ICI.

Cosa significa in pratica?

Pensiamo a una persona che formalmente continua a essere proprietaria di un terreno, ma che non può più utilizzarlo perché la pubblica amministrazione lo ha occupato e trasformato.

La domanda diventa molto semplice:

è ragionevole continuare a tassare quella persona come proprietario del terreno?

È questo, in sostanza, uno dei nodi che arrivano davanti alla Corte costituzionale.

Cosa cambia davvero?

Ancora nulla sul piano generale.

La Cassazione ha sollevato la questione, ma la Corte costituzionale deve ancora pronunciarsi.

Non esiste quindi, sulla base di questa Gazzetta, una nuova esenzione ICI automaticamente applicabile a tutti i casi analoghi.

Chi è interessato?

Proprietari di terreni coinvolti in procedure di occupazione ed espropriazione, Comuni, pubbliche amministrazioni, professionisti del settore tributario ed espropriativo.

5. Acque pubbliche: perché alcune cause hanno un solo grado di giudizio?

Gli ultimi due grandi atti del fascicolo riguardano un settore poco conosciuto dai cittadini ma molto importante per territori, enti pubblici e gestione delle risorse idriche.

Le ordinanze n. 154 e n. 155 del Tribunale superiore delle acque pubbliche mettono sotto esame l'articolo 143 del regio decreto n. 1775 del 1933.

Il problema è il sistema attraverso il quale vengono giudicati determinati ricorsi contro provvedimenti amministrativi in materia di acque pubbliche.

In queste controversie il Tribunale superiore delle acque pubbliche giudica direttamente in unico grado.

Non esiste quindi il normale percorso che conosciamo nella giustizia amministrativa: primo giudizio davanti al TAR e successivo appello davanti al Consiglio di Stato.

Il Tribunale superiore solleva il problema della mancata previsione di un doppio grado di giurisdizione.

Uno dei procedimenti riguarda anche il Comitato Lago di Braies e la Provincia autonoma di Bolzano con le relative strutture competenti in materia di protezione civile e demanio idrico.

Le ordinanze evidenziano inoltre la particolarità storica del sistema: la disciplina della giustizia sulle acque ha radici precedenti alla Costituzione e conserva una struttura speciale rispetto alla normale giustizia amministrativa.

Cosa cambia davvero?

Per il momento nulla.

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha sollevato il dubbio costituzionale.

Adesso sarà la Corte costituzionale a stabilire se l'attuale sistema possa continuare a funzionare in questo modo oppure se la disciplina presenti un problema di compatibilità con la Costituzione.

Chi è interessato?

Cittadini e comitati territoriali coinvolti in controversie sulle acque, imprese, concessionari, Regioni, Province autonome, Comuni, autorità competenti e professionisti del diritto amministrativo.

Tutta la Gazzetta in 30 secondi

Se non avete cinque minuti, ecco il riassunto ancora più breve.

Stalking: la Corte costituzionale ha deciso. Il meccanismo dell'estinzione per condotte riparatorie continua a non applicarsi agli atti persecutori.

Comitato faunistico-venatorio: la Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sulla norma che attribuisce al Ministro il potere di intervenire sulla composizione degli organismi ministeriali.

Payback farmaceutico: quattro ordinanze portano davanti alla Consulta il sistema che pone sulle aziende farmaceutiche il 50% dello sforamento del tetto della spesa per acquisti diretti. La Corte deve ancora decidere.

ICI e terreni occupati: la Cassazione chiede alla Consulta di verificare la disciplina che mantiene l'imposizione sul proprietario anche nella particolare situazione di occupazione illegittima descritta nell'ordinanza. La decisione deve ancora arrivare.

Acque pubbliche: due ordinanze contestano la mancanza del doppio grado di giudizio per determinate controversie amministrative attribuite direttamente al Tribunale superiore delle acque pubbliche. Anche qui la Corte deve ancora pronunciarsi.

Il vero filo conduttore di questa Gazzetta

A prima vista stalking, medicinali, caccia, terreni e acque pubbliche non hanno nulla in comune.

In realtà questo numero mostra molto bene a cosa serve la Corte costituzionale.

