Maltempo Piemonte 2026, aiuti agricoltura: i 14 Comuni di Torino, Alessandria, Asti e Cuneo interessati

Serie Generale N. 0 25/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 25/09/2026 21:26
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Venti impetuosi, grandinate e piogge alluvionali hanno colpito diverse aree agricole del Piemonte tra giugno e luglio 2026. Ora arriva il riconoscimento ufficiale dello Stato per alcuni dei territori danneggiati.

Con il decreto del 15 settembre 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha dichiarato il carattere di eccezionalità di determinati eventi calamitosi verificatisi nella Città metropolitana di Torino e nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Il passaggio è importante perché nei territori espressamente individuati dal decreto possono trovare applicazione specifiche misure del Fondo di solidarietà nazionale previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102.

Attenzione, però: il provvedimento non stabilisce un indennizzo automatico per qualsiasi agricoltore piemontese che abbia subito danni. Individua precisi eventi, date, territori e categorie di intervento.

Perché è stato emanato il decreto

Alla base del provvedimento c'è una richiesta della Regione Piemonte.

La Regione ha approvato con deliberazione n. 20-3004 del 31 agosto 2026 la proposta di riconoscimento degli eventi calamitosi, chiedendo l'applicazione nei territori danneggiati delle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale.

Secondo quanto riportato nel decreto ministeriale, la Regione ha effettuato gli accertamenti necessari e ha verificato che gli eventi indicati nella richiesta avevano assunto il carattere di eccezionalità previsto dalla normativa.

In parole semplici, non basta che si verifichi un temporale particolarmente violento perché scattino automaticamente gli interventi del Fondo.

Occorre un procedimento amministrativo attraverso il quale vengono accertati l'evento, i danni e i territori coinvolti e viene formalmente riconosciuta l'eccezionalità dell'evento.

Quali eventi sono stati riconosciuti

Il decreto individua cinque gruppi di eventi meteorologici:

Città metropolitana di Torino: venti impetuosi del 28 e 29 giugno 2026.

Provincia di Alessandria: venti impetuosi del 2 e 10 giugno e del 10, 11 e 15 luglio 2026.

Provincia di Alessandria: piogge alluvionali del 29 giugno 2026.

Provincia di Asti: grandinate dell'11 luglio 2026.

Provincia di Cuneo: grandinate del 2 giugno e dell'11 luglio 2026.

Il riconoscimento, quindi, non riguarda genericamente tutto il maltempo che si è verificato in Piemonte durante l'estate, ma gli eventi espressamente indicati dal decreto.

Torino: riconosciuti i danni causati dai venti impetuosi

Per la Città metropolitana di Torino, l'evento riconosciuto è rappresentato dai venti impetuosi verificatisi il 28 e 29 giugno 2026.

I Comuni inseriti nel decreto sono:

Brandizzo

Villafranca Piemonte

Per questi territori il decreto richiama le provvidenze previste dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 102/2004.

Il provvedimento ministeriale riguarda i danni alle strutture aziendali agricole.

Questo significa che il riconoscimento non deve essere interpretato come un generico risarcimento per tutti i danni causati dal maltempo all'interno dei due Comuni.

La delimitazione ministeriale è specificamente collegata al settore agricolo e alla tipologia di danno indicata.

Alessandria: diversi episodi di vento tra giugno e luglio

Più articolata è la situazione della provincia di Alessandria.

Il decreto riconosce come eccezionali i venti impetuosi del 2 e 10 giugno e del 10, 11 e 15 luglio 2026.

Per questa tipologia di evento vengono individuati cinque Comuni:

Bosco Marengo

Casal Cermelli

Castellazzo Bormida

Cereseto

Conzano

Anche in questo caso vengono richiamate le provvidenze previste dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 102/2004.

Il dato interessante è che il decreto riunisce più episodi meteorologici verificatisi nell'arco di diverse settimane.

Non si parla quindi di un'unica giornata di maltempo, ma di una serie di eventi riconosciuti ufficialmente ai fini dell'attivazione delle specifiche misure previste dalla normativa agricola.

Trisobbio: riconosciute le piogge alluvionali del 29 giugno

Sempre nella provincia di Alessandria compare un secondo evento, ma con una diversa tipologia di intervento.

Si tratta delle piogge alluvionali del 29 giugno 2026.

Il territorio individuato è quello del Comune di:

Trisobbio

In questo caso il decreto richiama le provvidenze dell'articolo 5, comma 6, del decreto legislativo n. 102/2004.

La distinzione è importante.

Nel decreto, infatti, il comma 3 viene associato ai danni alle strutture aziendali, mentre il comma 6 riguarda le infrastrutture connesse all'attività agricola.

Perciò Trisobbio si trova in una posizione diversa rispetto agli altri Comuni alessandrini elencati per i danni causati dal vento.

Asti: Dusino San Michele tra i territori riconosciuti

Per la provincia di Asti il decreto riguarda le grandinate dell'11 luglio 2026.

