L’Università di Padova apre una consistente tornata di procedure per il reclutamento accademico.
Nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale “Concorsi ed Esami” n. 73 del 22 settembre 2026 è stato pubblicato un avviso che riguarda complessivamente 37 posizioni, distribuite tra professori universitari e ricercatori.
Nel dettaglio, l’Ateneo ha avviato procedure per la chiamata di 17 professori di prima e seconda fascia e per l’assunzione di 20 ricercatori a tempo determinato in tenure track (RTT).
Le opportunità interessano numerosi gruppi scientifico-disciplinari e Dipartimenti: dall’agricoltura all’ingegneria, dalla medicina all’informatica, passando per diritto, sociologia, psicologia e altre aree della ricerca universitaria.
Ma cosa significano espressioni come prima fascia, seconda fascia e soprattutto tenure track?
Vediamo cosa prevede l’avviso e come orientarsi tra le diverse procedure.
La prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a un “concorsone” con una graduatoria unica.
L’avviso raccoglie diverse procedure selettive, ciascuna collegata a uno specifico gruppo scientifico-disciplinare, settore scientifico-disciplinare e Dipartimento.
Questo significa che chi vuole candidarsi deve individuare la procedura corrispondente al proprio percorso accademico e verificare il relativo bando integrale.
La Gazzetta rappresenta quindi la porta d’ingresso attraverso cui conoscere le selezioni, mentre i dettagli completi sui requisiti e sulla procedura devono essere verificati nei singoli bandi dell’Università.
Il primo grande blocco comprende 17 posizioni per professori di prima e seconda fascia.
La Gazzetta mostra che queste 17 posizioni sono ulteriormente suddivise.
Una prima procedura riguarda 4 professori di prima fascia, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, della legge n. 240 del 2010.
Un secondo gruppo comprende 5 professori di prima fascia, attraverso una distinta procedura richiamata nell’avviso.
Infine sono previste procedure per 8 professori di seconda fascia.
La somma è quindi:
4 + 5 + 8 = 17 posti per professori universitari.
Nel linguaggio universitario italiano il professore di prima fascia corrisponde alla figura comunemente indicata come professore ordinario.
È il livello più alto della carriera dei professori universitari.
Non si tratta quindi di un normale concorso pubblico aperto indistintamente a chi possiede una laurea.
Le procedure per professori universitari riguardano candidati che devono possedere i requisiti accademici previsti dalla normativa e dal singolo bando.
Per questo motivo chi è interessato deve controllare il testo integrale della specifica procedura e non basarsi soltanto sull’avviso sintetico pubblicato in Gazzetta.
Il professore di seconda fascia è invece quello comunemente chiamato professore associato.
Anche in questo caso parliamo di una posizione strutturata nella carriera universitaria e non di un concorso destinato genericamente a tutti i laureati.
Nella tornata dell’Università di Padova pubblicata il 22 settembre sono presenti 8 posizioni di seconda fascia.
La Gazzetta permette di vedere quanto siano diverse tra loro le discipline interessate.
Nel primo gruppo di quattro posti da professore di prima fascia troviamo:
Economia agraria, alimentare ed estimo rurale, presso il Dipartimento di territorio e sistemi agro-forestali – TESAF;
Principi di ingegneria chimica, presso il Dipartimento di ingegneria industriale – DII;
Sociologia dei processi culturali e comunicativi, presso il Dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata – FISPPA;
Ginecologia e ostetricia, presso il Dipartimento di salute della donna e del bambino – SDB.
Si capisce già da questi primi quattro esempi che la selezione attraversa aree scientifiche completamente differenti.
Un’altra procedura mette a disposizione 5 ulteriori posti di prima fascia.
Tra gli ambiti riportati dalla Gazzetta figurano:
Diritto penale, presso il Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali – SPGI;
Ricerca operativa, presso il Dipartimento di ingegneria dell’informazione – DEI;
Scienze tecniche mediche e chirurgiche avanzate, presso il Dipartimento di medicina – DIMED;
Medicina del lavoro, presso il Dipartimento di scienze cardio-toraco-vascolari e sanità pubblica – DCTV;
Psicologia generale, presso il Dipartimento di psicologia generale – DPG.
