Cani, regole prorogate fino al 2027: guinzaglio, museruola e obblighi per i proprietari

Serie Generale N. 0 05/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 05/09/2026 14:08
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Chi porta il cane a passeggio dovrà continuare a rispettare le misure previste per prevenire aggressioni e incidenti. Il Ministero della Salute ha infatti deciso di mantenere in vigore per altri dodici mesi l'ordinanza sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani.

La proroga parte dal 5 settembre 2026 e mantiene efficace l'ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013 e le sue successive modificazioni.

Dietro un provvedimento apparentemente molto breve ci sono regole che interessano milioni di proprietari e chiunque si trovi temporaneamente a custodire un cane.

Tra i punti più importanti: responsabilità del proprietario, utilizzo del guinzaglio nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, disponibilità della museruola, raccolta delle feci e misure specifiche per gli animali dichiarati a rischio elevato di aggressività.

Vediamo cosa significa concretamente.

Cosa ha deciso la Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 2026

Il nuovo provvedimento è un'ordinanza contingibile e urgente, cioè uno strumento amministrativo utilizzato per adottare misure necessarie a fronteggiare determinate esigenze di tutela pubblica.

L'ordinanza del 16 luglio 2026 contiene sostanzialmente una decisione: prorogare di altri dodici mesi, a decorrere dal 5 settembre 2026, la validità dell'ordinanza del 6 agosto 2013 e delle successive modificazioni.

Non siamo quindi davanti a un nuovo regolamento completamente riscritto.

Il Ministero mantiene in vita il sistema precedente.

Perché le regole vengono prorogate ancora una volta

La motivazione indicata dal Ministero è particolarmente significativa.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, permane la necessità di adottare misure cautelari per proteggere l'incolumità pubblica a causa del verificarsi di frequenti episodi di aggressione da parte di cani e di incidenti, soprattutto in ambito domestico, collegati alla gestione non corretta degli animali da parte dei proprietari.

Il Ministero sottolinea inoltre che la prevenzione non deve basarsi soltanto su obblighi e divieti.

Un ruolo importante viene attribuito anche alla formazione dei proprietari e dei detentori, con l'obiettivo di migliorare la capacità di gestire correttamente gli animali.

Il principio di fondo è semplice: prevenire un'aggressione significa intervenire prima che si verifichi l'incidente.

Fino a quando resteranno in vigore le misure

La nuova proroga dura dodici mesi a decorrere dal 5 settembre 2026.

In termini temporali, porta quindi l'efficacia del regime prorogato fino ai primi giorni di settembre 2027, salvo che nel frattempo intervengano nuove disposizioni.

È importante non confondere la data dell'ordinanza con quella dalla quale decorre la proroga.

Il provvedimento è datato 16 luglio 2026, è stato registrato dalla Corte dei conti il 24 agosto 2026 ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 2026.

La decorrenza indicata espressamente è il 5 settembre 2026.

Il proprietario resta responsabile del proprio cane

Uno dei principi centrali dell'ordinanza originaria è la responsabilità del proprietario.

Il proprietario è responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e può rispondere civilmente e penalmente dei danni o delle lesioni provocate dal cane a persone, altri animali o cose.

Questo significa che possedere un cane non comporta soltanto occuparsi della sua alimentazione e della sua salute.

Significa anche essere in grado di controllarlo.

Un cane che sfugge al proprietario e provoca un incidente può quindi determinare conseguenze che vanno ben oltre il semplice inconveniente durante una passeggiata.

Anche chi tiene temporaneamente il cane assume responsabilità

Un altro aspetto importante riguarda il detentore.

Nel linguaggio quotidiano proprietario e detentore possono sembrare la stessa cosa, ma non necessariamente lo sono.

Il proprietario è il soggetto a cui appartiene l'animale. Il detentore può invece essere la persona che, anche temporaneamente, ne assume la custodia.

Pensiamo a un caso molto comune.

Marco possiede un cane ma chiede all'amico Luca di portarlo al parco mentre lui è al lavoro.