Il territorio agricolo individuato è quello del Comune di:

Dusino San Michele

Anche in questo caso vengono richiamate le provvidenze previste dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 102/2004.

Il riconoscimento è quindi circoscritto a questo Comune e all'evento espressamente indicato nel provvedimento.

Cuneo: cinque Comuni interessati dalle grandinate

Per la provincia di Cuneo vengono riconosciute le grandinate del 2 giugno e dell'11 luglio 2026.

I Comuni indicati sono:

Belvedere Langhe

Bonvicino

Centallo

Farigliano

Fossano

Anche per questi territori il decreto richiama le provvidenze dell'articolo 5, comma 3.

Si tratta dunque, secondo la classificazione riportata dal provvedimento, di interventi collegati ai danni provocati alle strutture aziendali agricole.

La mappa completa dei territori interessati

Riassumendo, il decreto ministeriale individua complessivamente 13 Comuni piemontesi.

Nella Città metropolitana di Torino:

Brandizzo e Villafranca Piemonte.

Nella provincia di Alessandria:

Bosco Marengo, Casal Cermelli, Castellazzo Bormida, Cereseto, Conzano e Trisobbio.

Nella provincia di Asti:

Dusino San Michele.

Nella provincia di Cuneo:

Belvedere Langhe, Bonvicino, Centallo, Farigliano e Fossano.

Non tutti, però, rientrano nella stessa categoria di intervento.

Per Brandizzo, Villafranca Piemonte, Bosco Marengo, Casal Cermelli, Castellazzo Bormida, Cereseto, Conzano, Dusino San Michele, Belvedere Langhe, Bonvicino, Centallo, Farigliano e Fossano il decreto richiama l'articolo 5, comma 3.

Per Trisobbio viene invece richiamato l'articolo 5, comma 6.

Che cos'è il Fondo di solidarietà nazionale

Il Fondo di solidarietà nazionale è lo strumento previsto dalla legislazione per sostenere, nelle condizioni stabilite dalla normativa, le imprese agricole danneggiate da calamità naturali ed eventi climatici avversi.

Il decreto piemontese richiama espressamente il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102.

In particolare, ricorda che gli articoli 5, 6, 7 e 8 disciplinano gli interventi di soccorso e compensazione dei danni nelle aree e per i rischi non assicurabili attraverso polizze agevolate assistite dal contributo dello Stato.

La procedura parte dalla Regione interessata.

È poi il Ministero a dichiarare il carattere eccezionale dell'evento, individuare i territori danneggiati e le provvidenze applicabili.

Cosa significa “carattere di eccezionalità”

È uno dei termini burocratici più importanti del decreto.

La declaratoria del carattere di eccezionalità è il riconoscimento formale, previsto dalla normativa, che consente di attivare il sistema degli interventi compensativi nelle aree individuate.

Non significa semplicemente dire che “il temporale è stato molto forte”.

Significa che, dopo gli accertamenti effettuati e la richiesta regionale, l'evento viene formalmente riconosciuto ai fini dell'applicazione della disciplina del Fondo di solidarietà nazionale.

Nel caso del Piemonte, il decreto precisa che la Regione ha effettuato gli accertamenti necessari e ha verificato il carattere eccezionale degli eventi secondo l'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 102/2004.

Cosa significa “provvidenze”

Nel linguaggio giuridico il termine provvidenze indica le forme di intervento o sostegno previste dalla normativa.

È importante non tradurre automaticamente questa parola con “rimborso immediato”.

Il decreto del 15 settembre dichiara l'eccezionalità degli eventi, delimita i territori e individua le specifiche disposizioni del decreto legislativo n. 102/2004 che possono trovare applicazione.

Non stabilisce invece nel suo articolo 1 che ogni azienda agricola dei Comuni elencati riceverà automaticamente una determinata somma.

Strutture aziendali e infrastrutture agricole: la differenza

Questa distinzione è fondamentale per comprendere il provvedimento.

Le strutture aziendali sono quelle legate direttamente alla singola impresa agricola e alla sua attività.

Le infrastrutture connesse all'attività agricola, invece, costituiscono una categoria distinta prevista dalla normativa.

Nel decreto piemontese questa differenza si vede chiaramente.

Per quasi tutti i territori viene richiamato l'articolo 5, comma 3.

Per Trisobbio, colpito dalle piogge alluvionali del 29 giugno, viene invece richiamato il comma 6.

Chi deve prestare particolare attenzione al decreto

Il provvedimento interessa soprattutto le imprese agricole che hanno strutture nei territori espressamente delimitati e che hanno subito danni riconducibili agli eventi indicati.

Un agricoltore di Fossano, per esempio, dovrà verificare la propria posizione in relazione alle grandinate del 2 giugno o dell'11 luglio e alla tipologia di danno ammessa.

Un'azienda agricola di Bosco Marengo dovrà invece fare riferimento agli episodi di vento indicati dal decreto.