Complessivamente, quindi, i posti di prima fascia individuabili nelle procedure pubblicate sono 9.
A questi si aggiungono 8 procedure per professori di seconda fascia.
Anche qui gli ambiti sono differenti.
Tra quelli riportati nell’avviso compaiono, per esempio, Pedologia, collegata al Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente – DAFNAE; Scienza e tecnologia dei materiali, presso il Dipartimento di tecnica e gestione dei sistemi industriali – DTG; e Informatica, presso il Dipartimento di matematica “Tullio Levi-Civita”.
Per conoscere nel dettaglio tutti i requisiti, i criteri di valutazione e la documentazione richiesta bisogna però consultare i bandi integrali delle singole procedure.
Accanto ai 17 posti per professori troviamo 20 posti per ricercatori a tempo determinato in tenure track, indicati normalmente con la sigla RTT.
È probabilmente l’espressione più tecnica dell’intero avviso.
Vediamo quindi cosa significa.
RTT significa ricercatore a tempo determinato in tenure track.
La Gazzetta richiama per queste procedure l’articolo 24 della legge n. 240 del 2010, come modificato dalla legge n. 79 del 2022.
In termini semplici, si tratta di una figura della carriera universitaria dedicata alla ricerca e alla didattica, regolata dalla normativa universitaria.
La parola inglese tenure track può essere tradotta, in modo molto semplificato, come un “percorso verso una posizione stabile”.
Attenzione però: non significa che l’assunzione a tempo indeterminato sia automatica.
Il percorso e l’eventuale successivo avanzamento dipendono dalle condizioni previste dalla normativa e dalle relative procedure accademiche.
Come accade per i professori, anche i 20 posti da ricercatore non appartengono a un’unica graduatoria.
Sono distribuiti tra diversi GSD, SSD e Dipartimenti.
Queste due sigle compaiono continuamente negli avvisi universitari.
GSD significa Gruppo scientifico-disciplinare.
SSD significa Settore scientifico-disciplinare.
Possiamo immaginare il GSD come una grande “famiglia” scientifica e il SSD come una specializzazione più precisa all’interno di quella famiglia.
Per un candidato è un’informazione fondamentale, perché identifica l’area scientifica alla quale appartiene la posizione.
L’avviso contiene anche procedure RTT con condizioni specifiche.
La Gazzetta, per esempio, riporta una procedura per 3 ricercatori a tempo determinato in tenure track riservata a ricercatori di tipo a) con contratto in scadenza nel 2026.
I tre ambiti indicati per questa procedura sono:
Zoologia, presso il Dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione – BCA;
Neurochirurgia, presso il Dipartimento di neuroscienze – DNS;
Chirurgia toracica, presso il Dipartimento di scienze cardio-toraco-vascolari e sanità pubblica – DCTV.
Questo esempio è importante perché dimostra perché non bisogna leggere “20 posti RTT” come se fossero venti posizioni indistintamente accessibili a qualsiasi aspirante ricercatore.
Ogni procedura può avere condizioni specifiche.
Per chi non lavora nel mondo universitario, le denominazioni possono sembrare complicate.
Possiamo semplificarle così.
Il professore di prima fascia è il professore ordinario.
Il professore di seconda fascia è il professore associato.
Il ricercatore RTT è invece un ricercatore a tempo determinato inserito in un percorso tenure track, disciplinato dalla normativa universitaria.
Sono quindi tre posizioni differenti all’interno della carriera accademica.
La Gazzetta stabilisce che la domanda di partecipazione alle procedure dell’Università di Padova deve essere presentata esclusivamente con procedura telematica.
Non basta quindi inviare liberamente curriculum e pubblicazioni all’Università.
È necessario seguire la procedura indicata nel relativo bando.
Il termine previsto nell’avviso è di 30 giorni.
Più precisamente, la domanda deve essere presentata entro le ore 13:00, ora italiana, del trentesimo giorno decorrente dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale “Concorsi ed esami”.
L’avviso è stato pubblicato il 22 settembre 2026.
Chi è interessato deve quindi calcolare il termine secondo questa regola e, soprattutto, verificare il singolo bando prima dell’invio.
La Gazzetta precisa che i testi integrali dei bandi sono disponibili attraverso la sezione dell’Università di Padova dedicata alle procedure per il personale docente.