Durante quel periodo Luca non diventa proprietario del cane, ma ne assume la gestione.

L'ordinanza stabilisce infatti che chiunque accetti, a qualsiasi titolo, di detenere un cane non proprio ne assume la responsabilità per il relativo periodo.

Per questo affidare un cane a qualcuno non dovrebbe essere considerato un gesto puramente formale: la persona deve essere realmente in grado di controllare l'animale.

Guinzaglio: resta la regola degli 1,50 metri

Uno degli obblighi più concreti riguarda il guinzaglio.

Nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico il cane deve essere condotto utilizzando un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,50 metri.

Fanno eccezione le aree per cani individuate dai Comuni.

La finalità è evidente: permettere a chi conduce l'animale di conservarne il controllo in presenza di persone, bambini, altri cani, biciclette, automobili o situazioni impreviste.

Un guinzaglio molto lungo, infatti, può rendere più difficile intervenire rapidamente.

Museruola: bisogna averla con sé

Altro punto spesso frainteso riguarda la museruola.

La disciplina non significa che ogni cane debba camminare sempre indossandola.

Il proprietario o detentore deve però portare con sé una museruola, rigida oppure morbida.

La museruola deve poter essere applicata al cane quando esiste un rischio per l'incolumità di persone o animali oppure quando viene richiesta dalle autorità competenti.

La differenza è importante.

Guinzaglio e museruola non funzionano quindi, nella disciplina generale, esattamente nello stesso modo: il primo deve essere utilizzato nelle situazioni previste dalla norma; la seconda deve essere disponibile per poter essere applicata quando necessario.

A chi può essere affidato il cane

L'ordinanza stabilisce inoltre che il cane deve essere affidato a persone in grado di gestirlo correttamente.

Non esiste quindi soltanto una responsabilità nel momento della passeggiata.

Il proprietario deve valutare anche a chi sta consegnando l'animale.

Pensiamo a un cane molto grande e particolarmente energico. Affidarlo a una persona che non riesce fisicamente a trattenerlo può creare una situazione di rischio.

La regola punta proprio a evitare situazioni di questo tipo.

Conoscere il cane fa parte della responsabilità del proprietario

La disciplina attribuisce importanza anche alla conoscenza delle caratteristiche dell'animale.

Chi acquisisce un cane deve informarsi sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche.

Il termine etologico riguarda il comportamento dell'animale: esigenze, reazioni, modalità di relazione e caratteristiche comportamentali.

Non significa che tutti i cani appartenenti alla stessa tipologia si comportino nello stesso modo.

Il principio è piuttosto che chi decide di prendere un cane dovrebbe conoscere le esigenze dell'animale che dovrà gestire.

Un piccolo cane da compagnia, un cane da pastore giovane e un animale di grande taglia possono richiedere capacità di gestione molto differenti.

Il cane deve essere gestito in modo compatibile con l'ambiente in cui vive

Il proprietario e il detentore devono inoltre assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto nel quale vive.

Questo principio diventa particolarmente importante nei condomini, nei parchi, nelle strade affollate e negli altri luoghi nei quali animali e persone condividono gli stessi spazi.

Non basta quindi dire: “Il mio cane con me è tranquillo”.

La responsabilità riguarda anche la capacità di prevedere e gestire il comportamento dell'animale quando cambia il contesto.

Raccolta delle feci: resta l'obbligo

L'ordinanza contiene anche una disposizione molto concreta sulla pulizia degli spazi pubblici.

Chi conduce un cane in ambito urbano deve raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei per effettuare la raccolta.

Non si tratta quindi soltanto dell'obbligo di intervenire dopo che il cane ha sporcato.

Chi lo porta a passeggio deve essere preventivamente attrezzato.

I percorsi formativi e il “patentino”

Il sistema prevede inoltre percorsi formativi per i proprietari di cani.

Al termine del percorso può essere rilasciato un attestato di partecipazione comunemente indicato come patentino.

