Quasi 38 milioni di euro per trasformare il turismo in uno degli strumenti di rilancio dei territori abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009.
La Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 2026 pubblica la delibera CIPESS n. 20/2026 dedicata ai programmi di sviluppo RESTART e RESTART 2.
La cifra complessivamente assegnata ai nuovi interventi è di 37.942.116,03 euro.
Dietro questo numero, però, ci sono diversi progetti: dalla Pista ciclabile naturale del Gran Sasso ai programmi turistici che coinvolgono gruppi di Comuni del cratere.
La strategia non riguarda soltanto la costruzione di nuove opere. Comprende sentieri, patrimonio storico, servizi turistici, collegamenti fisici e digitali, promozione del territorio, sport, natura e interventi destinati a rendere l'offerta turistica meno dipendente dalle singole stagioni.
Vediamo dove vanno i soldi.
RESTART è il programma di sviluppo destinato all'area del cratere sismico abruzzese.
Accanto alla ricostruzione materiale degli edifici, il programma affronta un altro problema: come creare nuovamente condizioni economiche e sociali capaci di rendere attrattivi e vitali i territori colpiti dal sisma.
Il programma RESTART originario dispone, dopo precedenti rideterminazioni richiamate nella delibera, di risorse attivabili per il periodo 2016-2020 pari complessivamente a 217.066.880 euro.
La delibera spiega che erano già stati approvati dal CIPESS interventi per 189.842.406,89 euro e assegnate risorse per 184.561.460,45 euro.
RESTART 2 prosegue la stessa strategia nel periodo successivo.
La sua dotazione attivabile per il periodo 2021-2035 è pari a 110 milioni di euro.
Le finalità comprendono riqualificazione e sviluppo delle aree produttive, promozione turistica e culturale, ricerca e innovazione tecnologica, alta formazione, sostegno alle attività imprenditoriali, accesso al credito e servizi di connettività per cittadini e imprese.
La delibera interviene sul piano finanziario di RESTART spostando 17.410.338,04 euro dalla Priorità A, dedicata al “Sistema imprenditoriale e produttivo”, alla Priorità B, “Turismo e ambiente”.
In termini tecnici si parla di rimodulazione del piano finanziario.
Significa che viene modificata la distribuzione interna delle risorse del programma per rispondere a un diverso fabbisogno.
Non significa che quei 17,4 milioni vengano cancellati dal programma.
Vengono spostati da una priorità a un'altra.
È come il bilancio di un Comune: se una voce dispone di risorse utilizzabili e un'altra necessita di maggiori finanziamenti per realizzare interventi già individuati, il piano può essere modificato attraverso le procedure previste.
La delibera assegna complessivamente:
37.942.116,03 euro.
La somma si divide in due grandi blocchi.
3.017.642,92 euro sono destinati a due interventi collegati alla Pista ciclabile naturale del Gran Sasso.
Gli altri 34.924.473,11 euro costituiscono il fabbisogno complessivo dei Progetti integrati per il turismo delle Aree omogenee 3, 7, 8 e 9.
Questi ultimi vengono finanziati attraverso RESTART e RESTART 2.
La Regione Abruzzo è titolare di due interventi riguardanti la Pista ciclabile naturale del Gran Sasso.
Il primo è il “Completamento Pista ciclabile naturale del Gran Sasso”, con CUP C39B25000140001.
Il costo previsto è di:
2.017.642,92 euro.
Il secondo riguarda le “Iniziative promozionali della Pista ciclabile naturale del Gran Sasso”, con CUP C14J25000680001.
In questo caso vengono destinati:
1.000.000 di euro.
Totale:
3.017.642,92 euro.
L'intervento di completamento è collegato alla valorizzazione del territorio attraverso il miglioramento dell'accessibilità e della fruizione turistica e punta a incentivare forme di turismo attivo e rispettoso dell'ambiente.
Questo è uno degli aspetti più interessanti della delibera.
Non si tratta semplicemente di 3 milioni aggiunti da zero al bilancio pubblico.
Le risorse derivano da somme già assegnate alla Regione Abruzzo e non utilizzate per il corrispondente importo.
La delibera ricostruisce infatti il precedente intervento “Rivitalizzazione dei centri storici e incentivi al rientro delle attività economiche nei borghi”, inizialmente approvato per 20 milioni di euro.