L’avviso delle procedure viene inoltre pubblicizzato attraverso i canali istituzionali nazionali ed europei indicati nella Gazzetta.
È un passaggio importante perché l’avviso pubblicato sulla Gazzetta non sostituisce il bando integrale.
È nel singolo bando che il candidato deve verificare requisiti, documentazione, eventuali condizioni particolari e modalità esatte di partecipazione.
Questo punto merita di essere sottolineato.
Quando leggiamo “37 posti all’Università di Padova” potremmo pensare a un grande concorso rivolto ai laureati.
Non è così.
Si tratta di procedure di reclutamento accademico altamente specializzate.
Ogni posizione è collegata a uno specifico settore scientifico e i requisiti devono essere verificati nel relativo bando.
Per alcune procedure, inoltre, la stessa Gazzetta evidenzia condizioni particolari o riserve.
La dimensione della tornata è significativa.
Mettere insieme 17 posizioni da professore e 20 da ricercatore RTT significa coinvolgere contemporaneamente numerosi Dipartimenti dell’Ateneo.
Le discipline citate nella Gazzetta mostrano una forte varietà: agricoltura, ingegneria, sociologia, medicina, diritto, matematica, psicologia, informatica, biologia e altre aree.
Per chi lavora già nel sistema universitario e della ricerca, questo numero della Gazzetta rappresenta quindi una pubblicazione da esaminare con attenzione.
Quanti posti ha pubblicato l’Università di Padova?
L’avviso riguarda complessivamente 37 posizioni: 17 per professori di prima e seconda fascia e 20 per ricercatori a tempo determinato in tenure track.
I 37 posti appartengono a un unico concorso?
No. Si tratta di diverse procedure selettive riferite a gruppi scientifico-disciplinari, settori scientifico-disciplinari e Dipartimenti differenti.
Quanti sono i posti per professori di prima fascia?
Dalle procedure riportate nell’avviso risultano complessivamente 9 posizioni di prima fascia, suddivise in un gruppo di quattro e uno di cinque.
Quanti sono i posti per professori di seconda fascia?
Sono 8.
Che cosa significa professore di prima fascia?
È la posizione comunemente definita professore ordinario.
Che cosa significa professore di seconda fascia?
È la posizione comunemente definita professore associato.
Cosa significa RTT?
RTT indica il ricercatore a tempo determinato in tenure track, figura disciplinata dall’articolo 24 della legge n. 240/2010 e successive modifiche richiamate nell’avviso.
Tenure track significa posto fisso automatico?
No. Il termine descrive un percorso accademico regolato dalla normativa. Non va interpretato come una trasformazione automatica del contratto in un posto stabile.
Tutti possono partecipare ai 20 posti RTT?
Non necessariamente. Ogni procedura ha propri requisiti e alcune possono essere riservate. La Gazzetta, per esempio, indica tre posti RTT riservati a ricercatori di tipo a) con contratto in scadenza nel 2026.
Come viene presentata la candidatura?
La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso procedura telematica, seguendo quanto previsto dal relativo bando.
Quando scadono le candidature?
L’avviso stabilisce il termine perentorio delle ore 13:00 del trentesimo giorno decorrente dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Dove bisogna verificare i requisiti?
Nel bando integrale della singola procedura. La Gazzetta rimanda alla sezione dell’Università di Padova dedicata alle procedure per il personale docente.
Immaginiamo l’Università di Padova come una grande città della ricerca formata da molti quartieri.
Un quartiere è Medicina, un altro Ingegneria, un altro ancora Psicologia, Diritto, Agraria o Informatica.
L’Università non sta cercando semplicemente “37 persone”.
È come se 37 uffici diversi aprissero contemporaneamente una posizione, ciascuno cercando uno specialista con caratteristiche precise.
Un Dipartimento può cercare un professore ordinario di Ginecologia, un altro uno specialista di Diritto penale, un altro ancora un ricercatore in Zoologia.
Per questo leggere soltanto il numero “37” non basta.
Il candidato deve prima trovare la porta corrispondente alla propria disciplina e poi leggere attentamente il relativo bando.
È questa la chiave per interpretare correttamente la maxi tornata di selezioni dell’Università di Padova.
Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.