Serie Europea n.74 del 21/09/2026

Unione Europea N. 74 21/09/2026 Pubblicato il 21/09/2026 21:47
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La Gazzetta Ufficiale n. 74 del 21 settembre 2026, 2ª Serie speciale – Unione Europea, raccoglie numerosi provvedimenti europei. Due interventi hanno una portata particolarmente ampia: il nuovo regolamento sull’economia circolare dei veicoli e il cosiddetto Omnibus digitale sull’intelligenza artificiale. Accanto a questi troviamo novità su IVA e frodi transfrontaliere, emissioni, importazioni, antidumping, prodotti biologici, metano nel settore energetico e altre materie.

Automobili: l’Europa cambia le regole dalla progettazione alla rottamazione

Il Regolamento (UE) 2026/1738 introduce un nuovo quadro per seguire l'automobile lungo tutto il suo ciclo di vita: progettazione, produzione, utilizzo, riparazione, riutilizzo dei componenti, riciclaggio e gestione finale del veicolo.

L'obiettivo è evitare che un'automobile venga considerata semplicemente un rifiuto da demolire. L'auto viene vista sempre più come una sorta di "magazzino" di acciaio, plastica, alluminio, componenti elettronici e altre materie che possono essere recuperate.

Il regolamento sostituisce le precedenti direttive europee 2000/53/CE e 2005/64/CE e costruisce un quadro normativo unitario.

Economia circolare significa proprio questo: invece del modello "produco, utilizzo e butto", materiali e componenti devono rimanere il più possibile all'interno del ciclo produttivo.

Per i nuovi veicoli rimane inoltre l'obiettivo progettuale di almeno l'85% della massa riutilizzabile o riciclabile e almeno il 95% riutilizzabile o recuperabile.

Arriva una quota obbligatoria di plastica riciclata nelle nuove auto

Una delle novità più concrete riguarda la plastica.

Per ciascun nuovo tipo di veicolo interessato omologato dal 1° settembre 2032, almeno il 15% in peso della plastica dovrà provenire da rifiuti plastici post-consumo.

Dal 1° settembre 2036, la percentuale salirà almeno al 25%.

Non basta, però, utilizzare genericamente plastica riciclata: almeno il 20% dell'obiettivo previsto dovrà essere raggiunto attraverso plastica proveniente da veicoli fuori uso oppure da parti e componenti smontati dai veicoli durante il loro utilizzo.

È un passaggio importante perché crea un collegamento diretto tra le automobili che arrivano alla fine della loro vita e quelle che entreranno successivamente sul mercato.

Pensiamo a una bottiglia di vetro restituita e trasformata in una nuova bottiglia. L'idea europea è applicare progressivamente una logica simile all'automobile: parte dei materiali recuperati dalle vecchie vetture deve poter tornare nella produzione.

Non tutte le regole partono immediatamente

Il regolamento sui veicoli entra in vigore secondo le modalità indicate dal testo europeo, ma la sua applicazione generale è fissata al 1° settembre 2028.

Alcune disposizioni hanno però date differenti e una parte degli obblighi preparatori è già applicabile nel 2026. Altre disposizioni scatteranno negli anni successivi.

È quindi importante non interpretare la pubblicazione della norma come se tutte le nuove prescrizioni diventassero immediatamente obbligatorie per automobilisti e produttori.

Quando un'automobile diventa davvero un "veicolo fuori uso"?

Un'altra questione molto interessante riguarda la distinzione tra automobile riparabile e automobile destinata definitivamente alla demolizione.

Il regolamento introduce criteri specifici.

L'Allegato I stabilisce innanzitutto criteri per verificare la non riparabilità del mezzo. Se ricorrono determinate condizioni, il veicolo viene considerato fuori uso.

Negli altri casi può essere necessaria una valutazione tecnica delle riparazioni necessarie per consentire al mezzo di ottenere nuovamente un certificato di revisione. Sulla base della valutazione, il proprietario può decidere se riparare o dismettere il veicolo.

La distinzione è importante anche per contrastare demolizioni irregolari ed esportazioni di automobili che formalmente vengono dichiarate "usate", ma che nella sostanza sono ormai rifiuti.

Intelligenza artificiale: l'Europa corregge il calendario dell'AI Act

Il secondo grande intervento contenuto nella Gazzetta è il Regolamento (UE) 2026/1744, definito Omnibus digitale sull'IA.

Il provvedimento interviene sul Regolamento (UE) 2024/1689, cioè l'AI Act europeo.

L'AI Act stabilisce regole armonizzate per l'intelligenza artificiale con l'obiettivo di favorire un'IA affidabile e antropocentrica e, nello stesso tempo, tutelare salute, sicurezza e diritti fondamentali.