Nell'ordinanza del 2026 il Ministero torna esplicitamente sul valore della formazione e parla della necessità di diffondere sul territorio nazionale la cultura del possesso responsabile attraverso percorsi formativi su base volontaria.

L'obiettivo non è insegnare semplicemente alcuni comandi al cane.

La formazione riguarda soprattutto il proprietario: capire il comportamento dell'animale, riconoscere situazioni potenzialmente problematiche e imparare a gestirlo correttamente.

Cosa succede dopo una morsicatura o un'aggressione

La disciplina prevede un meccanismo specifico quando si verifica una morsicatura o un'aggressione.

I servizi veterinari possono attivare un percorso finalizzato a verificare le condizioni psicofisiche dell'animale e la correttezza della sua gestione da parte del proprietario.

Quando viene rilevato un rischio elevato possono essere stabilite specifiche misure di prevenzione e può essere richiesta una valutazione comportamentale, con eventuali interventi da parte di veterinari esperti nel comportamento animale.

Il sistema, quindi, non si limita a guardare alla razza del cane.

L'attenzione viene concentrata sul singolo animale, sul suo comportamento e sulla sua gestione.

Cani dichiarati a rischio elevato: regole più severe

Per i cani dichiarati a rischio elevato di aggressività è previsto un registro tenuto dai servizi veterinari.

Per questi animali le precauzioni diventano più stringenti.

I proprietari dei cani inseriti nel registro devono stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi provocati dal cane.

Inoltre, quando questi animali si trovano nelle aree urbane o nei luoghi aperti al pubblico, devono essere utilizzati sia il guinzaglio sia la museruola.

Questo è un punto importante perché distingue la regola generale da quella applicabile agli animali formalmente individuati come a rischio elevato.

Non esiste una semplice “lista nera” di razze nella disciplina prorogata

Il sistema introdotto dall'ordinanza punta sulla responsabilità del proprietario e sulla valutazione del singolo animale, anziché costruire la prevenzione esclusivamente sull'appartenenza del cane a una determinata razza.

È una differenza sostanziale.

Due cani della stessa razza possono avere storie, comportamenti, educazione e modalità di gestione completamente differenti.

Per questo la logica della disciplina è quella di responsabilizzare chi possiede e conduce l'animale e di intervenire in maniera specifica quando viene individuato un rischio elevato.

Un esempio concreto: passeggiata in centro

Immaginiamo una normale passeggiata del sabato pomeriggio.

Una persona esce con il proprio cane e attraversa una strada del centro cittadino.

Il cane deve essere condotto con il guinzaglio secondo le caratteristiche previste dalla disciplina. La persona deve avere con sé la museruola, anche se in quel momento non è necessario farla indossare all'animale.

Deve inoltre avere il necessario per raccogliere le feci.

Se entra in una situazione nella quale il cane può rappresentare un rischio oppure l'autorità competente richiede l'utilizzo della museruola, deve poterla applicare.

Se invece il cane è stato formalmente inserito nel registro degli animali a rischio elevato di aggressività, le precauzioni diventano più severe e nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico devono essere utilizzati insieme guinzaglio e museruola.

Un esempio in condominio

Pensiamo ora a un cane che vive in un condominio.

Il proprietario sa che l'animale reagisce male quando incontra altri cani nell'androne.

La responsabilità non consiste semplicemente nel dire agli altri condomini di stare lontani.

Spetta a chi gestisce l'animale adottare le precauzioni necessarie per mantenere il controllo e prevenire situazioni pericolose.

È proprio questo il principio che attraversa l'intero sistema: chi gestisce il cane deve prevenire il rischio prevedibile.

Perché il Ministero insiste sugli incidenti domestici

Un passaggio dell'ordinanza del 2026 merita particolare attenzione.

Il Ministero non parla soltanto di aggressioni in strada.

Richiama espressamente gli incidenti che avvengono soprattutto in ambito domestico e che vengono collegati alla non corretta gestione degli animali.

Questo amplia la prospettiva.

La prevenzione non riguarda soltanto il cane incontrato al parco o lasciato senza controllo in strada.