Per Trisobbio, il decreto riguarda specificamente le piogge alluvionali del 29 giugno e richiama la categoria delle infrastrutture connesse all'attività agricola.

Essere nello stesso territorio provinciale non basta

Un aspetto da chiarire riguarda la delimitazione geografica.

Il decreto non inserisce automaticamente tutte le aziende delle province di Torino, Alessandria, Asti e Cuneo.

Individua specificamente i territori agricoli interessati.

Per esempio, per Asti viene indicato Dusino San Michele. Questo non permette di estendere automaticamente il riconoscimento agli altri Comuni della provincia.

Allo stesso modo, nella Città metropolitana di Torino il provvedimento cita Brandizzo e Villafranca Piemonte, non l'intero territorio metropolitano.

Il riconoscimento non equivale a un pagamento automatico

È probabilmente il punto più importante per chi legge il decreto in cerca di informazioni su eventuali ristori.

La pubblicazione della declaratoria consente alle specifiche misure previste dalla normativa di trovare applicazione nei territori delimitati.

Non equivale, da sola, all'accredito automatico di un contributo sul conto corrente di ogni azienda agricola presente nel Comune.

La singola impresa dovrà quindi verificare i successivi adempimenti applicabili alla propria situazione e la corrispondenza tra danno subito, territorio, evento riconosciuto e misura prevista.

Un esempio pratico

Immaginiamo due aziende agricole situate nella stessa provincia.

La prima si trova a Fossano e ha subito danni alle strutture durante una delle grandinate indicate nel decreto.

La seconda si trova in un altro Comune della provincia di Cuneo che non compare nell'elenco ministeriale.

Il fatto che entrambe siano nella provincia di Cuneo non significa che si trovino automaticamente nella stessa situazione rispetto a questa specifica declaratoria.

Il decreto delimita infatti i territori interessati e per Cuneo indica espressamente Belvedere Langhe, Bonvicino, Centallo, Farigliano e Fossano.

FAQ – Domande frequenti

Quali province piemontesi sono coinvolte?

Il decreto riguarda la Città metropolitana di Torino e le province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Quali Comuni della Città metropolitana di Torino sono compresi?

Brandizzo e Villafranca Piemonte, in relazione ai venti impetuosi del 28 e 29 giugno 2026.

Quali Comuni sono interessati in provincia di Alessandria?

Bosco Marengo, Casal Cermelli, Castellazzo Bormida, Cereseto e Conzano per i venti impetuosi indicati nel decreto. Trisobbio è invece interessato per le piogge alluvionali del 29 giugno 2026.

Quale Comune è interessato in provincia di Asti?

Dusino San Michele, per le grandinate dell'11 luglio 2026.

Quali Comuni sono interessati in provincia di Cuneo?

Belvedere Langhe, Bonvicino, Centallo, Farigliano e Fossano, per le grandinate del 2 giugno e dell'11 luglio 2026.

Il decreto riguarda tutte le aziende agricole piemontesi colpite dal maltempo?

No. Il provvedimento delimita specificamente gli eventi e i territori nei quali possono trovare applicazione le misure previste dal decreto legislativo n. 102/2004.

Chi vive in uno dei Comuni indicati riceverà automaticamente un contributo?

No. Il riconoscimento dell'eccezionalità dell'evento non equivale a un pagamento automatico a tutti i residenti o a tutte le imprese del Comune.

Il provvedimento riguarda anche abitazioni private e automobili danneggiate dalla grandine?

Il decreto analizzato riguarda il sistema del Fondo di solidarietà nazionale per il settore agricolo e specificamente i danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture connesse all'attività agricola. Non costituisce una declaratoria generale di rimborso per abitazioni e automobili private.

Perché Trisobbio è diverso dagli altri Comuni?

Per Trisobbio il decreto richiama l'articolo 5, comma 6, in relazione alle piogge alluvionali del 29 giugno e alle infrastrutture connesse all'attività agricola. Per gli altri Comuni elencati viene invece richiamato il comma 3 per le strutture aziendali.

Paragone semplice per capire il decreto

Pensiamo a una forte grandinata che attraversa una provincia composta da decine di Comuni.

Non basta sapere che “ha grandinato nel Cuneese”.

Per attivare questo specifico meccanismo pubblico è come se fosse necessario disegnare una mappa ufficiale: bisogna indicare quale evento è stato riconosciuto, quando è accaduto, quali territori rientrano nella delimitazione e quale categoria di intervento può essere applicata.

Il decreto del 15 settembre fa proprio questo.

Per esempio, non scrive genericamente “provincia di Cuneo”, ma individua Belvedere Langhe, Bonvicino, Centallo, Farigliano e Fossano.

La declaratoria, quindi, può essere vista come la chiave che apre l'accesso al procedimento previsto dal Fondo di solidarietà nazionale, ma non come un assegno già intestato automaticamente a ogni agricoltore del territorio.

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