Il nuovo regolamento nasce anche dalle difficoltà incontrate nell'attuazione delle regole, compresi i ritardi nella preparazione degli standard tecnici e dei sistemi nazionali di governance e valutazione della conformità.

Sistemi IA ad alto rischio: nuove date

Una delle modifiche più rilevanti riguarda proprio le scadenze.

Per determinati sistemi di IA classificati come ad alto rischio, l'applicazione degli obblighi viene spostata.

Il documento indica il:

2 dicembre 2027 per i sistemi ad alto rischio classificati ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, e dell'Allegato III;

2 agosto 2028 per quelli classificati ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, e dell'Allegato I.

La ragione indicata dal legislatore europeo è concedere il tempo necessario per predisporre norme, specifiche comuni, orientamenti e strutture amministrative indispensabili all'applicazione uniforme delle disposizioni.

IA: cosa significa per le piccole imprese

Il provvedimento presta attenzione anche alle PMI e alle piccole imprese a media capitalizzazione.

Il principio è quello della proporzionalità: gli adempimenti amministrativi non dovrebbero gravare nello stesso modo su una piccola realtà e su una grande organizzazione internazionale, pur mantenendo gli obiettivi di tutela stabiliti dalla normativa europea.

Il regolamento estende quindi alcune misure previste per gli operatori più piccoli anche alle piccole imprese a media capitalizzazione.

Formazione sull'intelligenza artificiale

Cambia anche l'approccio alla cosiddetta alfabetizzazione in materia di IA.

Con questa espressione si intendono, in termini semplici, le conoscenze necessarie affinché chi utilizza un sistema di intelligenza artificiale ne comprenda almeno funzionamento, limiti e possibili rischi.

Fornitori e utilizzatori professionali dei sistemi dovranno adottare misure a sostegno dello sviluppo delle competenze del personale e delle altre persone che utilizzano sistemi IA per loro conto.

Commissione europea e Stati membri sono chiamati a sostenere questi sforzi anche attraverso formazione, materiale informativo e condivisione delle buone pratiche.

Più spazio alla sperimentazione dell'IA

Il regolamento rafforza anche gli spazi di sperimentazione normativa, spesso chiamati regulatory sandbox.

Sono ambienti controllati nei quali aziende, sviluppatori e autorità possono sperimentare determinati sistemi di IA verificandone concretamente la conformità.

Viene prevista anche la possibilità per l'Ufficio europeo per l'intelligenza artificiale di istituire uno spazio di sperimentazione a livello dell'Unione per determinate categorie di sistemi.

Un paragone può aiutare: è qualcosa di simile a una pista di prova per automobili. Prima di mettere un nuovo modello sulle strade aperte al traffico, lo si prova in un ambiente controllato. Con le sandbox, un principio analogo viene applicato ad alcuni sistemi di IA.

Frodi IVA: più strumenti per Procura europea e OLAF

Un altro intervento significativo è il Regolamento (UE) 2026/1743.

La norma riguarda la cooperazione amministrativa contro le frodi IVA e introduce l'accesso della Procura europea (EPPO) e dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) a determinate informazioni sull'IVA disponibili a livello europeo.

Le frodi IVA transfrontaliere possono coinvolgere contemporaneamente diversi Paesi. Il problema evidenziato dalla normativa è che le informazioni provenienti separatamente dai singoli Stati possono non fornire rapidamente una visione completa del fenomeno.

L'accesso riguarda, tra l'altro, informazioni sui numeri di identificazione IVA, operazioni intracomunitarie, determinate importazioni esenti e informazioni sui pagamenti presenti nel sistema CESOP.

L'accesso ai dati non sarà indiscriminato: il testo prevede specifiche limitazioni e garanzie per la protezione dei dati personali.

Il regolamento si applicherà generalmente dal 17 agosto 2027, mentre una specifica disposizione entrerà in applicazione dal 1° luglio 2030.

Emissioni: raccolta dei dati reali dei veicoli pesanti

La Gazzetta contiene anche nuove modalità operative per la raccolta dei dati sulle emissioni reali di CO₂ dei veicoli pesanti.

Particolare attenzione viene dedicata alla gestione dei VIN, cioè i numeri identificativi dei veicoli.

Il regolamento stabilisce ruoli e tempi di conservazione dei dati e prevede specifici obblighi informativi nei confronti dei proprietari dei veicoli.

Dazi sulle importazioni dalla Cina: previsto anche un rimborso

Un provvedimento riguarda alcuni elementi di fissaggio in ferro o acciaio provenienti dalla Cina.