Un giudice che deve applicare una legge può trovarsi davanti a un dubbio: questa norma è compatibile con la Costituzione?

Se esistono i presupposti previsti dall'ordinamento, la questione viene sottoposta alla Consulta.

Da quel momento bisogna però distinguere due fasi.

L'ordinanza di rimessione apre la questione: non significa che la norma sia già incostituzionale.

La sentenza della Corte costituzionale dà invece la risposta alla questione sottoposta alla Consulta.

Ed è esattamente ciò che vediamo nella Gazzetta del 30 settembre: due questioni hanno già ricevuto una risposta dalla Corte, mentre per gli altri grandi dossier il giudizio costituzionale deve ancora svolgersi.

Cosa cambia davvero per i cittadini

Per il cittadino comune la novità immediatamente più chiara riguarda lo stalking: la sentenza conferma la speciale esclusione degli atti persecutori dal meccanismo dell'estinzione per condotte riparatorie.

Gli altri dossier devono invece essere seguiti nel tempo.

Il payback potrebbe avere conseguenze importanti per il rapporto tra industria farmaceutica e finanziamento della sanità.

La questione ICI potrebbe interessare proprietari coinvolti in particolari vicende di occupazione illegittima della pubblica amministrazione.

Le ordinanze sulle acque pubbliche potrebbero aprire una riflessione più ampia sulle garanzie processuali offerte a chi contesta determinati provvedimenti amministrativi.

Questa è quindi una Gazzetta da leggere su due piani: una parte ci dice cosa ha già deciso la Corte; l'altra anticipa alcune delle questioni sulle quali la Corte sarà chiamata a decidere.

FAQ – Domande frequenti

Qual è la novità più immediata della Gazzetta del 30 settembre 2026?

La sentenza n. 154 sullo stalking. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione contro l'esclusione degli atti persecutori dall'estinzione per condotte riparatorie.

Il payback farmaceutico è stato dichiarato incostituzionale?

No. Quattro ordinanze del TAR Lazio hanno portato la questione davanti alla Corte costituzionale. La Consulta deve ancora pronunciarsi.

Chi paga il 50% dello sforamento farmaceutico contestato nelle ordinanze?

La disciplina sottoposta al giudizio costituzionale pone sulle aziende farmaceutiche una quota pari al 50% del superamento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti.

Chi ha un terreno occupato illegittimamente dalla PA smette automaticamente di pagare l'ICI?

No. La Gazzetta pubblica un'ordinanza della Cassazione che solleva una questione costituzionale. Non è ancora una sentenza che introduce una nuova esenzione generale.

La Corte ha modificato la composizione del Comitato tecnico faunistico-venatorio?

No. La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni di costituzionalità sottoposte dal Consiglio di Stato.

È stato introdotto il doppio grado di giudizio nelle controversie sulle acque pubbliche?

No. Il problema è stato sottoposto alla Corte costituzionale, che dovrà pronunciarsi.

Un'ordinanza pubblicata nella Gazzetta significa che una legge è incostituzionale?

No. Significa che un giudice ha sottoposto alla Corte una questione di legittimità costituzionale. Sarà la Consulta a decidere se la disposizione contestata è o meno compatibile con la Costituzione.

Paragone semplice per capire questa Gazzetta

Immaginiamo la Corte costituzionale come un laboratorio nel quale vengono controllate le leggi.

In questo numero della Gazzetta troviamo alcuni prodotti che hanno già terminato il controllo e altri che sono appena entrati nel laboratorio.

Per stalking e Comitato faunistico-venatorio abbiamo già il risultato del controllo: ci sono le sentenze.

Per payback farmaceutico, ICI e giustizia sulle acque abbiamo invece le richieste di controllo: ci sono le ordinanze con cui i giudici hanno sottoposto le questioni alla Consulta.

La differenza è fondamentale.

Essere arrivati davanti alla Corte costituzionale non significa essere già stati dichiarati incostituzionali.

Ed è proprio questa distinzione che permette di leggere correttamente le novità della Gazzetta senza trasformare un dubbio del giudice in una nuova legge o in una decisione che ancora non esiste.

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