Dagli incendi boschivi alle microplastiche nei fiumi e lungo le coste, passando per gli ecosistemi marini, la biogeochimica delle aree costiere e il monitoraggio dell’inquinamento dell’aria.
La Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2026 apre diverse opportunità per chi vuole lavorare nella ricerca scientifica.
Nel numero 71 della 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami” compaiono sei borse di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), distribuite tra Milano, Venezia, Trieste, Montelibretti e Bologna.
I temi sono molto diversi, ma diversi progetti hanno un filo conduttore evidente: comprendere meglio l’ambiente e costruire strumenti scientifici per affrontare problemi che interessano direttamente territori, ecosistemi e cittadini.
Gli avvisi riguardano quattro strutture del Consiglio nazionale delle ricerche:
CNR – Istituto di Geoscienze: una borsa da svolgere a Milano sul rischio degli incendi boschivi.
CNR – Istituto di Scienze Marine (ISMAR): tre borse, due a Venezia e una a Trieste, dedicate rispettivamente alla pianificazione dello spazio marittimo, alle microplastiche e alla biogeochimica delle aree costiere ed estuarine.
CNR – Istituto di Tecnologie e Intelligenza Ambientale (ITIAM): una borsa a Montelibretti, in provincia di Roma, sul monitoraggio degli inquinanti gassosi.
CNR – Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività (ISOF): una borsa della durata di dodici mesi presso l’area della ricerca di Bologna.
Per alcune selezioni la Gazzetta specifica anche i titoli di studio ammessi; per altre l’estratto rimanda al bando integrale.
La prima opportunità arriva dall’Istituto di Geoscienze del CNR.
La borsa deve essere utilizzata presso la sede di Milano del CNR-GEO, presso il Laboratorio Large, nell’ambito dei progetti SIRENE_NR+C e GEOSCIENCES_RISE.
L’area scientifica indicata è quella delle Scienze della terra e dell’ambiente.
La tematica è particolarmente concreta:
“Rischio incendio boschivo: dalla valutazione della suscettibilità di propagazione del fronte di fiamma alla quantificazione del danno. Strategie di gestione e mitigazione degli impatti”.
In altre parole, la ricerca non riguarda soltanto lo studio dell’incendio quando è già in corso.
L’obiettivo indicato nell’avviso comprende la valutazione della possibilità che il fronte delle fiamme si propaghi, la quantificazione dei danni e lo studio di strategie per gestire e ridurre gli impatti.
La suscettibilità di propagazione del fronte di fiamma può sembrare un’espressione molto tecnica.
Possiamo tradurla così: studiare quanto determinate condizioni possano favorire l’avanzamento di un incendio.
Immaginiamo due aree boschive.
Una presenta caratteristiche che rendono più difficile la propagazione del fuoco; l’altra, per le proprie condizioni, potrebbe invece consentire alle fiamme di avanzare più facilmente.
La ricerca scientifica cerca di costruire strumenti e conoscenze che consentano di valutare questi fenomeni e i possibili danni.
La selezione avviene per titoli e colloquio.
Il codice del bando è:
BR-01-GEO-MI-2026
La domanda deve essere trasmessa telematicamente attraverso la piattaforma Selezioni online CNR.
La Gazzetta stabilisce un termine di quindici giorni decorrenti dalla data di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale e sul sito del CNR.
Se il termine cade in un giorno festivo, viene prorogato al primo giorno non festivo immediatamente successivo.
Per conoscere i titoli di studio e gli ulteriori requisiti richiesti è necessario consultare il bando completo.
La seconda opportunità arriva dall’Istituto di Scienze Marine del CNR – ISMAR.
La sede è Venezia.
La borsa rientra nel progetto:
Knowledge Based MSP 2
e riguarda lo sviluppo e il consolidamento di metodi e conoscenze utili alla valutazione degli impatti delle attività umane sugli ecosistemi e ai processi di pianificazione dello spazio marittimo.
Sono indicate lauree magistrali in:
scienze del mare, pianificazione marina, ecologia marina, scienze ambientali o discipline affini.
Sono inoltre ammessi i titoli dichiarati equipollenti secondo la normativa vigente e, alle condizioni indicate dall’avviso, titoli conseguiti presso università straniere riconosciuti equivalenti.
La pianificazione dello spazio marittimo, indicata anche con l’espressione inglese Maritime Spatial Planning – MSP, riguarda l’organizzazione e la valutazione degli utilizzi dello spazio marino.
Per comprenderla possiamo pensare al mare come a un territorio nel quale convivono numerose attività.
Ci sono ecosistemi da proteggere, attività umane e differenti utilizzi dello spazio.
La ricerca descritta nell’avviso punta a sviluppare conoscenze che aiutino a valutare gli impatti delle attività antropiche sugli ecosistemi e a sostenere questi processi di pianificazione.
La borsa ISMAR di Venezia ha una durata iniziale di:
12 mesi
ed è rinnovabile fino a un massimo complessivo di:
36 mesi.