La Commissione ha rilevato che due codici TARIC collegati a merci spedite dalla Malaysia erano stati mantenuti erroneamente nella normativa e che dal 2022 erano stati riscossi dazi antidumping senza una valida base giuridica.

Il regolamento dispone quindi il rimborso dei dazi definitivi pagati relativamente alle importazioni interessate, secondo la normativa doganale applicabile.

Per alcune imprese importatrici questo può quindi produrre un effetto economico concreto.

Metano: nuovi obblighi per chi importa energia

Un'altra area importante riguarda petrolio, gas naturale e carbone importati nell'Unione.

Gli importatori devono comunicare informazioni sulle emissioni di metano associate ai Paesi e alle imprese esportatrici e indicare se tali emissioni vengono misurate, comunicate e ridotte.

Sono inoltre previsti obblighi riguardanti la dimostrazione dell'esistenza di sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni.

Per cittadini e famiglie l'effetto è soprattutto indiretto: le regole riguardano principalmente imprese energetiche e importatori, ma fanno parte della strategia europea per ridurre l'impatto climatico dell'energia consumata nell'UE.

Quote di emissione 2026-2030

Sul fronte ETS, la Commissione ha determinato il fattore di correzione transettoriale relativo all'assegnazione gratuita delle quote di emissione.

Per il periodo 2026-2030 il fattore viene fissato al 100%.

Si tratta di una materia molto tecnica che interessa soprattutto gli impianti industriali sottoposti al sistema europeo di scambio delle quote di emissione.

Impatto sui cittadini

Per il cittadino comune, gli effetti più visibili di questa Gazzetta non arriveranno tutti domani mattina.

Molte norme costruiscono infatti il mercato europeo dei prossimi anni.

Chi acquisterà un'automobile potrà trovarsi davanti a veicoli progettati maggiormente per essere smontati, riparati e riciclati. Le materie recuperate dalle vecchie automobili avranno un ruolo crescente nella produzione di quelle nuove.

Chi lavora in un'impresa che utilizza intelligenza artificiale vedrà invece consolidarsi regole sulla formazione, sulla gestione dei sistemi e sulla valutazione dei rischi.

Le imprese dovranno seguire con particolare attenzione le diverse scadenze, perché pubblicazione, entrata in vigore e applicazione concreta di un obbligo non sono necessariamente la stessa cosa.

FAQ – Domande frequenti

Le nuove automobili dovranno essere costruite interamente con materiale riciclato?
No. Il regolamento stabilisce specifiche percentuali e obiettivi. Per la plastica, ad esempio, si parte dal 15% per i nuovi tipi di veicoli omologati dal settembre 2032, arrivando al 25% dal settembre 2036.

Le nuove regole sulle automobili sono già tutte operative?
No. L'applicazione generale del Regolamento (UE) 2026/1738 è prevista dal 1° settembre 2028, ma numerose disposizioni hanno calendari specifici.

Un'automobile incidentata diventa automaticamente un rifiuto?
Non necessariamente. Il regolamento introduce criteri per stabilire quando un veicolo deve essere considerato fuori uso e contempla anche la valutazione della sua riparabilità.

L'Europa ha cancellato l'AI Act?
No. Il Regolamento 2026/1744 modifica e semplifica alcune modalità di attuazione e interviene sul calendario di determinate disposizioni dell'AI Act.

Quando scatteranno gli obblighi per alcuni sistemi IA ad alto rischio?
Il documento distingue diverse categorie: per quelle dell'Allegato III la data indicata è il 2 dicembre 2027; per quelle collegate all'Allegato I è il 2 agosto 2028.

Cambiano anche i controlli sulle frodi IVA?
Sì. EPPO e OLAF potranno accedere in maniera centralizzata a determinate informazioni europee sull'IVA, nel rispetto delle condizioni e delle garanzie previste dalla normativa.

Paragone semplice per capire le nuove norme

Immaginiamo l'Unione Europea come un grande condominio.

Fino ad oggi molte regole stabilivano soprattutto come utilizzare correttamente gli appartamenti. Le nuove norme cercano invece di controllare l'intero ciclo: come viene costruito l'edificio, quali materiali vengono utilizzati, come viene mantenuto e che cosa succede ai materiali quando viene ristrutturato o demolito.

Per le automobili significa progettare pensando già al giorno in cui dovranno essere smontate.

Per l'intelligenza artificiale significa invece non aspettare che un sistema venga utilizzato su larga scala per domandarsi se sia sicuro: regole, formazione, sperimentazione e controlli devono accompagnarne lo sviluppo.

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