A consuntivo, l'importo è stato rideterminato a 16.885.256,76 euro, grazie alle economie conseguite nella gestione del bando “Fare Centro”.
Sono quindi risultate risorse assegnate e non utilizzate per 3.114.743,24 euro.
Di queste, 3.017.642,92 euro risultano riprogrammabili nell'ambito di RESTART.
Ed è proprio questa cifra che viene utilizzata per i due interventi sulla Pista ciclabile naturale del Gran Sasso.
Nel linguaggio della pubblica amministrazione, le economie sono risorse che erano state previste o assegnate per un determinato intervento ma che, per varie ragioni, non sono state utilizzate integralmente.
Un esempio semplice.
Un Comune prevede di spendere 100.000 euro per un intervento. Alla conclusione delle procedure la spesa effettiva risulta di 85.000 euro.
Restano 15.000 euro.
Quei soldi non diventano automaticamente denaro liberamente spendibile: devono essere gestiti secondo le regole applicabili al finanziamento.
Nel caso RESTART, una parte delle economie viene formalmente riprogrammata verso nuovi interventi.
La fetta maggiore delle risorse riguarda i PIT, cioè i Progetti integrati per il turismo.
La parola più importante è “integrati”.
Non si finanzia necessariamente una singola opera isolata.
L'obiettivo è mettere insieme più interventi e più Comuni per costruire un'offerta turistica territoriale coordinata.
I PIT approvati interessano le Aree omogenee 3, 7, 8 e 9.
Il loro fabbisogno complessivo è pari a:
34.924.473,11 euro.
Il primo progetto si chiama:
“Gran Sasso Outdoor & Benessere”.
Il valore è di circa:
8,28 milioni di euro.
Partecipano otto Comuni:
Arsita, Castelli, Colledara, Fano Adriano, Montorio al Vomano, Penna Sant'Andrea, Pietracamela e Tossicia.
Il Comune capofila è Colledara.
Il progetto comprende 23 operazioni distinte.
La finalità descritta nella delibera è sviluppare le risorse presenti sul territorio attraverso interventi come una rete di sentieristica, il potenziamento dell'accoglienza e la ristrutturazione di attrattori storico-architettonici, tra cui gli antichi mulini.
L'obiettivo comprende anche il miglioramento dei servizi attraverso un'offerta integrata tra i diversi Comuni, la creazione di posti di lavoro e il sostegno agli investimenti privati nel turismo.
Il secondo progetto prende il nome di:
“Il cammino delle genti”.
Importo:
9.902.176,89 euro indicati nel corpo della delibera.
Coinvolge sette Comuni:
Bugnara, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Goriano Sicoli e Gagliano Aterno.
Il Comune capofila è Bugnara.
Il PIT è composto da 9 operazioni distinte.
L'obiettivo è valorizzare in maniera coordinata le risorse turistiche, culturali e ambientali.
La delibera parla anche di nuove modalità di esplorazione e narrazione del territorio e della creazione di infrastrutture di connessione sia fisica sia digitale.
Non soltanto, quindi, sentieri e strutture materiali: l'idea è creare un sistema turistico capace di collegare i diversi punti di interesse.
Il progetto dell'Area omogenea 8 si chiama:
“La Rinascita”.
È particolarmente articolato.
Coinvolge undici Comuni:
Acciano, Barisciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, San Demetrio ne' Vestini, Sant'Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant'Angelo.
Il Comune capofila è Barisciano.
Il costo complessivo richiesto è:
11.850.816,22 euro.
Il progetto è suddiviso in due macro-componenti.
La prima componente comprende 25 interventi autonomamente funzionali.
Importo:
4.150.710,54 euro.
Il finanziamento arriva dal programma RESTART, Priorità B – Turismo e ambiente.
La seconda componente comprende 10 interventi autonomamente funzionali.
Importo:
7.700.105,68 euro.
Ed è qui che entra direttamente in gioco RESTART 2.
Questa parte viene infatti finanziata nell'ambito della Priorità B – Turismo e ambiente del nuovo programma.
Complessivamente il PIT “La Rinascita” è articolato in 15 operazioni e 35 interventi.