La domanda deve essere presentata telematicamente attraverso la piattaforma Selezioni online CNR entro quindici giorni dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale.
Il codice è:
B.R. n. ISMAR 14-2026-VE
Sempre a Venezia troviamo una delle opportunità scientificamente più interessanti del numero.
Il progetto si chiama:
MOREA 2
e la borsa riguarda lo sviluppo di strategie per il monitoraggio su larga scala delle microplastiche nei bacini fluviali e nelle zone costiere.
La ricerca descritta dalla Gazzetta punta a comprendere:
il trasporto delle microplastiche;
la loro distribuzione e deposizione;
le possibili fonti di contaminazione;
le caratteristiche delle particelle;
la variabilità spaziale e temporale;
gli effetti sugli ecosistemi e sulla biodiversità.
Non si tratta quindi semplicemente di “cercare plastica nell’acqua”.
La ricerca prova a comprendere da dove arriva, come si muove, dove si deposita e quali conseguenze può produrre nell’ambiente.
L’avviso indica lauree magistrali in:
biologia, biologia marina, scienze ambientali e scienze naturali.
Sono ammessi anche i titoli dichiarati equipollenti dalla normativa vigente e, alle condizioni riportate, lauree conseguite all’estero riconosciute equivalenti.
Il codice della selezione è:
B.R. n. ISMAR 15-2026-VE
Anche questa borsa ha durata di 12 mesi, rinnovabile fino a un massimo di 36 mesi.
La candidatura deve essere presentata attraverso Selezioni online CNR entro quindici giorni dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso.
Per capire il tipo di problema studiato possiamo immaginare una piccolissima particella plastica presente in un corso d’acqua.
La particella può essere trasportata dal fiume, raggiungere una zona costiera e successivamente depositarsi oppure continuare a muoversi nell’ambiente.
La ricerca descritta dal CNR studia proprio aspetti come trasporto, distribuzione, deposizione, fonti di contaminazione e variazioni nel tempo e nello spazio.
L’obiettivo scientifico comprende anche la valutazione degli effetti sugli ecosistemi e sulla biodiversità.
La terza opportunità dell’Istituto di Scienze Marine deve essere svolta presso la sede CNR di Trieste.
La tematica indicata è:
“Biogeochimica delle aree costiere ed estuarine”.
La biogeochimica studia, in termini generali, le relazioni tra processi biologici, geologici e chimici.
Nel contesto indicato dall’avviso, l’attività è concentrata sulle aree costiere ed estuarine.
La Gazzetta ammette un ventaglio piuttosto ampio di percorsi universitari.
Sono indicate lauree magistrali o specialistiche in scienze chimiche, chimica e tecnologia farmaceutiche e farmacia, fisica, ingegneria per l’ambiente e il territorio, scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, scienze nautiche, scienze della natura, scienze biologiche e scienze geologiche, secondo le specifiche classi riportate nell’avviso.
Sono ammessi inoltre i diplomi di laurea del vecchio ordinamento equiparati alle classi indicate e i titoli riconosciuti secondo la normativa.
Il codice è:
B.R. n. ISMAR 16-2026-TS
La borsa è collegata ai progetti VE_LandSeaLot e TS-CO2-MARE.
La durata iniziale è di 12 mesi, con possibilità di rinnovo fino a un massimo di 36 mesi.
La domanda deve essere trasmessa telematicamente attraverso la piattaforma Selezioni online CNR entro il termine indicato nell’avviso, pari a quindici giorni successivi alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Un’altra selezione porta nel Lazio, presso l’Istituto di Tecnologie e Intelligenza Ambientale del CNR, nella sede istituzionale di Montelibretti, in provincia di Roma.
La borsa riguarda l’area scientifica:
Terra e ambiente
e ha come tematica:
“Monitoraggio di inquinanti gassosi in ambienti urbani e rurali”.
La ricerca mette quindi al centro il monitoraggio ambientale in due contesti differenti: città e aree rurali.
Il codice della selezione è:
ITIAM-016-2026-MLIB
Questa opportunità presenta una durata diversa rispetto alle borse ISMAR.
La durata iniziale è infatti di:
6 mesi
con possibilità di rinnovo secondo la normativa vigente.
La domanda deve essere inviata esclusivamente tramite il portale telematico Selezioni online CNR entro il termine perentorio di quindici giorni decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso in Gazzetta.
Per sapere quali lauree siano ammesse e conoscere tutti gli altri requisiti è necessario consultare il bando integrale: l’estratto pubblicato nella Gazzetta parla genericamente di una borsa “per laureati” e non elenca in questa sede i titoli specifici.
L’ultima opportunità CNR del numero riguarda l’Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività – ISOF.
La borsa deve essere svolta presso l’area territoriale della ricerca CNR di Bologna, in via Piero Gobetti 101.
La selezione è:
per titoli e colloquio
e il codice è:
BR_ISOF_05_2026_BO
La durata complessiva indicata è di:
12 mesi.
Anche in questo caso la domanda deve essere presentata telematicamente attraverso Selezioni online CNR entro quindici giorni decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso.