Riguarda anche la vita quotidiana in casa: rapporto con familiari, ospiti, bambini, altri animali e persone che occasionalmente si occupano del cane.

Cosa cambia dal 5 settembre 2026

Dal punto di vista pratico, la novità principale è proprio che non si interrompe il sistema esistente.

La Gazzetta del 5 settembre non introduce un nuovo codice per i proprietari dei cani.

Proroga invece per altri dodici mesi l'ordinanza del 2013 e le successive modificazioni.

Questo significa che proprietari e detentori devono continuare a comportarsi secondo le regole già previste.

Il Ministero motiva questa scelta con il permanere del rischio di aggressioni e con l'assenza, al momento del provvedimento, di una disciplina normativa organica che sostituisca il sistema dell'ordinanza.

FAQ – Domande frequenti

Fino a quando sono prorogate le misure?

La proroga ha una durata di dodici mesi a decorrere dal 5 settembre 2026. In assenza di ulteriori modifiche normative, il regime prorogato arriva quindi ai primi giorni di settembre 2027.

Devo tenere sempre il cane al guinzaglio?

Nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico la disciplina prevede l'utilizzo del guinzaglio, con lunghezza non superiore a 1,50 metri, salvo le aree per cani individuate dai Comuni.

La museruola deve essere sempre indossata?

No, non secondo la regola generale dell'ordinanza. Deve però essere portata con sé e applicata quando esiste un rischio per persone o animali oppure su richiesta dell'autorità competente. Per i cani formalmente dichiarati a rischio elevato valgono regole più severe.

Posso affidare il cane a un'altra persona?

Sì, ma il cane deve essere affidato a una persona capace di gestirlo correttamente. Chi accetta di detenere temporaneamente un cane non proprio ne assume la responsabilità per quel periodo.

È obbligatorio raccogliere le feci?

Sì. In ambito urbano chi conduce il cane deve raccoglierne le feci e deve avere con sé strumenti idonei alla raccolta.

Tutti i proprietari devono avere un'assicurazione per il cane?

L'obbligo specificamente previsto dall'ordinanza riguarda i proprietari dei cani inseriti nel registro degli animali dichiarati a rischio elevato di aggressività.

Esiste una lista di razze considerate automaticamente pericolose?

Il sistema prorogato è basato sulla responsabilità del proprietario e sulla valutazione del singolo animale, non su una semplice classificazione automatica per razza.

Cosa succede se un cane morde qualcuno?

I servizi veterinari possono avviare un percorso per verificare le condizioni psicofisiche del cane e la correttezza della sua gestione. In presenza di rischio elevato possono essere stabilite misure specifiche e richiesta una valutazione comportamentale.

Il “patentino” per proprietari di cani esiste ancora?

La disciplina richiama percorsi formativi per i proprietari. L'ordinanza del 2026 sottolinea espressamente l'importanza della formazione e della diffusione della cultura del possesso responsabile.

La proroga introduce nuove sanzioni?

Il provvedimento pubblicato il 5 settembre 2026 non introduce, nel suo articolo di proroga, un nuovo sistema sanzionatorio: prolunga la validità dell'ordinanza precedente e delle successive modificazioni.

Paragone semplice per capire la norma

Possedere un cane può essere paragonato, sotto il profilo della responsabilità, alla gestione di qualcosa che richiede attenzione continua.

Non basta sapere che normalmente “non succede nulla”.

Se una famiglia sa che il proprio cane diventa agitato quando incontra altri animali, deve organizzare la passeggiata in modo da poterlo controllare. Se lo affida a un'altra persona, deve scegliere qualcuno capace di gestirlo. Se entra in un luogo pubblico, deve avere con sé gli strumenti previsti.

È un po' come guidare un'automobile: essere prudenti non significa aspettare che avvenga un incidente per intervenire.

Significa adottare prima le precauzioni necessarie.

Ed è proprio questa la filosofia della disciplina prorogata fino al 2027: la sicurezza dipende soprattutto dalla gestione responsabile dell'animale e dalla prevenzione dei comportamenti a rischio.

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