La suddivisione serve, secondo quanto riportato nella delibera, a favorire una gestione finanziaria più efficiente e una corretta rendicontazione, mantenendo contemporaneamente l'unitarietà del progetto.
Il quarto grande progetto si chiama:
“Altopiano delle Rocche. Terre montane tra sport e natura”.
Importo:
4.891.480 euro.
Coinvolge quattro Comuni:
Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Ovindoli e Lucoli.
Il Comune capofila è Rocca di Mezzo.
Il progetto è composto da 9 operazioni distinte.
L'obiettivo è valorizzare la fruizione naturalistica e culturale dell'area mettendo in rete le risorse già presenti e integrandole con nuove proposte.
Un elemento particolarmente interessante è la destagionalizzazione.
Destagionalizzare significa cercare di attirare visitatori non soltanto nei periodi tradizionalmente più forti.
Pensiamo a una località montana che lavora soprattutto durante la stagione sciistica.
Se riesce a sviluppare sentieri, ciclismo, cultura, natura, eventi e altre attività, può attirare visitatori anche in primavera, estate e autunno.
La delibera indica proprio l'obiettivo di attrarre un turismo più continuativo e a basso impatto ambientale, costruendo un modello stabile e sostenibile di gestione delle risorse.
Il fabbisogno complessivo dei PIT è di:
34.924.473,11 euro.
La copertura viene divisa tra i due programmi.
Da RESTART arrivano:
27.224.367,43 euro.
Da RESTART 2 arrivano:
7.700.105,68 euro.
Quest'ultima somma finanzia la componente AO8.2 del progetto “La Rinascita”.
La delibera precisa inoltre che le risorse mantengono, nel coordinamento tra RESTART e RESTART 2, i criteri storici territoriali di ripartizione: 67% per il Comune dell'Aquila e 33% per i Comuni del cratere, con i meccanismi di compensazione indicati dal provvedimento.
In termini semplici, i quasi 38 milioni possono essere letti così:
PIT 3 – Gran Sasso Outdoor & Benessere: circa 8,28 milioni.
PIT 7 – Il cammino delle genti: circa 9,90 milioni.
PIT 8 – La Rinascita: circa 11,85 milioni, suddivisi tra RESTART e RESTART 2.
PIT 9 – Altopiano delle Rocche: circa 4,89 milioni.
Completamento Pista ciclabile naturale del Gran Sasso: circa 2,02 milioni.
Promozione della Pista ciclabile naturale del Gran Sasso: 1 milione.
Il totale assegnato dalla delibera è 37.942.116,03 euro.
La delibera contiene anche un cronoprogramma di spesa.
Non si prevede quindi di spendere tutto immediatamente.
Gli interventi vengono distribuiti su quattro annualità.
Per RESTART, il cronoprogramma dell'allegato indica circa:
6,22 milioni nella prima annualità;
11,80 milioni nella seconda;
7,73 milioni nella terza;
4,49 milioni nella quarta.
Per la componente RESTART 2 relativa a “La Rinascita AO8.2” sono programmati circa:
579 mila euro nella prima annualità;
2,16 milioni nella seconda;
2,58 milioni nella terza;
2,38 milioni nella quarta.
Questo è un elemento importante: assegnare una risorsa non significa che l'intero importo venga speso il giorno successivo.
Tra assegnazione, progettazione, procedure amministrative, realizzazione e rendicontazione esiste un percorso che può svilupparsi su più anni.
La delibera non si limita ad assegnare il denaro.
È previsto anche il monitoraggio dell'attuazione.
Le amministrazioni interessate devono seguire l'avanzamento finanziario, fisico e procedurale degli interventi.
La Struttura di missione deve inoltre predisporre le relazioni sullo stato di avanzamento dei programmi.
Questo significa verificare non soltanto quanti soldi vengono spesi, ma anche se le opere e le attività previste stanno effettivamente procedendo.
Per chi vive nei territori coinvolti, l'effetto potenziale non riguarda un bonus versato direttamente sul conto corrente.
Questi sono investimenti territoriali.
Possono tradursi in sentieri e infrastrutture turistiche, recupero e valorizzazione di attrattori, servizi, promozione, collegamenti tra Comuni e una maggiore capacità di attirare visitatori.