L’estratto della Gazzetta riportato in questo numero non specifica la tematica scientifica della borsa né i titoli di studio richiesti: per questi elementi bisogna quindi consultare il bando integrale.
Guardando insieme le selezioni emerge un quadro interessante.
Milano concentra la ricerca sul rischio degli incendi boschivi.
Venezia ospita attività sulla pianificazione dello spazio marittimo e sulle microplastiche.
Trieste guarda alla biogeochimica delle aree costiere ed estuarine.
Montelibretti concentra l’attenzione sugli inquinanti gassosi negli ambienti urbani e rurali.
Bologna ospita invece la borsa ISOF di dodici mesi, per la quale l’estratto rimanda al bando completo per gli ulteriori dettagli scientifici.
No.
È importante non confondere le due cose.
La borsa di ricerca è uno strumento destinato allo svolgimento di un’attività di ricerca per la durata e alle condizioni stabilite dal relativo bando.
In questa Gazzetta troviamo, per esempio, borse iniziali di sei o dodici mesi.
Non si tratta quindi dei posti a tempo indeterminato che compaiono in altri concorsi pubblicati nello stesso numero.
Per chi è interessato a queste opportunità c’è un elemento pratico molto importante: i termini sono brevi.
Gli avvisi CNR esaminati prevedono termini di quindici giorni secondo le modalità di calcolo indicate da ciascuna selezione.
Non bisogna quindi utilizzare automaticamente la regola dei trenta giorni che compare in molti altri concorsi pubblici.
Il primo passo dovrebbe essere individuare immediatamente il bando corrispondente alla propria formazione universitaria e controllare la scadenza esatta prevista dalla procedura.
Gli avvisi indicano la modalità telematica attraverso la piattaforma Selezioni online CNR.
Il candidato deve però consultare il testo integrale della singola selezione prima di procedere.
La Gazzetta contiene infatti l’avviso ufficiale, mentre il bando completo contiene le condizioni operative, i requisiti, la documentazione richiesta e tutte le informazioni necessarie alla candidatura.
Quante borse di ricerca CNR sono presenti in questa parte della Gazzetta del 15 settembre 2026?
Il numero riporta sei avvisi: una borsa dell’Istituto di Geoscienze, tre dell’Istituto di Scienze Marine, una dell’Istituto di Tecnologie e Intelligenza Ambientale e una dell’Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività.
C’è una borsa dedicata agli incendi boschivi?
Sì. Il CNR-Istituto di Geoscienze pubblica una selezione da svolgere a Milano sul rischio di incendio boschivo, sulla propagazione del fronte di fiamma, sulla quantificazione dei danni e sulle strategie di gestione e mitigazione.
C’è una selezione sulle microplastiche?
Sì. L’ISMAR di Venezia cerca un borsista per un progetto dedicato al monitoraggio su larga scala delle microplastiche nei bacini fluviali e nelle zone costiere.
Quali lauree sono indicate per la borsa sulle microplastiche?
La Gazzetta indica lauree magistrali in biologia, biologia marina, scienze ambientali e scienze naturali, oltre ai titoli equipollenti previsti dalla normativa.
Quanto durano le borse ISMAR?
Le tre borse ISMAR pubblicate nel numero hanno una durata iniziale di dodici mesi e sono rinnovabili fino a un massimo di trentasei mesi.
C’è una borsa sull’inquinamento atmosferico?
L’ITIAM del CNR pubblica una borsa a Montelibretti sul monitoraggio degli inquinanti gassosi in ambienti urbani e rurali. La durata iniziale è di sei mesi, rinnovabile secondo la normativa vigente.
Come si presenta la candidatura?
Gli avvisi esaminati indicano la presentazione telematica attraverso il sistema Selezioni online CNR, rispettando le modalità previste dal singolo bando.
Quanto tempo c’è per presentare domanda?
Le procedure riportate prevedono termini di quindici giorni secondo il criterio di decorrenza specificato in ciascun avviso. È quindi indispensabile controllare immediatamente il bando interessato.
Immaginiamo l’ambiente come un grande paziente da sottoporre a controlli.
Un gruppo di ricercatori studia come può propagarsi un incendio e quali danni potrebbe provocare.
Un altro segue il percorso delle microplastiche dai fiumi alle coste.
Un altro ancora analizza ciò che accade nelle zone costiere e negli estuari.
A Montelibretti, invece, l’attenzione si sposta sull’aria e sugli inquinanti gassosi presenti nelle città e nelle campagne.
Sono problemi differenti, ma il metodo di fondo è simile: raccogliere informazioni scientifiche, comprenderle e trasformarle in conoscenze utili per affrontare fenomeni ambientali complessi.
Ed è proprio questa la caratteristica più interessante delle borse CNR pubblicate il 15 settembre: dietro una selezione pubblica non c’è soltanto un’opportunità professionale, ma anche un progetto che prova a comprendere meglio il territorio, il mare e l’ambiente in cui viviamo.
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