Per un'impresa locale – ad esempio un agriturismo, un ristorante, un'attività ricettiva o un servizio collegato al turismo – una maggiore presenza di visitatori può generare indirettamente nuove opportunità economiche.
Per i Comuni significa invece lavorare su progetti condivisi anziché su iniziative completamente separate.
Per i cittadini può significare anche una migliore fruizione del patrimonio naturale e culturale.
È però importante distinguere gli obiettivi dichiarati dei progetti dai risultati effettivi: questi ultimi potranno essere valutati soltanto con l'avanzamento e la realizzazione degli interventi.
Un possibile equivoco va chiarito.
La delibera non istituisce un bonus da 38 milioni destinato direttamente a cittadini, albergatori o ristoratori.
Le risorse finanziano gli interventi approvati nell'ambito dei programmi RESTART e RESTART 2.
L'impatto sulle imprese può arrivare attraverso lo sviluppo dell'offerta turistica, gli investimenti territoriali e le attività previste dai singoli progetti.
Il terremoto del 2009 non ha prodotto soltanto danni agli edifici.
Ha inciso sulla popolazione, sulle attività economiche e sulla capacità di molti piccoli centri di mantenere attrattività.
La logica di RESTART è quindi differente dalla semplice ricostruzione di un muro o di un edificio.
Si cerca di ricostruire anche la capacità del territorio di produrre economia.
La delibera del 2026 sceglie in modo evidente una leva: turismo e ambiente.
Montagna, sentieri, borghi, sport, cultura e mobilità lenta diventano elementi di una strategia che prova a trasformare il patrimonio territoriale in opportunità di sviluppo.
Quanti soldi vengono assegnati complessivamente?
La delibera dispone l'assegnazione di 37.942.116,03 euro per gli interventi approvati nell'ambito di RESTART e RESTART 2.
Sono tutti nuovi fondi?
No. La delibera utilizza risorse già disponibili nei programmi, effettua una rimodulazione tra priorità e riprogramma anche economie derivanti da precedenti interventi.
Quanto viene destinato alla Pista ciclabile naturale del Gran Sasso?
Complessivamente 3.017.642,92 euro: 2.017.642,92 euro per il completamento e 1 milione per iniziative promozionali.
Cosa significa PIT?
Significa Progetto integrato per il turismo. Si tratta di progetti territoriali composti da più interventi e, nei casi descritti dalla delibera, sviluppati attraverso partenariati tra diversi Comuni.
Quali territori interessano i PIT?
Le Aree omogenee interessate sono la 3, la 7, la 8 e la 9.
Qual è il progetto PIT più consistente?
In termini di costo complessivo indicato nella delibera, “La Rinascita” dell'Area omogenea 8 raggiunge 11.850.816,22 euro, suddivisi tra una componente RESTART e una RESTART 2.
Che cos'è RESTART 2?
È il programma che prosegue le finalità di RESTART. La delibera indica una dotazione attivabile di 110 milioni di euro per il periodo 2021-2035.
I cittadini possono chiedere direttamente questi finanziamenti?
La delibera in esame assegna risorse agli interventi pubblici descritti e non configura un bonus generale da richiedere direttamente da parte dei cittadini.
I 38 milioni saranno spesi immediatamente?
No. La delibera contiene un cronoprogramma che distribuisce la spesa degli interventi su più annualità.
Come si saprà se i progetti stanno funzionando?
È previsto un sistema di monitoraggio dell'avanzamento finanziario, fisico e procedurale. I risultati concreti potranno quindi essere valutati nel corso dell'attuazione.
Immaginiamo undici piccoli negozi di una stessa zona.
Ognuno potrebbe spendere una piccola somma per farsi pubblicità da solo.
Oppure potrebbero unirsi, migliorare insieme la strada che li collega, creare un percorso comune, organizzare servizi condivisi e promuovere l'intera zona come una destinazione unica.
I PIT seguono una logica simile.
Invece di considerare ogni Comune come un'isola, cercano di mettere insieme borghi, natura, percorsi, cultura e servizi.
La scommessa dei quasi 38 milioni di euro è proprio questa: utilizzare le risorse della ricostruzione non soltanto per recuperare ciò che il terremoto ha danneggiato, ma per costruire nuove ragioni per visitare, vivere e investire nei territori del cratere abruzzese.
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